Per 42 deputati i delinquenti possono fare campagna elettorale – Cronaca | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog

Per 42 deputati i delinquenti possono fare campagna elettorale – Cronaca | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog.

In 7 votano contro e in 35 si astengono sulla legge di Angela Napoli: sono tutti di centrodestra

La proposta è chiara: i sorvegliati speciali non possono fare campagna elettorale. Per questo Angela Napoli, la deputata Pdl relatrice del provvedimento, mercoledì in Aula era convinta che non ci sarebbero stati ostacoli all’approvazione all’unanimità.

Invece in 42 non l’hanno votato. Quel testo l’ha riscritto tre volte e ai suoi colleghi lo ha spiegato nei minimi dettagli: vogliamo impedire alle persone abitualmente dedite a traffici delittuosi, ritenute pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, o sospettate di appartenere ad associazioni di tipo mafioso di andare in giro a dispensare consigli su chi votare.

Spiega la Napoli in Aula: “Si mira a fare in modo che il delinquente non possa procedere alla raccolta dei voti, perdendo così il suo potere contrattuale nei confronti del politico”. La proposta di legge punisce sia il sorvegliato speciale che non rispetta il divieto, sia il candidato che “inequivocabilmente sia a conoscenza” della situazione giuridica del pregiudicato e gli chieda comunque di dargli una mano in campagna elettorale. Perché “ciò che si deve punire è il sistema”. La deputata del Pd Marilena Samperi non ha obiezioni: “È una legge semplice, chiara e direi quasi ovvia”.

Anche Mario Tassone, Udc, non ha nulla da eccepire: una proposta simile l’ha presentata lui stesso 16 anni fa. Figuriamoci se non è d’accordo l’Idv. “Finalmente si comincia a fare sul serio” esulta Federico Palomba, che chiede di estendere la norma anche a chi è stato definitivamente condannato “per un delitto non colposo”. Sono le 14. Un’ora di pausa, ci si rivede per il voto. Nessuno sospetta che almeno in 40, al momento di schiacciare il pulsante del voto, si tireranno fuori da quel consesso di fanatici della lotta alla criminalità.

Il primo è Giorgio Stracquadanio. Lo seguono altri 34: Ignazio Abrignani, Deborah Bergamini, Mariella Bocciardo, Annagrazia Calabria, Carla Castellani, Giuseppina Castiello, Giuliano Cazzola, Giovanni Dell’Elce, Giuseppe Fallica, Nicola Formichella, Benedetto Fucci, Fabio Garagnani, Sestino Giacomoni, Gabriella Giammanco, Rocco Girlanda, Mario Landolfi, Giulio Marini, Riccardo Mazzoni, Giustina Mistrello Destro, Chiara Moroni, Giovanni Mottola, Osvaldo Napoli, Massimo Nicolucci, Carlo Nola, Massimo Parisi, Gaetano Pecorella, Mario Pepe, Paolo Russo, Elvira Savino, Giacomo Terranova, Piero Testoni, Cosimo Ventucci e Raffaello Vignali. Tutti Pdl, a cui va aggiunto il leghista, Alberto Torazzi.

Altri 7, sempre Pdl, votano contro [ndr: sono lucio barani, luca barbareschi, sabrina de camillis, giancarlo lehner, gianni mancuso, sergio pizzolante daniele toto]. Hanno obiezioni e cavilli. O forse, come sostiene la Napoli, non hanno “il coraggio di dire in pubblico che li spaventa la finalità della legge”.

da il Fatto Quotidiano del 26 febbraio

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