Archivi del giorno: 28 ottobre 2009

“Ci ho fatto un papello così” « Blog di Giuseppe Casarrubea

Fonte: “Ci ho fatto un papello così” « Blog di Giuseppe Casarrubea, http://casarrubea.wordpress.com/2009/10/28/ci-ho-fatto-un-papello-cosi/

Della mafia, e cioè di un fenomeno sommerso che affonda le sue radici maligne in tutto il tessuto sociale e istituzionale dell’Italia, si è parlato e scritto spesso come di una realtà circoscritta alla Sicilia e all’America, per un lungo periodo della storia del ‘900. Assai poco si è riflettuto, invece, sulle sue caratteristiche attuali. Quelle cioè che ne hanno favorito la penetrazione sul piano nazionale o quelle altre che si manifestano con violenza all’indomani della caduta del muro di Berlino. Quando, ad esempio, vengono alla ribalta in modo dirompente la mafia russa, che condurrà al potere Yeltsin, quella albanese o ungherese e degli altri Paesi dell’ex blocco sovietico, non dimenticando le ex repubbliche asiatiche dei Soviet.

A tale proposito non è forse superfluo ricordare le ingerenze dell’intelligence Usa, a partire dall’era reaganiana e dal suo successore Bush senior, per destabilizzare prima l’ex impero sovietico e dopo i nuovi Stati formatisi dalla disgregazione dell’Urss.

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Lungo questo percorso, già dalla seconda guerra mondiale e fino ai nostri giorni, le mafie si sono dimostrate braccio armato delle vocazioni imperialistiche dello zio Sam. Valga per tutti l’esempio dell’Afghanistan: il fratello di Karzai, capo del governo fantoccio della Nato, è il maggior narcotrafficante in oppio dell’Asia centrale.

Si tratta di mafie nuove, come nuovo era stato nel dopoguerra il sistema messo in piedi da Lucky Luciano tra Europa, America latina e Usa. La loro modernità consiste nella nuova realtà geopolitica mondiale che, come un’infinita trama planetaria, ne ha favorito lo sviluppo riorientandole verso nuove forme di potere politico, nuove realtà istituzionali, dagli Urali al Mediterraneo e al Medio Oriente.

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I caratteri di queste mafie sono la  mondializzazione e l’emersione progressiva delle loro connessioni con i singoli Stati, sotto l’egida di Washington.

Solo all’interno di questo quadro possono essere spiegati i fatti che accadono in Italia a partire dal 1992, con l’avvertenza, però, che le stragi di quell’anno non arrivano all’improvviso come banali colpi di testa di una mafia ringalluzzita, ma sono l’approdo di un percorso iniziato almeno un biennio prima, con la crisi del sistema-Stato e con la connessa caduta dei grandi valori tradizionali.

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E veniamo alle rivelazioni dei collaboratori di giustizia degli ultimi  mesi. Cominciamo con Giovanni Brusca. Immaginiamoci un grande palcoscenico dove si muovono vari personaggi. Ciascuno recita la sua parte. Quella in cui crede veramente.

La scena – così come è stata raccontata da molti giornali – rappresenta “Totò u Curtu” alla vigilia di Natale del 1992. Il grande capo riunisce i boss più fidati per gli auguri, in una casa alla periferia di Palermo. Lima, Falcone e Borsellino sono già stati eliminati nei mesi precedenti e Totò è euforico. Esclama: “Finalmente si sono fatti sotto!” E aggiunge: “Ci ho fatto un papello così!”

L’euforia di  Riina ci spiega una sola cosa: non aveva capito niente. Tronfio e pieno di sè, era stato preso da una sorta di megalomania acuta. Pensava di dominare sullo Stato e sull’universo. Esattamente come quell’altro criminale della storia: il bandito Salvatore Giuliano che aveva sulle spalle quattrocento fascicoli per reati penali. Non per ultimo quello riguardante l’accusa di insurrezione armata contro i poteri dello Stato.

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Riina pensava di dettare lui le regole del gioco, ricorrendo alle  bombe e al tritolo. Ma era quello che gli avevano fatto credere. Non poteva immaginare che tre settimane dopo, a metà gennaio 1993, sarebbe finito in manette come un qualsiasi picciotto alle prime armi. Che le cose non stessero per nulla come  le stava vivendo il corleonese,  è dimostrato dal fatto che tutto concorreva alla sua liquidazione, analoga e parallela al crollo del sistema politico italiano travolto da Mani pulite.

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Dai verbali inediti di cui l’Espresso del 21 ottobre 2009 anticipa i contenuti, risulta che esponenti istituzionali avrebbero coperto nel 1992 la presunta trattativa tra Totò u Curtu, capo di Cosa Nostra, e lo Stato. Mediatori: Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo per conto dei corleonesi, da un lato; il colonnello Mori e il capitano De Donno, per conto dello Stato, dall’altro. Ci sarebbe anche, secondo Brusca, un elemento invisibile che muove le fila in questo teatrino: Bernardo Provenzano, alias “ingegner Lo Verde”, in contatto permanente con Vito Ciancimino a Roma, come confermato da Massimo Ciancimino ad “Anno Zero”, l’8 ottobre 2009.

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Detta così, questa storia si presta a molti gravi equivoci e a forme di sottile depistaggio. Il problema, infatti, non è la trattativa che oggettivamente conduce solo all’arresto di Totò Riina, ma quello che succede nei quindici mesi successivi. Cioè le grandi e sotterranee manovre che porteranno al passaggio delle consegne tra vecchia e nuova guardia a livello delle gerarchie mafiose e dei poteri dominanti.

Le rivelazioni di Brusca trovano conferma nelle dichiarazioni del mafioso Gaspare Spatuzza, uomo d’onore della famiglia di Brancaccio, di professione killer, che comincia a “cantare” nell’aprile 2008 e indica ai pm di Firenze e Palermo i rapporti tra alcuni boss e Marcello dell’Utri. Il senatore del Pdl, sempre secondo Spatuzza, avrebbe creato una connessione tra Silvio Berlusconi e Cosa Nostra in vista della nascita di Forza Italia. Saranno i magistrati a stabilire come stanno le cose e se Spatuzza sia un pentito credibile o meno. Saranno i magistrati ad accertare se le sue dichiarazioni trovano riscontri in altri atti documentari. Sta di fatto, però, che il quadro generale sembra concordare con le confessioni di un altro mafioso pentito. Si tratta di Gaspare Mutolo che, come dice Lirio Abbate nel suo articolo dell’Espresso, aveva parlato di un incontro tra Mancino e Borsellino a Roma, circa un mese dopo la strage di Capaci. Il pentito sostiene che dopo l’incontro Borsellino era sconvolto. Perchè? E’ logico pensare che un giudice di tale esperienza e levatura possa essere rimasto sconvolto da affermazioni ovvie sui rapporti tra mafia e Stato? E’ evidente che quel giorno Borsellino sarebbe venuto a conoscenza di informazioni fuori dall’ordinario. Ma quali? Ci può aiutare nella risposta, forse, ciò che accadrà quando, secondo Spatuzza, Cosa Nostra aggancia il suo nuovo referente politico. Da quel momento  in poi,  nel 1994, le sorti del nostro Paese non saranno più quelle di prima.

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Ma Spatuzza dice anche altre cose, secondo il Corriere della Sera del 23 ottobre 2009: “Giuseppe Graviano  [un boss mafioso] mi disse che la persona grazie alla quale avevamo ottenuto tutto era Berlusconi e c’era di mezzo un nostro compaesano, Dell’Utri… mi disse anche che ci eravamo messi il Paese nelle mani”.

Continua Spatuzza nel suo verbale del 6 ottobre scorso, riportato da Attilio Bolzoni su Repubblica del 24 ottobre 2009: “Incontrai [metà gennaio 1994] Giuseppe Graviano all’interno del bar Doney in via Veneto, a Roma. Graviano era molto felice, come se avesse vinto al Superenalotto, una Lotteria. E mi spiega che si era chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo”. Conclude il pentito riferendosi al patto accennato da Giuseppe Graviano: “… Tutto questo grazie a Berlusconi, la persona che aveva portato avanti questa cosa diciamo, mi fa [Graviano] il nome di Berlusconi, io all’epoca non conoscevo Berlusconi, quindi gli dissi se era quello del Canale 5 e mi disse che era quello del Canale 5″.

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Ma dell’Utri se la ride. “Sono tutte grandi cazzate” – dice il senatore già condannato a nove anni di reclusione in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo scrive il Corriere della Sera del 23 ottobre 2009. Sulle dichiarazioni di Spatuzza si registra anche l’intervento di Ghedini (Pdl), legale del presidente del Consiglio. Ghedini esclude categoricamente che le dichiarazioni di Spatuzza possano essere prese sul serio.

Sarà. Ma ieri, davanti alla Commissione parlamentare antimafia, il Procuratore Piero Grasso non ha avuto peli sulla lingua: “Non c’è dubbio che la strage che colpì Falcone e la sua scorta sia stata commessa da Cosa Nostra. Rimane però l’intuizione, il sospetto, chiamiamolo come vogliamo, che ci sia qualche entità esterna che abbia potuto agevolare o nell’ideazione, nell’istigazione, o comunque possa aver dato un appoggio all’attività della mafia”.

Non vi è dubbio, infatti, che la tecnica della strage di Capaci, sia di natura terroristica. Ricorda in tutto e per tutto i metodi dei narcotrafficanti colombiani, degli “insorti” iracheni e delle squadre neofasciste italiane manovrate dalla Cia.

Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino

intervista di Ruotolo a Massimo Ciancimino

Intervista a Salvatore Borsellino

 

Antonio Di Pietro: Autotutela massonica del PDL

Oggi nell’aula della Camera il governo era al gran completo. Era al completo, ma non per parlarci dei disoccupati o per suggerire cosa fare per risollevare le sorti economiche del Paese, ma per schiacciare il bottone e salvare la poltrona di un suo membro: Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

E’ un precedente gravissimo, dove con questo voto si stabilisce che la maggioranza parlamentare del momento può decidere se mandare a processo o meno un parlamentare.

L’Italia dei Valori ha votato contro una ennesima impunità, contro la possibilità che la casta la faccia franca rispetto ad altri cittadini che, se sbagliano, pagano il proprio conto con la giustizia. Abbiamo votato contro la autotutela massonica che questa maggioranza porta avanti per difendere i propri interessi personali…

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Quando si fanno affari sulla salute dei cittadini. Il caso della provincia di Latina

Quando si fanno affari sulla salute dei cittadini: la provincia di Latina zona di traffici altamente tossici da decenni

Il 16 Settembre 2009 parte un allarme: se i dati sull’incidenza dei tumori alla tiroide fossero confermati in provincia di Latina vi è un’emergenza paurosa. Ne dà il primo annuncio la Regione Lazio. La questione ambientale in Provincia di Latina è stata sempre sottovalutata e ad oggi iniziano a vedersi le prime conseguenze.

Il primo nome che viene in mente è Borgo Mondello: discarica legata alle attività della maggior parte delle società di smaltimento dei rifiuti solidi urbani di proprietà dell’Ecoambiente. E’ oramai certo che in quella discarica sono stati sversati rifiuti tossico-nocivi soprattutto in profondità ovvero laddove si vanno ad intaccare le falde sotterranee. Da anni si conoscono le condizioni di quella discarica e tra i primi a denunciare la presenza di organizzazioni criminali dedite allo smaltimento di rifiuti tossici ci fu un comitato cittadino del quale faceva parte Don Cesare Boschin. Questo anziano prete di periferia e il comitato negli anni ’90 iniziarono a fare pressioni affinché si facesse chiarezza a Borgo Montello e non si mettesse a rischio la salute dei cittadini. Don Cesare Boschin fu trovato morto nel 1995 nella sua casa incaprettato e imbavagliato con il nastro adesivo…

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ComeDonChisciotte – 15 COSE CHE OGNI AMERICANO PUO’ FARE ADESSO

Queste proposte, con gli adeguati adattamenti, sono valide anche per l’Italia: la democrazia è partecipazione. Togliamo la delega alla casta e partecipiamo di persona alle scelte

Fonte: ComeDonChisciotte – 15 COSE CHE OGNI AMERICANO PUO’ FARE ADESSO.

DI MICHAEL MOORE
michaelmoore.com

Il piano d’azione di Michael Moore. Avete visto il film – adesso e` ora di agire!

Amici,

E` la prima domanda che tutti mi fanno dopo aver visto il mio film: “OK – e ADESSO cosa possiamo FARE?”

Volete qualcosa da fare? Bene, siete venuti nel posto giusto! Perche` ho 15 cose che voi ed io possiamo fare adesso per contrattaccare, e provare ad aggiustare questo sistema che non funziona.

Ecco qui:

CINQUE COSE CHE CHIEDIAMO IMMEDIATAMENTE AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI ED AL CONGRESSO:

1. Dichiarare una moratoria su tutti gli sfratti e pignoramenti. Non un’altra famiglia deve essere buttata fuori dalla propria casa. Le banche devono modificare i sistemi di pagamento mensile dei mutui ed adeguarsi a quanto oggigiorno le abitazioni valgono realmente– e quello che la gente puo` permettersi. Inoltre, deve essere precisato dalla legge: se perdi il tuo lavoro non puoi essere sbattuto fuori da casa tua.

2. il Congresso deve unirsi al mondo civilizzato ed espandere l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini statunitensi. Un’unica fonte non-profit deve essere a capo di un sistema di assistenza sanitaria universale, che copra tutti. Parcelle medichetroppo alte sono ad oggi la causa principale di bancarotta e pignoramento in questo paese. L’assistenza sanitaria nazionale per tutti finira` questa tragica miseria. Il progetto di legge che la attuera` si chiama H.R. 3200. Dovete chiamare E scrivere al vostro rappresentante in Congresso e richiederne l’approvazione, senza compromessi.

3. Pretendiamo elezioni finanziate solo pubblicamente e la proibizione per gli officiali eletti di ritirarsi e diventare lobbysti. Si, quegli stessi membri del Congresso che richiedono e ricevono milioni di dollari da ricchi e potenti interessi e aziende, devono votare per eliminare TUTTI I fondi dal nostro processo elettorale e legislativo. Dite ai vostri rappresentanti in Congresso che devono sostenere l’approvazione del disegno di legge sul finanziamento delle campagne elettorali H.R. 1826.

4. Ciascuno dei 50 stati deve creare una banca pubblica come quella che hanno in North Dakota. Il Congresso DEVE reinstaurare regole rigide dell’era pre-Reagan per tutte le banche commerciali. le aziende di investimenti, le compagnie assicurative – e tutte le altre industrie che sono state fatte a pezzi dalla deregolamentazione: compagnie aeree, l’industria alimentare, compagnie farmaceutiche – chi piu` ne ha piu` ne metta. Se il principale motivo di esistere di un’azienda e` il profitto, questa azienda deve essere sottoposta a severe regolamentazioni – e la prima regola e` “non nuocere”. La seconda regola: e la domanda deve sempre essere posta – “E` per il bene comune?”. [ link per informazioni sulla banca statale del North Dakota ].

5. Salviamo questo fragile pianeta e dichiariamo che tutte le risorse energetiche sopra e sotto il suolo sono proprieta` collettiva di tutti noi. Proprio come fanno nella Alaska socialista di Sarah Palin. Ci rimane solo qualche decennio di petrolio. Il pubblico deve essere proprietario delle risorse naturali e dell’energia estraibile all’interno dei nostri confini oppure finiremo sempre piu` in balia dell’anarchia. E quando si parla di bruciare combustibili fossili per trasportarci, dobbiamo smetterla di usare motori a combustione interna e fare in modo che le aziende dei trasporti e di auto ri-assumano la nostra abile forza-lavoro e costruiscano trasporti di massa (bus puliti, rotaie leggere, metropolitane, treni veloci, etc) e nuove auto che non contribuiscano al cambiamento climatico. [link, per piu` informazioni, a una proposta che ho scritto]. Richiediamo che il presidente de-facto della General Motors, Barack Obama, pubblichi una sfida, sullo stile dell’uomo-sulla-luna di JFK, per trasformare il nostro paese in una nazione di treni e autobus e metropolitane. Che diavolo, gente, siamo noi siamo quelli che l’hanno inventata (o perfezionata)!

CINQUE COSE CHE POSSIAMO FARE PER FARCI ASCOLTARE DAL CONGRESSO E DAL PRESIDENTE :

1. ciascuno di noi deve coltivare l;abitudine di prendersi 5 minuti al giorno per fare delle brevi telefonate: una al Presidente (202-456-1414), una al vostro rappresentante in Congresso (202-224-3121) ed una a ciascuno dei vostri due senatori (202-224-3121). Per scoprire chi e` il vostro rappresentante cliccate qui [link a http://www.visi.com/juan/congress/%5D. Occorre solo un minuto per ciascuna di queste chiamate: fate loro sapere cosa vi aspettate che votino su particolari misure. Fate loro sapere che non esiterete a votare per un altro candidato – anche di un altro partito – se non si comportano come volete. Credetemi, vi ascolteranno. Se avete altri cinque minuti, cliccate qui per mandare un’email a ciascuno di loro [medesimo link], e se davvero volete andarci giu` pesante mandate una lettera postale!

2. Prendetevi carico della sezione locale del Partito Democratico. Ricordate come vi siete divertiti con tutti gli amici e vicini lavorando insieme per fare eleggere Barack Obama? AVETE FATTO L’IMPOSSIBILE. E` ora di ripetersi. Riunite tutti ed andate alle riunioni mensili del Partito Democratico della vostra citta` o contea – e diventate la maggioranza che lo governa! Non saranno tanti I presenti e o ne saranno felici oppure scioccati per il fatto che voi e la Obama Revolution siete arrivati per darvi da fare. Il piano del Presidente Obama non si attuera` mai senza un;azione di massa della base – ed egli non sara` incoraggiato a fare la cosa giusta se nessuno lo sontiene, sia per lottare con lui o per spingerlo nella direzione gusta. Quando tutti voi diventerete il vostro Partito Democratico locale, mandatemi una foto di gruppo e la mettero` sul mio sito.

3. Reclutate qualcuno che puo` vincere per candidarsi alle elezioni locali l’anno prossimo – o meglio ancora considerate candidarvi voi stessi! Non dovete accontentarvi di ufficiali gia` in carica, che danno per scontato di vincere. Voi potreste essere il nostro nuovo rappresentante! Non credete che possa succedere? Date un’occhiata ad esempi di cittadini ordinari che sono stati eletti: Senatore Statale Deb Simpson [link: http://www.rbf.org/annualreviews/annualreviews_show.htm?root_doc_id=907315&display_doc_id=940605&fullnav=2 ], Rappresentante in Assemblea di Stato della California Isadore Hall [link http://photos.essence.com/galleries/icdrm2008images4isadorehall ], Consigliere per la citta` di Tempe, Arizona, Corey Woods [link: http://www.tempe.gov/elected/woods.htm ], Rappresentante in Assemblea di Stato del Wisconsin Chris Danou [link: http://www.votesmart.org/bio.php?can_id=67068 ] e Rappresentante dello Stato di Washington Larry Seaquist [link: http://housedemocrats.wa.gov/members/Seaquist/%5D. E la lista va avanti – e voi dovreste esserci!

4. Siateci. Picchettate la filiale locale di una grossa banca che ha preso soldi dal bailout [piano di recupero economico, ndt] [link: http://projects.nytimes.com/creditcrisis/recipients/table%5D. Fate sit-in e organizzate marce. Considerate la disobbedienza civile. Quelle assemblee comunali sono aperte anche a voi (e noi siamo piu` di loro!). Fate del rumore! [link: http://www.showdowninchicago.org/%5D, divertitevi, fate notizia. Mettete cartelli “opera del Capitalismo” su case vuote pignorate, negozi ed imprese fallite, scuole e strutture cadenti. (potete scaricare I cartelli dal mio sito [link: http://www.michaelmoore.com/words/must-read/spread-the-word-capitalism-did-this%5D).

5. Create i vostri media. Voi. Solo voi (e qualche amico). I mass media sono di proprieta` delle grandi aziende e, con poche eccezioni, non diranno mai tutta la verita` – quindi dovete farlo voi! Create un blog [link: http://www.blogger.com/home%5D! Create un sito internet di vere notizie locali (ecco un esempio il : Michigan Messenger. Usate Tweeter e facebook per fare sapere ai vostri amici che cosa devono fare politicamente. I quotidiani stanno morendo. Se non riempite voi quel vuoto, chi lo fara`?

CINQUE COSE CHE DOVREMMO FARE PER PROTEGGERE NOI STESSI ED I NOSTRI CARI FINCHE` NON USCIAMO DA QUESTA SITUAZIONE:

1. Ritirate I vostri soldi dalla vostra banca se ha preso fondi dal bailout [piano di recupero economico, ndt] [link: http://projects.nytimes.com/creditcrisis/recipients/table%5D e metteteli in una banca locale o, preferibilmente, una cooperativa di credito [link: http://www.creditunion.coop/cu_locator/quickfind.php%5D.

2. Eliminate tutte le vostre carte di credito [link: http://emptywheel.firedoglake.com/2009/04/09/michael-moore-endorses-chase-boycott/%5D eccetto una – del tipo che dovete pagare alla fine del mese o la perdete.

3. Non investite in borsa. Se vi avanza denaro, mettetelo in un conto che sviluppa interessi o, se potete, pagate il vostro mutuo cosi` da potere essere proprietari di casa vostra al piu` presto possible. Potete anche acquistare sicure obbligazioni governative o T-bills.

4. Sindacalizzate il vostro luogo di lavoro cosicche` voi ed i vostri colleghi abbiate una voce in capitolo su come la vostra azienda e` gestita. Ecco come fare [link: http://www.ueunion.org/org_steps.html e ulteriori informazioni qui: http://www.aflcio.org/joinaunion/how/howto.cfm%5D. Niente e` piu` americano [statunitense, ndt] della democrazia, e la democrazia non dovrebbe essere lasciata alla porta quando si entra nel posto di lavoro. Un altro modo di americanizzare il posto di lavoro e` di trasformare la vostra azienda in una cooperativa di proprieta` dei lavoratori [link: http://www.ncba.coop/abcoop_howto.cfm%5D. Voi non siete schiavi di un salario. Voi siete persone libere, e rinunciate ad otto ore della vostra vita ogni giorno per essere giustamente compensati e rispettati.

5. Abbiate cura di voi stessi e della vostra famiglia.
Non per fare l’Oprah [Winfrey, ndt] della situazione, ma ha ragione. Trovate un luogo di pace nella vostra vita e fate la scelta di essere tra persone che non siano piene di negativita` e cinismo. Cercate coloro che coltivano l’amore. Spegnete la TV ed il Blackberry ed andate a fare una passeggiata di mezz’ora ogni giorno. Mangiate frutta e verdura e diminuite il consumo di cibi ricchi di zuccheri, sciroppo di glucosio ad alto contenuto di fruttosio, farina bianca o cibi che contengono troppo sodio (sale), e, come dice Michael Pollan, “mangiate cibo (vero), non troppo, e soprattutto di origine vegetale””. Fatevi sette ore di sonno ogni notte e prendetevi il tempo di leggere un libro al mese. Lo so, sembra che io mi sia trasformato improvvisamente in vostra nonna, ma, per la miseria, datele un’occhiana a Nonnina – e` in forma, riposata e conosce I nomi di entrambi i senatori che la rappresentano in Senato senza doverli cercare su Google. Faremmo bene ad ascoltarla. Se non mettiamo prima le nostre “maschere di ossigeno” (come dicono negli aereoplani), non saremo di alcun aiuto per il resto della Nazione nell’attuare questo piano d’azione!

Sono sicuro che voi avrete molte altre idée su come costruire un movimento. Siate creativi. Pensate al di fuori dei termini della politica-come-al-solito. SIATE SOVVERSIVI! Pensate a quell’azione locale che nessun altro ha provato. Comportatevi come se ne andasse della vostra stessa vita. Siate audaci! Provate a fare qualcosa in un abbandono spericolato. Potreste finire per forse liberare voi e la vostra Nazione.

E quando agite, mandatemi le vostre storie, foto e video – e accertatevi di pubblicare le vostre idée nei commenti [link: http://www.michaelmoore.com/words/mikes-letter/michael-moores-action-plan-15-things-every-american-can-do-right-now%5D al di sotto di questa lettera sul mio sito cosicche` possano essere condivisi da milioni di persone.

Coraggio, gente – possiamo farcela! Da voi non mi aspetto niente di meno, miei onesti e fidati compagni di viaggio!

Il vostro,
Michael Moore

Fonte: http://www.michaelmoore.com
Link: http://www.michaelmoore.com/words/mikes-letter/michael-moores-action-plan-15-things-every-american-can-do-right-now
22.10.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di MAD

Blog di Beppe Grillo – La casa a consumi zero

Ecco, questa è vera politica al servizio della collettività altro che quella dei 2 PD, PD1 e PD2 (le sigle sembrano scelte da Licio Gelli…)

Fonte: Blog di Beppe Grillo – La casa a consumi zero.


Consumare meno energia in casa senza pagare nulla (o quasi). E’ possibile! La casa a consumi zero non è un’utopia. Si può ridurre la dispersione energetica fino al 90% con interventi sulla propria abitazione, nuova o vecchia da ristrutturare. Quasi tutti gli edifici italiani, a partire da quelli pubblici, sono degli scolapasta da cui esce gran parte dell’energia introdotta. La rivoluzione energetica si fa mettendo a norma TUTTI gli edifici pubblici, a partire dai ministeri, NON con nuove centrali nucleari. La casa ecologica ha tre grandi vantaggi: il risparmio sul riscaldamento, la tutela dell’ambiente, in particolare per il surriscaldamento dell’atmosfera e il VALORE della casa stessa. Infatti una casa ecologica vale di più, è come comprare un’automobile senza dover pagare la benzina. E allora, care amministrazioni pubbliche, cosa aspettate a imitare la Provincia Autonoma di Bolzano dove mi sono recato in gita ecologica?

Pubblico una lettera di Norbert Lantschner, direttore di CasaClima.

“Caro Beppe,
grazie del tuo interessamento al progetto CasaClima. Il contesto storico in cui ci troviamo richiede una seria riflessione da parte di tutti. Come è noto, la nostra civiltà si fonda sul consumo di energia senza la quale quasi nulla di ciò che caratterizza la nostra vita quotidiana sarebbe possibile. Una crisi energetica può produrre danni maggiori di una crisi economica, che possono costare la vita a molte persone, ma senza essere catastrofici, può costare il nostro attuale stile di vita. Senza energia, niente di ciò a cui siamo abituati sarebbe possibile. Come è noto l’edilizia è un settore di maggior consumo di energia, ma è anche il settore in cui è più facile intervenire, poiché esistono già tutti i sistemi e non serve inventare niente di nuovo. Basterebbe una massiccia applicazione dei concetti dell’efficienza energetica e delle tecniche costruttive, come dimostra il progetto CasaClima, per ridurre drasticamente i consumi globali. Costruire bene richiede solo volontà e comunicazione.
La gente oggi sceglie CasaClima perché sa di spendere bene i propri soldi, perché oltre ad avere un’abitazione, un ufficio, una fabbrica con bassi costi di mantenimento, contribuisce alla tutela del clima. CasaClima è nata all’interno del contesto pubblico, nella Provincia Autonoma di Bolzano nel 2002, ma non sono stati necessari incentivi pubblici per la sua realizzazione a grande scala; è bastato dare trasparenza al mercato e comunicarne i vantaggi.
Questo processo ha portato alla realizzazione di numerosi edifici certificati con una forte riduzione dei consumi e delle emissioni. La gente ha scelto la classe in cui vivere e i soldi da spendere per stare al caldo in casa propria, secondo la propria disponibilità, in modo libero. Il mercato si è adeguato. Non sono servite imposizioni dall’alto. E questo ha contribuito a rilanciare l’economia a livello locale creando anche una rigenerazione delle professionalità e una crescita del sapere e della tecnica.
Un progetto dell’ente pubblico a favore della collettività, dove vince il cittadino, perché finalmente vede tutelati i suoi diritti, nonché una forte risposta alla protezione del clima. Chiave del successo il controllo di tutte le fasi operative del prodotto edificio, da parte dell’ente terzo. Ogni singola costruzione certificata è stata esaminata sia in fase di progetto, sia in fase di costruzione, prima di ottenere il certificato con la classe energetica. Un diritto importante perché chi acquista una casa spende soldi per anni e non deve accontentarsi di un pezzo di carta rilasciato da chissà chi. Come per ogni altro sistema di controllo della qualità, anche in questo caso l’ente terzo al di sopra delle parti, garantisce il cittadino prima di tutto.
Gli edifici che abbiamo visitato insieme sono la dimostrazione che oggi è possibile costruire in modo intelligente, consapevole e senza sprechi. Per coinvolgere gli operatori e le persone abbiamo creato il “il manifesto per la sostenibilità”, un’iniziativa a cui può aderire chiunque assumendo coscienza ed esprimendo il proprio contributo al cambiamento. Non si può cambiare se non si vuole cambiare. Non possiamo delegare agli altri il compito di agire, non basta lamentarsi dell’assenza delle norme. Al contrario, possiamo esprimere la nostra partecipazione alla sostenibilità promuovendo una cultura leggera e solare, dichiarando con la firma la nostra personale posizione e coinvolgendo gli altri a farlo. Grazie per il tuo sostegno.” Norbert Lantschner, CasaClima

Per i giudici Dell’Utri usò lo stalliere per legare Cosa Nostra e il potere – l’Unità.it

Fonte: Per i giudici Dell’Utri usò lo stalliere per legare Cosa Nostra e il potere – l’Unità.it.

di Nicola Biondo

Dalla sentenza del Tribunale di Palermo dell’11 dicembre 2004 che ha condannato in primo grado Marcello Dell’Utri a nove anni per concorso esterno in associzione mafiosa (Dell’Utri è imputato con il mafioso Gaetano Cinà. L’appello è in corso). «Deve ritenersi raggiunta la prova che, anche successivamente alla morte di Stefano Bontate, durante l’egemonia totalitaria di Riina Salvatore all’interno dell’organizzazione mafiosa denominata “cosa nostra”, sia Marcello Dell’Utri che Gaetano Cinà hanno continuato ad avere rapporti con il sodalizio criminale. Tali rapporti, almeno fino agli inizi degli anni ’90, si sono strutturati in maniera molto schematica: entrambi gli imputati, con il contributo consapevolmente fornito, hanno fatto sì che il gruppo imprenditoriale milanese, facente capo a Silvio Berlusconi, pagasse sommed i danaro alla mafia. È significativo che egli, anzichè astenersi dal trattare con la mafia (come la sua autonomia decisionale dal proprietario ed il suo livello culturale avrebbero potuto consentirgli…), ha scelto, nella piena consapevolezza di tutte le possibili conseguenze, di mediare tra gli interessi di “cosa nostra” e gli interessi imprenditoriali di Berlusconi (un industriale… disposto a pagare pur di stare tranquillo). Dunque, Marcello Dell’Utri ha non solo oggettivamente consentito a “cosa nostra” di percepire un vantaggio, ma questo risultato si è potuto raggiungere grazie e solo grazie a lui. Condotte pienamente ed inconfutabilmente provate da fatti, episodi, testimonianze, intercettazioni telefoniche ed ambientali di conversazioni tra lo stesso Dell’Utri e Silvio Berlusconi, Vittorio Mangano, Gaetano Cinà ed anche da dichiarazioni di collaboratori di giustizia.

Questo è invece il profilo di Marcello Dell’Utri visto dalla sentenza: «Per quanto attiene a Marcello Dell’Utri, la pena deve essere ancora più severa e deve essere determinata in anni nove di reclusione, dovendosi negativamente apprezzare la circostanza che l’imputato ha voluto mantenere vivo per circa trent’anni il suo rapporto con l’organizzazione mafiosa (sopravvissuto anche alle stragi del 1992 e 1993, quando i tradizionali referenti, non più affidabili, venivano raggiunti dalla “vendetta” di “cosa nostra”) …pur avendo.., tutte le possibilità concrete per distaccarsene e per rifiutare ogni qualsivoglia richiesta da parte dei soggetti intranei o vicini a “cosa nostra”. Si ricordi, sotto questo profilo, anche l’indubitabile vantaggio di essersi allontanato dalla Sicilia fin dagli anni giovanili e di avere impiantato altrove tutta la sua attività professionale. Ancora, deve essere negativamente apprezzata la già sottolineata importanza del suo consapevole contributo a “cosa nostra”, reiteratamente prestato con diverse modalità, a seconda delle esigenze del momento… Infine, si connota negativamente la sua disponibilità verso l’organizzazione mafiosa attinente al campo della politica, in un periodo storico in cui “cosa nostra” aveva dimostrato la sua efferatezza criminale attraverso la commissione di stragi gravissime, espressioni di un disegno eversivo contro lo Stato, e, inoltre, quando la sua figura di uomo pubblico e le responsabilità connesse agli incarichi istituzionali assunti, avrebbero dovuto imporgli ancora maggiore accortezza e rigore morale, inducendolo ad evitare ogni contaminazione con quell’ambiente mafioso le cui dinamiche egli conosceva assai bene per tutta la storia pregressa legata all’esercizio delle sue attività manageriali di alto livello».

Stato-mafia, Mangano trattò con le sue «vecchie conoscenze» – l’Unità.it

Fonte: Stato-mafia, Mangano trattò con le sue «vecchie conoscenze» – l’Unità.it.

di Massimo Solani

La trattativa fra mafia e Stato proseguì anche nel 1993, dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. «Lo stesso Giovanni Brusca ha riferito di una missione affidata a Vittorio Mangano per potersi mettere in contatto con sue vecchie conoscenze al Nord». A rivelarlo è stato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che ieri è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare antimafia sulla presunta trattativa che Cosa Nostra intavolò con parti dello Stato a cavallo delle stragi mafiose del 1992-1993. E secondo Grasso la missione affidata a Vittorio Mangano, ai tempi reggente della famiglia mafiosa di Porta Nuova dopo anni trascorsi alla corte di Silvio Berlusconi in qualità (ufficialmente) di stalliere tuttofare nella villa di Arcore, va contestualizzata in quella stagione che nell’autunno del1993 su iniziativa di Leoluca Bagarella portò alla creazione del movimento politico “Sicilia Libera”: «Come ha raccontato il collaboratore di giustizia Tullio Cannella, che era stato incaricato di organizzare il movimento politico – ha proseguito Grasso – l’idea era quello di creare un partito in proprio per evitare di farsi prendere in giro dai politici come in passato accaduto a Totò Riina ». Un progetto che ebbe vita breve, ha ricordato Grasso, «abbandonata questa iniziativa si arriva agli eventi noti che portano alle elezioni del 1994 e quindi alla fase attuale».

Frasi che aprono nuovi scenari, specie se lette in relazioni alle ultime rivelazioni fatte dal pentito Gaspare Spatuzza (cui lo stesso Grasso ieri ha fatto un veloce riferimento) e anticipate dal sostituto procuratore generale di Palermo Antonino Gatto nel corso del processo d’appello a carico di Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. «Giuseppe Graviano – ha raccontato Spatuzza ricordando una chiacchierata fatta a Milano nel gennaio del 1994 col boss palermitano a proposito di una presunta trattativa – era molto felice, disse che avevamo ottenuto tutto e che queste persone non erano come quei quattro “cristi” dei socialisti. La persona grazie alla quale avevamo ottenuto tutto era Berlusconi e c’era di mezzo un nostro compaesano, Dell’Utri. In sostanza Graviano mi disse che grazie alla serietà di queste persone noi avevamo ottenuto quello che cercavamo. Usò l’espressione “ci siamo messi il Paese nelle mani”». Dopo quell’incontro, ha raccontato Spatuzza, Cosa Nostra diede il via libera per l’attentato (poi fallito) che il 24 gennaio del 2004 allo Stadio Olimpico avrebbe dovuto causare la morte di decine di carabinieri. Una strage, ha proseguito Spatuzza, che sarebbe dovuta servire a “riscaldare” il clima della trattativa.

TRATTATIVA E STRAGI
Ma davanti ai membri della commissione parlamentare antimafia Piero Grasso ha parlato anche della accelerazione impressa dai boss mafiosi alla strategia stragista. Una anomalia, ha spiegato, anche nei modi in cui vennero compiuti gli attentati. «Non c’è dubbio che la strage che colpì Falcone e la sua scorta siano state commesse da Cosa Nostra – ha spiegato Grasso – Rimane però il sospetto che ci sia qualche entità esterna che abbia potuto agevolare o nell’ideazione, nell’istigazione, o comunque possa aver dato un appoggio all’attività della mafia». Che progettava di uccidere Falcone a Roma dove spesso si muoveva senza scorta e minori erano le misure di sicurezza («Riina inviò nella capitale un commando che doveva occuparsi dell’eliminazione del magistrato, di Maurizio Costanzo, dell’onorevole Martelli e di Andrea Barbato – ha spiegato il procuratore nazionale -ma poi fu proprio Riina a bloccare tutto perché, disse, “si era trovato qualcosa di meglio”») ma che invece optò per l’attentatuni facendo saltare in aria un tratto autostradale con 500 chili di tritolo con una azione «chiaramente stragista ed eversiva». «Chi ha indicato a Riina queste modalità?», si è chiesto Grasso. «Finché non si risponderà a questa domanda – ha proseguito – sarà difficile un effettivo accertamento della verità».

28 ottobre 2009