Archivi del giorno: 27 marzo 2010

Intervista a Gaspare Mutolo – Rainews24, 22 marzo 2010

Fonte: Intervista a Gaspare Mutolo – Rainews24, 22 marzo 2010.

Mutolo ricostruisce in studio la propria esperienza dentro Cosa Nostra e come maturò la decisione di collaborare con la Giustizia. Particolarmente interessante la ricostruzione (posizione 36min 20sec) da parte di Mutolo della giornata di mercoledì 1 luglio 1992 quando il collaboratore incontrò il Procuratore Aggiunto di Palermo Paolo Borsellino e cominciò a mettere a verbale le sue dichiarazioni.
Mutolo ribadisce quanto già affermato in sede dibattimentale: Paolo Borsellino tornò sconvolto dal Viminale perchè in quella sede incontrò anche Bruno Contrada, all’epoca numero tre del servizio segreto civile (Sisde) e segnalato da Mutolo a Borsellino come soggetto colluso con Cosa Nostra. Borsellino fu molto turbato dal fatto che Contrada avesse avuto notizia del colloquio investigativo in corso quel pomeriggio tra lo stesso Procuratore Aggiunto e Mutolo, notizia che avrebbe dovuto rimanere assolutamente riservata. “Il problema di Borsellino – dichiara Mutolo – era che un colloquio così segreto e così blindato, al Ministero sapevano che lui era a Roma a interrogare a me. Tanto che ci dicono, il dott. Contrada ci dice ‘Senti, se Mutolo c’ha bisogno di qualcosa noi siamo a disposizione’ “.

Marco Bertelli

YouTube – ZERO il film inchiesta sull’ 11 settembre (parte 1)

Guardate e meditate…

Qui sotto la prima parte di undici.

YouTube – ZERO il film inchiesta sull’ 11 settembre (parte 1).

Il resto lo trovate a questo indirizzo:

http://www.youtube.com/user/sdirru#g/c/D85929BEFFAD2B44

Blog di Beppe Grillo – Libero Stato in libera Chiesa

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Libero Stato in libera Chiesa.

Non è il Vaticano a essere circondato dall’Italia, ma l’Italia a essere circondata dal Vaticano. Se contate le chiese sul territorio italiano ve ne renderete conto. Io sono cresciuto con il suono delle campane di Sant’Ilario e il MoVimento 5 Stelle è nato il 4 ottobre, il giorno di San Francesco. Però sostengo il concetto di Cavour: “Libera Chiesa in libero Stato“, ma anche quello di “Libero Stato, in libera Chiesa” e della non ingerenza del Vaticano, che è uno Stato, nelle elezioni di un altro Stato sovrano. Il Papa Re non solo è anacronistico, ma danneggia la stessa Chiesa. Don Farinella con la consueta franchezza ne illustra i motivi.

Intervista a don Farinella, prete.

I vescovi e la Bonino
I vescovi avrebbero dovuto astenersi dall’interferire in queste elezioni, dal momento che continuamente dicono che sono super partes in una competizione… tra l’altro anche regionale avrebbero dovuto prudentemente astenersi e poi magari fare le loro valutazioni dal loro punto di vista, perché giustamente penso che i vescovi possono avere anche dei punti di vista che non sempre possono e debbono collimare con quello dei politici, anzi mi augurerei che siano di più le volte in cui il loro pensiero non collimi.Però i modi e le forme dovrebbero essere più rispettosi dell’indipendenza dello Stato e della religione. Questo intervento a gambe tese secondo me è stata una violazione del Concordato, come al solito i vescovi parlano a suocera perché nuora intenda, la mia sensazione è che loro non parlino assolutamente al popolo cristiano, cattolico, ma parlino soltanto a quelli a cui possa interessare, i potenti. Il messaggio è stato questo: hanno detto alla destra che stavano dalla loro parte e alla sinistra, tanto per intenderci: “State attenti che se voi non vi mettete d’accordo con noi, avrete vita difficile“. Qual è l’obiettivo di questo intervento? Era innominabile, ce l’aveva già anticipato il cardinale Ruini, quando ha invitato un mese e mezzo fa Berlusconi e il gentiluomo del Papa Gianni Letta a pranzo per ridiscutere l’elezione della Bonino alla Regione Lazio, è questo il vero nocciolo del problema, poi ci potrebbe essere anche un riferimento alla Bresso di Torino, però la cosa che più sta a cuore al Vaticano e alla Diocesi di Roma e quindi alla Conferenza episcopale è che la Bonino non sia eletta Presidente della Regione, perché sarebbe uno smacco enorme e loro lo leggerebbero come un insulto e come una catastrofe perché il Lazio e considerato il giardino allargato del Vaticano. Se la Bonino venisse eletta ha dichiarato, nel suo programma di voler mettere a posto due settori che sono due voragini della Regione Lazio: la sanità e la scuola, sanità e scuola che guarda caso sono quasi regime di monopolio sia per le strutture religiose che di privati che fanno sempre riferimento alle strutture religiose in qualche modo.

Aborti elettorali
D’altra parte ho visto che poi nel secondo comunicato pubblicato dai vescovi liguri, ha dovuto correggersi, in riferimento all’aborto come principio principe, come principio quasi unico di lettura del cose, perché ha fatto questa uscita? Quando sa che questa legge, la legge 134 non è di competenza regionale, allora avrebbe dovuto fermarsi su quelli che sono i programmi o le valutazioni, se doveva intervenire dei programmi regionali delle due contendenti, perché andare a riferirsi a una legge nazionale su cui le Regioni non hanno competenzasignifica che c’è un altro interesse, secondo me l’interesse era proprio questo e se poi l’indomani lui deve correggersi, per dire che non è prioritario, ma è prioritario in modo uguale al lavoro, la casa, la dignità etc., allora vuole dire che intanto la bomba è scoppiata e quello che resta della gente è la prima impressione. I vescovi con questo intervento si sono dati un po’ di più la zappa sui piedi, certo hanno mandato un messaggio a Berlusconi, questo è chiaro! Dicendo: “Guarda che noi stiamo dalla tua parte“, se Bagnasco vuole stare dalla parte di Berlusconi affari suoi, però non può chiedermi che gli riconosca l’autorevolezza che deve avere come vescovo, perché nel momento in cui fa questo lui la perde.
Di fatto lo Stato italiano è una succursale del Vaticano, perché non si muove foglia, specialmente con i governi di Berlusconi, con gli altri c’era una maggiore dignità, perché un fatto è certo, che tra l’ateo miscredente, puttaniere Berlusconi e il cattolico praticante, coerente Prodi, i preti preferiscono il puttaniere, perché questo promette mari e monti e con questo possono fare affari, con quello ne facevano molto meno, certo anche lui era condizionato perché la politica italiana è condizionata da un virus originario, c’è un peccato originario che se non si risolve lascerà sempre la politica italiana e la politica italiana nello Stato italiano e la cosa è il Concordato, finché ci sarà questo tipo di concordato e direi che ancora prima di questo c’è la presenza dello Stato del Vaticano all’interno della Città di Roma, nel cuore dell’Italia.
O si risolvono questi problemi, nell’affermazione di una laicità totale e assoluta secondo il principio cavouriano: “Libera chiesa in libero Stato“, oppure avremo sempre delle ingerenze. Subito dopo l’intervento della Cei del presidente Bagnasco è intervenuto Sacconi, il quale ha detto noi siamo sulla stessa linea perché abbiamo fatto la legge per Eluana Englaro, perché non abbiamo ammesso le coppie di fatto, perché abbiamo ridotto l’uso della pillola del giorno dopo etc., noi siamo il partito della vita, sono il partito dell’amore, poi lei vede come fanno la corsa per andare a baciare le sacre pantofole rosse del Papa, fanno tutti la corsa, come se fossero tutti chierichetti non cresciuti, infantili e nessuno sta in piedi, stanno tutti in ginocchio! Possibile che deve essere un prete a dire queste cose? Ma questi hanno una loro dignità? Sono stati eletti dal popolo, non sono stati nominati dal Papa!

Il Papa Re
A questo punto sarebbe più semplice, questa è la mia tesi e ritorno alle teorie filosofiche e sociologiche dell’800 , del Rosmini e del Gioberti, a questo punto tanto varrebbe che chiudiamo l’Italia e nominiamo il Papa Re d’Italia. A che serve un Parlamento, se un presidente del Consiglio scrive una lettera al Papa sulla questione della pedofilia in Irlanda in cui, a parte il fatto che non nomina mai il termine pedofilia, ma parla di situazioni pesanti, difficili, semplicemente per dire che lui a differenza degli altri governi, dal Governo tedesco, dal Governo inglese, americano etc., si schiera dalla parte del Papaè chiaro, lui che con tutto quello che ha fatto, con tutto quello che fa, di una persona totalmente amorale, corrotto e corruttore, ha tutto il bisogno di una protezione, di una benedizione papale, di un’alleanza perché senza quella alleanza lui non vince. Se i vescovi avessero detto, come sarebbe stato loro dovere, visto che Berlusconi ha trasformato questa elezione in un’ordalia, in un giudizio di Dio, cioè le elezioni regionali sono diventate una lezione di campo, di scelta, una lezione politica e è per questo che lui si sta giocando tutto per i prossimi 3 anni di legislatura. Se dovesse vincere o se dovesse perdere in un modo contenuto, noi avremo 3 anni di inferno, perché sarà ringalluzzito e sentirà l’approvazione e l’appoggio della Chiesa, della gerarchia, quindi si sentirà forte. Se invece avrà una batosta sonora e solenne, forse abbiamo una speranza di liberare l’Italia da questa peste, però se il Cardinale Bagnasco avesse detto: noi vescovi riuniti qui, siamo consapevoli che il Presidente del Consiglio è un corrotto e un corruttore, una persona amorale, per cui i cattolici che lo votano sono corresponsabili del degrado etico della nazione, per cui sono scomunicati immediatamente, avrebbero fatto un vero servizio da pastori al loro popolo, ma ho l’impressione che i vescovi del popolo non gliene freghi niente, gli interessi soltanto sostenere un governo amorale, immorale, immondo, un governo presieduto da un uomo che non è assolutamente degno di rappresentare non solo l’Italia, ma anche un condominio! Parlo solo da un punto di vista morale e poi anche da un punto di vista politico perché le scelte che fa sono tutte contro la dottrina sociale della Chiesa mi si spieghi come fanno i vescovi a stare dalla parte di uno che denigra quotidianamente tutti i principi etici che sono alla base, che formano il cuore della dottrina sociale della Chiesa, quella stessa che loro propugnano.

Il futuro della Chiesa
ILei mi dice se la chiesa avrà un futuro, oppure scomparirà, le dico proprio fuori da ogni mediazione diplomatica che c’è già all’interno della chiesa uno scisma ampio, c’è il popolo di Dio, quello che vive tutti i giorni la vita quotidiana che sente i vescovi separati da sé, lo scisma questa volta l’hanno fatto i vescovi e lo stanno continuando a fare perché i vescovi vanno per conto proprio, vanno dietro ai potenti, specialmente sotto il segretariato di Bertone
che è una figura che veramente ci lascia interdetti per tutte le gaffe che ha fatto fare al Papa e che continuerà a fargli fare e che non ha assolutamente una visione cristiana, ma soltanto una visione di una chiesa come setta che cerca alleati potenti, logicamente, per sopravvivere, ma c’è da un punto di vista fede, un’enorme quantità, se vuole le dico uno scoop che non sa ancora nessuno. Lo scoop è che se il Papa continua su questa linea di contrapposizione radicale al Concilio Vaticano II e se la gerarchia continua in questo modo così totalmente avulso, ci sono alcuni vescovi disposti a ordinare preti e vescovi e avverrebbe all’interno della chiesa uno scisma di proporzioni enormi che potrebbe essere paragonato esclusivamente a quello di Lutero o del 1600 e questa volta non ci sarebbero soltanto 4 gatti, ma un movimento, anzi una rivoluzione popolare, se questa cosa non è ancora avvenuta è perché i preti che vi sono coinvolti, hanno un senso profondo di responsabilità ecclesiale e non vogliono arrivare a questo punto.
E noi vogliamo che la chiesa sia semplicemente aderente al mandato evangelico perché la nostra responsabilità è solo in quell’ambito, poi se i cristiani, i credenti, coloro che credono in Cristo, coloro che vogliono fare una professione di fede all’interno di una comunità ecclesiale, devono essere poi coerenti con la loro vita e quindi fare anche le scelte in economia, in politica che siano coerenti, però coerenti significa che non devono fare scelte di parte, non devono fare delle scelte immorali, devono fare scelte che si basano prevalentemente e esclusivamente sul bene comune, della collettività!

I politici e la Chiesa
Faccia caso a tutti quelli che sono impegnati in politica e che fanno riferimento ai principi religiosi o nel nome che portano, tipo Unione dei Cristiani, Campanile, etc., oppure che esplicitamente nei loro programmi, come fa Berlusconi che dice: il programma del nostro governo, il programma è adeguato con la visione cristiana della vita.
Tutti quelli che si riferiscono alle radici cristiane, alle civiltà occidentale cristiana che difendono i presepi etc., guarda caso sono tutti implicati o con la criminalità organizzata, o sono tutti indagati per furto, corruzione, per depredazione del bene comune dello Stato etc., ci faccia caso, sono tutti da quella parte, tutti coloro che fanno riferimento al mondo cristiano, cattolico, sono tutti o inquisiti o sono dentro o sono mafiosi o sono corrotti o sono corruttori! E’ questo quello che vogliono i vescovi? Vogliono stare da questa parte? Che si accomodino, però non possono imporlo ai cristiani! Prima di Berlusconi c’era la Democrazia Cristiana, quest’ultimo era un partito corrotto che faceva gli interessi del clero e ogni tanto però aveva quel buon gusto di lasciare cadere le briciole per il popolo, per cui un certo senso di giustizia sociale si è diffuso, ma come diceva Don Lorenzo Milani negli anni 50: abbiamo in mano il governo, il Parlamento, l’economia, gli strumenti, la potenza per farlo e dove siamo finiti? Siamo finiti appiattiti sulle posizioni della Confindustria e i poveri sono rimasti sempre più poveri, nessuno se ne è preso cura etc..
Lei ha visto una presa di posizione chiara, netta, definita del Vaticano o della Cei nei confronti per esempio della questione degli immigrati che sono dichiarati delittuosi, delinquenti nel momento in cui esistono e mettono piede nel paese, contravvenendo a quelli che sono i diritti fondamentali dell’O.N.U., di tutte le altre dichiarazioni che sono state recepite dalla nostra Costituzione, la nostra legislazione e il nostro stato di diritto? A questo punto sarebbe meglio che i vescovi costituissero un partito di preti, lo facessero partecipare alla competizione elettorale con il loro programma e che entrano nella mischia, ma non possono diventare un partito dietro le quinte, cioè un partito di burattinai che manovrano altri burattini, i quali si fanno manovrare! Di fronte a questa cosa dell’intervento di Bagnasco, il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto riunire il Parlamento e in Parlamento fare lui un discorso di dire: noi rigettiamo totalmente questo discorso, perché il nostro Stato è uno Stato sovrano e indipendente e non accettiamo ingerenze! Invece c’è stata la corsa alla genuflessione, tutti atei devoti e nello stesso tempo la maggior parte di tutti quelli che sono immorali, ha visto Cosentino? Cosentino si dichiara cristiano, anche Provenzano si dichiara cristiano perché va sempre in giro con la Bibbia, ma non c’è mai stata una scomunica di tutta questa gentaglia qui!
Il fatto che il vescovo, il presidente della Cei intervenga a 4 giorni dalle elezioni, questo è grave perché significa che pur non essendo un partito, è peggio di un partito, perché è un manovratore occulto, ormai non più tanto occulto, ma è aperto e alla luce del sole perché ormai non c’è più neanche la vergogna dell’impudenza che questa gente fa nei confronti e sulla pelle del popolo italiano, che vengano a vedere le persone, le famiglie in questo momento sono disperato perché non riesco a trovare quasi 5 mila Euro, altrimenti una famiglia perde la casa e quelli di Treviso che hanno dato un panino e un bicchiere d’acqua ai bambini, eppure sono del Pdl e della Lega, sono quelli che si ispirano ai principi cristiani, ma signori miei, ma veramente Gesù Cristo a questo punto veramente è morto di freddo!
Un cristiano, un cattolico non può tollerare questo che lo dica il Papa o se il Papa sta in silenzio, o se Bagnasco parla per la Bonino e non dice una parola su queste cose, non merita più neanche non solo di essere vescovo, ma non può celebrare la Messa, perché è colpevole fino all’anima, perché forse non si rende conto, perché probabilmente vivono in un mondo ovattato di incenso e se respirano incenso sono peggio che drogati!.

I peccati di Murphy

Ratzinger, fa la cosa giusta: fuori dalla chiesa i preti pedofili. Che vengano sottoposti a processo civile. E’ quello che fanno altre chiese cristiane. Solo così si difende la veramente la chiesa, non  nascondendo lo scandalo e trasferendo i criminali.

“GUAI A CHI SCANDALIZZA ANCHE UNO SOLO DI QUESTI PICCOLI CHE CREDONO IN ME, SAREBBE MEGLIO PER LORO CHE GLI FOSSE APPESA AL COLLO UNA MACINA GIRATA DA ASINO, E FOSSERO GETTATI NEGLI ABISSI DEL MARE”. (MATTEO 18-6).

Fonte: I peccati di Murphy.

Il 28 agosto 1998, il vescovo Richard Skiba, celebrando un funerale, disse: “Ho una teoria sul giudizio finale che aspetta ciascuno di noi… solo una teoria, ma che mi da’ molto conforto e molta speranza. Io non credo che il giudizio finale avvenga quando tutti i nostri segreti peccati sono rivelati al mondo intero. Infatti, sarebbe un po’ arrogante pensare che il mondo intero sia interessato a conoscere i peccati segreti di ognuno.”
Il funerale era quello di padre Lawrence C. Murphy, abusatore di oltre 200 bambini sordomuti, coperto dalla Chiesa fino al giorno della sua morte.
Si sbagliava, il vescovo Skiba: i segreti peccati di Murphy avrebbero dovuto essere rivelati, almeno perchè il mondo potesse difendersi da lui. Ma quell’omelia era l’ultimo, pietoso tentativo di copertura, una copertura durata decenni, messa in pratica a tutti i livelli, fino a quelli più alti, che avevano consentito a Murphy di vivere indisturbato, protetto dalla tonaca e dal Vaticano, nonostante avesse rovinato almeno 200 giovani vite…

fonte originale: viaggionelsilenzio

Antimafia Duemila – Requisitoria al processo Dell’Utri, per il procuratore strinse un patto con i clan

Fonte: Antimafia Duemila – Requisitoria al processo Dell’Utri, per il procuratore strinse un patto con i clan.

Si è incentrata sul presunto patto stretto tra la mafia e il senatore Marcello Dell’Utri la requisitoria del pg Nino Gatto, pubblica accusa al processo d’appello al parlamentare del Pdl.
Gatto concluderà il suo intervento alla prossima udienza, fissata per il 16 aprile, con la richiesta di pena. L’imputato, in primo grado, è stato condannato a 9 anni per concorso in associazione mafiosa.

A sostegno del presunto accordo tra Dell’Utri e la mafia il pg ha citato, tra l’altro, due intercettazioni – una del 1999 e una del 2001 – in cui emergerebbe che l’imputato avrebbe chiesto voti a Cosa nostra e si sarebbe messo a disposizione delle cosche. Nella prima intercettazione, avvenuta nell’autoscuola palermitana in cui il boss Bernardo Provenzano organizzava i suoi summit durante la latitanza, il mafioso Carmelo Amato avrebbe espressamente fatto riferimento all’accordo elettorale stretto da Dell’Utri con i clan. La seconda intercettazione è relativa a una conversazione del boss Giuseppe Guttadauro che faceva cenno a “impegni presi da Dell’Utri con la mafia”.

Il pg ha citato come significativo del patto tra mafia e politica il disegno di legge, portato avanti nel 1994, col sostegno del presidente della commissione giustizia del Senato dell’epoca Tiziana Maiolo, che prevedeva modifiche al regime delle misure cautelare per i reti di mafia da cui i boss avrebbero tratto benefici. Ma il provvedimento non venne approvato perché il governo Berlusconi cadde. Solo successivamente diventò legge, ma senza le modifiche favorevoli ai mafiosi. Il pg ha citato poi le dichiarazioni del capomafia agrigentino Maurizio Di Gati che aveva appreso di un particolare impegno della Maiolo a favore dell’approvazione del testo. Al termine dell’udienza la corte ha indicato nel 4 giugno la possibile data dell’inizio della camera di consiglio per il verdetto.

Paolo Franceschetti: Intervista al generale Fabio Mini. La guerra ambientale è già cominciata.

Paolo Franceschetti: Intervista al generale Fabio Mini..

e la trascrizione da:

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17573

Fonte: Luogo Comune [scheda fonte]

Riportiamo in home page, per maggior visibilità ed arricchito d’ulteriori contenuti, un argomento già presentato la settimana scorsa nel forum di LuogoComune dedicato alle scie chimiche.

Il 21 febbraio un’emittente veneta, RadioBase, ha intervistato un alto ufficiale in pensione dell’Esercito Italiano sul tema del controllo climatico e delle moderne tecnologie militari capaci di trasformare l’ambiente da scontata cornice d’un conflitto a vera e propria arma o strumento d’attacco.

L’intervista riprende un articolo scritto dallo stesso ufficiale, il Gen. Fabio Mini, e pubblicato sulla rivista Limes n° 6-2007, avente titolo “Owning the weather: la guerra ambientale globale è già cominciata” che è possibile visionare e scaricare a questo indirizzo.

Nel corso dell’intervista […]

[…] è indicativo anche il tono usato dal generale: i vari argomenti esposti, per gli appartenenti al settore militare, sono risaputi già da tempo (si risale financo agli anni ’40) e la fattibilità tecnico-operativa del loro impiego su scala estesa, cioè contro civili, sono ormai date per certe.
Solo nel grosso dell’opinone pubblica tutto ciò è ancora considerato quasi fantascienza, il che dà un’idea del divario tra le realtà in cui vivono i due insiemi di persone e la qualità dei canali d’informazione che i secondi quotidianamente utilizzano.

Intervista al Gen. Fabio Mini. di Radio Base, 21 febbraio 2008.
(Trascrizione a cura di www.luogocomune.net)

Intervistatrice: Buongiorno Generale Fabio Mini, una cortesia si può presentare, per cortesia, da solo: lei di che cosa si occupa e che cosa fa?

Gen. Mini: Beh sono un generale in cosiddetta ausiliaria, noi generali non andiamo mai in pensione: transitiamo dal servizio attivo a uno stato intermedio in cui siamo a disposizione dell’amministrazione e poi passiamo nella Riserva, che comunque sono tutti eufemismi per la pensione quindi sono un generale in pensione e mi occupo di collaborazione e diffusione su temi strategici, scrivo libri, faccio conferenze, do qualche consiglio a qualcuno che non li vuole e che non li vuole comunque ascoltare, ma io ci provo lo stesso, e mi sono impegnato anche un po’ nel campo, così, del sostegno umanitario: ho fondato insieme ad amici un’associazione che si chiama Peace Generation.

Intervistatrice: Ecco senta generale quando lei era attivo, mi sembra che sia più attivo anche adesso, ma quando era attivo in che settori soprattutto lavorava dal punto di vista militare?

Gen. Mini: Dal punto di vista militare ho avuto tre grandi branche; una branca è stata quella di interesse, una branca è stata quella della comunicazione: io ho fatto il portavoce del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito così come dello Stato Maggiore della Difesa. La seconda branca è stata quella logistica: mi sono occupato anche di contratti, contrattistica in questa maniera; la terza è quella che mi ha preso più la parte sostanziale della vita operativa è stata quella appunto operativa: ho comandato le unità dei Vespri Siciliani, ho comandato tutti i tipi di unità bersaglieri, vengo dai bersaglieri, e poi ho comandato il contingente internazionale, la forza internazionale di pace in Kosovo, che è KFOR. Ho fatto il Capo di Stato Maggiore della NATO in Sud Europa, quindi ho avuto parecchi incarichi; sono stato in Cina per tre anni come addetto militare, sono stato in America per altri due anni come integrato in una unità americana e così ho avuto moltissime esperienze.

Intervistatrice: C’è un suo articolo molto interessante sul numero di Limes che intitolava “Il clima dell’energia, il tempo che farà, le guerre dei tubi, l’Italia a rischio”. Ecco il titolo che lei ha dato è “Owning the weather: la guerra ambientale globale è già cominciata”; vorrei cominciare con questa frase che lei ha scritto: “la guerra ambientale in qualunque forma è proibita da leggi internazionali. Le Nazioni Unite fin dal 1977 hanno approvato la convenzione contro le modifiche ambientali” e poi sotto c’è scritto: “la guerra ambientale è oggi definita come l’intenzionale modificazione di un sistema ecologico naturale come il clima i fenomeni meteorologici gli equilibri dell’atmosfera della ionosfera della magnetosfera le piattaforme tettoniche etc…, allo scopo di causare distruzioni fisiche, economiche, psicosociali nei riguardi di un determinato obiettivo geofisico o una particolare popolazione”. Di cosa stiamo parlando, generale? Di cosa stiamo parlando ieri, di cosa stiamo parlando oggi e di cosa stiamo parlando del futuro?

Gen. Mini: Il senso dell’argomento fondamentale è questo, che poi è anche la mia tesi: la guerra è cambiata, cioè non ci possiamo più tenere attaccati al concetto di guerra tradizionale quando c’era uno che sparava contro un altro. E’ cambiata non soltanto perchè gli interlocutori della guerra o anche i cointeressati alla guerra sono moltissimi; è cambiato perchè i sistemi d’arma sono cambiati: non ci sono più soltanto fucili o missili adesso ci sono anche altri tipi di arma. Una arma fondamentale che nella guerra moderna o in questa guerra globale ha assunto una rilevanza fondamentale è proprio l’arma psicologica o comunque l’arma dell’influenza che può essere esercitata con tutto quindi l’ambiente inteso come sistema ecologico, nel quale noi viviamo e dal quale noi dipendiamo, è diventato un attore principale, non è soltanto una cornice, è un attore principale della guerra, può essere addirittura un obiettivo ma può essere anche uno strumento e questo è il concetto fondamentale.

Intervistatrice: Ecco senta, io vado sempre avanti con il suo articolo, a pagina 82 lei scrive: “Tutti fingono di credere che le devastanti esplosioni delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki siano state le prime ed ultime della storia militare, eppure tutti sanno che da allora ci sono già state più di 1.000 esplosioni nucleari nel sottosuolo, nelle profondità degli oceani, in superficie e nello spazio e queste possono provocare per esempio degli tsunami”. Che cosa voleva dire qui generale?

Gen. Mini: Volevo dire che quando si pensa che un certo sistema d’arma come l’ordigno nucleare, con le leggi con le convenzioni internazionali, è stato limitato è vero che è stato limitato però si sono sviluppate altre utilizzazioni anche dello strumento nucleare ed oltre lo strumento nucleare anche di quello magnetoelettrico.

Intervistatrice: Quindi io posso con le… mi scusi se la interrompo: quindi io posso con un esplosione, un esperimento, creare un sisma anche in qualche modo voluto.

Gen. Mini: Ma assolutamente vero, nel senso che questo non è ormai una fantasia o una illazione, sono cose ormai che sono tecnicamente e scientificamente provate. Quello che manca è la prova che qualcuno deliberatamente lo abbia già fatto, però se si vanno a vedere quali sono le linee di frattura o le faglie che ci sono nella crosta terrestre e si può immaginare che se uno agisce in un punto, per esempio in mezzo al pacifico con una esplosione controllata nucleare o anche soltanto non nucleare o anche soltanto convenzionale, bene il riverbero delle onde sismiche che produce questa esplosione può arrivare e alimentare e provocare addirittura lo tsunami; ma adesso lo tsumani è una forma così che tutti quanti conoscono ma i terremoti in genere possono essere in questo senso…

Intervistatrice: Ecco scusi, io la interrompo sempre perchè… negli ultimi anni io ho fatto delle ricerche e ho sempre visto proprio facendo delle tabelle di raffronto che dove c’erano state delle esplosioni sotterranee, io ho seguito anche alcune esplosioni che venivano fatte dai francesi nel Sahara, poi Mururoa, poi in India e in Pakistan, poi a breve distanza venivano fuori dei terremoti quindi a volte erano sperimentazini quindi si può anche pensare che si possano creare al di là dei terremoti anche dei sisma, anche delle frane, delle valanghe, delle inondazioni, cioè degli scienziati in questo caso molto bravi ma in negativo possono in qualche modo condizionare l’ambiente e quindi l’economia anche di un Paese.

Gen. Mini: Ma assolutamente sì cioè questa è una capacità tecnica, tecnico operativa, che esiste. Adesso io ripeto non ho prova provata che ci sia stato un cosiddetto esperimento o nucleare o convenzionale che abbia provocato un reale terremoto, però la parte tecnica c’è ed io sono anche abbastanza pessimista dal punto di vista militare perchè in 45 anni di carriera militare in giro per il mondo ne ho viste di tutti i colori su quello che riusciamo a combinare, cosa riesce a combinare la fantasia umana, bene io sono veramente pessimista nel fatto di dire che probabilmente c’è qualcuno che ci ha già provato a fare di queste cose; non so dove non so quando ma certamente non nei casi, io penso e spero, nei casi che lei ha seguito perchè in genere quando si fanno queste operazioni si sa benissimo qual è il danno, la conseguenza che si vuole provocare, e non si vuole certo far risalire all’attore o a colui che lo ha provocato percui se lei ha seguito degli esperimenti che erano già stati preannunciati o annunciati questi probabilmente sono o casuali, le conseguenze sono o casuali oppure non volute. Però chi è che vuole farlo veramente ha la capacità tecnica di farlo, lo può fare.

Intervistatrice: Ecco lei ha citato un esempio molto interessante: negli anni ’40 un professore australiano, vuole raccontare questa cosa che lei ha seguito, che faceva questi esperimenti, ai nostri ascoltatori?

Gen. Mini: Mah insomma questo è un professore israeliano che si è messo a fare… era australiano, più che altro neozelandese, faceva questi esperimenti, vedeva quali erano le incidenze di questi fenomeni e si è accorto che si potevano provocare…

Intervistatrice: …delle onde anomale, no, mi diceva?

Gen. Mini: …potevano fare delle onde anomale, lui le ha provocate: al largo di Aukland lui ha provocato delle onde anomale, dei piccoli tsunami; in realtà erano soltanto fenomeni di onde che venivano, che montavano per conto proprio, e lui c’è riuscito in maniera controllata in maniera limitata ma c’è riuscito e ci è riuscito talmente bene che poi è sparito per un periodo dalla circolazione ma nel frattempo era stato contattato dagli Stati Uniti i quali sempre da un punto di vista tecnico-scientifico volevano vedere quali erano le possibili applicazioni di questo tipo di nuova, parliamo degli anni ’40 subito dopo la guerra, di questa nuova arma in una eventuale difesa o comunque offesa contro un eventuale nemico. Lui sembra che non abbia aderito alla parte militare di questo progetto, sembra, ma ovviamente i dati che lui aveva erano a disposizione di tutti anche perhè lui, quella volta, lavorava in Australia per conto della Università della Neozelanda ma chi gestiva i fondi dati a questo progetto erano Gran Bretagna e Stati Uniti.

Intervistatrice: Senta Gen. Mini lei, nel suo articolo, che tra l’altro posso dirlo a chi ci sta ascoltando, noi stiamo consigliando a tutti di leggerlo, proprio anche a quelli che da anni lavorano su queste cose e molte volte anche incontrando delle diffidenze. Lei parla anche di questo centro in Alaska che conosciamo tutti, HAARP, il quale lavora sulle onde ad alta frequenza, questo è finanziato… e su questo si è sempre pensato che potesse influire sul clima; ecco vogliamo parlare… lei ne parla nel suo articolo.

Gen. Mini: Sì ne parlo perchè in effetti è una di quelle evoluzioni della ricerca sulle onde a bassissima frequenza e altissima frequenza, sono i due estremi, per la loro capacità praticamente di superare gli ostacoli, di non essere influenzati dalla curvatura terrestre, di non essere influenzati da ostacoli di varia natura… è quello quindi di modificare, di poter modificare l’assetto anche atomico delle cose. Bene questi generatori ovviamente di queste onde elettromagnetiche particolari, ovviamente chi è che li gestisce dice che sono per tutt’altra natura che non hanno questo tipo di capacità…

Intervistatrice: …sì qualcuno diceva che volevano creare una specie di scudo per difendere la terra dal discorso dell’ozono mi pare… c’erano delle motivazioni che nessuno credeva poi tra l’altro…

Gen. Mini: Sì francamente diventano anche poco credibili. Sa che cos’è, mantengono una certa dose di credibilità perchè nessuno sa veramente di che cosa si tratta percui se una fonte autorevole dice, come un governo, dice “no, noi non stiamo facendo questi esperimenti per questo ma lo facciamo per motivi difensivi e non turbiamo, alteriamo l’equilibrio ecologico di nessuno, tutti quanti tendono a crederci; soltanto che negli ultimi 15 – 20 anni ormai questo livello di fiducia sulla parola incomincia a scadere un po’ insomma, ecco queste onde elettromagnetiche hanno la capacità di interferire e quindi di addirittura di provocare delle alterazioni meteorologiche focalizzate in determinati punti che poi possono montare per conto proprio…

Intervistatrice: Ecco, Generale Mini, tra l’altro noi abbiamo raccolto negli anni, negli ultimi anni, delle proteste da parte per esempio di Paesi come la Russia, come la Cina ma anche altri Paesi che lamentavano, a parte che anche i russi sanno condizionare molto bene il clima anche loro hanno delle possibilità insomma in questo senso di creare dei fenomeni meteorologici, accusavano proprio che certe situazioni meteorologiche di aridità, di siccità o di eccessiva pioggia o di eccessivo freddo, come sta succedendo adesso in Cina, potessero essere provocate artificialmente; avevano fatto una denuncia nazionale, internazionale, dicendo c’è qualcuno dietro tutta questa operazione per creare problemi alla situazione economica di un paese. Lei che cosa risponde di fronte a questo? Lei non ha le prove però a livello, così, di momento…

Gen. Mini: A livello così di momento proprio di riflessione, di una riflessione….

Intervistatrice: Certo, non è tanto fuori di norma insomma questa cosa…

Gen. Mini: Non è al di fuori della norma, come ripeto, anche questo campo, cioè, è un campo in cui la parte tecnica è molto avanzata; ora quando si parla che, si pensa che il programma Owning the Weather 2015, voglio dire… no 2025 addirittura, è partito nel 1999; oggi siamo nel 2008 quindi sono già passati 10 anni e questo obiettivo di possedere il tempo meteorologico entro il 2025 a fini militari, questo è il programma perchè è finanziato dall’aeronautica militare statunitense non è finanziato da McDonald che vuole vendere gli hamburger, quindi questo è un programma che sta andando avanti e se tanto mi dà tanto, se l’obiettivo finale è al 2025, nel 2008 noi abbiamo già qualche risultato lo dobbiamo avere altrimenti chi è che investe i soldi avrebbe già chiuso i rubinetti dei fondi. Qundi ci sono già adesso delle capacità pratiche che possono essere sfruttate io dubito molto a livello di riflessione che ci sia qualcuno che intenzionalmente stia dirigendo queste armi contro un altro obiettivo. Dubito molto non perchè credo che gli uomini siano buoni, dubito molto che ne abbiano acquisito la capacità, però ho messo anche in evidenza nell’articolo la teoria, ma anche le supposte prove, che uno scienziato tecnico militare americano dà di queste cose e lui, secondo lui, i russi… lui attribuisce ai russi…

Intervistatrice: …Bearden mi pare…

Gen. Mini: …esatto sì, ma quello che si può attribuire ai russi si può attribuire agli Stati Uniti in maniera maggiore oggi, perchè gli hanno superati in molti campi, ma si può attribuire anche ai cinesi i quali intanto si stanno organizzando e attrezzando per questo; percui se lui pensa che ci siano stati già negli anni ’70 degli episodi di utilizzazione di queste onde elettromagnetiche per produrre puntuali fenomeni atmosferici sul territorio degli Stati Uniti, io penso che se lui, e lui è uno scienziato… tra l’altro scrive dappertutto è accreditato dalla organizzazione degli scienziati americani insomma, non dovrebbe essere un millantatore o un fesso. Percui prendendo anche… facendo la tara a quello che lui dice, dal punto di vista tecnico-scientifico già esiste questa capacità e questa possibilità; speriamo soltanto che non abbiano ancora raggiunto un livello tale, soprattutto di determinazione e dico da un certo punto di vista, di stupidità e cattiveria, da impiegarlo realmente pensando di far fuori un obiettivo o un nemico circoscritto senza allargare i danni ad altri che possono anche non essere nemici e possono anche…

Intervistatrice: …quindi diciamo, per concludere, noi possiamo concludere con quest’immagine su cui io voglio proprio la sua chiusura: io posso provocare, dal punto di vista climatico, una siccità in un paese quando ho l’intenzione di far, come si può dire, andare via una popolazione che in qualche modo mi possa essere di peso la faccio, non so, diventano dei profughi da un’altra parte perchè in quel Paese ci sono materie prime che m’interessano.

Gen. Mini: Questo è un fatto che non si può…

Intervistatrice: …questa è una guerra…

Gen. Mini: Questo è un fatto che non si può assolutamente escludere ed è una guerra.

ComeDonChisciotte – CONFERMA: LA GRECIA SOTTO USURA

ComeDonChisciotte – CONFERMA: LA GRECIA SOTTO USURA.

DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

La conferma è arrivata ieri al summit specifico di Bruxelles. Sarkozy e Merkel (e altri sedici Paesi dell’area Euro a ruota), hanno trovato l’accordo, si fa per dire, per gli aiuti alla Grecia.

L’accordo prevede, sinteticamente, un intervento di aiuti “volontari e bilaterali” con una partecipazione complementare del Fondo Monetario Internazionale. Quest’ultimo sarà attivato “in caso di problemi molto seri e in assenza di alternative”. Un modo elegante per indorare la pillola: i problemi sono già molto seri e non ci sono valide alternative. Come dire, appunto, conferma su quanto annunciato – e che avevamo denunciato – i giorni scorsi.

“La partecipazione dei governi dell’Eurozona sarà maggioritaria”: naturalmente anche questa è una sciocchezza, poiché bisognerà verificare, e presto, quali e quanti saranno effettivamente gli Stati europei che decideranno di acquistare dei titoli greci. E non ci pare che in Europa, al momento, vi siano Stati tanto in salute da poterlo fare, anzi. Ergo l’FMI, come detto, tornerà alla ribalta.

Si è parlato di una somma tra 20 e 30 miliardi di Euro, ovvero il totale dei titoli che la Grecia deve emettere entro due mesi. Guarda caso.

Rammentiamo, solo di passaggio, un punto fondamentale, che precede (o dovrebbe) qualsiasi ragionamento in merito. Nel momento in cui uno Stato vende i propri titoli – letteralmente, “si vende” – vuol dire che diventa merce. E i cittadini di questo Stato – al momento, i greci, la loro ricchezza e il loro lavoro, ovvero il loro tempo, dunque la loro vita – sono oggetto di scambio. Come prodotti su uno scaffale di un supermercato. Un uomo oggetto di scambio è uno schiavo. Questo il punto.

Merkel & Co. hanno detto che i titoli greci saranno venduti e acquistati da “volenterosi” al prezzo di mercato. Il che significa al prezzo al quale verranno scambiati i Cds (Credit Default Swap), che come abbiamo visto poco tempo addietro su queste stesse pagine, essendo prodotti che garantiscono (dovrebbero) il rischio di insolvenza dello Stato, e che vengono scambiati sul mercato come merce qualunque, stabiliscono di fatto il “prezzo” di un titolo. Ovvero il valore dello Stato per il quale tali titoli e derivati sono scambiati.

Detenuti da chi? Da Banche e speculatori, naturalmente.

Il circolo è vizioso, perché nel momento in cui uno Stato comprerà titoli greci, e gli stessi arriveranno a scadenza senza che la Grecia sarà in grado di ripagarli, quest’ultima non avrà altra strada che emettere nuovi titoli, e titoli sui titoli, che qualcuno dovrà comprare… e saremo da capo. In una spirale perpetua e soffocante.

Brutalmente: strozzinaggio legalizzato.

Valerio Lo Monaco
Fonte: www.ilribelle.com
26.03.2010

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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