Antimafia Duemila – Antanas Mockus, ”tsunami verde” in Colombia

E adesso Beppe Grillo presidente!

Fonte: Antimafia Duemila – Antanas Mockus, ”tsunami verde” in Colombia.

di Alessandro Oppes – 30 aprile 2010
Il candidato alle prossime presidenziali potrebbe spazzare via la politica corrotta del Paese
C’è un fenomeno travolgente che sta minando alle fondamenta il sistema politico colombiano, da anni – forse decenni – sclerotizzato e corrotto.

Ha un nome lituano, Antanas Mockus, una cultura vastissima (è filosofo e matematico, ed è stato rettore della più prestigiosa università di Bogotà), ha alle spalle un’esperienza di amministratore eccellente e onesto come sindaco della capitale, e – in piena coerenza con il suo impegno per una totale trasparenza  – ha persino rivelato di essere affetto dal morbo di Parkinson, seppure in una fase appena incipiente.

Quando ha deciso di lanciare la propria candidatura per le presidenziali del prossimo 30 maggio alla testa del neonato Partito Verde, quasi nessuno ha pensato che potesse impensierire i soliti politici “oficialistas”, in particolare il ministro della Difesa uscente Juan Manuel Santos che punta a prendere il posto di Álvaro Uribe, al potere da otto anni. Un po’ perché ci aveva già provato una volta, raccogliendo appena l’1,2 per cento dei consensi, un po’ perché pensavano che la sua fama di eccentrico avrebbe finito per penalizzarlo.

Ma i sondaggi cominciano a dargli ragione (l’ultimo gli attribuisce 9 punti percentuali di vantaggio su Santos: 38 a 29) mentre i suoi seguaci su Facebook crescono a un ritmo vertiginoso: più di 16 mila al giorno, tanto che – con oltre 400 mila adesioni – ha superato persino Nelson Mandela.

Mockus è stato davvero, in passato, un personaggio bizzarro. Basti ricordare che si è sposato sotto un tendone da circo, in groppa a un elefante. Una volta, con un gesto diventato ormai leggendario, si abbassò pantaloni e mutande mostrando le terga agli studenti scalmanati che si rifiutavano di seguire una sua lezione all’università. I ragazzi si calmarono all’improvviso, ma lui perse il posto di rettore.

Quand’era sindaco della capitale, invase la città di mimi che invitavano i passanti ad attraversare la strada sulle strisce pedonali. E distribuì milioni di cartellini gialli e rossi perché gli abitanti censurassero o approvassero il comportamento dei loro concittadini. Gesti simbolici di un “alcalde” pedagogo, ma che ottennero risultati straordinari. In pochi anni Bogotà, che era una delle città più caotiche e violente dell’America Latina, divenne un modello apprezzato e studiato nel mondo intero.

Un po’ com’è successo con Sergio Fajardo, che forma insieme con Mockus il “ticket” elettorale: da  sindaco di Medellín, l’attuale candidato alla vicepresidenza è riuscito a modificare radicalmente l’immagine di una città che si trascinava da anni la fama lugubre dei tempi del re del narcotraffico Pablo Escobar.

Per questo la gente non crede più alle critiche feroci rivolte da Uribe contro la nuova coppia emergente di politici: anni fa insignì Mockus di un’alta onorificenza per gli eccezionali risultati ottenuti come sindaco, ora cerca di distruggerlo con pesanti accuse, in palese violazione – tra l’altro – della legge che gli impedisce di partecipare alla campagna elettorale. Anzi, ogni intervento del presidente uscente fa segnare un’ulteriore impennata nei sondaggi del candidato anti-sistema.

Lo “tsunami verde”, come è stata chiamata questa ventata d’aria fresca che sta sconvolgendo la politica colombiana, ha sorpreso tanto la gente da provocare un’inusitata ondata di entusiasmo in tutti i settori della popolazione: industriali e commercianti, contadini e casalinghe vedono in Antanas Mockus un’autentica speranza di cambiamento, la possibilità di una rottura con l’autoritarismo, le pratiche antidemocratiche e la politica anti-sociale di Uribe.

Difesa delle istituzioni e lotta contro l’illegalità: il messaggio verde è considerato dai politologi la novità più dirompente degli ultimi trent’anni. Tanto che, man mano che ci si avvicina alla   data delle elezioni, dalla Casa de Nariño – sede del governo – giungono segnali sempre più grandi di nervosismo. Il presidente Uribe è letteralmente terrorizzato. Sa bene che, in caso di vittoria di Mockus, il suo destino potrebbe essere molto simile a quello del peruviano Alberto Fujimori. Sul banco degli imputati, per rispondere di una serie di terribili crimini. Nei suoi otto anni di presidenza, duemila giovani innocenti sono stati uccisi a sangue freddo dall’esercito e poi vestiti con le uniformi da guerriglieri per farli passare per terroristi.

Ma Uribe potrebbe essere accusato anche per lo spionaggio illegale di politici, magistrati e giornalisti da parte dei servizi segreti; per aver corrotto deputati allo scopo di ottenere una rielezione che la Costituzione gli impediva; per l’estradizione negli Stati Uniti dei capi dei gruppi paramilitari per impedire che si conosca la verità sui loro vincoli con politici a lui affini; per aver distribuito denaro pubblico ai “terratenientes” del partito del presidente; per il nepotismo che ha arricchito i suoi figli e per il tentativo di mettere il bavaglio ai giornalisti critici.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

2 risposte a “Antimafia Duemila – Antanas Mockus, ”tsunami verde” in Colombia

  1. ivo in olombia da 10 anni e la situazione descritta dall’articolista e’ molto reale ed obiettiva. Veramente un articolo che dimostra una grande conoscenza della societa’ colombiana e dei suoi problemi.

  2. E’ tutto vero. la storia di Mockus ha un qualcosa che trascende la contemporaneità, pur essendone immersa. Consiglio questo libro, per quanto ne so, l’unico in italiano, che riprende la parabola del personaggio.

    http://www.anobii.com/books/Un_sindaco_fuori_del_comune/9788830720688/01f9a6e53c30aed0ef/

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