In Italia magistratura offesa, vilipesa e oltraggiata

Fonte: In Italia magistratura offesa, vilipesa e oltraggiata.

Non voglio apparire né irrispettoso né irriguardoso nei confronti nel nostro presidente Giorgio Napolitano a proposito del suo invito diretto ai magistrati: “Anche i magistrati facciano autocritica“.
Tuttavia, siccome il Corpo giudiziario non ha bisogno di essere difeso da chi scrive, questo non mi esime di esprimere il disaccordo non già sull’invito ma, perché ritengo che la Magistratura italiana sia stata offesa, vilipesa e oltraggiata da dichiarazioni fatte da esponenti di primo piano della politica e che non intendo ribadire.
Quindi, se vi è stata una reazione, peraltro contenuta nei toni, è stata causata da attacchi a tutta la Magistratura. E, aggiungo, con amarezza, che recentemente, oltre alle dichiarazioni del neo pentito della “famigghia” dei Lo Piccolo, sono emersi minacce di morte verso i magistrati Antonio Ingroia, Sergio Lari, Gaetano Paci, Nico Gozzo, Giovanbattista Tona, ed ho visto scarsa “attenzione” del mondo politico. Invero, taluni cittadini con manifestazione autonome hanno dimostrato solidarietà e vicinanza ai giudici.

Oggi, i giornali dedicano ampio spazio all’invito del Presidente e anche alle dichiarazioni di alcuni politici che trovano linfa per affermare il plauso di condivisione.
Però, quando sono emerse le minacce di cui ho appena dato cenno, non ho visto tanta solerzia e non ho letto pari dichiarazioni di sostegno verso la magistratura: non mi riferisco al Capo dello Stato, ma a taluni personaggi politici. Anzi, nel caso di Ingroia, qualcuno ha anche ironizzato, ma soprattutto ha taciuto guardandosi bene di far pervenire al Giudice la propria vicinanza con pubblica condanna sulle minacce ricevute.
Il sacrosanto invito del Capo dello Stato dovrebbe avere, anche, altri destinatari che, mi si consenta il termine, hanno intorpidito ed avvelenato il clima giudiziario, additando i Magistrati come i fautori di tutti mali che affliggono la società civile e la politica in generale.
Inoltre, certe dichiarazioni di giovani e rampanti “portavoce” che subito colgono l’occasione per dichiarare sintonia e soddisfazione nelle parole del Capo dello Stato, ma in passato si sono dimenticati di esternare solidarietà verso i Magistrati destinatari di minacce.
È facile accusare i Pubblici Ministeri di protagonismo perché partecipano a trasmissioni televisive o scrivendo libri. Sono le medesime lagnanze e accuse rivolte al Giudice Giovanni Falcone.
In Italia, abbiamo avuto tante stragi di mafia che hanno visto perire giudici, poliziotti, carabinieri ed inermi cittadini e che credo in nessun paese occidentale sia mai avvenuto tale scempio ad opera della criminalità organizzata.
Eppure, ciononostante, ancora oggi si ripercorrono i medesimi sbagli: attaccare i Pubblici Ministeri. Questo accanimento verso i magistrati non è forse riconducibile al fatto che i Giudici Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri, hanno aperto la strada, tuttora perseguita con diligenza da altri Giudici, verso quel mondo collusivo tra politica e mafia?
Sono in errore? Allora qualcuno, per favore, mi ragguagli!

Pippo Giordano (tratto da palermo.blogsicilia.it, 28 aprile 2010)

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