Archivi del giorno: 26 maggio 2010

ComeDonChisciotte – IL DISASTRO DEVE ESSERE UN CATALIZZATORE PER UN CAMBIAMENTO

ComeDonChisciotte – IL DISASTRO DEVE ESSERE UN CATALIZZATORE PER UN CAMBIAMENTO.

DI JACQUI GODDARD
commondreams.org

Jean-Michel Cousteau, uno dei maggiori esploratori oceanici del mondo, ha parlato della sua “frustrazione verso la specie umana” riguardo al disastro petrolifero del Golfo del Messico e ha invitato a farlo diventare un catalizzatore per un cambiamento politico, industriale ed ambientale.

Descrivendo la chiazza come “il più grave incidente di petrolio verificatosi sul pianeta”, il figlio settantaduenne di Jacques Cousteau, il pionieristico ecologo subacqueo, ha detto che le conseguenze per l’uomo e per la natura sarebbero monumentali. “Il lato triste della specie umana è che parliamo molto, ma facciamo molto poco finché non abbiamo una catastrofe tra le mani”, ha dichiarato al Times.

“Non voglio chiamare questo il giorno del giudizio. Voglio credere che siamo in grado di sederci con i vertici decisionali, l’industria e il governo e convincerli che c’è un modo migliore per gestire il nostro sistema di supporto vitale. Possiamo rendere buona la cosa o continuare a distruggerla.

Ha aggiunto: “Mi auguro che questo sia il calcio nel culo che farà cambiare ai nostri vertici il loro modo di operare.

“E’ anche un calcio nel culo per quelle industrie che stanno facendo un’enorme quantità di denaro per investire quei soldi, e non solo parlarne come fanno tutti, nel settore dell’energia rinnovabile.”

Il padre del signor Cousteau, che morì nel 1997, fu un pioniere della conservazione marina ed aumentò la consapevolezza della fragilità del pianeta e dei suoi oceani e gli effetti devastanti dell’inquinamento, attraverso 120 documentari e più di 40 libri. Jean-Michel Cousteau continua il lavoro del padre, attraverso la sua Ocean Futures Society, con sede in California, la cui missione è quella di esplorare i mari e lottare per la loro protezione.

Ha dichiarato che, dopo aver assistito al disastro della petroliera Exxon Valdez 21 anni fa, in cui 11 milioni di barili di petrolio si riversarono in mare al largo dell’Alaska, aveva sperato per un cambiamento. Ma la mancanza di regolamentazione e controllo del petrolio e dell’ industria chimica ha fatto sì che un nuovo disastro fosse in attesa di verificarsi.
Egli ritiene che residui della chiazza di petrolio potrebbero infine raggiungere l’ Europa viaggiando con la Corrente del Golfo. “In questo modo BP, il tuo petrolio sta tornando a casa”, ha dichiarato Cousteau, che ha visitato la Louisiana la scorsa settimana.

Scartando il commento dei dirigenti della BP secondo cui la quantità della fuoriuscita sia piccola rispetto alle dimensioni del mare e che il Golfo del Messico potrebbe essere ripulito e “recuperato pienamente”, il sig. Cousteau ha detto: “Fare una dichiarazione del genere è assolutamente inaccettabile. Dobbiamo guardare oltre l’uccello morente, dobbiamo capire le conseguenze di ciò che non possiamo vedere. La natura è più complessa di quanto possiamo immaginare. Conosco l’oceano abbastanza bene per sapere che non lo conosco affatto . ”

Suo padre una volta ha descritto il mare come una “fogna universale” e “la pattumiera globale” dell’uomo.

“Verso la fine della vita sua vita, mio padre mi diceva che abbiamo davvero bisogno di essere puniti, abbiamo davvero bisogno di un’emergenza, se vogliamo concludere qualcosa”, ha raccontato suo figlio. “Cosa direbbe mio padre, ora? Credo che direbbe, ‘te l’avevo detto’ “.

Jacqui Goddard
Fonte: http://www.commondreams.org
Link: http://www.commondreams.org/headline/2010/05/25-0
25.05.2010

Scelto e tradotto per http://www.comedonchisciotte.org da CONCETTA DI LORENZO

Antimafia Duemila – Legambiente: ”Ecco alcune telefonate delle Ecomafie”

Fonte: Antimafia Duemila – Legambiente: ”Ecco alcune telefonate delle Ecomafie”.

I grandi scandali ambientali, dal cemento impoverito, alle navi dei veleni e altri traffici di rifiuti, «sono stati svelati da intercettazioni telefoniche.
Depotenziare questo strumento d’indagine significa fare un immenso regalo alle ecomafie». Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente e responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità, commenta così il disegno di legge sulle intercettazioni la cui discussione in Aula al Senato è stata fissata al 31 maggio. E proprio oggi Legambiente ricorda e diffonde i contenuti, «per fare solo qualche esempio», della intercettazione del dialogo tra due boss, in merito a rifiuti tossici scaricati in mare, contenuta negli atti delle inchieste della Direzione Investigativa Antimafia: «Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e chi vuoi che se ne accorga? – E il mare? – Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi, che con quelli il mare andiamo a trovarcelo da un’altra parte…».. Ma non solo. Legambiente ricorda anche l’inchiesta ‘Arcà, della Dda di Reggio Calabria sui lavori della Salerno-Reggio Calabria, e riferisce i contenuti di un’intercettazione «in cui uno dei tecnici intercettati dai magistrati, alla richiesta di un operaio che prospetta aumenti di costi in un cantiere, risponde: ‘No, no, no, mettigli mondezza, mettigli porcherie, tutto quanto…’». E più avanti, continua Legambiente, «nell’intercettazione si sente ancora: ‘Là stanno proseguendo, dovrebbero essere a buon punto, perchè ieri ho fatto il conto e hanno portato circa 800 metri cubi solo ieri. Di mondezzà». E ancora. Legambiente ricorda infatti anche altre intercettazioni che vedono al centro esponenti delle ecomafie. «Sempre in provincia di Reggio Calabria, durante la costruzione della scuola pubblica Euclide di Bova Marina, viene intercettata -riferisce l’associazione ambientalista- la conversazione tra il boss del reggino Salvo Corsaro e il suo compare Terenzio D’Aguì: ‘Metti meno cemento e più sabbià raccomanda il primo. E -aggiunge Legambiente- quando l’altro protesta per l’imbroglio, lo fa solo perchè con troppa sabbia metterebbe a rischio non la vita degli scolari, ma la pompa idraulica: ‘A 200 chilogrammi non lo pompa, e che meno di 250 chilogrammi non lo può pompare perchè altrimenti rischia di bruciare una pompa del valore di 300 mila euro per gettare il cemento a 200 chilogrammì». «Proprio grazie a intercettazioni come queste -afferma Legambiente- sono stati scoperti traffici e reti di illegalità e portate avanti indagini importanti». Ecco perchè Legambiente «si appella ai parlamentari e a tutte le forze politiche affinchè venga salvaguardata la possibilità di intercettare, per non compromettere la possibilità d’azione della giustizia, per la tutela del bene comune e contro le ecomafie».

Adnkronos

Benny Calasanzio Borsellino: “Ecoballe” di Paolo Rabitti

Fonte: Benny Calasanzio Borsellino: “Ecoballe” di Paolo Rabitti.

Devo le mie scuse alla camorra. Sono stato tra quelli che l’hanno indicata come causa principale dell’emergenza rifiuti in Campania. Avevo sottovalutato l’efficenza delle istituzioni. Dover ammettere che la camorra c’entri davvero poco con l’emergenza in sè per sè e che in realtà essa si sia nutrita solo delle inefficienze della pubblica amministrazione e dei privati, rendendosi responsabile di oscenità successive, quali gli smaltimenti illegali, è frustrante.

Ci si consola solo scoprendo cosa hanno fatto gli altri attori protagonisti del disastro, un cast davvero inaspettato che è riuscito per 15 anni a farla franca aggirando leggi, regolamenti e ordinanze. A raccontare la vera storia dei rifiuti a Gomorra è stato Paolo Rabitti, ingegnere e urbanista mantovano, consulente per le procure nei più importanti processi sui “disastri” ambientali, come il Petrolchimino di Marghera, l’Enel di Porto Tolle, il Petrolchimico di Brindisi, nel suo libro Ecoballe, edito da Aliberti. Il timore di trovarsi di fronte al libro di un tecnico svanisce dopo poche pagine; grazie alla sua abilità di scrittura, Rabitti rende accessibile, anche a chi non ha alcuna preparazione specifica, il tema dei rifiuti, degli inceneritori e delle discariche.

Un racconto surreale che parte dal 1994, quando viene proclamato lo stato di emergenza rifiuti in Campania, al 1998, quando l’allora ministro dell’Interno, Giorgio Napolitano, con un’ordinanza dà inizio al progetto di realizzare in Campania una moderna filiera dei rifiuti, disponendo l’attivazione della raccolta differenziata. Un disegno così innovativo e funzionale che già nel bando di gara per affidare i lavori, il progetto originale viene stravolto, e a favore di chi? La risposta, in questo libro, è sempre la stessa, qualunque sia la domanda: la celebre Impregilo, che presto costruirà il ponte tra ‘ndrangheta e mafia, o se si preferisce, tra Calabria e Sicilia. A bando aperto, ecco la prima ecoballa di tutta la vicenda: dopo aver letto il bando di gara, il ministro dell’ambiente, Edo Ronchi, resosi conto che quegli impianti avrebbero smaltito l’intera produzione di rifiuti solidi urbani della Regione, dunque l’opposto del progetto che doveva favorire la raccolta della differenziata, scrive al commissario Rastrelli, presidente della Regione Campania, una nota di contestazione. Il giorno dopo, con una lettera, scende in campo l’Associazione Bancaria Italiana. Cosa c’entrano le banche con i rifiuti ed in particolare con gli inceneritori? Il senso della lettera è: o fate come diciamo noi o non finanziamo il progetto di finanza.

Le condizioni poste da Abi, tra le altre, prevedono che nel caso in cui i comuni non conferissero la quantità minima di rifiuti fissata, fossero obbligati a pagare anche per la quantità non apportata e che il CIP6, il contributo pagati dai contribuienti in bolletta per le energie rinnovabili, fosse riconosciuto all’energia producibile con il combustibile derivato dai rifiuti proveniente da tutta la Campania. Questo è davvero il top della nostra storia. Le banche mentre il bando è ancora aperto entrano a piè pari permettendo ad Impregilo di formulare un prezzo richiesto per il trattamento e smaltimento dei rifiuti molto inferiore rispetto ai concorrenti, dunque di vincere la gara anche con un bassissimo punteggio attribuito al progetto. Un progetto, quello di Impregilo, considerato il peggiore e soprattutto irrealizzabile: prevedeva di produrre più materiale organico stabilizzato rispetto alla quantità di organico presente nei rifiuti. Come se uno presentasse un impianto per produrre più vino rispetto all’uva pigiata.

In tutto ciò l’ex presidente della Regione Antonio Bassolino merita una nota a parte: è lui che in contrasto con il bando di gara, recepisce quasi integralmente i desideri dell’Abi, primo fra tutti quello di far saltare nel contratto la frase dell’ordinanza, del capitolato e del bando, che disponeva che il combustibile ricavato dai rifiuti prodotto dagli impianti fosse smaltito in inceneritori esistenti in attesa dell’entrata in funzione degli inceneritori previsti dal bando. Gli impianti Cdr sono entrati in funzione nel 2000, l’inceneritore di Acerra sta praticamente partendo adesso. Questo ha provocato l’invasione della Campania da parte di oltre dieci milioni di tonnellate di ecoballe, stoccate in piazzole che in realtà erano vere e proprie discariche non autorizzate e infatti sono state sequestrate. Capito il sindaco della Primavera?

E’ sempre lui ad ammettere candidamente di aver firmato i contratti per lo smaltimento dei rifiuti nella provincia di Napoli e nel resto della Regione senza leggerli. Il resto è cronaca, con l’incriminazione della Regione Campania, Bassolino in testa, dei piani alti di Impregilo, a cui sono stati sequestrati 260 milioni di euro e dei prestigiosi tecnici incaricati dei collaudi in corso d’opera (in gran parte arrestati per i falsi collaudi) portati alla sbarra grazie alla consulenza di questo tecnico con la voce di Francesco Guccini, che termina la sua analisi con un’amara riflessione: “cinque incenitori bruceranno i rifiuti della Campania, milioni di ecoballe e, presumibilmente i rifiuti di altre regioni. La storia si chiude come da copione, con l’ordinanza Napolitano definitivamente cancellata”.

L’asino e l’alta finanza

Fonte: L’asino e l’alta finanza.

L’alta finanzia spiegata ai bambini

Qualche tempo fa Billy comprò da un contadino un asino per 100 dollari.
Il contadino gli assicurò che gli avrebbe consegnato l’asino il giorno seguente.

Il giorno dopo il contadino si recò da Billy e gli disse: “Mi dispiace ma ho cattive notizie: l’asino è morto.”
Billy rispose:  “Allora dammi indietro i miei 100 dollari”
E il contadino:  “Non posso, li ho già spesi”.
A quel  punto Billy si fece pensieroso, poi disse al contadino:  “Va bene, allora dammi l’asino morto.”
– “E che te ne fai di un asino morto, Billy?”
– “Organizzo una lotteria e…

lo metto come premio”
Il contadino gli disse ironico: “Non puoi vendere biglietti con un asino morto in palio”.
Allorché Billy rispose: “Certo che posso, semplicemente non dirò a nessuno che è morto”.

Un mese dopo il contadino incontrò di nuovo Billy, così gli chiese: “Come è andata a finire con l’asino morto?”
– “L’ho messo come premio ad una lotteria, ho venduto 500 biglietti a due dollari l’uno e così ho guadagnato 998 dollari”
– “E non si è lamentato nessuno?”
– “Solo il tipo che ha vinto la lotteria, e per farlo smettere di lagnarsi gli ho restituito i suoi due dollari”

Billy attualmente lavora per la Goldman Sachs.

Lavoce.info – ARTICOLI – 300 parole – UN CONDONO “AD AZIENDAM”?

La norma infatti consiste unicamente in una sanatoria di situazioni in essere, a cui avranno interesse ad aderire solo coloro che hanno ragionevole timore di perdere in Cassazione (pur avendo vinto nei due gradi precedenti).

Perché è stata riproposta, dopo che era stata già fermata una volta al momento della discussione della legge finanziaria? Chi ne avvertiva l’urgenza? A chi giova?

E’ un dato di fatto che le condizioni richieste per accedere alla sanatoria si attagliano alla perfezione a un importante contenzioso pendente in Cassazione che riguarda la Mondadori, dal valore stimato in circa 200 milioni di euro.

Sarà per questo che la norma è stata ribattezzata “lodo Cassazione”?

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ComeDonChisciotte – LA LEGGE BAVAGLIO SARA’ FRANTUMATA DAL “FRAGORE” DEI LIBERI

Fonte: ComeDonChisciotte – LA LEGGE BAVAGLIO SARA’ FRANTUMATA DAL “FRAGORE” DEI LIBERI.

DI DON PAOLO FARINELLA
temi.repubblica.it

E’ davanti agli occhi di tutti che in questa tragica stagione politica che attanaglia l’Italia, il nostro Paese è governato da un governo e da un parlamento costruttori coscienti di disunione e di frammentazione. Chi si autodefinisce «partito dell’amore» (di prostituzione), irride gli Italiani perché sa di creare divisione, odio e vendetta. Costoro sono la malattia che sta uccidendo il cuore della nazione. Dalla porta accanto, dal versante ecclesiastico non arrivano migliori notizie: mentre il mondo cattolico si trastulla con la sindone, esposta a Torino, succede che a Roma, a Padova, e in Italia si consumano orrori e misfatti degni soltanto di Satana e delle sue legioni. Dico questo anche perché c’è un fatto, progettato dal governo in combutta col Vaticano che mi riguarda personalmente e che riguarda ciascuno di voi. Nessuno, infatti, ne è fuori, tanto meno coloro che ritengono che sono fatti che non li riguardano.

a) La legge bavaglio

Si sta cercando di approvare una legge contro le intercettazioni telefoniche che sarebbe meglio chiamare legge a favore delle mafie e della delinquenza. D’altra parte cosa ci si può aspettare da un capo di governo che è maestro di delinquenza? Anche gli Stati Uniti hanno condannato questa legge liberticida e illiberale che favorisce il malaffare, i corrotti, la malavita, le mafie, cioè tutti gli amici e colleghi del presidente del consiglio e suoi chierichetti. Se passa, noi non possiamo più parlare. Dentro questa ignominia c’è una norma che prevede che non si possono intercettare i preti e i vescovi e se nel corso delle intercettazioni, viene sorpreso un prete, anche a sua insaputa, il giudice deve informare il Vaticano o il vescovo. Questa è la moneta di scambio tra il potere corrotto di questo governo e il potere corrotto del Vaticano, del quale nulla mi cale, se non che vorrei che scomparisse dalla faccia della terra. Ogni volta che prendo il telefono o ricevo telefonate, saluto sempre il maresciallo che ascolta e con lui la sua gentile signora. In nome della Pentecoste che è l’esplosione delle lingue, i cattolici e i cittadini devono opporsi a questo sopruso di libertà perché ci tocca nell’anima e nella nostra dignità. Il governo immorale che non rappresenta più l’Italia e il governo che vive sempre prono, come un prostituta venduta per pochi spiccioli, devono sentire «il fragore che scende dal cielo», il vento di Pentecoste che libera le lingue e non le sigilla, che rafforza la verità, non la nasconde. Pentecoste è la celebrazione della dignità di ciascuno e l’esplosione della libertà che vince contro il sopruso del faraone, contro la schiavitù di un popolo intero. Non possiamo tollerarlo e se sarà necessario, oggi vi annuncio che non voglio questo privilegio e farò di tutto per romperlo e per essere denunciato e condotto in carcere perché non rinuncerò mai alla mia dignità di cittadino e di credente consacrato a Pentecoste come uomo libero. Pentecoste è il dono della Parola a tutti a cui nessuno può rinunciare pena la sua condanna. Non obbedirò a questa legge contro la quale mi dichiaro obiettore di coscienza.

b) La Legge, misura della dignità di un popolo

A Pentecoste Israele riceve la Legge come coscienza della sua dignità di popolo. Senza legge non può esistere convivenza civile e senza convivenza civile non può esistere realizzazione personale. Il governo dell’indecenza e il parlamento servo del padrone e coloro che li hanno votati sono responsabili in solido davanti a Dio e ai loro figli del degrado morale e istituzionale in cui stiamo precipitando: i poveri aumentano, i ricchi diminuiscono, ma diventano sempre più ricchi. Per risanare i bilancio dello Stato che questi esseri immondi si sono spartiti con amici e compagni di delinquenza, sperperando denaro pubblico per fare favori, usando la Protezione civile per favorire parenti e amici e mafia, chiuderanno una o due finestre per chi deve andare in pensione, così chi sperava nella pensione alla fine dell’anno, deve aspettare altri sei mesi. Toglieranno gli assegni agli invalidi civili; taglieranno i trasferimenti ai Comuni, cioè aumenteranno le difficoltà e i disagi per la povera gente perché i Comuni saranno obbligati a tagliare nell’assistenza; mentre la scuola e la sanità diventeranno sempre più a livello da quarto mondo. Il governo ha chiesto alla Sardegna di finanziare la regata velica che si svolgerà alla Maddalena con alcuni milioni di euro, che potevano mantenere gli operai della Sulcis per un anno intero.

c) Condono: un insulto agli onesti

Si prospetta un nuovo devastante e terrificante condono edilizio per circa 2 milioni di case abusive: preparatevi a nuove frane, a dissesti ambientali, terremoti, disgrazie e morti annunciate come a Napoli,come a Messina e Catania perché non si può sventrare la terra e costruire come si vuole senza pagarne un prezzo immane. A chi importa? Domani è un altro giorno, diceva Rossella O’Hara. No, domani è oggi perché domani sono i vostri figli, i vostri nipoti ai quali abbiamo tolto il loro presente perché ci stiamo consumando il nostro futuro. A Pentecoste, il vangelo per tre volte riporta il termine «Paraclito» che significa «consolatore/avvocato/difensore». Pentecoste ci chiede di essere i consolatori delle generazioni che vengono dopo di noi e dovremmo lasciare loro un mondo migliore di quello che abbiamo ricevuto; lasceremo invece un deserto di morte dove vivranno una massa di schiavi. Pentecoste ci chiede di essere orgogliosi di appartenere ad un Paese dove la Legge deve essere Legge per tutti, senza distinzione. Se noi tolleriamo che uno si possa fare le leggi su misura per sé e leggi di schiavitù per gli altri come la legge-bavaglio sulle intercettazioni, il condono edilizio e forse anche quello fiscale, la legge che dichiara reato il fatto di essere immigrato clandestino, noi non abbiamo il diritto di essere figli della Pentecoste e della Pasqua perché scegliamo di essere figli di schiavitù e di prostituzione.

d) L’illegalità come le ciliege

Il giorno 7 giugno un ragazzo del centro storico di Genova, Luca, che io conosco e che alcuni mesi addietro, ho difeso con una testimonianza scritta al giudice, sarà condotto dalla Digos di Genova davanti al tribunale con la richiesta che sia messo «sotto custodia cautelare» (ne parlo nella Repubblica locale di domenica 23 maggio 2010). Ecco, è ritornato il fascismo in piena regola. Questa è la conseguenza della legge sulla sicurezza, quella che molti hanno applaudito sulla quale ha sfolgorato il silenzio anche della gerarchia cattolica, quella gerarchia che fornica con il potere di Satana e rinnega il suo mandato di essere profeta di salvezza per il popolo. Quella legge stabilisce che il cittadino straniero senza documenti compie un reato, cioè lo stato di fragilità di una persona che non ha commesso alcun reato, è reato di per se stesso. Ebbene, Luca, contro gli articoli 16 e 21 della Costituzione, è considerato colpevole perché si dichiara «anarchico». Non ha commesso reati, ma ha esercitato il suo diritto di cittadino di volersi opporre a questo Stato oppressore. Non può farlo perché è colpevole di pensare.

e) Governo e Parlamento ricettacolo di delinquenti

A Pentecoste scende il fuoco dello Spirito che libera, ma da noi presto cominceranno con i roghi per impedire che la gente pensa. Io difenderò l’anarchia di Luca, anzi Pentecoste mi fa scoprire che sono più anarchico di lui e vorrei che il mondo s’incendiasse di anarchici che rifiutano l’ordine costituito, che è l’ordine dei cimiteri, l’ordine delle banche e dei politici di accatto che hanno portato a questa crisi che non è frutto del caso, ma figlia di corruzione, di furto, di corrotti e di delinquenti che al governo sostengono altri delinquenti che a loro volta li sostengono per stare al governo. Dobbiamo spezzare questa catena e noi possiamo farlo, perché siamo più forti di loro: siamo onesti, siamo liberi, siamo credenti, siamo orgogliosi della nostra dignità e nessuno ci può prostituire se noi non vendiamo la nostra libertà.

Prove generali per un golpe fascista

Si pensava che colpire gli immigrati senza permesso di soggiorno (che tra l’altro lo Stato nega) fosse solo un modo per scoraggiare l’immigrazione clandestina; ebbene oggi a Genova, dove il tribunale ha condannato tutta la polizia per i fatti della Diaz del G8 del 2001, perché era una banda di delinquenti insieme a coloro che li hanno mandati e oggi li proteggono, ebbene, oggi a Genova prendiamo atto che quella legge sugli immigrati era solo l’antipasto per instaurare un regime autoritario di stampo fascista: anche Luca che immigrato non è, è colpevole per il semplice fatto di dichiarasi anarchico, come l’immigrato che è colpevole per il semplice fatto di essere immigrato. Pentecoste è il dono della Legge e lo Spirito di Dio si comunica a Israele attraverso le Parole solenni della Legge: non possiamo permettere a pigmei e debosciati di avere la meglio sulla Legge e sulla nostra dignità. Questa è Pentecoste.

I preti adoratori del mercato dello Ior

In un paesino dalle parti del padovano, un prete ha rifiutato una bambina all’asilo perché il padre non ha pagato la retta: guarda caso era una figlia di immigrati. Quando succedono queste cose significa che la religione è un impedimento civile e anche la negazione di Dio. Bisogna abolirla. Questa fatto, sconcio e deprimente, vissuto da un prete che dovrebbe togliersi il pane di bocca come il pellicano per «consolare» gli afflitti, i poveri e i diseredati, si sposa con l’altro: sembra che in tutta la rete di corruttela legata agli appalti vi sia implicato lo Ior, la banca del Vaticano, la cloaca del malaffare e anche persone molto vicine al papa, come un suo cerimoniere che invece di cerimoniare intrallazzava con corrotti e ladri. E’ la decadenza totale di ogni forma di etica e il rifiuto cosciente del vangelo. Lo Ior è sempre stato al centro di ogni malaffare italiano e straniero perché è il crocevia dove Satana fa i suoi affari al riparo da occhi indiscreti. Dio maledica lo Ior che è la negazione della Chiesa e un peccato contro lo Spirito Santo che non sarà perdonato né in cielo né in terra. Ho sempre pensato che Bertone fosse un cardinale ateo che fa finta di credere, oggi ne sono definitivamente consapevole e questa gente non è degna di rappresentare la Chiesa di Cristo che vive nei poveri, nella gente che fatica ogni mese per arrivare a sopravvivere, che cerca disperatamente lavoro, che trema per i figli, che non sa come pagare il muto della casa che rischia di perdere dopo anni e ani di sacrifici. La Chiesa di Gesù è la Chiesa di Pentecoste, quella che assume la responsabilità della vita e non tiene conto dei propri interessi, ma si fa serva degli ultimi e lo fa in nome di Dio.

L’antidoto: il «fragore dei poveri»

Tutto questo costituisce il motivo della fondazione dell’Associazione «Ludovica Robotti-San Torpete» che abbiamo appena formata per dare un volto a questa Chiesa vera e umana che sanguina con chi sanguina, muore con chi muore, soffre con chi soffre, ma si sente parte viva di una comunità, dove tutti e singolarmente hanno diritto ad essere felici o almeno ad esserlo ogni tanto. Stanno arrivando adesioni da diverse parti d’Italia e cercheremo di dare una mano, non come capita, ma con un progetto misurato sulla persona, sulla famiglia e sui bambini in difficoltà. Non daremo soldi come capita, ma aiuteremo a venire fuori da un momento di crisi o di difficoltà. Non abbiamo soldi da distribuire e tanto meno da gettare, ma possiamo fare piccoli prestiti che chiediamo di restituire senza interessi secondo le proprie possibilità perché chi è stato aiutato, aiuti gli altri, creando così un circuito di solidarietà che supera il concetto di elemosina, ma si situa nel contesto della giustizia solidale.
Questa è Pentecoste: prendere coscienza di essere parte di un popolo che Dio ha liberato, di una comunità e di sentirsi responsabili di ciascuno, di ogni lingua e nazione, senza distinzione di italiani e stranieri, perché Pentecoste è un cammino di unità verso una sola famiglia perché siamo tutti figli di Dio e lo Spirito di Dio agisce nell’Italiano e nell’Africano, nell’Asiatico e nello Rom, in chiunque ha un cuore e un’anima, un corpo affamato e un desiderio di vita. In fondo alla chiesa vi sono i fogli di adesione, chi vuole lo compili e poi ce l’ho restituisca, diventando socio di questa segno di Pentecoste che trapianta i cuori di pietra in cuori di carne nel nome di una bambina, Ludovica, che ha vissuto solo nove mesi, lasciando ci questa eredità luminosa.
L’altro ieri con un’assistente sociale del Comune di Genova, ho preso l’impegno di assicurare per sei mesi parte dell’affitto ad una signora, malata e con sfratto: sarebbe finita a fare la prostituta, anche per la sua fragilità e debolezza. Non possiamo permetterlo. Se sarà necessario venderò anche il calice con cui celebro la Messa, il tabernacolo e l’organo e anche la cappella Musicale, ma non possiamo permettere che Pentecoste non venga anche per lei.

Siamo più forti

Non abbiate paura di uscire dal vostro silenzio, non temete chi può uccidere i vostri corpi, temete piuttosto colui che può uccidere le vostre anime. Faccio il mio appello a tutte le donne egli uomini liberi e degni di essere liberi: opponiamoci ad un potere protervo che vuole impedire la nostra conoscenza della realtà; protestiamo contro la legge-bavaglio e questo governo corrotto servo di corrotti. Opponiamoci ad un sistema clericale che fa «ammuina» con il potere corrotto dei corrotti e nega il vangelo di Gesù. Celebriamo la Pentecoste, riprendendoci la Parola e le parole, la dignità e la libertà perché senza dignità non vi è rispetto, senza libertà non c’è vita. Per darci lo Spirito, Gesù è morto, non uccidiamolo di nuovo a Pentecoste, nel giorno in cui ci dona la dignità di essere persone e di essere persone in un popolo, restando indifferenti di fronte all’omicidio della libertà di stampa e della conoscenza della verità, o almeno dei fatti come accadono. Noi ne abbiamo diritto. Noi non abdichiamo. Noi moriremo per la libertà. Non passeranno perché noi siamo più forti perché onesti e liberi, liberi e pensanti.

Paolo Farinella, prete
Fonte: http://temi.repubblica.it
Link: http://temi.repubblica.it/micromega-online/don-farinella-la-legge-bavaglio-sara-frantumata-dal-fragore-dei-liberi/
24.05.2010

Silenzio, si ruba – Passaparola – Voglio Scendere

Buongiorno a tutti, parliamo ancora una volta della legge cosiddetta sulle intercettazioni, la legge che impedirà ai magistrati di farle in gran parte delle indagini su fatti criminali e impedirà ai giornalisti, non solo di pubblicate le intercettazioni sempre, ma di pubblicare anche gli atti delle indagini, fino a quando le indagini saranno finite, per anni e anni, fino a quando e solo se, approderanno queste indagini a un’udienza preliminare, tagliando fuori quindi tutti quei fatti che magari non costituiscono reato oppure vengono archiviati perché nel frattempo sono già prescritti, tipo per esempio il caso Scajola.

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