Archivi del giorno: 27 Mag 2010

ComeDonChisciotte – APOCALISSE AGRICOLA 2010

Fonte: ComeDonChisciotte – APOCALISSE AGRICOLA 2010.

DI DWAYNE ANDREAS
Agriculture News

Il business del cibo è di gran lunga il business più importante del mondo. Tutto il resto è un lusso. Il cibo è ciò di cui hai bisogno per mantenerti in vita ogni giorno.

Quando una gran parte della popolazione affronta un drastico taglio dei redditi a dispetto dell’aumento dei prezzi del cibo abbiamo in atto un problema catastrofico. Abbiamo a che fare, oggi, con due situazioni in contemporanea: la deflazione dei redditi e l’inflazione del cibo; due treni ad alta velocità che viaggiano lungo i binari l’uno verso l’altro, una crisi finanziaria che si scontra con le perdite sbalorditive del raccolto, che incide pesantemente le riserve di cibo disponibili nel pianeta. I prezzi del cibo hanno ricominciato a salire di nuovo, proprio mentre milioni stanno perdendo la possibilità di permettersi una dieta ragionevole, sebbene poco di tutto ciò sia stato osservato e riportato. Ma presto anche il cieco comincerà a vedere.

Dal grano al greggio, i prezzi di una vasta gamma di beni sono in crescita in tutto il mondo. Negli ultimi mesi, i prezzi del cibo di tutto il mondo sono cresciuti a una velocità che può competere con i mesi più selvaggi del 2008, quando i disordini a causa del cibo esplosero tra i Paesi in via di sviluppo. 9 Gennaio, Wall Street Journal

Il freddo sta ancora congelando le arance della Florida. La temperatura a Miami è precipitata a 2°C, battendo il record di 3°C raggiunto nel 1938. I funzionari dicono che centinaia di milioni di dollari di cibo sono periti. Gli ortaggi sono stati quelli colpiti più duramente. Almeno un importante coltivatore di pomodori, Ag-Mart Produce, ha già dichiarato che la maggior parte delle sue coltivazioni in Florida sono “inutilizzabili a causa del gelo”. E’ stato previsto che altre aziende a coltivazione di ortaggi perderanno il loro intero raccolto, e i prezzi all’ingrosso sono già saliti. “I pomodori erano scesi a 14 dollari per ogni cassetta da 11kg ca.; ora sono saliti oltre i 20 dollari”, ha dichiarato Gene McAvoy, un esperto in agricoltura dell’Università della Florida, che ha previsto 100 milioni di dollari di perdita in ortaggi. “I peperoni che subito dopo il nuovo anno erano a 8 dollari a cassetta ora sono saliti a 18 dollari”.

Lo zucchero raffinato, a Londra, ha raggiunto il suo prezzo più alto da almeno due decenni in base all’ipotesi che India, Pakistan e altri paesi importatori acquisteranno più dolcificante come minaccia di una carenza di offerta. Le piogge eccessive n Brasile e il debole monsone in India hanno colpito il raccolto di zucchero di canna dei due più grandi coltivatori al mondo. 20 Gennaio 2010.

Il mondo sta affrontando “questa morte di fame di massa” in seguito al successivo maggior fallimento del raccolto nel Nord America. E potrebbe succedere prima della fine dell’anno. Così dice Don Coxe da Chicago, uno dei massimi esperti al mondo di prodotti agricoli, tale che il rinomato gruppo finanziario BMO del Canada ha dato il suo nome a un fondo. Un fallimento del raccolto in Nord America avrebbe terribili conseguenze sui maggiori mercati d’oltreoceano che sono altamente dipendenti dalle importazioni dei raccolti statunitensi.

“Gli scienziati in Inghilterra stanno mettendo in guardia in quanto una ‘tempesta perfetta’ di scarsità di cibo e acqua minacci, ora, di scatenare malcontento e conflitti”, ha avvisato il capo dei consulenti scientifici del governo, il professor John Beddington [1]. “Le persone non riescono a rendersi conto dell’entità del problema”, ha detto il professor Mike Bevan. “Questo è uno dei più seri problemi che la scienza abbia mai affrontato”. In Gran Bretagna le vite di centinaia di migliaia di persone saranno minacciate dalla scarsità di cibo. Le ripercussioni di questa scarsità, per tutte le società, sono devastanti. Il mondo è di fronte a una “morte di fame di massa” in seguito a un ulteriore fallimento del raccolto negli Stati Uniti e in altri luoghi del globo. Secondo Don Coxe, uno dei massimi esperti al mondo di prodotti agricoli, tale che il rinomato gruppo finanziario BMO del Canada ha dato il suo nome a un fondo, questo incredibile fatto potrebbe succedere prima della fine dell’anno.

Siamo di fronte a un problema che, letteralmente, non è mai stato affrontato nella storia umana. La popolazione in aumento e la domanda di cibo, l’inflazione dei prezzi, la diminuzione delle riserve di cibo mondiali, siccità, allagamenti, freddo, crediti ridotti, infestazioni, erosione del suolo, agricoltura industriale, l’inquinamento delle imprese agricole, falde acquifere/pozzi che si seccano, il trasferimento dei prodotti per la produzione di energia stanno tutti portando a sbattere contro una crisi economica e finanziaria globale. E in alcuni luoghi come gli Stati Uniti non ci sono sufficienti agricoltori. In cima a tutto, poi, abbiamo la desertificazione, una delle questioni ambientali più urgenti al momento. I nuovi deserti stanno crescendo a un ritmo di 20000 miglia quadrate (51800 km quadrati) all’anno. La desertificazione porta alla carestia, alla morte per fame e alle migrazioni.

Secondo Eric de Carbonnel “ci sono delle prove schiaccianti e innegabili che il mondo il prossimo anno rimarrà senza cibo. La Crisi del Cibo del 2010 sarà diversa. E’ la crisi che renderà lo scenario da giorno del giudizio reale. All’inizio del 2009, la domanda e l’offerta nei mercati agricoli si sono gravemente sbilanciate. Il mondo ha sperimentato una caduta catastrofica nella produzione di cibo come risultato della crisi finanziaria (prezzi bassi dei beni, mancanza di credito) e un tempo avverso a livello mondiale. Di norma i prezzi del cibo sarebbero dovuti salire già mesi fa, comportando un abbassamento del consumo di cibo e portando la situazione di domanda/offerta di nuovo in equilibrio. Questo non è mai successo perché il ministero dell’agricoltura degli Stati Uniti (USDA) invece di adattare le stime di produzione più in basso per rispecchiare la diminuzione della produzione stessa, ha modificato le stime di modo da alzarle per andare incontro alla domanda della Cina. In questo modo, il ministero ha riportato la domanda/offerta in equilibrio (sulla carta) e ha temporaneamente ritardato l’aumento dei prezzi del cibo assicurando però una catastrofe per il 2010” [2].

Secondo il ministero dell’agricoltura degli Stati Uniti gli agricoltori statunitensi, nel 2009, hanno avuto il più grande raccolto di grano e semi di soia. E c’è gente che pensa che chiunque creda ai dati del governo su tutto ciò che concerne l’economia o altro sia un deficiente totale.

Sono veramente poche le persone negli Stati Uniti che hanno preso in seria considerazione la questione della sicurezza del cibo. Questo articolo dovrebbe convincere la gente che è ora di agire. Per la maggior parte noi non ci rendiamo conto del problema, ma se guardiamo attentamente alle notizie “nascoste” vediamo un presagio chiaro di una crisi inimmaginabile che si abbatterà su di noi già quest’anno.

“Nel 2009 più di 2.1 milioni di ettari di cereali sono stati distrutti dalla siccità in Russia”, ha dichiarato Yelena Skynnik, ministro dell’agricoltura. Un totale di 616000 ettari sono stati distrutti nella regione, il 70% della quantità totale coltivata. [3]

“Il mondo è beatamente inconsapevole che solo pochi mesi ci separano dalla più grande crisi economica, finanziaria e politica. Basta solo un minimo di ricerca per rendersi conto che qualcosa nel mercato agricolo sta per andare seriamente storto. Tutto quello di cui uno ha bisogno per sapere che il mondo è diretto verso una crisi del cibo è che smetta di leggere i rapporti sui raccolti del ministero dell’agricoltura che prevede un raccolto di soia e grano da record e cominci ad ascoltare cos’altro invece il ministero sta dicendo. In modo più specifico, il ministero ha dichiarato che metà delle contee del Midwest sono le principali aree del disastro, includendo altre 274 contee solo negli ultimi 30 giorni. Queste nomine sono basate su dei criteri di perdita di un 30% minimo sul valore di almeno un raccolto nella contea”, ha continuato Carbonnel.

NOTE

[1] http://www.guardian.co.uk/science/2009/dec/13/britain-faces-food-shortage

[2] http://www.marketskeptics.com/2009/12/2010-food-crisis-for-dummies.html

[3] http://www.kyivpost.com/news/world/detail/44653/

Titolo originale: “Agricultural Apocalypse 2010 “

Fonte: http://agriculture.imva.info/
Link
29.03.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di MARICA ROBIBARO

Quando il Cavaliere intercettava – Pino Corrias – Voglio Scendere

Quando il Cavaliere intercettava – Pino Corrias – Voglio Scendere.

bertolotti de pirro
da Vanity Fair del 26 maggio 2010

Prima tradito dalle molte intercettazioni telefoniche tipo: “Toglietemi Santoro dai piedi” oppure “Parliamo di come sistemare le mie fanciulle nelle fiction”, poi umiliato dalle registrazioni di Patrizia D’Addario sul lettone di Putin (“dovresti masturbarti più spesso”) il Cavaliere vuole cancellare la libertà di cronaca in Italia, punire i giornalisti, annichilire gli editori, stravolgere il dettato costituzionale su due libertà essenziali a ogni democrazia, il dovere della stampa di informare, il diritto dell’opinione pubblica di sapere.  Ma c’era un tempo non troppo remoto in cui al Cavaliere piaceva moltissimo intercettare. Aveva fatto nascondere in vari punti del suo villone di Arcore (e poi anche a Palazzo Grazioli) dei microfoni in grado di registrare la voce degli ospiti. Era il 1997. Voleva convincere un tale D’Adamo, costruttore milanese in gravi difficoltà finanziarie, a infangare Antonio Di Pietro. Intendeva, con la registrazione, forzare la testimonianza del costruttore, spingerlo davanti ai giudici di Brescia che indagavano l’ex pm di Mani Pulite.

L’idea di incastrare inconsapevoli ospiti non era sua. L’aveva ereditata dal suo principale mentore, Bettino Craxi, che negli anni del suo massimo potere, usava nascondere tra i libri del suo studio, in piazza Duomo 19, una serie di microfoni che attivava con un tasto segreto. Miserie della politica. Forme preventive di autodifesa e attacco.
Il Cavaliere di oggi deplora quello che ieri praticava illegalmente. E pretende di vietare le registrazioni ai magistrati che invece ne fanno un uso legale, non per incastrare innocenti, ma per perseguire colpevoli.
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Blog di Beppe Grillo – Intrigo internazionale – Aldo Moro, Ustica, BR: le verità mai dette

Blog di Beppe Grillo – Intrigo internazionale – Aldo Moro, Ustica, BR: le verità mai dette.

Le Brigate Rosse sono state finanziate e addestrate dai servizi segreti della Germania orientale, la Stasi, e anche i servizi segreti israeliani, il Mossad, offrirono il loro aiuto. Secondo alcuni testimoni, persone di lingua tedesca erano presenti durante il massacro di via Fani. Nell’ottobre del 1973, a Sofia, i servizi segreti bulgari attentarono alla vita di Enrico Berlinguer che si salvò miracolosamente. Il DC-9 a Ustica fu abbattuto da aerei francesi, l’obiettivo era Gheddafi in volo nella stessa area scortato da due Mig libici, di cui uno fu colpito. L’attacco partì dalla portaerei francese Clemenceau che si trovava a sud della Corsica. Tutti i testimoni dell’attacco morirono in breve tempo in circostanze misteriose, chi era in volo e chi seguì la tragedia da terra. Il capitano della base di Poggio Ballone morì improvvisamente di infarto, il maresciallo della stessa base si suicidò, due piloti militari Nutarelli e Naldini scomparvero nell’incidente di Ramstein prima di poter testimoniare ai magistrati. Persino il maresciallo che era in servizio nella sala radar di Otranto e vide precipitare il Mig libico sulla Sila si impiccò prima di deporre. Queste alcune verità, finora nascoste, contenute nel libro: “Intrigo internazionale” del giornalista Giovanni Fasanella e del giudice Rosario Priore. Nulla di quello che sappiamo è vero, neppure “le stragi di Stato“. Viviamo in un Paese fuori dal nostro controllo.

Aldo Moro, vittima della Guerra Fredda in Italia
Priore: “Sono Rosario Priore ho fatto per moltissimi anni il giudice istruttore, mi sono occupato di diverse inchieste che credo fossero di un certo peso perché riguardavano stragi, attentati, eventi di particolare rilievo, quindi sono entrato anche io nell’ambito delle ricerche sulla storia dei fatti invisibili e indicibili e proprio per questo credo che sia nata questa affinità che ci ha legato per diversi anni con Giovanni Fasanella. Ho seguito moltissimo i fatti di terrorismo. Quello che più mi ha coinvolto però è l’affare Moro: il sequestro e l’assassinio dello statista. Presi l’inchiesta pochi giorni dopo il rinvenimento del cadavere in Via Caetani. È stata un’inchiesta che mi ha impegnato per oltre 15 anni. Ho sofferto per tutti i contrasti che abbiamo subìto noi inquirenti. È stata un’inchiesta che andava contro le regole forse e quindi ne abbiamo ricevuto come ricompensa soltanto astii, se non forti contrarietà. Abbiamo tentato di contestualizzare la vicenda, che sicuramente era una vicenda di altissimo livello internazionale. Non capita tutti i giorni che un presidente del Consiglio di un Paese di una certa dimensione venga sottoposto a sequestro e quindi possa essere indotto a rilevare affari di governo e altri affari su cui occorre pure mantenere una certa segretezza.
Ricordo che tutti i servizi di un certo rilievo entrarono in fibrillazione proprio per questa ragione. Il fatto sicuramente non era un fatto italiano, come si voleva che noi dicessimo – come era successo e come succederà molte volte nella storia delle inchieste italiane – e quindi ci trovammo subito all’interno di un panorama internazionale molto variegato, molto interessante. Cominciammo a capire che il fatto non era un fatto nostro, singolo, dal momento in cui recandoci a Parigi ci dissero che loro sapevano del sequestro di una personalità del partito di maggioranza di altissimo livello. Era in preparazione dal febbraio precedente. Ricordiamo che il sequestro viene eseguito a marzo. Già in altre capitali, in altri paesi si sapeva di questo affare.
L’affare sicuramente poi nel suo corso non è sfuggito a tutti i servizi dei maggiori paesi sia del campo orientale che del campo occidentale. Tutti hanno cercato in un certo senso di trarne vantaggio alle loro politiche. In primo luogo quei paesi che avevano l’interesse a debilitare il nostro, a farlo apparire più debole anche agli occhi di alleati potenti e maggiori in un certo senso. Abbiamo tentato di vedere cosa avesse comportato l’evento in quelli che erano i conflitti di maggior rilievo, cioè il conflitto tra Est e Ovest: la famosa Guerra Fredda. Perché quell’affare Moro sicuramente si pone proprio al centro di questa conflittualità che segnò nell’ultimo mezzo secolo del secolo scorso.

La guerra segreta contro l’Italia di Francia e Inghilterra
Abbiamo notato che esso si poneva pure al culmine di un altro grande contrasto, quella che abbiamo definito nel libro la “Guerra mediterranea“, quella guerra che serviva a assicurare ai paesi in conflitto un predominio sulle fonti, sulle risorse energetiche. Si sa bene che ci sono in questo campo quanti ritengono che il fenomeno terroristico nostrano – il fenomeno delle BR e di tutti gli altri terrorismi – sia un fenomeno nato nel cortile di casa nostra. Ma tutte queste persone secondo me non sanno tutto ciò che c’è alle spalle di queste organizzazioni e di tutto quello che accompagna le loro azioni; di come esse siano seguite giorno per giorno, vigilate, monitorate e sicuramente anche dirette. “
Fasanella: “L’Italia è un paese che ha vissuto un’esperienza drammatica, molto dura, di contrapposizione frontale che è stata la Guerra Fredda. Lo scontro politico, ideologico, lo scontro di civiltà tra l’occidente democratico e l’oriente comunista. E questo scontro ha prodotto anche risultati, effetti sul piano della violenza e del terrorismo. Ma accanto a questo scenario c’è stato un altro fattore che ha contribuito notevolmente a aumentare il livello delle nostre tensioni interne. Da un lato la “Guerra Mediterranea“, una guerra invisibile, una guerra di cui non si è potuto mai dire perché combattuta tra paesi amici e persino alleati sul piano militare come l’Italia da un lato, Francia e Inghilterra dall’altro. Una guerra per il controllo delle fonti di approvvigionamento energetico nella fascia nord–africana e nel Medio Oriente. Poi anche interessi dell’altro campo. Piccole e medie potenze del campo comunista che avevano uno specifico interesse a soffiare sul fuoco delle nostre tensioni interne: la Cecoslovacchia e la Germania est. La Cecoslovacchia ha aiutato le Brigate Rosse. La Germania Est traverso la RAF – organizzazione terroristica che agì nella Germania federale e che in qualche modo aveva un ruolo di coordinamento strategico e logistico delle varie sigle del terrorismo europeo – ha avuto un’influenza notevole anche sulle intere BR e il know how politico, militare e logistico della RAF è servito alle nostre BR per realizzare il sequestro di Aldo Moro.

La strage di Ustica e Gheddafi: manovre di guerra nel Mediterraneo
Priore: “Ricordo quante e quali tesi, ipotesi si sono fatte sulla caduta del DC9 Itavia: dal cedimento strutturale – sul quale sin dai primi momenti c’erano state perizie che lo escludevano, ma lo si è sostenuto per anni e anni, – ipotesi che conducevano a un qualche fenomeno di sfioramento di velivoli e che quindi non vedevano assolutamente un evento di carattere bellico. Siamo andati avanti, abbiamo acquisito una serie di conferme a questa nostra ipotesi che nasceva addirittura all’inizio dell’inchiesta a opera di tecnici di altissimo valore americani e inglesi. Siamo riusciti a trovare una ragione all’evento, una ragione che sicuramente si colloca all’interno di una conflittualità fortissima che all’epoca c’era tra l’Italia e la Francia. Gheddafi era l’oggetto di questa conflittualità. Gheddafi e le sue risorse all’interno della Libia. In un certo senso abbiamo tentato di dare il giusto valore al conflitto nel Ciad, quel conflitto che sembrava giustificato solo da un desiderio di tipo imperialistico di Gheddafi. Dobbiamo premettere che Gheddafi in un certo senso è una creatura nostra. Dobbiamo ricordare che il suo colpo di stato fu praticamente deciso in Italia, a Abano Terme, come si è sempre detto. L’abbiamo sempre seguito, l’abbiamo favorito, gli abbiamo addirittura dato i carri armati che gli sono serviti per la prima rassegna militare dopo il successo nella rivoluzione del settembre 1969. E quindi abbiamo sempre seguito quelle che erano le operazioni di Gheddafi.
Quest’ultimo in un certo senso aveva scatenato questo conflitto nel Ciad. La Francia aveva reagito e non voleva che nessuno toccasse le sue posizioni nel continente africano che erano posizioni di forte potenza, addirittura da poter sfidare le infiltrazioni americane. Lo abbiamo sostenuto addirittura facendo da istruttori per i piloti dell’aviazione militare libica. Ricordiamo che il pilota che cadde sulla Sila, sul Mig libico indossava stivaletti e altri indumenti da pilota proprio della nostra aeronautica militare. “

Il patto francese per la nascita del Partito Armato italiano
Fasanella: “Il giudice Priore chiarisce in questo libro finalmente anche uno dei punti più controversi della storia del partito armato e del terrorismo italiano. Il rapporto tra i vertici dell’Autonomia e le BR. Un rapporto che secondo un magistrato, il giudice Calogero di Padova, esisteva. Fu questa l’ipotesi investigativa intorno alla quale lavorava all’inizio degli anni ’80, ma venne sabotato da alcune campagne di stampa alimentate da un gruppo di intellettuali italiani e francesi. Quell’inchiesta si concluse con un nulla di fatto perché il giudice Calogero non ebbe la possibilità di accedere ai servizi francesi. Oggi il giudice Priore mette finalmente insieme tanti pezzi, pezzi tratti dalle sue inchieste, pezzi tratti dalle inchieste di alcuni suoi altri colleghi, pezzi tratti da informazioni che arrivano anche dagli archivi esteri. Mettendo insieme tutte queste tessere è finalmente possibile dire con un certo grado di certezza che tra le BR e autonomie esisteva un rapporto molto, molto stretto e persino che il progetto prima di Potere Operaio, poi di Autonomia di egemonizzare l’intero partito della lotta armata è andato alla fine a segno e è stato possibile stringere questa alleanza con le BR all’ombra di un centro di lingue, all’apparenza centro di lingue, che si chiamava Hyperion, che aveva sede a Parigi ma che in realtà era il punto di snodo e di raccordo del terrorismo internazionale e anche il luogo in cui autonomia e BR strinsero legami di ferro!

Antimafia Duemila – Mercanti di leggi

Fonte: Antimafia Duemila – Mercanti di leggi.

di Lorenzo Baldo – 26 maggio 2010
Questione di tempo. Ormai è solo una questione di tempo e il famigerato Ddl sulle intercettazioni diventerà legge. In uno schizofrenico mercanteggiare su una futura legge, schizzano da una parte all’altra offerte e rifiuti da parte di entrambi gli schieramenti politici.

La maggioranza litiga su come imbavagliare meglio la stampa e annientare definitivamente gli strumenti a disposizione della magistratura. L’opposizione (o pseudo tale) protesta a corrente alternata, scalpita, ipotizza rivolte, poi però non si unisce compatta per bocciare, senza se e senza ma, una riforma liberticida.
Come è ipotizzabile trovare compromessi tali da poterla condividere? Tra inciuci e accordi vari abbiamo assistito ad uno spettacolo squallido che è arrivato al suo compimento finale. In un altro Paese una vera opposizione non avrebbe permesso che ciò accadesse.
Giustizia e informazione verranno immolate sull’altare di una delle peggiori leggi ad personam. La Costituzione verrà violata e vilipesa nei suoi pilastri portanti. All’orizzonte si profila l’incognita della firma di un presidente della Repubblica tra i più consenzienti che la storia ricordi.
Poi più nulla. Da scrivere o da dire nei pubblici dibattiti.
Se da una parte il mondo del giornalismo fa fronte comune e preannuncia la disobbedienza civile attraverso la pubblicazione delle notizie, dall’altro lato la magistratura si prepara al peggio.
E se anche la metà del Paese si è assuefatto all’incantatore di serpenti che ci governa, arrivando a sostenere ogni sua aberrazione, c’è un’altra metà che tenta di evitare lo scempio della democrazia.
Come cittadini non resterà quindi che appellarci alla Corte di Strasburgo, la Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo. A fronte di una legge che violerà il diritto di tutti a essere informati e il dovere dei giornalisti a informarli correttamente e completamente (non con il riassunto) ci appelleremo alla Corte per far disapplicare immediatamente quelle norme giudicate contrarie alla convenzione.
Dei gravissimi rischi per la libertà di informazione abbiamo discusso ampiamente e continueremo a farlo. Ne va del nostro futuro. Ma non spostiamo nemmeno un attimo l’attenzione dai rischi ulteriormente gravi nei quali incorrerà la magistratura a discapito della giustizia. In toto.
Lo strumento delle intercettazioni diventerà una sorta di feticcio del tutto inutile.
Le intercettazioni telefoniche non potranno durare per più di 75 giorni e dovranno essere autorizzate da un collegio formato da 3 giudici. Il governo si ostina a gridare ai quattro venti che da queste limitazioni saranno esclusi i reati di mafia e terrorismo. Non è così. Come è noto spesso si scopre che un reato è di mafia o terrorismo solamente dopo che si è fatta l’indagine su quel reato. Ad esempio la percentuale dei casi in cui un procedimento che ha avuto come causa investigativa iniziale e terminale un reato di mafia è solamente del 40-50%. Mentre c’è tutta un’altra galassia di indagini che approdano all’ipotesi di mafia pur nascendo da altre ipotesi di reato.
Anche le indagini su reati di stupro, stalking, rapina e pedofilia subiranno forti contraccolpi.
Addio a possibili nuove indagini su mafia e colletti bianchi, così come a indagini su mafia e pizzo e a seguire tutti i reati collegati alle organizzazioni criminali.
Non si potranno intercettare gli agenti segreti senza avere prima avvertito il governo dal quale dipendono.
E se un magistrato farà una conferenza stampa per spiegare un’operazione di polizia con l’arresto di uno o più mafiosi, non potrà poi seguire il relativo processo (in quanto ne ha parlato pubblicamente) e dovrà cedere il caso a un altro magistrato.
E’ evidente che il prossimo passo sarà la riforma del processo penale, per realizzare il vero obiettivo che è quello della sottoposizione dei pubblici ministeri all’esecutivo.
Con la riforma del processo verrà di fatto tolto al pm il potere d’iniziativa demandandolo alla polizia giudiziaria.
Non possiamo dimenticarci che tutte le più grandi inchieste sono nate d’iniziativa del pm e condotte dagli ufficiali di polizia giudiziaria che operavano sotto le direttive di un organo indipendente. Né tanto meno possiamo scordarci che un funzionario di polizia o un ufficiale dei carabinieri e della guardia di finanza può essere rimosso senza problemi dal Ministro competente. Come possiamo quindi illuderci che questi ultimi potranno essere liberi di avviare l’azione penale?
Il problema degli attacchi continui all’indipendenza e all’autonomia della magistratura affonda le sue radici più profondamente di quanto non si veda in superficie.
Poteri criminali come la mafia o altri sono stati molto spesso parte integrante dello Stato. Un corpo unico con due teste pensanti, che hanno vibrato e che vibrano all’unisono per determinare decisioni fondamentali. Un reale do ut des perpetrato nell’ultimo secolo, e ancor prima. Con una classe dirigente che ha costruito il potere anche facendo affari con la criminalità.
La riforma sulle intercettazioni rientra perfettamente in questo progetto antidemocratico nel quale i cittadini diverranno sudditi ignari dei crimini che si stanno compiendo e dove la giustizia e l’informazione saranno solo l’ombra di ciò che rappresentano. La responsabilità della politica (di quella che rimane) e della società civile resta altissima. A noi scegliere da che parte stare.
Tutto il resto verrà scritto poi nei testi apocrifi di qualche eretico.

Quel che non vi hanno detto sulle intercettazioni

Fonte: Quel che non vi hanno detto sulle intercettazioni.

Non mi dite che non ve lo siete chiesto anche voi.

Se è vero che le intercettazioni diventeranno più difficili, perchè le autorizzazioni verranno concesse solo in caso di gravi indizi di colpevolezza, non per tutti i reati, per solo 75 giorni, etc etc, COME potranno, i servizi segreti civili e militari, continuare la loro indefessa opera di schedatura dei soggetti non grati al decisore del momento, come nei decenni trascorsi?

Tranquilli: OVVIAMENTE, per motivi concernenti la sicurezza nazionale, tali intercettazioni potranno continuare, sine die, esattamente come prima. OVVIAMENTE, nella legge in discussione in parlamento, si prevede che tali attivitá NON potranno essere soggette ad altro controllo che quelle del Primo Ministro e Ministro della difesa, mentre i magistrati, per indagare, intercettandoli, sui nostri uomini in nero, dovranno chiederlo attraverso il Procuratore generale, al Capo del Governo, che potrá, in ogni circostanza, opporre il segreto di Stato sulle attivitá in oggetto e…

quindi negare il consenso. Si veda qui uno degli ultimi testi disponibili del disegno di legge. L’articolo che ci interessa è il nr. 14.

Ricapitolo: i nostri decisori potranno indagare ed intercettare CHICCHESSIA, sulla base di generiche necessitá inerenti la sicurezza nazionale. Lo potranno fare come gli pare, visto che, qualora ad un nostro magistrato venga il dubbio che stiano esagerando, potrá facilmente essergli opposti il segreto di Stato. Difficilmente si potranno raccogliere prove che confermino i futuri abusi (non avrete mica dubbi?)dei nostri servizi.

Sintesi:

I magistrati potranno usare lo strumento delle intercettazioni poco e male.

Il potere politico lo potrá usare per tutto il tempo che vorrá, quando vorrá, come vorrá, senza controlli ne verifiche possibili.

Tralasciando la seconda metá del provvedimento, la censura totale sui mezzi di informazione, che impedirá, come saprete benissimo ( vero?) di diffondere alcunchè relativamente alle intercettazioni eventualmente e residualmente realizzate, PER ANNI, mi pare importante, per i (spero) pochi che avessero dubbi, evidenziare il punto fondamentale:

I cittadini potranno essere intercettati di più e meglio di prima, senza controlli da parte di enti garanti. Il contrario, quindi, di quello che ci/vi raccontano.

Curioso che i media tradizionali non abbiano fatto grande caso a questo modesto fatto, curandosi, piuttosto, dellla riduzione del LORO diritto di cronaca.

Curioso?

Crisis

Antonio Di Pietro: Blog: di rettifica si chiude

…e questo di Berlusconi sarebbe il governo delle libertà? Se la legge venisse approvata bisognerà trasferire tutti i blog all’estero dove la legislazione berlusconiana-fascista-stalininsta non è valida.

Antonio Di Pietro: Blog: di rettifica si chiude.

La cosa più sconvolgente del disegno di legge sulle intercettazioni approvato dalla Commissione Giustizia del Senato è che più si va avanti nell’iter legislativo e più viene peggiorato. Ciascun esponente della maggioranza vuole aggiungerci qualcosa di suo per lasciare il suo segno indelebile di censore e far piacere al capo.

Al centro della censura sarà soprattutto chi – come molti di voi – scrive notizie in rete. Perché con queste nuove norme tutti i siti (anche quelli amatoriali e non registrati come testate giornalistiche) diventano come i giornali, soggetti quindi all’obbligo di rettifica regolato dalla “Legge sulla stampa”.

Qualsiasi persona che sarà citata su un sito o blog potrà fare richiesta di rettifica: in questo caso, il blogger deve pubblicarla entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Per chi non rispetta tempi e modi previsti, la sanzione non è irrisoria: si rischia una multa fino a 12.500 euro.

Questo vuol dire che dietro un blog o un sito amatoriale deve sempre essere disponibile qualcuno per pubblicare la rettifica. Il blogger non può andare più in vacanza, assentarsi il fine settimana, decidere di prendersi un periodo di pausa dalla rete.

Oppure ci si immagina che dietro ciascun portale – anche amatoriale – ci sia sempre una redazione. È la tomba della libertà di informazione in rete. Soprattutto ora che si è visto che grazie a Internet si possono creare mobilitazioni importanti, senza la necessità di grandi risorse economiche o dell’appoggio dei grandi giornali.

Non sorprende questo accanimento censorio contro la libera circolazione delle idee: è tipico dei regimi in agonia. La storia lo insegna, da Mussolini a Ceausescu. Nel momento di esalare l’ultimo respiro i dittatori hanno stretto sempre più le loro maglie censoree. Ma più lo facevano e più le voci dell’opposizione si alzavano forti. Per questo è venuto il momento di urlare il nostro rifiuto. Più forte sarà e prima arriverà la fine del regime berlusconiano.