Antimafia Duemila – Cassazione: fondi neri Publitalia, ”Dell’Utri non assolvibile”

Fonte: Antimafia Duemila – Cassazione: fondi neri Publitalia, ”Dell’Utri non assolvibile”.

Non ci sono prove ”evidenti” che possano portare all’ assoluzione – anziche’ alla dichiarazione di prescrizione del reato di appropriazione indebita – del senatore Marcello Dell’Utri nell’ambito della vicenda dei fondi neri di Publitalia risalente agli anni 1991-94 quando era amministratore delegato delle sponsorizzazioni. Lo spiega la Cassazione nella sentenza 8771, depositata oggi, con le motivazioni per le quali – lo scorso 11 dicembre – ha deciso di confermare il verdetto di prescrizione emesso dalla Corte di Appello di Milano il due dicembre 2005, rigettando il ricorso di Dell’Utri che chiedeva di essere dichiarato ”innocente”.
I motivi con i quali Dell’Utri ”tenta di dimostrare l’evidenza della sua innocenza – scrive la Cassazione – non possono avere ingresso per la semplice ragione che resterebbe pur sempre un quadro probatorio che, quanto meno, si dovrebbe ritenere contraddittorio o insufficiente e, quindi, tale da non giustificare una sentenza di assoluzione sia pure per insufficienza di prove”. Questa conclusione – si aggiunge – ”vale non solo per le appropriazioni indebite in denaro ma anche per quelle in natura, non essendo affatto ‘evidente’ che rientrassero, secondo la tesi difensiva, in elargizioni rientranti nell’ambito dei rapporti amicali intercorrenti tra i vari protagonisti della vicenda”.
Nel processo erano inizialmente coinvolti 37 imputati, con l’accusa di avere occultato quasi 35 miliardi di vecchie lire con fatture false rese da Publitalia per inserzioni pubblicitarie su reti Fininvest. Dell’Utri era imputato anche di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta, accuse venute meno dopo la riforma dei reati societari.
Secondo i pm, Dell’Utri si era indebitamente appropriato di 300 milioni di lire girategli dal promoter Romano Comincioli, compagno di scuola di Silvio Berlusconi ed ex leader di Forza Italia in Sardegna, e di 60 milioni di vecchie lire provenienti dal promoter Romano Luzzi, maestro di tennis di Berlusconi. A Dell’Utri, inoltre, era contestato anche l’utilizzo di un motoscafo e un soggiorno a Madonna di Campiglio, sempre provento delle false fatture.

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