Ticinonline – Ticino – Un bancario ticinese: “Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore”

Gli svizzeri sono preoccupati per gli effetti dello scudo fiscale e per le perquisizioni della guardia di finanza alle filiali italiane delle banche svizzere.

Sono così preoccupati che minacciano di svelare i tesori segreti dei politici italiani in svizzera e addirittura di svelare i canali attraverso cui Berlusconi ha ricevuto il denaro che gli ha permesso di costruire il suo impero economico. Aggiungo io che molti sospettano che quelle fonti siano la mafia. Su wikipedia addirittura tempo fa dicevano nell’articolo sulla banca rasini e berlusconi “L’origine mafiosa dei finanziamenti è certa”. Adesso quella frase è scomparsa ma il sospetto resta forte visti i suoi legami con Marcello dell’Utri e Vittorio Managano.

La causa della preoccupazione svizzera sta nel meccanismo della riserva frazionaria: le banche sono tenute ad avere in cassa solo il 2% del denaro depositato sui conti correnti, il resto possono prestarlo. Se i 2/3 dei depositi di Lugano sono di origine italiana, il ritorno di tali capitali in Italia grazie allo scudo fiscale causerebbe l’immediato fallimento del sistema bancario svizzero. E vai coi ricatti…

Un bancario ticinese: “Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore”

“Non c’è politico o esponente dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera”. Il ruolo della piazza finanziaria nella creazione dell’impero economico di Silvio Berlusconi. Il silenzio di Berlusconi sullo scudo fiscale e la guerra tra Tremonti e il Premie

Le autorità italiane stimano in 600 miliardi circa i fondi non dichiarati al fisco depositati in Svizzera.

Dopo il blitz di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate dell’altro ieri, con la perquisizione di 76 succursali di banche svizzere in Italia, il governo svizzero esprime la propria preoccupazione e convoca l’ambasciatore d’Italia a Berna.

Il [giornale, n.d.r.] Blick ricorda la misteriosa ascesa di Berlusconi e il ruolo decisivo della piazza finanziaria ticinese. “Grazie al silenzio degli avvocati e delle banche ticinesi – si legge sul Blick – non è ancora chiaro da dove sono arrivati i milioni che gli hanno permesso il sorgere del suo impero costruito attorno alla Fininvest”.

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