Archivi del giorno: 16 aprile 2010

YouTube – MARCO TRAVAGLIO – La Legge d’ er più annozero 15/04/2010 editoriale

Le riforme in preparazione di Calderoli & Co. Con queste l’Italia sarebbe a tutti gli effetti una dittatura…

Lo zampino di Berlusconi dietro la proposta si vede tutto benissimo, Calderoli fa solo l’ambasciatore…

Fonte: YouTube – MARCO TRAVAGLIO – La Legge d’ er più annozero 15/04/2010 editoriale.

[http://www.youtube.com/watch?v=XkphKl17HEk]

ComeDonChisciotte – “NON TACEREMO MAI SULLA GUERRA”

ComeDonChisciotte – “NON TACEREMO MAI SULLA GUERRA”.

DI GINO STRADA
repubblica.it/

Caro direttore, si introducono – direttamente o con la complicità di qualcuno che vi lavora – alcune armi in un ospedale, poi si dà il via all’operazione… Truppe afgane e inglesi circondano il Centro chirurgico di Emergency a Lashkargah, poi vi entrano mitragliatori in pugno e si recano dove sanno di trovare le armi. A quanto ci risulta, nessun altro luogo viene perquisito. Si va diritti in un magazzino, non c’è neppure bisogno di controllare le centinaia di scatole sugli scaffali, le due con dentro le armi sono già pronte – ma che sorpresa! – sul pavimento in mezzo al locale. Una telecamera e il gioco è fatto.

Si arrestano tre italiani – un chirurgo, un infermiere e un logista, gli unici internazionali presenti in quel momento in ospedale – e sei afgani e li si sbatte nelle celle dei Servizi di Sicurezza, le cui violazioni dei diritti umani sono già state ben documentate da Amnesty International e Human Rights Watch.

Anche le case di Emergency vengono circondate e perquisite. Alle cinque persone presenti  –   tra i quali altri quattro italiani  –  viene vietato di uscire dalle proprie abitazioni. L’ospedale viene militarmente occupato.

Le accuse: “Preparavano un complotto per assassinare il governatore, hanno perfino ricevuto mezzo milione di dollari per compiere l’attentato”. A dirlo non è un magistrato né la polizia: è semplicemente il portavoce del governatore stesso.

Neanche un demente potrebbe credere a una simile accusa: e perché mai dovrebbero farlo? La maggior parte dei razzi e delle bombe a Lashkargah hanno come obiettivo il palazzo del governatore: chi sarebbe così cretino da pagare mezzo milione di dollari per un attentato visto che ogni giorno c’è chi cerca già di compierlo gratuitamente?

Questa montatura è destinata a crollare, nonostante la complicità di pochi mediocri  –  che vergogna per il nostro Paese!  –  che cercano di tenerla in piedi con insinuazioni e calunnie, con il tentativo di screditare Emergency, il suo lavoro e il suo personale.

Perché si aggredisce, perché si dichiara guerra a un ospedale? Emergency e il suo ospedale sono accusati di curare anche i talebani, il nemico. Ma non hanno per anni sbraitato, i politici di ogni colore, che l’Italia è in Afghanistan per una missione di pace? Si possono avere nemici in missione di pace?

In ogni caso l’accusa è vera. Anzi, noi tutti di Emergency rendiamo piena confessione. Una confessione vera, questa, non come la “confessione choc” del personale di Emergency che è finita nei titoli del giornalismo nostrano.

Noi curiamo anche i talebani. Certo, e nel farlo teniamo fede ai principi etici della professione medica, e rispettiamo i trattati e le convenzioni internazionali in materia di assistenza ai feriti. Li curiamo, innanzitutto, per la nostra coscienza morale di esseri umani che si rifiutano di uccidere o di lasciar morire altri esseri umani. Curiamo i talebani come abbiamo curato e curiamo i mujaheddin, i poliziotti e i soldati afgani, gli sciiti e i sunniti, i bianchi e i neri, i maschi e le femmine. Curiamo soprattutto i civili afgani, che sono la grande maggioranza delle vittime di quella guerra.Curiamo chi ha bisogno, e crediamo che chi ha bisogno abbia il diritto ad essere curato.

Crediamo che anche il più crudele dei terroristi abbia diritti umani  –  quelli che gli appartengono per il solo fatto di essere nato  –  e che questi diritti vadano rispettati. Essere curati è un diritto fondamentale, sancito nei più importanti documenti della cultura sociale, se si vuole della “Politica”, dell’ultimo secolo. E noi di Emergency lo rispettiamo. Ci dichiariamo orgogliosamente “colpevoli”. Curiamo tutti. In Afghanistan lo abbiamo fatto milioni di volte. Nell’ospedale di Lashkargah lo abbiamo fatto sessantaseimila volte. Senza chiedere, di fronte a un ferito nel pronto soccorso, “Stai con Karzai o con il mullah Omar?”. Tantomeno lo abbiamo chiesto ai tantissimi bambini che abbiamo visto in questi anni colpiti da mine e bombe, da razzi e pallottole. Nel 2009 il 41 percento dei feriti ricoverati nell’ospedale di Emergency a Lashkargah aveva meno di 14 anni. Bambini. Ne abbiamo raccontato le storie e mostrato i volti, le immagini vere della guerra, la sua verità.

“Emergency fa politica”, è l’altra accusa che singolarmente ci rivolgono i politici. In realtà vorrebbero solo che noi stessimo zitti, che non facessimo vedere quei volti e quei corpi martoriati. “Curateli e basta, non fate politica”. Chi lo sostiene ha una idea molto rozza della politica.

No, noi ci rifiutiamo di stare zitti e di nascondere quelle immagini. Da tempo la Nato sta compiendo quella che definisce “la più importante campagna militare da decenni”: la prima vittima è stata l’informazione. Sono rarissimi i giornalisti che stanno informando i cittadini del mondo su che cosa succede nella regione di Helmand. I giornalisti veri sono scomodi, come l’ospedale di Emergency, che è stato a lungo l’unico “testimone” occidentale a poter vedere “gli orrori della guerra”. Non staremo zitti.

Emergency ha una idea alta della politica, la pensa come il tentativo di trovare un modo di stare insieme, di essere comunità. Di trovare un modo per convivere, pur restando tutti diversi, evitando di ucciderci a vicenda. Emergency è dentro questo tentativo. Noi crediamo che l’uso della violenza generi di per sé altra violenza, crediamo che solo cervelli gravemente insufficienti possano amare, desiderare, inneggiare alla guerra. Non crediamo alla guerra come strumento, è orribile, e mostruosamente stupido il pensare che possa funzionare. Ricordiamo “la guerra per far finire tutte le guerre” del presidente americano Wilson? Era il 1916. E come si può pensare di far finire le guerre se si continua a farle? L’ultima guerra potrà essere, semmai, una già conclusa, non una ancora in corso.
La risposta di Emergency è semplice. Abbiamo imparato da Albert Einstein che la guerra non si può abbellire, renderla meno brutale: “La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”. Nella nostra idea di politica, e nella nostra coscienza di cittadini, non c’è spazio per la guerra. La abbiamo esclusa dal nostro orizzonte mentale. Ripudiamo la guerra e ne vorremmo la abolizione, come fu abolita la schiavitù.

Utopia? No, siamo convinti che la abolizione della guerra sia un progetto politico da realizzare, e con grande urgenza. Per questo non possiamo tacere di fronte alla guerra, a qualsiasi guerra. Di proporre quel progetto, siamo colpevoli.

Ecco, vi abbiamo fornito le risposte. E adesso? Un pistoiese definì il lavoro di Emergency “ramoscello d’ulivo in bocca e peperoncino nel culo”. Adesso è ora che chi “di dovere” lavori in quel modo, e tiri fuori “i nostri ragazzi”. Può farlo, bene e in fretta. Glielo ricorderemo sabato pomeriggio, dalle due e mezza, in piazza Navona a Roma.

Gino Strada
Fonte: http://www.repubblica.it/
Link: http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/15/news/lettera_gino_strada-3358513/
15.04.2010

Blog di Beppe Grillo – Io sto con Emergency!

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Io sto con Emergency!.

Perché i nostri militari sono ancora in Afghanistan? Nessun cittadino italiano sa rispondere a questa domanda. Unica eccezione La Russa che ha saputo la risposta direttamente da Luttwak
“C’è uno scenario di guerra che dura da quasi dieci anni, dove noi occidentali siamo li con le armi in pugno a occupare territori e depredare risorse. La storia dei terroristi non regge più, se non nei giornali di regime o nei media ipercontrollati da quelle stesse multinazionali che la guerra la sostengono! Emergency è di piu’ di un’ospedale. E’ l’occhio segreto di quel che accade realmente in Afghanistan, scomodo a troppi. Il contingente italiano è passato dallo svolgere semplici operazioni umanitarie alla partecipazione diretta alle operazioni militari, con l’allineamento alle regole imposte dallo ‘Enduring freedom’. Nessun civile sarebbe cosi’ fesso da aiutare i terroristi, se questi non fossero invece visti come patrioti. E, per dirla alla Bush: ‘nemmeno io sarei contento se qualcuno occupasse con l’esercito la mia nazione’.I terroristi non si combattono con l’artiglieria, coi carri armati e coi bombardamenti a tappeto.” Luca Popper, Milano

ComeDonChisciotte – “DOPO HIROSHIMA E NAGASAKI, C’E’ STATA FALLUJAH”

Fonte: ComeDonChisciotte – “DOPO HIROSHIMA E NAGASAKI, C’E’ STATA FALLUJAH”.

DI WILLIAM BLUM
Information Clearing House

Gli Stati Uniti prendono molto seriamente la questione dei “bambini a tre teste”

Quand’è che è iniziato tutto questo “Stiamo prendendo la Sua questione/chiamata/il Suo problema molto seriamente”? L’incubo segreterie telefoniche? Mentre aspetti all’infinito e l’azienda o l’ente governativa ti assicura che, qualsiasi sia il motivo della tua chiamata, la prenderanno molto seriamente. Che mondo caro ed altruista quello in cui viviamo.

Il mese scorso, la BBC ha riferito che nella città irachena di Fallujah i dottori stanno riportando un eminente livello di nascite di bambini malformati, con alcuni che accusano le armi usate dagli Stati Uniti durante la sua truce offensiva che nel 2004 lasciò gran parte della città in rovine. “Fu come un terremoto” dichiarò nel 2005 al Washington Post un ingegnere locale candidato ad un seggio dell’assemblea nazionale. “Dopo Hiroshima e Nagasaki, c’è stata Fallujah”. Oggi, il numero di cuori malformati tra i neonati pare essere 13 volte più alto che in Europa.

Nella foto: un bombardamento USA con armi al fosforo bianco

Il corrispondente della BBC ha inoltre rilevato nella città bambini affetti da paralisi e disturbi celebrali e fotografato un neonato con tre teste. Ha aggiunto aver sentito più volte funzionari a Fallujah ammonire le donne a non aver figli. Un dottore ha paragonato dati riguardanti nascite di bambini malformati precedenti al 2003, quando i casi erano all’incirca uno ogni due mesi, ad oggi, quando invece vi sono casi tutti i giorni. “Ho visto filmati di bambini nati con un occhio in mezzo alla fronte, il naso sulla fronte” ha aggiunto.

Un portavoce dell’esercito statunitense, Michael Kilpatrick, ha affermato di prendere sempre in “serie considerazioni” le questioni riguardanti la salute pubblica ma che, “Nessun studio ad oggi, ha evidenziato problemi ambientali risultanti in specifici problemi sanitari”. [1]

Si potrebbero scrivere volumi interi con tutti i dettagli degli orrori ambientali ed umani che gli Stati Uniti hanno portato a Fallujah ed altre parti dell’Iraq in questi sette anni d’uso di bombe al Fosforo Bianco, Uranio impoverito, Napalm, bombe a grappolo, bombe al neutrone, armi laser, armi a microonde ad alta energia e tante altre meravigliose invenzioni dell’arsenale fantascientifico del Pentagono… la lista degli abomini e delle mostruose maniere per morire è lunga, lunghissima, la sfrenata crudeltà della politica americana, sconvolgente. Nel Novembre del 2004, l’esercito statunitense colpì un ospedale a Fallujah “perché l’esercito statunitense credeva fosse alla fonte di voci su forti perdite”[2]. Alla pari della famosa ed egualmente gloriosa battuta sulla guerra americana in Vietnam: “Dovevamo distruggere la città per salvarla”.

Come fa il mondo a fare i conti con tale comportamento disumano? (ovviamente il sopra citato appena sfiora la superficie del curriculum internazionale statunitense.) Per questa ragione, nel 1998 è stata istituita, a Roma, la Corte Penale Internazionale (CPI), in vigore a partire dal 1° Luglio 2002 sotto l’egida delle Nazioni Unite. La Corte è stata stabilita all’Aia, Olanda per investigare ed imputare gli individui, non gli Stati, per i “crimini di genocidio; crimini contro l’umanità; crimini di guerra; o il crimine di aggressione” (Articolo 5 dello Statuto di Roma). Sin dal principio, gli Stati Uniti si sono opposti a diventare membri della CPI e non hanno ratificato la loro posizione, il tutto giustificato dal presunto rischio della Corte di usare scorrettamente i propri poteri per accusare “frivolamente” degli Statunitensi.

I poteri statunitensi erano a tal punto preoccupati dalle accuse che gli Stati Uniti sono andati in giro nel mondo usando un sistema di minacce e mazzette contro gli Stati per indurli a firmare accordi prestanti giuramento di non trasferire alle Corte (CPI) i cittadini statunitensi accusati di aver commesso crimini di guerra all’estero. Solo poco più di 100 governi ad oggi hanno ceduto alla pressione esercitata e firmato l’accordo. Nel Congresso del 2002, sotto l’amministrazione Bush, è passato “l’American Service Members Protection Act” che richiede “tutti i mezzi necessari ed adeguati per portare al rilascio di qualsiasi personale statunitense o alleato detenuto o imprigionato dalla…Corte Penale Internazionale”. In Olanda è generalmente e beffardamente noto come “Invasion of the Hague Act”[3] (Decreto dell’invasione dell’Aia). La legge è ancora nei libri.

Nonostante gli Statunitensi abbiano spesso parlato di accuse “frivole” — di persecuzione a sfondo politico contro soldati, appaltatori civili e militari ed ex- ufficiali — è giusto aggiungere che quello che veramente li preoccupa sono accuse “serie” basate su eventi reali. Ma non hanno da preoccuparsi. La mistica di “L’America, la Virtuosa” è ancora apparentemente viva alla Corte Penale Internazionale, come lo è ancora tra molte altre organizzazioni internazionali; di fatto tra la maggioranza della gente di questo mondo.

Nei primi anni, la CPI, sotto il Procuratore Capo Luis Moreno-Ocampo, argentino, respinse centinaia di petizioni accusanti gli Stati Uniti di crimini di guerra, incluse 240 riguardanti la guerra in Iraq. I casi furono respinti per mancanza di prove, mancanza di giurisdizione o per la capacità degli Stati Uniti di condurre le proprie investigazioni ed i propri processi. Apparentemente il fatto che gli Stati Uniti non abbiano mai veramente usato questa capacità non è stato significativo per la Corte. ‘Mancanza di giurisdizione” si riferisce al fatto che gli Stati Uniti non hanno ratificato l’accordo. All’apparenza appare alquanto strano. Possono nazioni commettere impunemente crimini di guerra perché non sono parte di un trattato che mette al bando i crimini di guerra? Hmmmm…Le possibilità sono infinite.

Uno studio congressuale rilasciato nell’Agosto del 2006, concluse che il Capo Procuratore della CPI dimostrava “una riluttanza ad avviare un’investigazione contro gli Stati Uniti” basata su dichiarazioni riguardanti la sua condotta in Iraq[4] . Sic transit gloria Corte Penale Internazionale.

Riguardo al crimine di aggressione, lo Statuto della Corte specifica che la Corte “deve esercitare la giurisdizione per i crimini di aggressione quando una provvisione è adottata…definendo il crimine e le condizioni sotto le quali la Corte deve esercitare giurisdizione in rispetto al crimine commesso.” In breve, il crimine di aggressione è omesso dalla giurisdizione della Corte fino a quando non viene definita “l’aggressione”. La scrittrice Diana Johnstone ha osservato: “Questo è un argomento specioso, dal momento che il termine aggressione è stato chiaramente definito nel 1974 dalla Risoluzione 3314 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dichiaranti che: ‘Aggressione è l’uso di forze armate da parte di uno Stato contro la sovranità, l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un altro Stato’, ed ha elencato sette esempi specifici,” compresi:

L’invasione o l’attacco del territorio di uno Stato da parte delle forze armate di un altro Stato, qualsiasi tipo di occupazione militare, anche se temporanea, risultante da tale invasione o attacco, o qualsiasi annessione del territorio di un altro Stato o di una sua parte conseguente all’uso della forza, e

Il bombardamento da parte delle forze armate di uno Stato contro il territorio di un altro Stato o l’uso di armi contro il territorio di uno Stato da parte di un altro Stato.

La delibera delle Nazione Unite dichiara inoltre “Nessun tipo di considerazione sia essa politica, economica, militare o non, può servire da giustificazione per il crimine di aggressione”.

La vera ragione per la quale il crimine di aggressione rimane fuori dalla giurisdizione della CPI è che gli Stati Uniti, che hanno rivestito un ruolo importante nel redigere lo Statuto, prima di rifiutarsi di ratificarlo, sono categoricamente contrari alla sua inclusione. Non è difficile vederne la ragione. E’ facile notare che casi di “aggressione”, palesemente reali sono molto più facilmente identificabili rispetto a casi di “genocidio”, la cui definizione dipende da supposizioni d’intenzione [5].

A Maggio, a Kampala, in Uganda vi sarà una conferenza della CPI per discutere la questione specifica sulla definizione di “aggressione.” Gli Stati Uniti sono chiaramente interessati alla questione. Qui di seguito, lo scorso 19 Novembre all’Aia, Stephen J. Rapp., Ambasciatore au-Large statunitense per i Crimini di Guerra, si rivolge agli Stati membri della CPI (ad oggi 111 hanno ratificato):

“Sarei negligente se non condividessi con voi le preoccupazioni della mia nazione riguardo una questione rimasta in sospeso, davanti a quest’organismo, alla quale diamo particolare importanza: la definizione del crimine di aggressione che sarà affrontata, l’anno prossimo, alla Conferenza di Revisione a Kampala. Gli Stati Uniti hanno un punto di vista risaputo riguardo al “crimine di aggressione”, che riflette il determinato ruolo e le responsabilità conferite al Consiglio di Sicurezza dallo Statuto dell’ONU nel rispondere all’aggressione o alle sue minacce, nonchè preoccupazione per il modo in cui è formulata la bozza della definizione in sé. La nostra opinione è, e rimane, che nel caso in cui lo Statuto di Roma dovesse emendare per includere un definito crimine di aggressione, che la giurisdizione dovrà seguire la risoluzione da parte del Consiglio di Sicurezza che stabilisce se l’aggressione è avvenuta o meno. “

Capite tutti quello che Mr. Rapp ci sta dicendo? Che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe essere l’organismo determinante se o meno un’ aggressione è avvenuta. Lo stesso organismo in cui gli Stati Uniti hanno potere di veto. Prevenire l’uso di una definizione di aggressione che potrebbe stigmatizzare la politica estera statunitense è probabilmente la principale ragione per la quale gli Stati Uniti presenzieranno a questa prossima conferenza.

Tuttavia, il fatto che gli Stati Uniti parteciperanno alla conferenza sarà sicuramente evidenziato da alcuni come un altro esempio di come la politica estera dell’amministrazione Obama è un netto miglioramento rispetto all’amministrazione Bush. Ma, come quasi tutti tali esempi, è un’illusione di propaganda. Come la copertina della rivista Newsweek dell’8 Marzo, con la scritta a grossi caratteri: “Finalmente la vittoria: l’emergere di un Iraq democratico”. Anche prima dell’attuale farsa elettorale irachena, con candidati vincenti arrestati o in fuga[6], questa testata avrebbe dovuto volgere un pensiero alle interminabili battute statunitensi fatte durante la Guerra Fredda su Pravda e Izvestia.

Note

BBC, 4 Marzo 2010; Washington Post, December 3, 2005

New York Times, 8 Novembre 2004

Christian Science Monitor, 13 Febbraio 2009

Washington Post, 7 Novembre 2006

Diana Johnstone, Counterpunch, 27/28 Gennaio 2007

Washington Post, 2 Aprile 2010

Titolo originale: “The United States Takes the Matter of Three-headed Babies Very Seriously. “

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info
Link
06.04.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CAROCINA OPERATOR

Le élites globalizzatrici decapitano la classe dirigente polacca ostile alla politica del governo occulto mondiale

:: Straker ✈ Tanker Enemy ::: Le élites globalizzatrici decapitano la classe dirigente polacca ostile alla politica del governo occulto mondiale.

Antimafia Duemila – Chiude ospedale Emergency a Lashkar Gah

Fonte: Antimafia Duemila – Chiude ospedale Emergency a Lashkar Gah.

L’ospedale di Emergency è stato svuotato di tutti isuoi pazienti ed è controllato dalal polizia afghana. Entro questa sera sarà chiuso.Lo ha detto Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera a Rainews24.

“Ho verificato grande scoramento, una popolazione che veniva curata dai medici di Emergency allo sbaraglio. Sono stati spostati in un ospedale vicino, ma non c’è paragone nel tipo di cure che vengono somministrate”.
“Non ho trovato ostilità nei confronti degli italiani, niente che possa far pensare a un linciaggio morale”, ha detto Cremonesi.
L’ospedale viene chiuso nel tentativo di salvare la struttura, perchè altrimenti potrebbero esserci furti.
“I medici e il personale locale sono abbottonatissimi su come possono essere arrivate le armi all’interno dell’ospedale. Quel che posso dire è che chi ha fatto l’irruzione sapeva benissimo dove andare, perchè le hanno trovate in pochissimi minuti”, ha aggiunto l’inviato del Corriere.

Tratto da: rainews24.it

“Dell’Utri il tramite della mafia” – Il pm chiede 11 anni di carcere

Fonte: “Dell’Utri il tramite della mafia” – Il pm chiede 11 anni di carcere.

“Il boss Vittorio Mangano era in contatto con Marcello Dell’Utri, che fu il tramite per l’assunzione del mafioso nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi”. Così dice il sostituto procuratore generale Nino Gatto ha concluso la requisitoria contro il senatore Marcello Dell’Utri, chiedendo 11 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa

Chiesti 11 anni di carcere per il senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri.
Ad ascoltare l’ultima parte della requisitoria ci sono i legali di Marcello Dell’Utri, Nino Mormino, Giuseppe Di Peri, Pietro Federico e Sandro Sammarco. Poco prima delle 11 arriva in aula anche il senatore di Forza Italia, condannato in primo grado a nove anni.
Il procuratore generale accusa: “Il processo ha evidenziato una propensione dell’imputato a inquinare le prove”. Nino Gatto affronta il capitolo della requisitoria riguardante i rapporti che Marcello Dell’Utri avrebbe intrattenuto con un falso pentito, Cosimo Cirfeta: “Tramite l’avvocato difensore di Cirfeta, Dell’Utri ha promesso soldi e un lavoro. In cambio, chiedeva delle dichiarazioni che avrebbero dovuto scagionarlo”.

Secondo il procuratore generale, nel complotto del falso pentito avrebbe avuto un ruolo anche “l’agente Betulla, ovvero il giornalista Renato Farina – spiega Nino Gatto – che è stato giudicato in altra sede per aver aiutato alcuni agenti segreti ad eludere le investigazioni nei loro confronti, nell’ambito delle indagini sul rapimento di Abu Omar”. In aula, il procuratore legge il capo d’imputazione riguardante Farina, coinvolto nelle azioni di spionaggio organizzate dall’ex agente del Sismi Pio Pompa, fra Roma e Milano.

“Questa vicenda – dice Nino Gatto – ci dice dei mezzi istituizionali di cui l’imputato si è servito per deviare le indagini”.

Mentre il pg parla del caso Farina, Dell’Utri esce dall’aula della corte d’appello e fa una dichiarazione ai giornalisti che lo raggiungono: “Se mi lasciano in pace, se mi assolvono sono disposto a lasciare tutte le cariche politiche, non mi interessa fare politica. Io faccio il senatore per difendermi dal processo. Io mi difendo dall’attacco politico perché il mio è un processo politico, per questo faccio politica. Sì, vi sembra strano? – ribadisce – Sono entrata in politica per difendermi”.

Fonte: repubblica.it (Salvo Palazzolo, 16 Aprile 2010)