Gaspare Mutolo: “Mangano non era uno stalliere”

Secondo Gaspare Mutolo i mafiosi negli anni ’70 volevano rapire Berlusconi, poi però invece di rapirlo, con la presenza di Vittorio Mangano lo misero sotto la loro protezione.

Fonte: Gaspare Mutolo: “Mangano non era uno stalliere”.

«Mi sono sempre assunto tutte le mie responsabilità. Sono stato un rapinatore, un mafioso, ho trafficato droga, partecipato a sequestri. Poi ho scelto di collaborare: ho fatto seicento nomi, spiegato centocinquanta omicidi, raccontato i legami tra la mafia e la magistratura, la polizia, la politica. Oggi ho pagato il mio conto, fino in fondo».

Mai avuto la scorta?

«Hanno provato a darmela, più di una volta. Ho sempre detto che se debbono ammazzarmi lo fanno. E meglio allora che non muoia nessun innocente con me e per me. Guardi Falcone. Guardi Borsellino. Se non avessero avuto la scorta morivano lo stesso, ma gli altri no».

Che cosa ricorda di Falcone?

«Uno che capiva. Ho scelto lui per passare dall’altra parte. Chi altri? Poi, morto lui, ho voluto parlare solo con Borsellino».

Fino al suo penultimo giorno di vita. Com’era, alla vigilia della fine?

«L’uomo che teneva una sigaretta in ogni mano. Tanto era nervoso. Era andato a parlare con quelli della polizia e quelli gli avevano detto: “Dottore, se Mutolo ha bisogno di qualcosa…”. Era tornato con quelle due sigarette accese e una domanda: come fanno a sapere che sto parlando con Mutolo?».

Lei ha frequentato più diavoli che santi. È stato l’autista di Riina. Ci andava d’accordo?

«È peggiorato col tempo. È diventato un dittatore sanguinario. Quando ha cominciato a far ammazzare per niente, a far ammazzare le donne incinte, è stata la fine di tutto. Io ho fatto molti errori, ma cose così mai».

Qual è stata l’impresa più clamorosa a cui ha preso parte?

«Una che non andò mai in porto. Negli anni ’70 dovevamo rapire Berlusconi. Manco sapevo che si chiamava così. Ci avevano detto: quello di Milano 2. Allora il capo dei capi era Gaetano Badalamenti e aveva proibito i sequestri in Sicilia. Non c’era problema, con tutti i ricchi che stavano al Nord. Allora li facevamo in Lombardia, roba pulita: mai donne e bambini, niente orecchie tagliate, niente sangue. Trattativa, pagamento, restituzione. Eravamo in diciotto per rapire Berlusconi, c’era anche Contorno. Poi arrivò il contrordine. E dopo, per tenere alla larga Turatello e altri malintenzionati, Berlusconi assunse Mangano».

Lo stalliere?

«Vabbè, stalliere. Quello era uno in gamba, diciamo così»

 

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