La ‘Ndrangheta attacca le istituzioni: bomba esplode davanti alla Procura generale

La ‘Ndrangheta attacca le istituzioni: bomba esplode davanti alla Procura generale.

Scritto da Monica Centofante e Rainews 24

Reggio Calabria. Non hanno dubbi i responsabili delle forze dell’ordine e della magistratura di Reggio Calabria che questa mattina si sono riuniti d’urgenza insieme al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: l’ordigno fatto esplodere nelle prime ore dell’alba davanti alla procura generale della città calabrese è di origine mafiosa.
E a dimostrarlo, in particolare, il confezionamento della bomba, per il quale sarebbero stati utilizzati materiali in tutto simili a quelli adoperati nei continui tentativi di estorsione della ‘Ndrangheta nei confronti di commercianti e imprenditori reggini.
E’ quanto emerso dai primi accertamenti seguiti allo scoppio dell’ordigno ad alto potenziale che alle 5 di questa mattina ha svegliato il centro storico della città dello Stretto, in prossimità di piazza Castello, in un momento in cui la strada era fortunatamente deserta. E che per questo motivo non ha provocato vittime, ma ha scardinato un’inferriata del portone della procura e danneggiato gli altri infissi della struttura.
Secondo quanto emerso dalle indagini appena iniziate, e condotte dai Carabinieri del comando provinciale reggino, le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso due persone coperte da casco integrale che a bordo di uno scooter si sarebbero avvicinate al portone della Procura generale. Ma che risulterebbero ancora ignote.
Sul movente del gesto intimidatorio – che il professor Enzo Ciconte, esperto del fenomeno ‘Ndrangheta, ha interpretato come “un messaggio chiaro e forte alla magistratura” per motivi ancora  sconosciuti – è intervenuto il Procuratore generale Salvatore Di Landro: “Voglio ricordare – ha detto – che l’ufficio della Procura si occupa della confisca e del sequestro dei beni, e dei procedimenti di appello contro le cosche della criminalità organizzata”. A fargli eco Franco Mollace, per anni alla Dda di Reggio Calabria e dal 10 dicembre sostituto procuratore generale a Reggio. Il fatto – ha dichiarato – è “di una gravità senza dimensione un attacco diretto all’ufficio che evidentemente, negli ultimi tempi, ha segnato una rottura col passato”. Mentre “è evidente un indirizzo nuovo dell’ufficio e certamente non gradito alla criminalità organizzata”.
L’europarlamentare Luigi de Magistris, intervenuto con una nota, ha tenuto invece a sottolineare che l’atto criminale non è il primo, ma solo l’ultimo di una lunga serie. Più di una volta, ha detto, Reggio Calabria è stata “crocevia di attentati dinamitardi compiuti dalla criminalità organizzata nei confronti delle istituzioni democratiche. Questo è accaduto spesso quando l’attività della magistratura ha avuto ad oggetto i rapporti tra politica e ‘Ndrangheta, tra quest’ultima e persone delle istituzioni”. “La strategia della tensione – ha proseguito de Magistris – è uno dei mezzi di comunicazione della ‘Ndrangheta anche quando viene colpita nei suoi interessi economici. Bisogna mantenere alta la vigilanza democratica ed essere vicini alle donne e agli uomini delle istituzioni impegnati per l’attuazione e la difesa della legalità”.
Vicinanza e sostengo ai magistrati reggini impegnati nella lotta alla ‘Ndrangheta, sono stati intanto espressi da più parti politiche e dallo stesso Presidente Napolitano che ha manifestato in una nota il convinto apprezzamento e il forte incoraggiamento alla tenace azione, assieme alle forze dell’ordine, di contrasto della criminalità.

Monica Centofante da Antimafiaduemila

Reggio Calabria.

Un ordigno ad alto potenziale, costruito artigianalmente, con esplosivo collegato a una bombola del gas, è esploso intorno alle 5 di questa mattina, davanti al portone del tribunale di Reggio Calabria, dove ha sede anche la Procura Generale, nella centralissima piazza Castello.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria che hanno avviato le indagini.

La bomba è stata posizionata intorno alle 4.50 della scorsa notte da due persone al momento ignote che si sono avvicinate al portone della Procura Generale a bordo di uno scooter. La telecamera a circuito chiuso della Procura generale di Reggio Calabria ha registrato le immagini dell’attentato che adesso sono al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di dare un volto e un nome ai due individui che hanno compiuto il gesto.

E’ certa l’origine mafiosa
E’ certa l’origine mafiosa dell’attentato. L’attacco, per il procuratore generale Salvatore Di Landro, può essere avvenuto sia per le attività della procura in materia di misure di prevenzione sia per una serie di procedimenti in appello sulla criminalità organizzata.  “Dalla telecamera di servizio – ha detto Di Landro – è stato possibile notare che due individui, che indossavano i caschi e che sono giunti a bordo di un motorino, hanno depositato l’ordigno composto da una bombola di gas e da materiale esplodente. Siamo certi che si tratti di un grave attentato perpetrato dalla criminalità organizzata”.

Napolitano: solidarietà e vicinanza
Napolitano ha espresso ai Capi degli uffici requirenti di Reggio Calabria solidarietà e la vicinanza del Paese ai magistrati della città. Il Capo dello Stato, si legge in una nota del Quirinale, ha manifestato il convinto apprezzamento e il forte incoraggiamento alla tenace azione, assieme alle forze dell’ordine, di contrasto della criminalità, assicurando il pieno sostegno delle istituzioni.

L’attentato di questa mattina ai danni della procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria è “un episodio gravissimo che colpisce uno degli uffici giudiziari più impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta”, dichiara il presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova. “E’ un atto di “inaccettabile spregiudicatezza, che condanniamo con forza, indigna e allarma perche’ conferma come la criminalità organizzata sia tornata ad alzare il tiro”.

Maroni convoca riunione il 7 gennaio
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha convocato per il pomeriggio del 7 gennaio una riunione straordinaria alla prefettura di Reggio Calabria dei vertici delle forze dell’ordine, dopo la bomba fatta esplodere all’alba di oggi contro la Procura generale del capoluogo. Nell’occasione, si insedierà anche il nuovo prefetto della città. E’ quanto fa sapere la portavoce del ministro, Isabella Votino. Maroni ha chiamato oggi il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, e il procuratore Giuseppe Pignatone, per esprimere loro solidarietà.

Fini: condanna all’attentato e sostegno ai magistrati
l presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha espresso il proprio sostegno e la propria piena solidarietà ai magistrati e a tutti gli operatori della giustizia del Tribunale di Reggio Calabria, per il vile attentato di questa notte. Nell’esprimere la più ferma condanna per il grave episodio, Fini ha dichiarato la sua vicinanza a quanti quotidianamente svolgono con dedizione e senso di responsabilità il proprio lavoro nel nome della legalità e della democrazia.

Alfano, sdegno per il grave attentato
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano esprime il proprio “sdegno per il grave attentato perpetrato ai danni degli uffici giudiziari di Reggio Calabria, simbolo della lotta alla mafia e luogo di straordinari successi dello Stato nei confronti delle cosche mafiose”. Il Guardasigilli si dice “assolutamente certo” che l’attentato “non fara’ venir meno, anzi accrescera’, l’impegno della magistratura reggina nel contrasto ad ogni forma di violenza e prevaricazione”. Alfano sottolinea infine “la propria vicinanza alla operosa Procura generale di Reggio Calabria e a tutta la magistratura del distretto”.

Pg, grati al Capo dello Stato per la vicinanza
“La magistratura reggina non puo’ che essere profondamente grata e gratificata della vicinanza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e del ministro Roberto Maroni. E’ di conforto sapere che il Presidente ci e’ stato subito vicino”. Lo ha detto il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro. “In questo momento cosi’ forte e delicato – ha aggiunto – l’ufficio ha ricevuto la solidarieta’ ampia, piena e diretta della Presidenza della Repubblica e del ministro Maroni che ringrazio vivamente per la loro vicinanza e la condivisione dei problemi che abbiamo. Ci giunge particolarmente gradito e di conforto il messaggio del Presidente della Repubblica per l’alto livello istituzionale. Tutta la magistratura reggina me e il procuratore della Repubblica in primis, gli esprime la piu’ viva gratitudine”. Di Landro, che ha preso servizio come procuratore generale il 5 dicembre scorso, ha avuto stamani un lungo colloquio con il Quirinale.

Da Rainews24

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