Benny Calasanzio Borsellino: Cuffaro, amico della mafia, ora restituisci scranno, stipendio e pensione

Fonte: Benny Calasanzio Borsellino: Cuffaro, amico della mafia, ora restituisci scranno, stipendio e pensione.

Ora si che il Pd può fare l’alleanza con l’Udc! Cuffaro non è più un piccolo infame del tempo libero che favoriva singoli mafiosi, ossia privatisti, ma è un infamone che ha rivelato il segreto di indagine e che si è reso colpevole di favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato la mafia. Di lungimiranza, nella maggioranza, non ne manca: tutti, da Berlusconi a Casini, da Paperino a Diabolik, si dicevano certi che “Vasa Vasa” sarebbe stato assolto in Appello perchè era palesemente innocente. E invece alla fine l’impianto accusatorio della Procura di Palermo non solo ha retto ma ha fatto si che questa vicenda si chiudesse come meritava, ossia con la certificazione che Cuffaro non è amico di qualche mafioso, ma è amico e sostenitore della mafia in quanto tale. E con questa consapevolezza ora ognuno può far finta di nulla o pretendere che sia cacciato. Curiosa è invece la pena accessoria: in primo grado Cuffaro era stato condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici; interdizione che però sarebbe scattata solo in caso di conferma del giudizio anche in Appello, che è quello che è avvenuto. Cuffaro ha fatto sapere, tra una preghiera alla Madonna e una ad Al Capone, che lascerà ogni incarico nel partito, ma che manterrà saldo il suo sedere sulla poltrona da senatore. L’interdizione secondo il codice penale italiano, all’articolo 28, recita: L’interdizione perpetua dai pubblici uffici, salvo che dalla legge sia altrimenti disposto, priva il condannato:
1) del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi comizio elettorale, e di ogni altro diritto politico;
2) di ogni pubblico ufficio, di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio, e della qualità ad essi inerente di pubblico ufficiale o d’incaricato di pubblico servizio;
3) dell’ufficio di tutore o di curatore, anche provvisorio, e di ogni altro ufficio attinente alla tutela o alla cura;
4) dei gradi e delle dignità accademiche, dei titoli, delle decorazioni o di altre pubbliche insegne onorifiche;
5) degli stipendi, delle pensioni e degli assegni che siano a carico dello Stato o di un altro ente pubblico;
6) di ogni diritto onorifico, inerente a qualunque degli uffici, servizi, gradi, o titoli e delle qualità, dignità e decorazioni indicate nei numeri precedenti;
7) della capacita’ di assumere o di acquistare qualsiasi diritto, ufficio, servizio, qualità, grado, titolo, dignità, decorazione e insegna onorifica, indicati nei numeri precedenti.

Quindi, come minimo, Cuffaro dovrebbe essere privato di stipendio e pensione, qualora avesse anche quella. Poi dovrebbe essere cacciato dal Parlamento. E poi, al terzo grado di giudizio, in caso di condanna, dovrebbe andare in galera.

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