Antimafia Duemila – Ciancimino: ”Boss investivano su Milano attraverso Dell’Utri”

Antimafia Duemila – Ciancimino: ”Boss investivano su Milano attraverso Dell’Utri”.

I boss mafiosi Mimmo Teresi e Stefano Bontade negli anni Settanta avrebbero investito ingenti somme di denaro a Milano “attraverso Marcello Dell’Utri”. E’ quanto sostiene, in un interrogatorio del 14 gennaio scorso, Massimo Ciancimino parlando ai magistrati della Dda di Palermo. “C’era stato tutto un giro di denaro – spiega Ciancimino junior – praticamente a mio padre vengono dati soldi che venivano da Buscemi (Antonino, imprenditore in odor di mafia ndr), e soldi che venivano dall’investimento di Bontade e Teresi attraverso Dell’Utri”.

Nello stesso interrogatorio, Massimo Ciancimino sostiene che il padre si sarebbe servito del banchiere Roberto Calvi, l’ex Presidente del Banco Ambrosiano. “Calvi – racconta Ciancimino junior – era un soggetto che era stato presentato a mio padre da Buscemi, come persona molto influente nel settore bancario? lo stesso si era messo sempre a disposizione per quelle che erano ‘swap’ di denaro, compensazioni di denaro, avvenute ed esercitate da mio padre con personaggi legati al gruppo Buscemi”. E parlando ancora del padre Vito Ciancimino, aggiunge che “si era servito del Calvi per prendere dei soldi che provenivano da quello che era anche il gruppo appartenente a Marcello Dell’Utri e per il quale Marcello Dell’Utri aveva investito somme di denaro all’interno di questi investimenti immobiliari. L’unico collegamento che ricordo… e’ proprio che mio padre ritira dei soldi… erano quasi 5 miliardi, 4 miliardi e mezzo, che non erano tutto il suo frutto dell’investimento e lo ritira attraverso Calvi in territorio elvetico e una parte la ritira? viene compensata perche’ serviva a mio padre in Italia per ridarla a Zummo (Un imprenditore ndr)? ah, ora non so se era il frutto totale o parziale investimento”.

Alla domanda del pm se Vito Ciancimino avesse “fatto congiuntamente a Dell’Utri degli investimenti”, Massimo Ciancimino replica secco: “No, no, non me ne ha mai parlato, anzi mi ha detto: penso di non averli mai fatti investimenti insieme a Dell’Utri perche’ era un personaggio che non? non aveva motivo cioe’ di? e’ come se mio padre si metteva a fare investimenti con Enzo Zanghi’ (segretario di Vito Ciancimino ndr), cioe’ per lui era un altro, per carita’. Senza nulla togliere, era il giudizio di mio padre, non aveva motivo neanche di parlare con Dell’Utri mio padre, se aveva bisogno di parlare con qualcuno o qualche situazione parlava con Bontade, mio padre?” “Cioe’, ad esempio mi dice: ‘se Lima deve parlare con me, non parla con Zanchi’, se qualcuno ha bisogno di mandarmi a chiamare, parla se ci sono disponibile io, non parla? non ne vedeva motivo? purtroppo era questo il personaggio”.

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Ciancimino jr: ”Per mio padre Berlusconi era ricattabile”

12 febbraio 2010
Palermo.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo la realizzazione di Milano 2, sarebbe stato – secondo il giudizio dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino – “un soggetto ricattabile”. E’ quanto dice Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco, in uno dei verbali depositati oggi al processo d’appello al senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associaizone mafiosa. Una circostanza che il teste avrebbe appreso dal padre Vito, quando era ancora in vita “tra il 2000 e il 2002”.

Nell’interrogatorio del 7 gennaio 2010, Massimo Ciancimino spiega ai magistrati che lo interrogano sulla nascita di Milano 2: di aver fatto al padre “la domanda: ‘mi racconti come nasce, perche’ dicono che sei socio nel Milano 2?'”. “E mio padre – dice il figlio dell’ex sindaco ai pm – mi racconta tutta questa storia. E dopo dovevo capire, perche’ poi fondamentalmente mi appassionava anche un po’ il soggetto Berlusconi, volevo capire, ‘Ma se sei socio di Berlusconi, l’hai mai visto'” e a questo punto, ricorda Massimo Ciancimino,”mio padre mi ricostruisce tutta la serie di rapporti”.

“Ma fa di piu’ pure, fa una specie di difesa di Berlusconi – aggiunge Ciancimino parlando ancora del padre Vito – perche’ fondamentalmente dice: ‘Guarda che quando questi soggetti investono appunto in questa situazione, rappresentano il massimo dell’imprenditoria palermitana’. Quando Dell’Utri fondamentalmente, che dalla Cassa di Risparmio dove mio padre era pure Consigliere di Amministrazione, propone a questi suoi amici investimenti nell’area Nord? nell’area di Milano, non e’ che porta gentaglia”.

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