Archivi del giorno: 2 maggio 2010

Antonio Di Pietro: Nucleare: per il bene della cricca

Fonte: Antonio Di Pietro: Nucleare: per il bene della cricca.

Oggi il Pontefice ha rivolto un accorato appello ai politici affinche’ siano mossi esclusivamente dalla ricerca del bene comune.
Un appello rivolto a tutti indistintamente ma in particolar modo, ritengo, a chi ha la responsabilita’ di compiere scelte ad alto impatto sociale, ossia a chi governa. Scelte che nella XVI Legislatura il Presidente del Consiglio ha accentrato con arroganza su di sé, svuotando e delegittimando il Parlamento.
E allora Berlusconi cominci ad utilizzare l’enorme potere per il bene comune, come chiede il Pontefice. Scolleghi l’azione di governo dai suoi affari e da quelli della sua cricca.

Cominci a rinunciare al nucleare, che serve a riempire il portafogli di pochi affaristi e non contribuisce al bene delle future generazioni.
Italia dei Valori, come sapete, ha avviato la campagna di raccolta firme il 1 maggio in tutta Italia per tre referendum, tra cui quello contro il nucleare.

Ed è su questo argomento che Lucia mi scrive da Alessandria, giustamente convinta del fatto che a pagare la decisione di tornare al nucleare, siano ancora una volta gli italiani che nel prossimo anno subiranno un lavaggio del cervello mediatico (spot televisivi) con cui Berlusconi vuole spianare la strada alle centrali nel nostro Paese.
Quel che posso assicurare a Lucia, e ai cittadini che la pensano come lei, è che il nucleare non rimetterà piede in Italia. Non con una semplice stretta di mano tra Sarkozy e Berlusconi.

E se non sarà questo comitato d’affari a rinsavire da solo, allora sarà il referendum per cui stiamo raccogliendo le firme a rigettare in mare le loro scelte balorde come fu nel lontano ’87.
Italia dei Valori vuole rappresentare l’indignazione di un Paese libero. Di un Paese che deve guardare al futuro inteso come progresso. Un progresso che non abbraccia di certo il pericolo nucleare.

La lettera di Lucia

Caro Di Pietro,

sono venuta a conoscenza di un probabile spot televisivo per la promozione dell’energia nucleare in Italia. Diciamo tranquillamente che Berlusconi voglia usare il suo mezzo preferito, la televisione, per convincere gli italiani che il nucleare è la via giusta da seguire.

La cosa che mi fa più senso è che sarà la Rai, la nostra televisione pubblica pagata da noi cittadini italiani, a trasmetterlo. Mi sento presa in giro, ancora prima che questo spot venga trasmesso. Al solo pensarlo mi verrebbe da smettere di pagare il canone. Chi produrrà lo spot? La Rai o qualche azienda del Premier? Dopo le dichiarazioni di Bocchino in merito ai rapporti Rai-Mediaset non mi stupirei che a guadagnarci due volte sia lo stesso Berlusconi.

L’idea è quella di intervistare cittadini francesi che vivono nelle vicinanze delle centrali nucleari. Mi sembra ovvio che faranno interviste a favore, mica sono scemi. Ma il problema non sarà tanto la centrale in se, ma le sue scorie. In Italia paghiamo ancora suon di euro per lo smaltimento delle nostre vecchie centrali nucleari, vogliamo addossarci altri sprechi inutili? I francesi, dato che voglio prenderli da esempio, hanno sparso nel loro stesso territorio materiale radioattivo, come lo dimostra il documentario trasmesso da France3, una televisione pubblica francese, molto simile al nostro Report.

Mi spiace dirlo, ma io degli italiani non mi fido. Parlo in merito ai disastri avvenuti negli ultimi anni, fino allo sciacallaggio del terremoto abruzzese. C’è chi ha solo interessi personali e che non si fa alcuno scrupolo risparmiare sui materiali.

Guardi questo video: http://www.youtube.com/watch?v=qD86-xH6pfs

E’ del 2009, fatto da Report. Personalmente ho paura, basta vedere come mantengono il materiale radioattivo in depositi altro che sicuri. Ma si immagina quanto è possibile per un terrorista, in Italia, andare li e prelevare qualche fusto di combustibile nucleare? In un deposito nel video mancava pure la luce…

Queste sono le informazioni che gli italiani devono venire a conoscenza, non delle interviste ai francesi che saranno palesemente pilotate. Non faranno mai uno spot a loro sfavore, e a pagare saremo sempre noi!

Lucia M.
da Alessandria

Blog di Beppe Grillo – Banda stretta

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Banda stretta.

L’Italia è tra gli ultimi Paesi europei per la diffusione della banda larga, quindi di Internet e dell’economia digitale. Una ricerca dell’istituto Eurostat della UE ci accomuna a Grecia, a Bulgaria e Romania. E’ dimostrato che lo sviluppo economico e la Rete viaggiano di pari passo. La Grecia è già fallita. La banda larga è una necessità, come l’elettricità o le strade. La mappa di Eurostat è parlante. Nel Mediterraneo ci sono isole “verdi” con la banda larga: la Corsica, le Baleari, persino Malta e isole “bianche”, scollegate dal mondo, le nostre isole: Sicilia, Sardegna, l’isola d’Elba. Come è possibile che la Corsica abbia una diffusione della banda larga superiore a QUALUNQUE regione italiana? Ho trascorso qualche giorno in Sardegna e in alcune zone non funzionava neppure il cellulare.
L’Italia è unificata dalla banda stretta, al Nord come al Sud le telecomunicazioni sono più arretrate di alcuni Paesi africani. In Lombardia la diffusione della banda larga è inferiore a regioni della Polonia ed è allo stesso livello delle aree più povere della Spagna come La Mancia. Questa situazione non può essere addebitata al caso, ma alla totale mancanza di visione del futuro dei politici e della Confindustria ridotta al ruolo di concessionaria dello Stato, di favorita che concede le sue grazie in cambio di concessioni governative. Senza telecomunicazioni di avanguardia non c’è un domani per il Paese e neppure un presente.
Nulla in questo Paese avviene a caso. Quindi bisogna porsi la solita domanda: “Cui prodest?“, “Chi ci guadagna?“. Chi trae vantaggio da leggi insensate come la legge Pisanu che proibisce di fatto il wi fi? Dalla priorità massima data al digitale terrestre preistorico per aumentare le televendite? Dalla tassa sulle memorie digitali detta “Equo compenso” che ne aumenta il costo per le eventuali copie abusive fatte dagli utenti (puniscono l’intenzione, non il reato come nel film “Minority report“)? Dall’assegnazione delle licenze Wi Max ai soliti operatori telefonici che le hanno tenute nel cassetto? Dal blocco degli 800 milioni di euro già stanziati per lo sviluppo della banda larga dal quasi ottantenne Gianni Letta con la risibile scusa che saranno spesi a fine crisi (senza le telecomunicazioni la crisi non può che aumentare!)? E tralascio le leggi CONTRO la Rete, la distruzione a cuore aperto di Telecom Italia e del suo utilizzo per costruire dossier illegali contro i cittadini italiani. La nuova Italia non sarà televisiva, né di questi partiti, né di questi politici. La Rete è una minaccia allo status quo. Per questi manichini del Potere è meglio il Titanic dello sviluppo. La banda è stretta, la Grecia è vicina.

Blog di Beppe Grillo – Gli ingegneri migranti

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Gli ingegneri migranti.

L’Italia è un affare per l’Europa. Il costo per formare nelle università ingegneri e tecnici è a nostro carico, mentre le aziende europee li assumono.
“Sono un Ingegnere delle Telecomunicazioni. Ho provato per 3 anni a creare un’aziendina per fornire servizi Internet, ma nulla. Il decreto Pisanu blocca tutto. Nessuna speranza di tornare. Non c’e’ lavoro in Italia per me. Lavoro all’estero, per una grossa azienda di Telecomunicazioni. Vedo ogni giorno tantissimi ragazzi italiani, ingegneri, bravissimi, emigrare per lavorare. E si va tutti nelle mega aziende di Telecomunicazioni, ma non in Telecom Italia.Questo paese e’ finito! Finito! Si investe sui giovani e poi li si regalano agli altri. E noi paghiamo per la loro formazione. Che sfigati che siamo!” Luca Scalia