Antimafia Duemila – Amianto. Quella minaccia nascosta. Due documentari che parlano di lavoro e sicurezza

Fonte: Antimafia Duemila – Amianto. Quella minaccia nascosta. Due documentari che parlano di lavoro e sicurezza.

di Pietro Orsatti – 29 aprile 2010
Mesotelioma pleurico e asbestosi. Malattie terribili, troppo spesso mortali. Causate dall’amianto. Hanno colpito, nel nostro Paese, migliaia di persone.

Cittadini ignari e non informati da chi doveva informare. Lavoratori tenuti all’oscuro della pericolosità dei materiali con cui venivano a contatto. Il business che mostra la sua faccia peggiore. Chi sapeva taceva, chi poteva intervenire non interveniva. Perché era troppo costoso. Perché non conveniva anche politicamente.
Questo è l’amianto. Questo è stato, questo è.
Alla vigilia della giornata mondiale dedicata alle vittime dell’amianto Legambiente torna in questi giorni a lanciare l’allarme sui rischi dovuti all’elevata presenza di materiali contaminati su tutto il territorio nazionale e a denunciare il clamoroso ritardo sugli interventi di risanamento e bonifica. A 18 anni dalla 257/92 che mise al bando la fibra killer nel nostro paese infatti sono solo 13 le Regioni che hanno approvato un Piano Regionale Amianto. Secondo le stime del CNR e dell’Ispesl il materiale tossico ancora da smaltire si aggira intorno ai 32 milioni di tonnellate, prendendo in considerazione solo le onduline di cemento di amianto. Le vittime invece ruotano attorno alle 4000 all’anno.La scorsa settimana una storica sentenza ha finalmente dato un frammento di giustizia. La sentenza sul processo sulle morti bianche causate dalle inalazioni di amianto nel cantiere navale di Palermo. Trentasette morti. Almeno altrettanti operai ammalati. Sono stati ritenuti responsabili tre ex dirigenti della Fincantieri che hanno dovuto rispondere dell’accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni gravi colpose. Ad emettere la sentenza di condanna il giuduce monocratico della prima sezione del Tribunale di Palermo, Gianfranco Criscione, il quale ha stabilito una condanna a sette anni e sei mesi per Luciano Lametti, sei anni per Giuseppe Cortesi etre anni invece ad Antonio Cipponeri. Tutti e tre gli imputati hanno avuto un condono di pena di 3 anni.
Oltre al carcere si parla anche di risarcimenti milionari che i tre dirigenti sarebbero tenuti a risarcire all’Inail, che si era costituita parte civile.
Ma la situazione che si era creata nei cantieri palermitani è comune in tutti i porti e cantieri italiani. Situazioni analoghe sono state denunciate anche nel porto di Trieste e nei cantieri di Monfalcone.
Negli scorsi anni ho realizzato vari lavori su questo tema e sulla condizione di lavoro nei porti e nei cantieri italiani. Qui ripropongo due documentari. Uno dello scorso anno realizzato nei cantieri di Marghera e Monfalcone. L’altro dell’anno precedente realizzato nel porto di Trieste.

I FILM

Strike Boat – documentario sul lavoro nei Cantieri navali di Marghera e Monfalcone (e Trieste)

Sulla Stessa Barca – documentario sul lavoro nel porto di Trieste (con capitolo conclusivo sull’amianto)

VISITA: orsatti.info

Tratto da: gliitaliani.it

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