Processo breve al noBday | Il blog di Daniele Martinelli

Fonte: Processo breve al noBday | Il blog di Daniele Martinelli.

Il parlamentare Nicola Cosentino non sarà processato perché la Camera ha negato l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.
La giustizia, e quindi gli italiani, non potranno mai sapere se Nicola Cosentino è il referente della camorra dei casalesi in parlamento.
La maggioranza dei parlamentari italiani non vuole sapere (e far sapere) se un loro collega è espressione di un’associazione mafiosa e criminale, dedita ad arricchirsi nel silenzio dell’illegalità. Tumore maligno di qualsivoglia forma di democrazia.
Se la maggioranza del parlamento nega a un magistrato di accertare collusioni camorristiche a carico di un deputato, significa che quella stessa classe dirigente teme a sua volta di essere scoperta collusa con la malavita mafiosa.

Se la maggioranza dell’attuale parlamento è espressione della mafia significa che l’Italia è governata dalla mafia: un associazione criminosa che mira ad appropriarsi del potere dello Stato tramite azioni illegali perpetrate nel silenzio e nell’omertà.
Se la maggioranza dell’attuale parlamento è espressione della mafia significa che la mafia si è già appropriata dei poteri dello Stato.
Quindi se l’Italia è così progredita rispetto alle definizioni dei vocabolari, significa che non esistono strumenti democratici per opporsi alle sue leggi e alle sue decisioni. Non esistono piazze del sabato. Non esistono raccolte firme che tengano per smuovere la mafia, espressione istituzionalizzata di estremi interessi personali su quelli collettivi, e quindi causa di paralisi del sistema.

Se l’estremo ha paralizzato il sistema, è ormai tardi per le proteste democratiche. L’unico sistema per cambiare non sono le firme. Sono le forche del presidio e della protesta. E’ giunto tempo di ricorrere ai mali estremi per tentare gli estremi rimedi.
Solo così ci sarà qualche possibilità che la stampa estera ci presti attenzione, e tramite lei, forse qualche italiano televisionaro sarà correttamente informato della realtà che ci riguarda. A quel punto, quando la maggioranza informata vorrà sovvertire la mafiocrazia in democrazia, non avrà a sua volta scelta: o si recherà alle urne per votare candidati senza condanne e senza indagini a carico, oppure si unirà ai blogger in perenne protesta in piazza. Altre forche di forza. Non vedo altre vie di uscita.

Ecco perché ribadisco e spero che il nobday del 5 dicembre sia il punto di inizio, e non una semplice giornata di comizi in un mercato di “libri girotondini”.
Siccome almeno noi della rete ci conosciamo e sappiamo ormai a menadito come vanno le cose, cerchiamo di trasformare quel giorno in un appuntamento fisso di tutti i giorni. Anche a tappe. Cerchiamo di non prestare il fianco ai giornali e telegiornali minchiolini controllati dalla mafia, per far parlare di noi solo quel sabato come girotondini impazziti che strillano al regime. Saremmo un piatto prelibato per quelli lì, di sabato e domenica, in cui non sanno cosa raccontare.

Del resto di sabato i parlamentari sono a casa o in qualche centro benessere. Lontani da Roma. Per produrre effetti bisogna che la protesta sia continua: dal lunedì alla domenica.  Potremmo cominciare a coinvolgere anche i disoccupati per intasare via del Corso, piazza Colonna, piazza Montecitorio e tutte le strade, che dal Pantheon conducono al Senato. Dobbiamo costringere i poliziotti a mettersi in assetto antisommossa ogni volta che passano onoervoli apparentemente innocui come la Binetti.
Non basta un sabato per sovvertire la mafia. Perché un solo giorno non fa democrazia.

3 risposte a “Processo breve al noBday | Il blog di Daniele Martinelli

  1. spero che la manifestazione abbia successo!!!!

  2. verrei volentieri a roma ma è troppo lontano e non mi sento in forze.perche non si può organizzare anche nelle province . SIETE FORTI

  3. La manifestazione si svolge in molte città italiane e straniere, vedi http://www.noberlusconiday.org “NBD Italia” e “NBD International”

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