Archivi del giorno: 6 maggio 2010

Current intervista Peter Gomez – Peter Gomez – Voglio Scendere

Current intervista Peter Gomez – Peter Gomez – Voglio Scendere.

http://current.com/shows/senza-censura/92415155_gomez-vs-schifani.htm

Renato Schifani, la causa contro Il Fatto Quotidiano e la libertà di informazione.
L’intervista esclusiva di Current a Peter Gomez.

Antimafia Duemila – Il diritto di sapere

Fonte: Antimafia Duemila – Il diritto di sapere.

di Luigi de Magistris – 6 maggio 2010
Una notizia che non ha fatto notizia, come accade in una democrazia di plastica e paillettes dove l’informazione si nutre soprattutto di contenuti comodi al potere, a quel potere che controlla la maggior parte dei media in un conflitto di interessi esclusivo nel contesto europeo.

Una notizia confermata da quanto accadeva poche ore dopo, quando veniva cancellato dal mattino di Raitre lo spazio di Rainews24 dedicato all’Edicola e al Caffè condotto da Minneo e quando il vice ministro alla Comunicazione Romani indicava in Ballarò la rovina della Rai e del Paese. A pochi mesi dallo scandalo dell’inchiesta di Trani e dalle telefonate del presidente del Consiglio al commissario Agcom Innocenzi per far calare il sipario su Annozero, Balarò, Report. Quale è questa notizia che non ha fatto notizia è semplice: il rapporto internazionale di Reporters sans frontiers presentato in occasione del 3maggio, giornata che l’Unesco ha dedicato alla libertà di stampa. Oltre a ricordare i 76 giornalisti uccisi nel 2009, i 1476 giornalisti aggrediti e minacciati, i 570 media sottoposti a censura, i 60 Paesi colpiti dalla censura Internet e i 40 predatori della libertà di stampa (politici, funzionari, mafie, esponenti religiosi), il rapporto si sofferma anche sull’Italia, che scivola dal 44esimo posto dell’anno scorso per libertà di informazione all’attuale 49esimo. Rsf senza timore politico indica nello Stivale “l’unico Paese al mondo nel quale il presidente del Consiglio controlla direttamente la quasi totalità delle reti tv” e sottolinea come Berlusconi “ha moltiplicato le pressioni sull’informazione e gli attacchi alla libertà di stampa” perché “non tollera le inchieste della stampa libera sugli intrecci tra la sua vita privata e la sua funzione pubblica”. Al centro dell’attenzione critica di Rsf anche il ddl intercettazioni, approvato dalla Camera e ora approdato al Senato,  che secondo l’organizzazione rappresenta una “museruola alla stampa libera” tanto che la stessa Rsf ha dato la disponibilità a pubblicare sul suo blog le intercettazioni telefoniche che non troveranno più spazio sui giornali, viste le misure (multe salate e carcere) previste per scoraggiare l’informazione e la cronaca giudiziaria in particolare. Non casualmente mentre monta lo scandalo relativo al ministro (dimissionario) Scajola, salito all’attenzione pubblica proprio grazie alla copertura che ne hanno dato i media. Un quadro noto, diranno in molti, ma non per questo meno preoccupante. Purtroppo siamo assuefatti e anestetizzati: l’eccezione antidemocratica è diventata la norma liberale, la prassi dell’abuso consolidato comportamento legale. Una normalizzazione in primis delle coscienze affinchè non sappiano, non capiscano, non agiscano. Per questo occorre non solo vigilare sul potere e sul Governo, e sui tentativi che compiono anche attraverso la legge per comprimere il diritto nostro di sapere, ma occorre non lasciare che questa manipolazione delle menti ci porti al punto di smarrire la sana capacità di scandalizzarci rispetto alla privazione di un diritto: quello di conoscere, soprattutto ciò che accade nelle “segrete stanze” della politica. Perchè ci riguarda e non poco.

Tratto da: cometa-online.it

Antimafia Duemila – Torna la corruzione

Fonte: Antimafia Duemila – Torna la corruzione.

di Nello Trocchia – 6 maggio 2010
Quella sconosciuta che divora 60 miliardi di euro ogni anno e che la politica non vuole colpire.

Le inchieste si moltiplicano, dallo scandalo G8 a quello Fastweb fino alle case, consulenze, regalie come strumento di favore per assecondare i voleri della cricca. Gira e rigira torna di attualità la grande sconosciuta: la corruzione. Un fenomeno tanto grave quanto ignorato da mezzi di informazione e dalla politica. L’area finiana del Pdl, scosso dal caso del ministro sfrattato (un suo ritratto dall’archivio) e dalla nuova inchiesta su Verdini, propone l’approvazione di un provvedimento anticorruzione che prevede l’aumento delle pene. Ma serve davvero?

L’impunità. Da uno studio emerge che un indagato per corruzione ha meno dell’1% di probabilità di farsi un giorno di carcere. Il problema attiene al reato, alla responsabilità dei partiti e al funzionamento della macchina giudiziaria. “ E’ un reato, come dimostra il dato reso noto dal magistrato Piercamillo Davigo, coperto da quasi certa impunità. L’inasprimento delle pene – spiega Alberto Vannucci, professore di scienze politiche all’università di Pisa ed esperto della materia – temo che alimenti solo l’ effetto annuncio che non incide per nulla sul fenomeno”. “In realtà quello che incide sul calcolo di chi paga una tangente è la probabilità di essere preso. L’inasprimento delle pene, in assenza di misure che rendano i procedimenti giudiziari più rapidi e di misure che aumentino le probabilità di punibilità del colpevole, risulta assolutamente inutile. Il problema è che, come dice il rapporto del Greco, il gruppo degli stati europei contro la corruzione, questo reato è circondato da un’aura di impunità, grazie a vari fattori, come ad esempio la prescrizione. Se il processo dura troppo e si arriva alla prescrizione, è perfettamente inutile aumentare le pene”. Una riforma quella dei tempi di prescrizione, varata sotto il governo Berlusconi nel suo precedente regno( una delle leggi ad personam), che si iscrive nelle innumerevoli norme che hanno dato un colpo più che al fenomeno, a chi lo reprime.

L’aspetto normativo è fondamentale. Quando si parla di nuove norme, il parlamento italiano dovrebbe introdurre il cosiddetto traffico di influenza che potrebbe essere mutuato ratificando una convenzione e un trattato europeo, ma continua a rimandare. Il traffico di influenza consentirebbe di punire anche l’intermediario nell’accordo illecito, figura ad oggi sempre più presente negli scambi corruttivi che troverebbe sanzione introducendo questa nuova fattispecie di reato. Uno step e una norma che darebbe agio e strumenti ulteriori agli inquirenti, senza rincorrere aumenti di pena, dopo aver abbassato in passato i tempi di prescrizione per questi reati. “Negli ultimi 15 anni- sostiene Davigo, consigliere della Corte di Cassazione – non c’è stata, se non convenzioni o adempimenti imposti, nessuna legge finalizzata  a rendere più agevole la scoperta dei reati di corruzione o più difficili da commettere. Sono state approvate leggi che hanno assicurato prescrizioni, indulti, giustificati con esigenze inesistenti, le carceri scoppiano ma non di condannati per corruzione”.

Ecco i condannati. Facciamo il punto anche su questo aspetto per capire come un fenomeno che ogni anno, ha un costo in termini di sviluppo dei territori e di progresso del paese, sia perseguito. Risucchia 60 miliardi di euro ogni anno dice la Banca Mondiale, è in costante aumento dice la Corte dei Conti e si realizza in opere incompiute, costruite male che costano il doppio, rispetto agli altri paesi europei, e quando arrivano venti di legalità e repressione miracolosamente i prezzi si abbassano. Le condanne. A Reggio Calabria l’ex sindaco in un libro ha confessato il sistema delle mazzette, delle tangenti della sua esperienza da politico e primo cittadino nel periodo 1990-1992.  ‘ Ho pagato tutti – scrive – politici, funzionari, che avrebbero dovuto controllare, anche un magistrato della Corte dei conti e perfino un giornalista, il più potente in città”. Eppure per corruzione/concussione in quel distretto, in un arco di tempo di 20 anni, sono state condannate appena tre persone. Reggio Calabria, paradiso terrestre. “ La corruzione è un fenomeno che non prevede l’interesse alla denuncia da parte dei coinvolti, per rompere questa omertà c’è bisogno dell’autorità giudiziaria. Servono meccanismi premiali per incentivare la denunzia, ma se si bloccano le intercettazioni, dopo la riforma della prescrizione, la sensazione di impunità aumenta”.

Ascolta l’intervista ad Alberto Vannucci
Ascolta l’intervista a Paola Parise sul traffico di influenza (11/03)

VISITA: www.federalismocriminale.it
Tratto da: articolo21.org

Antimafia Duemila – Ecomafie. Nel 2007 18 miliardi e 400 milioni di euro

Antimafia Duemila – Ecomafie. Nel 2007 18 miliardi e 400 milioni di euro.

di Mimmo Scarmozzino – 6 maggio 2010
Scarti delle attività umane,  divenire risorsa se riciclati o se irresponsabilmentre smaltiti o gestiti in modo illegale e accumulati in siti abusivi, causando inquinamento ambientale e veleni con conseguenze sulla salute.

In alcune regioni di Italia, non solo meridionali in testa veneto, puglia, campania, Calabria.

Questa risorsa è legata anche ad attività criminali di stampo mafioso. Ospitante significative quantità di rifiuti prodotti o importati da Croazia, Serbia, Albania ecc. l’ Italia inoltre, esporta all’estero: Hong Kong, Tunisia, Pakistan, Cina e Senegal ecc..(chissà se ilbilancio è attivo!).

Tanto per cambiare, vediamo il ruolo delle ecomafie nella terra di nessuno, la ‘ndrangheta ha fiutato (il puzzo dei rifiuti) e investe con l’ indegna e solita complicità degli enti locali in questo sporco affare, (puzzo..anzi, pozzo senza fine), spesso collaborando con la camorra molto più esperta.

Legambiente nel rapporto sull’Ecomafia,richiamando relazione del CENSIS sulle sicurezza di fine 2006 scrive: “una ‘ndrangheta in sistematica infiltrazione nel tessuto imprenditoriale, soprattutto nei settori alimentari e della grande distribuzione, immobiliare, turistico-alberghiero, edile, sanitario e nello smaltimento dei rifiuti”.

La stessa Commissione Antimafia conferma!

Un giro di affari appetibile perchè porta enormi profitti a tutti coloro che partecipano allo spartimento della torta:dagli atti dell’operazione “Ronin”,
nell’ambito della quale il Gip del tribunale di Reggio Calabria ha emesso ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 13 persone indagate per associazione mafiosa, estorsione, corruzione di amministratori locali e frode nella gestione di pubblici servizi legati allo smaltimento di rifiuti e alla gestione delle discariche.

Solo nel 2007 un volume d’affari di 18 miliardi e 400 milioni di euro (1/5 degli introiti delle mafie), 22.000 persone denunciate, 56 procure al lavoro, 30.000 illeciti accertati.

In Italia e dall’Italia, passaggio e deposito in mare, in terra e in ogni luogo di rifiuti di ogni genere, tossici, speciali, inerti, ceneri di inceneritori, tutto tramite il “porto dei mali e dei beni” quello di Gioia Tauro.

I rifiuti crescono, spariscono dietro le montagne, nei fondali, come crescono malattie tumorali nelle zone coinvolte (per mafiosi e parenti inclusi).

Invasi da pericolosi fustacchioni, magari nei parchi dove giocano i bambini, dove spesso nascono dall’oggi al domani delle collinette di amianto, o nuotando in uno splendido mare dove misteriosamente sul fondo si intravede qualche nave carica di morte.

Tratto da: gliitaliani.it

ComeDonChisciotte – IL DISEGNO AMERICANO CHE VUOL SPEZZARE L’EUROPA

ComeDonChisciotte – IL DISEGNO AMERICANO CHE VUOL SPEZZARE L’EUROPA.

DI MAURO BOTTARELLI
ilsussidiario.net

La crisi greca ha reclamato le prime vite. Verrebbe voglia di fermarsi, in segno di sdegno e di rispetto. Invece non è possibile. E nemmeno giusto. Occorre invece continuare, il più possibile, a dire la verità. Quella scomoda, quella che urtica, quella che obbliga al realismo.

Quindi è giusto dire che i governi greci hanno colpe enormi, che le banche ne hanno ancora di più, ma che occorrerebbe dire qualcosa anche a quei cittadini greci abbienti che, dati alla mano, hanno fatto ripartire il mercato immobiliare di lusso a Londra: comprano case da milioni di euro perché vedono nel mattone britannico un bene rifugio al pari dell’oro.

A dirlo non è il sottoscritto, ma i dati diffusi da Knight Frank, agenzia leader del real estate, in base ai quali nell’ultimo mese le vendite di case con costo superiore al milione di sterline sono cresciute del 21%. Per l’agenzia, i proprietari di casa greci contano ora per il 6% nel mercato britannico di immobili con valore superiore ai 2 milioni di sterline, il doppio rispetto allo scorso anno. La realtà è questa, certificata dagli atti d’acquisto con nome e cognome.

La finanza è certo spietata, ma finché non metteremo in conto che l’avidità è diffusa ovunque e il bene comune è un valore sempre meno perseguito, continueremo a fare la caccia alle streghe contro gli hedge funds e gli speculatori: se i derivati, sempre più rischiosi e per questo sempre più in grado di offrire profitti, sono andati a ruba non è solo perché qualche “delinquente” li vendeva, ma anche perché qualcuno, anzi moltissimi, li compravano. Si chiama legge della domanda e dell’offerta, una base dell’economia.

Detto questo, la realtà è una sola: questa seconda ondata di crisi, basata sul debito, è eterodiretta. C’è un piano di crollo generalizzato delle Borse per ottenere un effetto Idra nell’eurozona, una sorta di sabotaggio – anche valutario – orchestrato non tanto dai fondi speculativi, i quali salgono in giostra e poi scendono al volo, quanto da istituzioni politiche, banche e major per spostare il mirino verso il Club Med e dettare le nuove regole dell’economia e degli assetti istituzionali.

Non si spiegherebbe, infatti, il perché nel pieno dell’incendio greco Moody’s abbia sentito il bisogno di annunciare di aver aperto una procedura di rivisitazione del debito portoghese per la possibilità di un downgrade non di uno, ma addirittura di due livelli di rating. Chi getta benzina sul fuoco, difficilmente l’ha scambiata per acqua: lo fa scientemente.

Attualmente i bond di Lisbona sono valutati Aa2 dall’agenzia di rating, la quale ha motivato la sua decisione in base «al deterioramento delle finanze pubbliche portoghesi anche a fronte delle sfide economiche che si pongono ad esse di fronte». Un tempismo straordinario: per anni hanno valutato AAA dell’immondizia confezionata su mutui a tassi di insolvenza stellare e, ora, di colpo sono attentissime nel valutare variazioni nelle finanze pubbliche di un paese nell’arco temporale di mutamenti di due settimane.

Di colpo l’euro ha toccato il minimo da 13 mesi contro il dollaro e il livello dei cds ha toccato record stellari. Lo conferma CMA Datavision, azienda che monitora i mutamenti dei credit default swaps: quelli per assicurarsi a cinque anni sul rischio di default portoghese sono saliti a 407 punti base da 344 e questo comporta un’implicita percentuale di default del Portogallo pari al 29,6%. I cds greci sono ora a quota 850 punti base da 764.5, una soglia che potremmo definire “islandese”: il Club Med sta andando letteralmente a pezzi e dall’altra parte dell’Oceano non sembrano particolarmente preoccupati.

E nemmeno a Londra, visto che questa instabilità dell’euro sta facendo da salvagente alla sterlina, valuta da tutti in grave pericolo sia per il debito pubblico stellare sia per il rischio che dalle elezioni di oggi non esca una maggioranza chiara per governare. È la legge della giungla al suo meglio – o peggio -, il tutti contro tutti più devastante che l’Europa abbia mai vissuto, fatta eccezione per i due conflitti mondiali: e questo, alla luce di quanto sta accadendo, getta ombre di responsabilità ancora più gravi sull’operato della Germania, nei fatti una sorta di fiancheggiatore interessato delle manovre dei veri poteri forti internazionali.

Per salvare sé stessa, Berlino ha accettato di buon grado di mandare sulla forca prima Atene, poi Lisbona e se servirà Madrid, l’altro giorno vittima di un clamoroso caso di disinformazione e turbativa dei mercati: far circolare la voce che Madrid avesse chiesto aiuto al Fmi, significa voler affossare l’euro e destabilizzare l’intera area. E qui non stiamo parlando di scommesse sul forex, di cross più o meno azzardati allo scoperto contro l’euro per guadagnare dei bei soldi: qui si parla di geofinanza al livello più alto.

Le proteste di piazza sono soltanto il cotè violento ed esasperato di un disegno più grande, un disegno di stabilità e nuovo ordine politico-economico che necessita, come le rivoluzioni, di sangue per poter crescere: gli stessi poteri che hanno messo alla Casa Bianca l’inattaccabile – di colore, giovane, progressista – Barack Obama, ora sono passati alla fase 2 del loro piano. Destabilizzare per stabilizzare, non serve Sun-Tzu per arrivare a capire cosa è in atto nel mondo: l’America non può permettersi di fallire e nemmeno di restare artificialmente in vita grazie al “kiss of death” del gigante cinese, deposito del debito pubblico.

Occorre spostare il focolaio della crisi, scompaginare i competitors, creare un nuovo ordine gestibile anche in situazione di debolezza: nulla di cui vergognarsi, quando il gioco si fa duro e in ballo c’è la sopravvivenza della società stessa, Machiavelli ci insegnava che ogni mezzo è lecito. Sono i collaborazionisti stile Bce, Ue e Germania a doversi vergognare e portare il peso delle proprie responsabilità. E del proprio tradimento.

P.S. Credete che la cartina di fanta-politica pubblicata dall’Economist, con l’Europa ridisegnata e l’Italia spaccata in due con un Doge a capo delle regioni settentrionali, sia solo una boutade per sdrammatizzare la crisi greca? Credeteci se volete.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/5/6/CRAC-GRECIA-2-Il-disegno-americano-che-vuol-spezzare-l-Europa/84316/
6.05.2010

VEDI ANCHE: IL CLUB DI LONDRA VUOLE UN’ITALIA DIVISA E DENIGRATA

:: Straker ✈ Tanker Enemy ::: Il mio grasso grosso mercimonio greco (articolo di Zret)

Fonte: :: Straker ✈ Tanker Enemy ::: Il mio grasso grosso mercimonio greco (articolo di Zret).

La crisi economica sta attanagliando la Grecia. Occorre subito precisare che tale sfacelo non è tanto il risultato di politiche dissennate (non si nega che esse siano state attuate, ma non sono decisive), quanto il compimento di un piano orchestrato dalle élites sataniche molto tempo fa. I potentati occulti, infatti, hanno progettato di destabilizzare e distruggere gli stati nazionali, affossando il settore produttivo e disgregando la società, per costruire sulle rovine delle nazioni incenerite un Nuovo ordine mondiale. Il copione è arcinoto e fu scritto in un infame testo la cui paternità è dubbia (i servizi segreti russi? I Gesuiti? Sion? È ozioso tentare di stabilire chi lo redasse), ma che è una tabella di marcia. Simile ad un diagramma di flusso, questo documento riporta in maniera spaventosamente precisa gli eventi e le loro conseguenze, secondo il noto schema dialettico para-hegeliano problema – reazione – risoluzione.

E’ inutile che gli “analisti” si arrampichino sugli specchi senza ventose per tentare di convincerci che sono necessari “sacrifici”, tagli, provvedimenti draconiani etc., affinché la Grecia possa ridurre il “debito” pubblico. Questo debito è destinato ad aumentare a dismisura, finché non si abolirà il signoraggio. I prestiti erogati generosamente da vari paesi e dagli usurai internazionali possono solo aggravare la situazione, visto che, in un circolo vizioso, il popolo ellenico dovrà restituire le somme prestate gravate di onerosi ed esorbitanti interessi. Stritolata da tali gravami, la Grecia potrà soltanto precipitare nell’abisso.

Non si può disconoscere che, nei decenni scorsi, siano state scialacquate risorse, (si afferma che in Grecia molti lavoratori possono beneficiare del trattamento di quiescenza a 50 anni), ma non è questo il punto: in stati, in cui il sistema pensionistico, sanitario e scolastico oltre alle provvidenze sociali sono ridotti al lumicino, la situazione non è migliore. Anche questi paesi saranno colpiti dalla scure degli organismi globalizzatori che causano deliberatamente le crisi per proporre o imporre i loro “rimedi” mille volte peggiori del male che fingono di voler combattere. Sarà presto o tardi il turno di Portogallo, Spagna, Italia, che figurano sulla lista delle cavie, elenco stilato dagli odiosi mondialisti? Non era forse la Spagna, fino ad un lustro addietro, glorificata perché in una fase di crescita e di prosperità? Invero, il signoraggio bancario e l’operazione “scie chimiche“, senza dimenticare le gigantesche spese militari e la corruzione endemica, hanno dissanguato e dissanguano intere nazioni. Tutto ciò – giova ripeterlo – non è la mera ripercussione di azioni insipienti, ma un fine scientemente perseguito: ex chaos ordonovus ordo seclorum.

Non è un caso: in concomitanza con lo sciopero generale proclamato in Grecia il 5 maggio 2010, le proteste sono degenerate in azioni violente culminate con tre morti. Siamo al cospetto dei soliti metodi del sistema: sono strategie volte a spaccare il fronte dell’opposizione, a criminalizzare gli anarchici o presunti tali, a promulgare leggi speciali. I retroscena degli accadimenti ellenici sono stati ben analizzati nell’articolo dell’amico di Italiani imbecilli, Gli anarchici, la Grecia e la verità che non emerge.

Qui si potrebbe aggiungere che non è una coincidenza se gli anarchici (non intendo con ciò aderire in toto alla loro ideologia, ma evidenziare le tattiche dell’esecrando sistema), sono indicati nei “Protocolli” come tra i pochi nemici da neutralizzare, laddove altri gruppi di “dissenso” o sono creati dal potere stesso o infiltrati, con le consuete tecniche adottate dai servizi.

Esiste una via d’uscita? Se esiste uno sbocco, risiede nel totale superamento dell’economia fondata sull’usura, attraverso il ripudio del debito, l’uscita dall’euro (moneta ideata ed imposta per indebolire l’economia e la sovranità) con il ritorno ad una moneta nazionale, svincolata dal signoraggio. E’ ineludibile altresì l’azzeramento delle spese belliche e dei costi per le attività di aerosol clandestino (almeno 19 milioni di euro al giorno solo in Italia!): le risorse sottratte a questi capitoli potrebbero essere destinate a costruire una società equa e fiorente. E’ un’utopia? Purtroppo temo di sì, ma tutte le altre “risoluzioni”, tutte le altre misure sono solo “chiacchiere vane di gente senza cervello” o… – peggio – pretesti per instaurare la tirannide planetaria.