Archivi del giorno: 12 aprile 2010

Blog di Beppe Grillo – Emergency ha bisogno di aiuto

Firmiamo tutti l’appello a favore di Emergency!

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Emergency ha bisogno di aiuto.

Sabato 10 aprile, militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale.
Il Blog ha raggiunto al telefono Gino Strada.

Gino Strada: “Il quadro resta quello che avevamo delineato già il primo giorno. Si tratta di una aggressione all’ospedale di Emergency. Un’operazione messa insieme, preparata, premeditata e studiata per togliere di mezzo un testimone scomodo delle atrocità della guerra. E’ la lettura che continuiamo a dare.
La conferma delle notizie che continuano a susseguirsi: “hanno confessato!” – poi ovviamente dodici ore dopo – “nessuno ha mai detto che avevano confessato!”. E’ un sintomo del fatto che questa bolla sta facendo acqua. Del resto basta guardare i filmati. Le forze internazionali smentiscono la loro presenza, e poi c’è un filmato in cui si vedono militari Inglesi nel nostro ospedale; manifestazioni popolari contro Emergency fuori dall’ospedale, e poi c’è un filmato in cui si contano ventiquattro – dico ventiquattro – persone che urlano in un campo di calcio. (segue)

Sono gli strilloni di regime: un po’ di propaganda. “Trovate armi” e poi si vedono scaffali con scatole tutte in ordine e poi per terra un paio di scatole con dentro qualche arma – chissà chi ce le ha portate.
E’ una grossa montatura e credo che la ragione sia molto semplice: non si vuole far sapere ciò che avviene lì. Non a caso non c’è un solo giornalista che possa seguire le operazioni della più grande campagna della NATO – così l’hanno definita loro – degli ultimi decenni e si vuole togliere di mezzo un ospedale che è poi quello che riceve le vittime di quella campagna. E siccome per il 40% i feriti sono bambini, la cosa secca un po’, si preferisce cercare di far credere all’opinione pubblica che si è lì per portare la pace e la democrazia e che casomai si colpisce qualche pericolosissimo terrorista. Di un paio d’ore fa è la notizia di altri quattro civili uccisi dalle forze NATO e la notizia che le forze NATO sono state incriminate per le stragi di civili.
Non è la prima volta che si cerca di fare queste operazioni contro l’ospedale di Emergency. Adesso oramai siamo alla vigilia della nuova, grande offensiva di primavera, che vuol dire altre stragi, altri morti, altri massacri e quindi si vuole togliere di mezzo quell’ospedale.
Blog: “Cosa si può fare per sostenere Emergency in queste ore?”
Gino Strada: “La prima cosa è firmare l’appello che c’è sul sito di Emergency, una raccolta firme giusto per esplicitare questa solidarietà, questo non credere da parte dei cittadini a queste accuse infamanti, a queste montature che mettono assieme varie spie, poliziotti, militari e criminali vari. E poi credo che presto dovremo mobilitarci. Noi stiamo già pensando a una grande mobilitazione su scala nazionale per il fine settimana, se la soluzione non dovesse venire prima.

ComeDonChisciotte – GUADALAJARA

Firmiamo tutti l’appello a favore di Emergency!

Fonte: ComeDonChisciotte – GUADALAJARA.

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com

Mai ci saremmo attesi una notizia di questo genere: tre operatori umanitari italiani, arrestati dalle forze armate afgane con la collaborazione della forza ISAF, della quale fanno parte anche militari italiani!
La notizia, in sé, si smonta come un gelato sull’asfalto d’Agosto: come molti avranno notato, all’ingresso degli ospedali di Emergency c’è sempre la scritta: “No weapons”.
Significa, semplicemente, che chiunque chieda aiuto per essere curato negli ospedali di Emergency deve depositare le armi prima d’entrare. Non è difficile immaginare che, una stanza vicina all’ingresso della struttura ospedaliera, sia adibita proprio a “deposito” per chi porta con sé delle armi: dunque, l’accusa d’aver trovato armi, è un segreto di Pulcinella.
Chi conosce l’Afghanistan sa benissimo che – anche prima delle varie guerre che hanno insanguinato il Paese negli ultimi decenni – era abitudine degli afgani girare armati.

Oggi, quell’avvertenza significa semplicemente che, negli ospedali di Emergency, tutti vengono curati senza guardare da quale parte combattano: lo ha spiegato più volte – a chiare lettere – lo stesso Gino Strada.
Ma, al ministro (minuscolo) Frattini, non sta bene che ci siano italiani che curano i taliban, ossia chi combatte nel proprio Paese (è bene ricordarlo) contro truppe occupanti: che, poi, queste truppe siano “portatrici di libertà”, è una liberissima opinione del ministro Frattini. Non appoggiata né condivisa da milioni d’italiani, i quali si chiedono perché, un Paese che non riesce nemmeno a fornire un dignitoso assegno di disoccupazione per chi perde il lavoro, debba spendere due milioni di euro il giorno per quella che appare sempre di più un’operazione coloniale.
Inoltre, è comune opinione della comunità internazionale – e, scusate se è poco, della Convenzione di Ginevra – che tutti gli attori di una, ahimé, tristissima guerra abbiano il diritto di ricevere cure se feriti. Oppure, il ministro Frattini preferisce che “non siano fatti prigionieri”?

La colpa di Emergency, non giriamoci attorno, è solo quella d’esistere: sconvolgente la dichiarazione di Frattini, nella quale precisa che Emergency è una “struttura non legata alla cooperazione”[1] . Quali sono le “strutture cooperanti”, solo quelle legate al carro di Bertolaso, le quali hanno la loro bella corte di magnaccia e puttane?
La verità è che stanno preparando una bella offensiva per “ripulire” – bello il gergo militare, vero? – la provincia di Helmand, e lo faranno con il solito andirivieni di cacciabombardieri che sganceranno bombe al napalm, al fosforo, a frammentazione…sulla testa della gente. Quando tutti – vecchi, donne e bambini compresi – saranno diventati cadaveri, diverranno tutti “Talebani” e saranno diligentemente conteggiati nei database della forza ISAF.
E’ grazie a questa strategia che la forza ISAF è riuscita a consegnare ai Taliban il 97% del territorio afgano: facendoli, semplicemente, incazzare come delle iene. V’invito a leggere la precisa documentazione sul sito di Barbara/Cloro: il collegamento è in nota[2] .
Nel palinsesto del “reality” afgano, il nemico deve sempre avere le parvenze di un brutale mujaiddin pronto a colpirvi ovunque, fin nella vostra casetta in Brianza. Dovete percepirlo come un nemico, un brutale assassino, un demonio che vi costa due milioni il giorno tener distante.
Perché il giochetto riesca, però, bisogna che nessuno vada a filmare e fotografare case in rovina, povere braccia di bambini che emergono dalle macerie, corpi dilaniati, carne macinata sulle polverose vie afgane: il sogno/inganno deve essere totale, come da anni tutto ciò che viene raccontato in Italia è.

Invece, quelli di Emergency – al quale sono orgoglioso d’affidare il mio 5 per mille, signor Frattini – non si limitano a curare le ferite della guerra ma pretendono di fare di più: di mostrare chi quelle ferite le procura. Se riportassimo a casa i nostri soldati – così non arriverebbero più bare a Ciampino – cosa ci perderemmo? Forse il bracciale dello schiavo, asservito al marcescente impero americano?
Questo è il dilemma che Emergency portava e porta non nelle nostre case – siete bravi a controllare con i vostri servi tutte le emittenti televisive – bensì su Internet, unico luogo che ancora può fregiarsi dell’emblema della libertà.
Noi, milioni di italiani, siamo orgogliosi e riconoscenti ad Emergency, ci affratelliamo a chi cerca di lenire le sofferenze della guerra e, allo stesso tempo, cerca di combatterne la cause e di mostrarne gli effetti.
Lo fa con armi semplici: medicinali, bisturi e telecamere. Queste ultime sono quelle che v’infastidiscono.

Perciò, ministro Frattini, scelga la parte dalla quale stare – come a Guadalajara, tanto tempo fa, italiani contro italiani – perché noi ci saremo ancora, ma questa volta con le nostre armi senza colpi, senza violenza, senza napalm né cacciabombardieri ma indistruttibili, perché portatrici del siero della verità. E s’informi su chi vinse quella battaglia.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/04/guadalajara.html
12.03.2010

[1] Vedi: http://www.liquida.it/notizie/2010/04/10/8883360/helmand-emergency-gino-strada/
[2] Vedi: http://www.cloroalclero.com/?p=3921

Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte

CHI ARRESTA EMERGENCY ?

DI GIULIETTO CHIESA
megachipdue.info

In una farsa senza capo né coda i servizi segreti afghani hanno arrestato ieri tre medici dell’ospedale di Emergency, insieme a sei operatori afghani che stavano lavorando a Lashkarga, nella provincia di Helmand (là dov’è in corso la più vasta offensiva della Nato e americana dall’inizio del conflitto in Afghanistan).

Solo spioni sprovveduti e prezzolati, al servizio della potenza occupante o dei manutengoli che esercitano – si fa per dire – il potere a Kabul , possono fingere di credere che l’accusa contro gli arrestati abbia una qualche parvenda di verità.
Avrebbero complottato – pensate un pò prima di incazzarvi – per “assassinare” il governatore locale Gulab Mangal.
Ma di questo non vale nemmeno la pena di parlare.
Importa invece parlare di come ha reagito il ministro degli esteri Frattini, di fronte all’arresto di tre cittadini italiani (che egli ha il dovere istituzionale di proteggere). Due dichiarazioni, una più irresponsabile dell’altra. Eccole: “”I tre arrestati non fanno parte della cooperazione italiana”. Come dire ai servi di Karzai: fate pure, non sono dei nostri.
E, infatti Emergency non ha mai fatto parte delle schiere di collaboratori del regime di Kabul, tant’è che non ha mai preso un centesimo dal governo italiano, che quel regime inqualificabile sostiene.
Seconda dichiarazione, se possibile peggiore della prima: “il governo italiano conferma la sua linea di assoluto rigore contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo in Afghanitstan, così come altrove”. Come dire: questi sono sospetti di sostenere il terrorismo, quindi procedete pure tranquillamente. Avviso ai naviganti italiani fuori dalle frontiere italiane. Con un ministro come questo, varcata la frontiera, siete in balia di chi vi prende e vi sbatte in galera, a prescindere.
Che la guerra afghana fosse sporca lo sapevamo. Sporca come la coscienza del ministro Frattini.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachipdue.info
Link: http://www.megachipdue.info/component/content/article/27-stella-polare/3466-chi-arresta-emergency.html 11.04.2010

Antimafia Duemila – Emergenza Emergency

Fonte: Antimafia Duemila – Emergenza Emergency.

di Pino Cabras – 12 aprile 2010
L’arresto del personale di Emergency in Afghanistan – ottenuto con il passepartout della guerra al terrorismo – elimina ancora un altro ostacolo al grande bagno di sangue nel vicino e medio oriente.

I servizi segreti di varie latitudini aumentano la pressione sulle voci che discordano dallo schema voluto da Bush e continuato da Obama.

In questo schema il peso dell’intelligence nella macchina investigativa è enorme, e sempre pronto a servire e integrarsi nella macchina bellica degli occupanti.

L’attività investigativa è profondamente manipolata. È notizia di questi giorni che centinaia di prigionieri di Guantanamo erano innocenti, che l’intelligence lo sapeva, i vertici dell’amministrazione USA lo sapevano, eppure non facevano niente di niente per portarli via dal gulag caraibico: le piste false non dovevano essere smontate, pena il crollo di tutta l’impalcatura ideologica della guerra, che aveva bisogno di rappresentare i corpi di interi eserciti di terroristi.

Oppositori, insorgenti, e perfino persone ignare, ricevevano l’indelebile marchio del “terrorista”, il ceffo demoniaco da combattere in condizioni eccezionali: con nuove leggi, con un nuovo apparato giuridico che rigettava unilateralmente persino il diritto di guerra tradizionale.

Fondamentale in tutto ciò è stata un’opera di intossicazione dei media. Apparati dotati di enormi mezzi hanno inserito nel circuito dell’informazione una grande mole di notizie false.

Oggi le vittime dirette sono gli operatori dell’organizzazione fondata da Gino Strada. Anni di impegno concreto di Emergency per salvare vite umane e testimoniare il fallimento della guerra rischiano di essere devastati da questa ampia operazione in cui ogni notizia di fonte ufficiale è pateticamente sospetta. La regia dell’operazione ha provato persino a negare il coinvolgimento delle forze della NATO, ma i video l’hanno smentita in poche ore. La presenza diretta delle forze occupanti consente ogni inquinamento, ogni falsa traccia, ogni ritrovamento fasullo d’armi in stile G8 di Genova.

E ora, i media ripetono pappagallescamente l’imbeccata del giornale di Murdoch «Sunday Times» sugli italiani che «hanno confessato». Notizia ricavata da «fonti ufficiali afghane», ossia dai funzionari di uno Stato fallito al servizio degli invasori. Lo stesso tipo di funzionari che aveva tenuto in prigione per mesi Ramatullah Anefi, il mediatore della liberazione di Daniele Mastrogiacomo, con la falsa accusa di essere il mandante del sequestro e di averlo incontrato diverse volte durante la sua prigionia.

Non fatevi distrarre da Frattini, Gasparri, e qualche giornalista leccapiedi. Possiamo esporci nella previsione più sensata che si possa fare: la notizia della “confessione” potrà ridursi al massimo al fatto che gli operatori avranno ammesso di conoscere esponenti dei combattenti taliban, cioè una cosa normalissima per chi voglia attivare un’azione di soccorso medico sul territorio in modo non schierato, quel che Emergency pratica fin dall’inizio.

È scandaloso vedere però che l’imprinting mediatico sulle prime pagine è quello dell’«hanno confessato». Facce di italiani puliti e coraggiosi vengono così lordate vergognosamente da ipotesi complottistiche inverosimili, timbrate da cancellerie paranoiche. Il ministro Frattini fa la sua parte per intimidire Strada con un «qui non si parla di politica» da ufficetto anni trenta.

Bisogna invece con forza parlare di politica e denunciare ORA le stragi e i massacri, a questo punto chiaramente pianificati, che ci saranno DOMANI.

Perché, o uno crede a Frattini, che ha steso tappeti rossi davanti ai bugiardi che hanno massacrato Iraq e Afghanistan, oppure crede a Gino Strada, che ha denunciato le bugie di guerra nelle strutture che ora Frattini manda allo sbaraglio, mentre cuciva come poteva il 40% delle vittime di quelle bugie: i bambini.

Il 5 per mille a Emergency è una prima risposta forte che tutti possiamo dare proprio in queste settimane.

Tratto da: megachip.info

Antimafia Duemila – Il cielo sopra Gomorra

Fonte: Antimafia Duemila – Il cielo sopra Gomorra.

di Stefano Fantino – 12 aprile 2010
Inchiesta di Rainews 24 sulla presenza dei rifiuti tossici in Campania e sulla conseguenza sul territorio e sulla popolazione.

Una terra ridotta in poltiglia, ammorbata, avvelenata. Lo stupro ambientale che la camorra, nella fattispecie il clan dei Casalesi, ha operato per decenni nei territori campani con lo sversamento e l’interramento di sostanze tossiche è riuscito finalmente in questi anni ad avere una certa risonanza mediatica. Documentari, inchieste e dossier hanno mostrato lo sfacelo perpetrato ai danni di una terra in nome del denaro, i danni ambientali ingentissimi causati dal traffico di rifiuti, spesso dal Nord, che nelle terre dei Casalesi trovava il suo capolinea. Eppure tutto quanto era visibile non può ancora dare la dimensione totale del danno causato.

Un’inchiesta curata da Angelo Saso per Rainews 24, “Il cielo sopra Gomorra”, prova a dare un taglio differente e raccontare anche ciò che non appare così evidente. I giornalisti del canale all-news hanno sorvolato quei territori con un elicottero e seguito Forestale e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alla ricerca di anomalie termiche nei terreni con speciali telecamere termiche. Ma la visione è già impressionante ad occhio nudo: crateri che prima erano montagne e ora sono cavi e riempiti di rifiuti, laghi e terreni che secondo gli strumenti mostrano segni di rialzi di temperature anonimi. Come a Maddaloni, comune del Casertano, dove il terreno mostra picchi di temperatura che arrivano fino a 70 «Il cielo sopra Gomorra» Inchiesta di Rainews 24 sulla presenza dei rifiuti tossici in Campania e sulla conseguenza sul territorio e sulla popolazione. Terreni che a vedere bene fumano proprio. Fumi tossici ci spiegano gli esperti. Il loro lavoro è coordinato da Donato Ceglie, magistrato della procura di Santa Maria Capua Vetere, che da più di dieci anni ha perseguito le ecomafie campane, a partire dall’inchiesta Cassiopea del ’99. «Il nostro lavoro di contrasto consiste in prima battuta nel bloccare i flussi di rifuti, in seconda nel bonificare la zona» dice Ceglie. Cosa molto difficile. Nei tanti laghetti diffusi nella provincia, frutto del massicio recupero di inerti per uso edile, le anomalie termiche si sono dimostrati essere fusti con rifiuti tossici, “mangiati dall’ossido” e ormai quasi totalmente sversati nelle acque e nei terreni circostanti. Un business da miliardi: colline, laghi, terrapieni per la costruzione di autostrade.

«Il traffico di rifiuti è stata una manna dal cielo per i clan» racconta Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania che dal ’94 porta avanti la sua battaglia civica e informativa sul tema delle ecomafie. Solo nel quadriennio 2005-2008 si parla di 13 miliardi di rifiuti speciali gestiti dai clan per un affare totale di oltre 5 miliardi di euro. Centinaia di Tir che, da quando la rotta verso la Somalia è caduta in disuso, ha optato per una soluzione più interna, percorrendo centinaia di chilometri per poi giungere alla destinazione finale in Campania. E dietro agli affari cominciano a spuntare gli effetti, indesiderati e perversi, sulla popolazione. Una camorra che per fare soldi non guarda in faccia nessuno tanto meno la salute della popolazione e la salubrità dei territori. Ne è prova la storia di Pasqualino Capasso, un signore di Casaluce, colpito a 45 anni da un tumore, in questa terra dei fuochi, dove bruciano costantemente materiali tra i più disparati. Una tendenza che i medici di base di Casaluce hanno anche segnalato: un numero sospetto di carcinomi, probabilmente relegato alla presenza di sostanze tossiche nel cibo e nell’acqua. Una diretta conseguenza dello sversamento dei rifiuti, in un territorio non industriale ma agricolo, quindi teoricamente scevro da problematiche di questo tipo.

E invece anche i militari statunitensi, di stanza a Gricignano d’Aversa, hanno ritenuto opportuno analizzare acqua, aria e terra delle zone in cui vivono. La presenza di tetracloroetilene e di altre 17 sostanze tossiche hanno portato allo spostamento di un terzo delle famiglie americane che risiedevano in zona. Zona che dall’agro aversano giunge fino alla provincia di Napoli, dove vicino a Nola, il cantiere della superstrada ha mostrato tracce di amianto nel terrapieno. Un terribile deja-vù rispetto a quei cantieri dell’Asse Mediano costruito dai Casalesi sotto il quale rifiuti speciali sono con gran probabilità stipati. Un ultimo grande quesito chiude il servizio. Dopo i grandi affari fatti coi rifiuti, finiranno ancora in mano ai clan anche gli 800 milioni di euro stanziati per decontaminare le zone?

Tratto da: liberainformazione.org

Taranto by night. Oltre propaganda e leggi-truffa, il silenzio

[le foto sono disponibili sui siti delle fonti, ndr] Fonte: Taranto by night. Oltre propaganda e leggi-truffa, il silenzio e CarloVulpio.

Scritto da Carlo Vulpio

Questa volta sarò breve. Anzi telegrafico. Al posto mio, parleranno le foto che vi mostro in sequenza (a fine articolo). Sono state scattate a mezzanotte, da Fabio Matacchiera, una persona che ama davvero la terra e il mare di Taranto, la sua città, alla quale Matacchiera da anni dedica il proprio impegno civile, sociale, ambientale.

Queste foto mostrano le ciminiere dell’Ilva, il più grande centro siderurgico d’Europa, in piena attività. Di notte. Cioè nel momento in cui gli impianti vanno “a regime”.

Perché è importante, anzi essenziale soffermarsi sulla notte?

Perché, come ho scritto in alcuni reportage per il mio giornale, il Corriere della Sera – che trovate nell’archivio storico del medesimo quotidiano – e soprattutto…
come ho dimostrato nel mio libro “semiclandestino” La città delle nuvole, pubblicato da Edizioni Ambiente (ne avete mai sentito parlare una volta, una vola sola, in tv?), è soprattutto di notte che quelle ciminiere avvelenano Taranto (e non solo Taranto) con la diossina, il benzene, i policlorobifenili e tutto il resto del campionario delle sostanze cancerogene e teratogene (emesse non soltanto dall’Ilva, ma anche dalle altre industrie tarantine).
Eppure, concluse le elezioni, il Parlamento, il governo nazionale e il governo regionale di Puglia (quello uscente e quello entrante) fanno finta di nulla.
Il Parlamento, per dirne una, non ha ancora recepito nel Codice dell’Ambiente i valori minimi di emissione di diossina consentiti dalle norme europee.
Mentre il governo regionale e il suo ex-neo-presidente Nicola Vendola continuano (su tutte le tv, e dove se no?) a “vendersi” la storiella della legge regionale pugliese approvata a dicembre 2008 per adeguare i limiti di emissione delle diossine alle norme europee.
Peccato che quella legge sia, di fatto, una legge-truffa. Ne “La città delle nuvole” (ah, com’è noioso ripetersi e autocitarsi…), vi ho dedicato un intero capitolo. Se volete saperne di più, capire il perché e il percome, leggetevelo.
Qui, vi dirò soltanto che quella legge venne “ritoccata” (e taroccata) tre mesi dopo la sua approvazione in alcuni punti, uno dei quali, come dicevo all’inizio, essenziale. Questo: non solo non prevede il campionamento in continuo, cioè il controllo delle emissioni 24 ore su 24, ma stabilisce che la “campagna” di controlli durante l’anno avvenga a periodi alterni e che, in ogni caso, non avvenga di notte.
Già. La notte no. Ma guarda un po’ quando si dice il caso… Proprio di notte, quando gli impianti vanno al massimo e “sforano” (come dimostrano le foto) ogni regola, ogni norma, ogni limite.
Questa è Taranto by night, bellezza, con le sue grida manzoniane adattate all’era (post)industriale, con i suoi tassi di inquinamento industriale che sono i più alti d’Europa, con il record italiano dei tumori.
E con i suoi bambini, le vittime privilegiate dalla diossina, che si ammalano di leucemia e muoiono come mosche.

Blog di Beppe Grillo – Esercito S.p.A.

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Esercito S.p.A..

Privatizzare l’esercito ha i suoi vantaggi. Lo si può mettere all’asta a chi offre di più, ma forse questo succede già ora.
“Italiani ma cos’é questa ennesima follia L’ESERCITO SPA? Avremo una società privata che deve fare profitti sulla guerra e lo psicopedonano dice di aver fatto correre Obama a firmare l’ultimo trattato di denuclearizzazione di Praga? … Ora capisco perchè la mia Caserma di Cervignano del Friuli giace li in pieno centro inutilizzata da anni aspettavano di farsi l’abbuffata a spese dei cittadini sti maiali guerrafondai? Va immediatamente richiesta una precisa lista di queste proprietà la loro disclocazione e l’uso alternativo che i Comuni possono farne e toglierle alll’esercito prima che ci speculino all’italiana! BASTAAAAAAAAAA. Ieri con Report mi si è gelato il sangue due volte ma solo a me? Sti pazzi hanno fatto come fanno i nuovi amministratori delegati che si portano gli amichetti di fiducia nell’azienda appena acquisita in culo a tutte le competenze ed i quadri preesistenti, meglio un coglione fedele, che uno competente that’s italy? Raddoppiando la spesa del Palazzo, lasciando a stipendio gente a non fare un cazzo e poi ci pignorano le case per una multa, mentre a loro tutto è consentito anche di pagare quando gli pare? Ma vaffanculo BASTAAAAAAAAAAAA”.Janek N., Gallarate

Benny Calasanzio Borsellino: Il Partito Democratico è amico dei mafiosi?

Fonte: Benny Calasanzio Borsellino: Il Partito Democratico è amico dei mafiosi?.

Gentile segretario Bersani,

pensavo davvero che il peggio ed il fondo il Partito Democratico lo avesse raggiunto abdicando all’opposizione, inciuciando impunemente con Silvio Berlusconi e prendendo in giro quegli elettori che una volta erano circa il 30% dei votanti e ora, grazie a voi dirigenti di grande spessore, è precipitato a poco più del 20%. Ma questi sono meriti e risultati politici di cui lei sarà già orgoglioso.

Mi congratulo con lei e con il suo omologo siciliano, Giuseppe Lupo, per la più grande porcata degli ultimi anni, che conferma quanto ormai il Pd tremi più degli altri partiti a sentir parlare di questione morale. Il vostro candidato sindaco ad Enna sarà Vladimiro Crisafulli, che come minimo, lasciando perdere i dettagli, è stato amico intimo di un mafioso in piena attività. Nel video della polizia, infatti, l’avvocato mafioso di Enna, Raffaele Bevilaqua, si accordava su affari e assunzioni di taglialegna con il vostro deputato e prossimo sindaco di Enna. Per questo fatto, dai Ds prima e dal Pd poi, mai nessun provvedimento, ma solo solidarietà senza se e senza ma, come si fa con le persone per bene.

I rapporti con la mafia, all’interno del Pd, evidentemente sono medaglie al valore, tanto che nel 2008 l’allora segretario Veltroni aveva deciso di eliminare dalle liste il senatore Beppe Lumia, il cui impegno antimafia era chiaro e cristallino e gli era costato una condanna a morte da cosa nostra, ma di lasciare un caldo e accogliente seggio alla Camera per Crisafulli, che ad Enna, come dice lui, vince «con il proporzionale, con il maggioritario e anche con il sorteggio».

Quando hai vissuto sulla tua pelle il significato della parola “mafia”, quando avresti voluto negli anni, accanto a te, uno zio e un nonno che non hai potuto abbracciare perchè loro, a differenza del Pd, hanno lottato contro la mafia fino al giorno del loro assassinio, questi misfatti ti provocano una rabbia e una indignazione che vorresti travolgere ogni cosa.

A fare più rabbia, però, forse è l’arroganza dei Bersani, dei D’Alema e dei Violante, che, siccome dall’altra parte c’è il demonio Silvio, da quest’altra necessariamente c’è il bene, e non serve sprecare tempo per dimostrarlo: “noi siamo i migliori, e basta”. Se dall’altra parte c’è la mafia, da questa ci sarà l’antimafia. Questo patto del silenzio consente oggi ad uno dei partiti più grandi d’Italia di approvare una simile “porcata” senza che i suoi elettori si ribellino con forza, senza che illustri esponenti dell’antimafia minaccino le dimissioni da quel che rimane di un partito che molto tempo fa affondava le proprie radici, in tutti i sensi, nel sangue del deputato Pio La Torre, che di amici mafiosi non ne ha mai avuto, e che Crisafulli lo avrebbe buttato fuori a calci nel sedere.


Voglio capire, gentile segretario, cosa avreste voi di diverso dal Pdl di Dell’Utri e di Cosentino. Loro candidano i mafiosi, voi gli amici degli stessi. La invito a non permettersi più di parlare di superiorità morale e di altre balle, ma soprattutto di antimafia: voi siete soltanto l’altra faccia di una sporca medaglia e non avete il diritto di pulirvi le coscienze venendo alle manifestazioni antimafia pronunciando i nomi delle nostre vittime, di cui non siete nemmeno lontanamente degni.

La realtà è che la politica italiana non saprà mai rinunciare al compromesso e agli abboccamenti con cosa nostra, perchè non avrà mai la forza necessaria per camminare da sola e nelle terre di mafia avrà sempre bisogno della solida stampella della criminalità organizzata, e il Pd, in questo caso, fa molto peggio di quanto abbiano sempre fatto l’Udc ed il Pdl: per la prima volta il Pd batte tutti, ne sarà felice.

Spero solo, gentile segretario, che, dopo la grave responsabilità politica di ammettere a delle tragicomiche elezioni primarie Vladimiro Crisafulli, che le ha ovviamente stravinte con il 61%, e dunque di avviarlo alla poltrona di sindaco, qualcuno vi presenti un conto salatissimo, non se le vostre coscienze, se il vostro Dio, se i vostri elettori.

Il Partito Democratico, ormai è ovvio, non è un partito contro la mafia, e ora abbiamo anche il sigillo: di questo la ringrazio Bersani, ai giorni nostri un pò di chiarezza è come aria fresca.