Archivi del giorno: 18 maggio 2010

ComeDonChisciotte – L’ ULTIMO INCONTRO DELLA COMMISSIONE TRILATERALE

Stanno perdendo, sono quasi in rovina…

Fonte: ComeDonChisciotte – L’ ULTIMO INCONTRO DELLA COMMISSIONE TRILATERALE.

DI JAMES P.TUCKER JR.
americanfreepress.net/

La Commissione Trilaterale vuole una guerra in Iran, una moneta mondiale e una Banca Centrale

I membri della Commissione Trilaterale, irritati per il loro fallimento nello stabilire un governo mondiale e per la crisi economica che hanno generato, hanno proclamato la guerra contro l’Iran nel loro ultimo incontro tenuto a porte chiuse a Dublino dal 7 al 10 maggio.

I piani di guerra sono stati rivelati da Mikhail Slobodovsici, consigliere capo della leadership russa, mentre passeggiava per l’albergo Four Seasons, dove la Commissione Trilaterale si è asserragliata protetta da guardie armate e a porte chiuse. Nel rivolgersi a Alan Keenan, che lavora per il sito WeAreChange.org , lui credeva di star parlando ad un collega della Commissione.

Nella foto: L’albergo Four Seasons dove si è tenuta l’ultima riunione

“Stiamo decidendo il futuro del mondo” ha detto Slobodovisci. “Abbiamo bisogno di un governo mondiale” ha proseguito, ma, riferendosi all’Iran,” dobbiamo sbarazzarcene” ha affermato.

Indubbiamente è stato un proclama di guerra della Trilaterale. Molti dei milionari e miliardari della Commisione hanno pesanti investimenti nell’industria e le guerre fanno enormi profitti.

Improvvisamente Slobodovisci ha notato che la targhetta di Keenan era diversa dall’etichetta della Commisione e ha detto: “Non posso parlare – noi operiamo secondo le regole di Chatham House.”

A Slobodovisci la Trilaterale ha richiesto di pretendere ulteriori scuse per l’eccidio di una cifra stimata tra i 30 e 60 milioni di abitanti della vecchia Unione Sovietica ad opera del dittatore Josef Stalin. Il primo ministro Vladimir Putin ha chiesto umilmente scusa nell’anniversario dell’esecuzione di 20.000 soldati polacchi. Putin ha ammesso che il massacro era stato eseguito dai sovietici, non dai tedeschi come sostenuto dai sovietici per mezzo secolo. Nonostante tutto, il presidente russo Dmitry Medvedev ha nuovamente chiesto scusa il giorno dopo (il 9 Maggio), accusando i cittadini sovietici di aver tollerato il massacro, affermando che essi erano pienamente consapevoli dello spargimento di sangue.

Non sono mai stati così depressi gli illustri membri della Trilaterale.

“Ogni anno va peggio”, ha sostenuto uno di loro. “Perché ci prendiamo la briga di vederci ancora?”

“Non possiamo semplicemente cedere e lasciare,” ha risposto un altro. “Il Bildelberg si attende la bozza di un piano da parte nostra”.

Una parte notevole delle loro frustrazioni deriva dal fallimento nello stabilire un governo mondiale. Nel 1999, sia la Trilaterale che il gruppo Bildelberg confidavano nel prevedere che avrebbero ottenuto un governo mondiale per l’anno 2000. Una decina d’anni dopo, il loro obiettivo appare ancora più lontano. E di questo loro danno colpa ai “nazionalisti”, che si oppongono alla resa della sovranità nei confronti degli organismi internazionali.

Il gruppo Bildelberg si incontrerà dal 4 al 7 giugno in Spagna, a Sitges, una cittadina vacanziera a circa 20 miglia da Barcellona, per fare scelte definitive su cosa imporre al mondo.

Il Bildelberg chiuderà l’intero perimetro del Dolce Sitges con guardie armate e sicurezza privata. Il Bildelberg è composto da circa 120 finanzieri internazionali, capi di stato europei ed alti ufficiali della Casa Bianca, e dai segretari dei dipartimenti di Stato e Commercio, tra gli altri.

La Commissione Trilaterale è la squadra di riserva, con poco più di 300 partecipanti. Il Bildelberg, la squadra principale nell’aspirante governo mondiale segreto, ne conta poco più di 100. I due gruppi hanno una leadership coordinata e l’obiettivo comune di un governo mondiale sotto il loro controllo.

Tuttavia la Trilaterale attira capi di stato e altri alti funzionari in Europa e finanzieri internazionali, inclusi David Rockfeller e i membri della famiglia Rotschild. Parteciperanno anche alti funzionari della Casa Bianca e dei dipartimenti del Tesoro, Stato e Commercio dell’amministrazione di Obama.

I Trilateralisti sono delusi per non essere stati in grado di sfruttare la crisi economica che hanno contribuito a generare creando un “dipartimento del tesoro” sotto l’egida dell’ONU. Danno la colpa al “crescente nazionalismo” e chiedono “ come faceva quella gente a sapere di questo”, secondo testimoni all’interno dell’albergo della Trilaterale. Nonostante tutto, la Trilaterale va avanti. In un commento basato su interviste ai leader della Trilaterale o da loro dettate, l’economista Richard Douthwaite scriveva lo scorso 7 maggio su The Irish Times:

La crescita economica non può accrescere gli introiti in maniera certa e veloce in modo tale da garantire i risultati sperati. L’unico possibile rimedio è l’inflazione. Questa potrebbe essere costruita facendo creare alla Banca Centrale Europea denaro dal nulla per dare ai paesi della zona euro soldi da spendere…Un altro ostacolo irrazionale è il sentimento che il denaro non può essere creato sul nulla…

Dalle pagine di quel giornale Douthwaite chiede alla Banca Centrale Europea di avviare la stampa di valuta così come lo sta facendo la Federal Reserve , di proprietà e controllo privati, per inondare di dollari i suoi amici negli Stati Uniti.

Secondo le regole bancarie in Europa, la Banca Centrale Europea ha un limite nell’emissione di valuta per un tetto massimo del 2 per cento sull’inflazione. Doughwaite vorrebbe che questo limite fosse tolto ai banchieri.

Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha distribuito denaro gratuito alle banche che ne fanno parte abbassando il tasso di sconto a quasi zero. In Europa, scrive Douthwaite: “ questo obiettivo potrebbe essere costruito facendo creare alla Banca Centrale Europea denaro dal nulla per dare ai paesi della zona euro soldi da spendere”.

Il risultato – osserva lui – sarebbe l’inflazione, perché ci sarebbero più soldi in circolazione per pagare i debiti dei governi. Ma in questo lui non vede nulla di male.

Comunque, come il membro del congresso Ron Paul nota, il problema dell’inflazione è che colpisce la classe operaia perché agisce come una tassa indiretta.

“Detto in poche parole, stampare valuta per pagare le spese federali diluisce il valore del dollaro, il che causa prezzi più alti per beni e servizi” avverte Ron Paul. “I risparmiatori e chi vive di entrate fisse o basse sono i più colpiti per l’aumento del costo della vita. Famiglie a reddito medio-basso sono quelle che più soffrono perché lolottano per far quadrare i conti mentre la ricchezza viene letteralmente trasferita dalla classe media a quella abbiente”.

L’idea dell’emissione fraudolenta di denaro è stata abbracciata da Gary Jenkins di Evolution Securities. Ha detto che la Banca Centrale Europea può iniziare a stampare denaro per tirarsi fuori dalla fossa. “ Se giungiamo sull’orlo del baratro, potrebbe essere rimasta l’unica opzione possibile” ha continuato. “Solo la BCE può stampare gli euro per salvare il sistema”.

Per ora Jean-Claude Trichet, il presidente della Banca Centrale Europea, nega che stampare denaro possa essere avviata. Trichet sembra essere in minoranza qui e la pressione da parte dei momndialisti può forzarlo infine ad aumentare l’inflazione nel tentativo di contenere l’inevitabile collasso della UE.

Il primo ministro irlandese, Brian Cowen, era stato invitato a fare gli onori di casa al consesso della Commisione Trilaterale, per poi andare via. Questa è la prassi della Trilaterale e del Bilderberg: Il capo del paese che ospita parla e poi va via. Ma Cowen non aveva gradito l’essere escluso, così è apparso deliberatamente in ritardo di 35 minuti – e i Trilateralisti non sono abituati ad essere lasciati in attesa.

Paul Volker, presidente del consiglio d’amministrazione dell’Economic Recovery Advisory Board del presidente Obama e precedentemente amministratore delegato della Fed, ha espresso la sua ira facendo domande ostili. Cowen ha cercato di separare l’economia irlandese da quella greca e di altri paesi della UE che sono sotto attacco per la crisi economica.

Volker ha detto a Cowen che sebbene lui fosse stato “storicamente..molto attratto dall’euro” ora appariva dubbioso”. Volker ha continuato: “ Voi avete alcune decisioni difficili da prendere qui, ma la questione dell’avere una Banca Centrale indipendente, il tasso d’interesse comune, la moneta comune…sono proprio curioso se nella sua testa questo genera domande circa le strutture governative dell’Europa.
v “Lei non è in favore di una ulteriore centralizzazione, mi sembra di capire, sebbene altri lo siano, ma cosa significa questa crisi per il futuro dell’Europa? Ha chiesto Volker.

Cowen ha ammesso che l’euro ha dei problemi di credibilità. Ha affermato che i ministri della Finanza della UE avrebbero rivisto “ gli accordi attuali” nei mesi a venire per capire come possono essere migliorati “ in modo di aggiungere credibilità alla moneta e al contempo creare ampio consenso popolare”.

In altre parole la Commissione Trilaterale prevede di:

Aumentare i prezzi della benzina negli Stati Uniti. Gli europei ora pagano 10 dollari il gallone, gli americani circa 3. I Trilateralisti sostengono che gli americani devono pagarne 7.

Il petrolio viene prodotto solo all’81% della capacità così da aumentare la domanda e quindi il prezzo. Molti dei membri sono nati nella ricchezza petrolifera.

Essi celebrano la legge sanitaria, che ritengono aumenterà drammaticamente i costi e ridurrà i servizi. E’ uno stile europeo, e Obama è il loro ragazzo tuttofare. Loro sono in attesa del giorno in cui gli americani pagheranno il 50% dei loro introiti in tasse federali, come avviene diffusamente in Europa.

James P. Tucker, Jr.
Fonte: http://americanfreepress.net/
Link: http://americanfreepress.net/html/tucker_trumps_trilats_222.html
16.05.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

GALLERIA FOTOGRAFICA

Antimafia Duemila – Maggiani Chelli: ”Non c’e’ peggior sordo di chi non vuole sentire”

Fonte: Antimafia Duemila – Maggiani Chelli: ”Non c’e’ peggior sordo di chi non vuole sentire”.

Il nostro Parlamento è sordo in modo vergognoso ai nostri richiami in fatto di scarcerazioni per i mafiosi, rei di delitti gravissimi e comunque delitti che non si può escludere siano legati alla verità sulle stragi del 1993.
I Tribunali di Sorveglianza continuano a scarcerare mafiosi che potrebbero raccontare molto sulle stragi degli anni 92 e 93, ma che non si “pentono”, anzi escono dal carcere nascondendosi dietro al dito della malattia  e a nessuno viene in mente di cambiare una norma troppo consona alle esigenze di “cosa nostra”.
Il Tribunale di Sorveglianza di Voghera, su istanza dell’avvocato difensore Giuseppina Paci, per incompatibilità delle condizioni di salute dell’ergastolano con la detenzione ha rimesso in libertà Salvatore Vitale, condannato all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio di Giuseppe Di Matteo un bambino sciolto nell’acido a soli 12 anni.
Intanto come nostra considerazione diciamo che i detenuti condannati all’ergastolo e malati dovrebbero andare  in ospedale, e non a casa, e appena guariti dovrebbero ritornare in carcere. Questa è la logica.
Detto questo insistiamo, se il Parlamento continua a non legiferare affinchè i mafiosi stragisti la smettano di uscire dal carcere e il “fine pena mai” sia applicato per le vittime e non per i carnefici, si  istituisca un Tribunale di Sorveglianza anche per tutte le vittime di mafia.
Chiediamo un tribunale di Sorveglianza che valuti ogni giorno, caso per caso, lo stato di salute delle vittime di mafia e imponga miglioramenti continui per i loro sostentamenti in base alle loro esigenze di vita.
Comunque resta il fatto che con provvedimenti come quello preso per il mafioso Salvatore Vitale sentiamo, in prossimità dell’anniversario della strage di via dei Georgofili, tutto il pericolo di una deriva mafiosa dilagante.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Antimafia Duemila – Ingroia: ”Ecco perche’ Saviano deve continuare a scrivere”

Fonte: Antimafia Duemila – Ingroia: ”Ecco perche’ Saviano deve continuare a scrivere”.

«La mafia va raccontata soprattutto dai bravi scrittori come Roberto Saviano, che ha il merito di aver fatto conoscere una parte nascosta dell’universo camorristico, sconosciuto ai più. E la mafia va rappresentata, anche mediante le fiction tv, purchè non si scada nel folclore, o – peggio – nella mitizzazione del mondo e dei boss della mafia». Lo scrive sul mensile «S», in edicola da sabato 22 maggio, il sostituto procuratore di Palermo, Antonio Ingroia, che collega le recenti polemiche su chi parla di mafia con il dibattito sulle intercettazioni: «C’è un certo modo di pensare, diffuso in una certa parte del Paese, che ritiene ‘pericolosò il parlare di certi argomenti – afferma Ingroia – Ora, io credo che è vero che il silenzio, a volte, è ‘d’orò. Però attenzione al silenzio dell’informazione, al silenzio sulla mafia». Un elemento che spinge il magistrato a tornare sul decreto sulle intercettazioni, «che punisce con sanzioni molto pesanti, carcere e multe salatissime, giornali e giornalisti per la pubblicazione del contenuto delle indagini giudiziarie prima del dibattimento anche dopo che non sono più ‘segretè», come annota Ingroia. «Le indagini, quando non sono più segrete, vanno spiegate ai cittadini, perchè loro hanno diritto ad essere informati – prosegue il magistrato -. Anche sul modo in cui vengono condotte le indagini, come viene amministrata la giustizia in nome, proprio, del popolo italiano. Così come hanno diritto a sapere delle condotte illecite dei potenti e dei loro governanti, talvolta coinvolti nelle indagini stesse».

Cancellata la nomina di Ingroia – «Io rimango al mio posto»

Fonte:Cancellata la nomina di Ingroia – «Io rimango al mio posto».

È come tornare al tormento del criterio d’«anzianità» che trent’anni fa penalizzò Giovanni Falcone nella successione ad Antonino Caponnetto, nella corsa a capo dell’Ufficio Istruzione. È come tornare allo psicodramma letterario-giudiziario dei «professionisti dell’antimafia», quando Leonardo Sciascia colse una contraddizione del Csm nella nomina di Paolo Borsellino a procuratore di Marsala. Perché sulla carta il Csm s’ancorava al parametro dell’anzianità, senza tenerne conto.

E qualcosa di simile si ripropone adesso che il Consiglio di Stato ha clamorosamente cancellato la nomina di sei procuratori aggiunti di Palermo su sette, compreso Antonio Ingroia, il pubblico accusatore di tanti processi eccellenti. Non pensava più nessuno al ricorso presentato da due pm siciliani, Ambrogio Cartosio e Giuseppe Fici, esclusi a loro avviso proprio per un’errata valutazione del punteggio relativo all’anzianità da parte del Csm che, nel dicembre 2008, aveva dato via libera anche alla promozione di Vittorio Teresi, Teresa Principato, Antonino Gatto, Leonardo Agueci e Maurizio Scalia.
Adesso è proprio Ingroia a chiedere celerità: «È interesse di tutti, il Csm deve sciogliere una volta per tutte il nodo». È questo il punto, anche se non siamo ai tempi di Falcone e Borsellino, come osserva lo stesso Ingroia: «Il Csm con una circolare ha diminuito il valore dell’anzianità, ma restano degli indici per cui qualche peso ha». Il magistrato continua a lavorare come gli altri aggiunti: «Ognuno rimane al suo posto perché il verdetto non prevede la rimozione». «Sono sub judice», aggiunge con una punta di ironia, forse pensando alla soddisfazione che avrà provato chi spesso lo attacca definendolo persecutore dei berlusconiani, a cominciare da Dell’Utri.

Fonte: Corriere.it (18 Maggio 2010)

Parli di noi? Allora ci devi 26 milioni di euro

Fonte: Parli di noi? Allora ci devi 26 milioni di euro.

Le Fs e Moretti portano in tribunale Chiarelettere e Gatti per il libro-inchiesta “Fuori Orario

Un risarcimento di 26 milioni di euro: questa la richiesta che le Ferrovie dello Stato e il loro amministratore delegato, Mauro Moretti, hanno rivolto al giornalista Claudio Gatti e alla casa editrice Chiarelettere. Per il libro-inchiesta “Fuori orario. Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro Fs”. Saranno i giudici del Tribunale civile di Milano a decidere.

L’atto di citazione è stato notificato due giorni fa a Gatti a New York, dove vive, e all’editore a Milano. “Una richiesta di 26 milioni a una piccola casa editrice che ha un capitale sociale di 100 mila euro equivale a una minaccia di chiusura”, ha reagito l’editore, Lorenzo Fazio, che sarà difeso, come Gatti, dall’avvocato Caterina Malavenda.
Il volume, arrivato in libreria nell’ottobre 2009, ha avuto finora due edizioni. È il racconto di uno sfascio che è sotto gli occhi di tutti: treni sporchi, ritardi, guasti, sprechi, disservizi; ma anche gare truccate, soldi sprecati, appalti poco trasparenti, strane relazioni con sindacati e sindacalisti, rapporti incestuosi tra dirigenti e fornitori, carriere facili per gli “amici”, licenziamenti e vendette per chi osa opporsi.

Un capitolo è dedicato… alla storia dell’Alta velocità all’italiana, alla sua discutibile transustanziazione in Alta capacità (non solo trasporto passeggeri, ma anche merci), alle alchimie finanziarie in cui, al di là delle promesse, i grandi gruppi imprenditoriali italiani guadagnano (senza alcuna gara internazionale) e lo Stato paga. Claudio Gatti, uno dei migliori giornalisti d’inchiesta italiani, inviato speciale del Sole 24 Ore e collaboratore del New York Times e dell’International Herald Tribune, è stato il primo giornalista a scrivere dello scandalo internazionale Oil for food.

In “Fuori orario” racconta le ferrovie italiane allineando alcune eccezionali testimonianze e molti inoppugnabili documenti: rapporti riservati, e-mail di dirigenti, consulenti, fornitori. Sei mesi dopo l’uscita in libreria, Moretti – in un momento in cui è in discussione la sua riconferma al vertice delle ferrovie italiane – passa al contrattacco.
Con richieste pesantissime. Sei milioni di danni morali più due di riparazione pecuniaria avanzate a titolo personale, a cui si aggiungono le richieste di Fs, la società capogruppo (altri sei milioni più due), e quelle di Rfi e di Trenitalia, le società operative (quattro milioni di danni morali più uno di riparazione pecuniaria ciascuna). Totale: 26 milioni.
Una cifra sproporzionata che non può non risultare intimidatoria nei confronti del giornalista e dell’editore. Come quella del presidente
del Senato Renato Schifani, che ha recentemente intentato una causa civile nei confronti del Fatto Quotidiano con una richiesta di 720 mila euro.

“Più che un atto di citazione, è una controinchiesta”, spiega Gatti. “Un documento di 67 pagine in cui però non si mette in dubbio neppure uno dei fatti da me raccontati, asserendo che sia falso. Semmai Moretti mi contesta di non aver reso individuabili le mie fonti: ma ci mancherebbe altro. Oppure nell’atto si fa capire che i problemi e i disservizi raccontati, magari veri in passato, non possono essere addebitati a Moretti, che li avrebbe risolti. Ora, Moretti è amministratore delegato di Fs, la capogruppo, dall’ottobre 2006, ma prima, dal 2000, era amministratore delegato di Rfi, la società operativa.
E tutta la sua carriera, da trent’anni, è interna al gruppo: questo me lo rende anche simpatico, perché è un personaggio diverso dai boiardi di Stato della Prima Repubblica, è un tecnico cresciuto tutto dentro il gruppo delle ferrovie. Ma non può dire: i problemi hanno cominciato a trovare soluzione da quando sono arrivato; perché Moretti non è mai arrivato, nelle ferrovie c’è sempre stato”.

La linea del contrattacco non è: hai scritto cose false; ma: non dipendono da noi, oppure non sono più vere.

Ma vallo a dire agli utenti, che i treni non sono più sporchi, non arrivano più in ritardo, non fanno più incidenti, non si guastano più.

il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2010

Casa della Legalita’ e della Cultura – Onlus – La Spezia, crocevia radioattivo e di veleni, tra Servizi, mafie e massoni

Fonte: Casa della Legalita’ e della Cultura – Onlus – La Spezia, crocevia radioattivo e di veleni, tra Servizi, mafie e massoni.

A La Spezia vi sono due record, anzi tre. Il primo è nella zona intorno al Porto Militare dove vi è la più alta percentuale di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Il secondo è zona intorno alla Discarica di Pitelli dove vi è la più alta percentuale di tumori infantili. Il terzo è generale, per tutta la provincia, e vede il record mondiale per malati per amianto di mesotelioma in rapporto alla popolazione. Davanti a tutto questo la Procura non nota nulla, figuriamoci la politica ed i funzionari pubblici…

Qui, come nella Lunigiana, il peso della Massoneria è ancora forte, anzi è determinante. Quindi certe cose non le si deve guardare, anzi bisogna starci ben alla larga. Alcuni magistrati ci avevano provato ed alla fine se traffici & affari sporchi sono rimasti saldi in quella terra spezzina, sono i magistrati che se ne sono dovuti andare. Ed è da qui che occorre partire, da quella rete di Potere che, trasversale, veramente come vi fosse a giostrare il tutto un abile Architetto dell’Universo, vede una commistione tra lecito e illecito, tra decenza ed indecenza, con protagonisti imprenditori, amministratori pubblici, funzionari, mafiosi e Servizi.

Certo c’è un porto, ci sono i cantieri navali… c’è l’Arsenale e l’area militare… Vero, ma vi è di più a La Spezia. Vi è un crocevia tra terra e mare, vi sono aree e spazi da riempire, con cosa poco importa, a quale costo (ambientale e sociale) nemmeno.

Qui la ‘ndrangheta, con la copertura dei Servizi, aveva uno degli snodi per i traffici dei veleni e soprattutto per le navi dei veleni, quelle verso l’Africa e quelle a perdere, destinate agli affondamenti. La Spezia era un nodo centrale per i servizi a basso costo offerti dalla ‘ndrangheta alle grandi industrie del nord per far sparire quei rifiuti tossici che per essere smaltiti regolarmente avrebbero comportato costi assai più elevati. E poi ci sono i servizi, sempre a basso costo, che la ‘ndrangheta poteva fornire per far sparire i rifiuti radioattivi… ed i Militari di questi ne hanno tanti!

Così a La Spezia dove prima dell’esplodere degli scandali facevano base anche i Messina con le loro flotte di navi, è il porto della Zanobia e della Rigel… è il porto dove una banchina era “a disposizione” e dove i Servizi permettevano di accedere con i camion pieni di veleni da far sparire interrati altrove, affondati nei loro fusti o container quando non con le stesse navi su cui venivano stipati… o condotti in Africa con quel viaggio di rifiuti ed armi coperto dalla nota “cooperazione internazionale”.

Qui avevano snodo rifiuti tossici delle grandi imprese del nord, a partire da quelle chimiche, i rifiuti dell’Acna di Cengio avevano un lascia-passare. Qui una parte finiva in Porto su quella banchina fantasma, altri, insieme alle ceneri delle Centrali Enel, finivano nella Discarica di Pitelli. Ed è di lì che iniziarono ad indagare i magistrati spezzini che poi dovettero spostasi altrove. In quella Discarica dove per fermarli, per non farli arrivare in quell’angolo dove interrati non vi erano solo i rifiuti tossici ma anche quelli radioattivi, fu posto il Segreto di Stato…

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