Antimafia Duemila – Stampa estera? Comunisti!

Fonte: Antimafia Duemila – Stampa estera? Comunisti!.

di Sonia Alfano – 11 giugno 2010
Il 30 Maggio, tra le pagine del giornale inglese The Guardian, compariva un articolo intitolato “La minaccia alla libertà di stampa in Italia è un problema per l’intera Europa“…

…che recitava testualmente:

L’Euro non è la sola questione spinosa dell’Europa: c’è anche la fondamentale libertà di stampa. C’è il disegno di legge che deve passare al vaglio del Senato italiano questa settimana. Niente più resoconti su indagini prima che il processo abbia inizio (anche se il processo durasse per anni). Niente più registrazioni o fotografie di alcuna persona, nemmeno di boss mafiosi, a meno che il soggetto non dia il consenso. Soltanto i membri dell’ ”Ordine Nazionale dei Giornalisti” approvato dallo Stato potranno registrare o filmare. Multe che sfiorano il mezzo milione di euro per i trasgressori, 20.000 euro per ogni giornalista che contravviene. E’ un crudele insulto a tutto ciò che può esser chiamato libertà di stampa in una democrazia che funziona solo a metà. Forse, una squallida dittatura da Terzo Mondo chiamata Berlusconia: ma questa è l’Europa, la nostra Europa“.

Oggi, all’indomani dell’approvazione del ddl intercettazioni con voto di fiducia al Senato, tutti i quotidiani esteri hanno focalizzato la loro attenzione sul nostro Paese e sulla cosiddetta ‘legge bavaglio‘. Sicuramente se chiedessimo a Silvio Berlusconi cosa ne pensa ci direbbe che la sinistra, disperata per i propri fallimenti, ha commissionato gli articoli dei giornali di tutto il mondo, dettandone i testi magari, affinchè coprissero di ridicolo il nostro Paese, come se non bastassero lui e il suo governo a ridicolizzarci. Per l’ennesima volta l’Italia e la sua ormai agonizzante democrazia sono state crudelmente massacrate e sono finite in prima pagina sulla scena internazionale, con tutti i lividi in bella vista.

El Mundo titola “La legge bavaglio di Berlusconi“, come l’Independent. Il quotidiano svedese Svenska Dagbladet titola “Nuova legge su misura in Italia“. Le Monde, quotidiano francese, titola “Il Senato adotta una legge controversa sulle intercettazioni telefoniche“. Tutti d’accordo, dunque.

Sempre Le Monde scrive:  “Il principale giornale televisivo della Rai, il TG1, non ha ritenuto utile inserire tra i suoi titoli la mobilitazione della stampa e si è limitato a trattare l’argomento come se fosse la solita discussione tra maggioranza ed opposizione. Tuttavia, alla fine della trasmissione, non ha potuto fare a meno di trasmettere il comunicato molto duro diffuso dal sindacato dei giornalisti della Rai. Con tale comunicato il sindacato denuncia la legge e si prepara a partecipare alle iniziative che saranno decise per correggere queste nuove norme.

The Guardian, attraverso John Kampfner, dice che “in Italia ministri e politici non si dimettono nemmeno davanti alle incriminazioni, come avverrebbe altrove” e sprona i giornalisti a resistere al bavaglio: “Cercherei di pubblicare tutto quello che so. E’ questo il mestiere di un giornalista“. Non solo ministri e politici non si dimettono, ma il loro arresto può anche essere ‘evitato’ grazie al voto dei colleghi.

Aspre critiche arrivano anche da El Paìs, il quotidiano spagnolo che pubblicò le fotografie di Berlusconi a Villa Certosa: “Il Senato avalla la ‘legge bavaglio’ di Berlusconi contro le intercettazioni” è il titolo sul suo sito web. El Pais sottolinea inoltre che il presidente della Repubblica potrebbe vietare la legge per incostituzionalità e aggiunge che la norma “porrà profondi limiti alla giustizia, la lotta contro la mafia e la libertà di stampa“. Miguel Mora, che scrive proprio per ‘El Paìs‘, dice che il ddl intercettazioni “è aberrante. E’ l’ennesimo tentativo di garantire l’impunità fatto da Berlusconi e i suoi avvocati. Si invoca il diritto alla privacy ma si nega il diritto del cittadino a essere informato e il diritto dei magistrati a indagare i reati” e aggiunge “fortunatamente in Spagna dobbiamo rispondere alla legge spagnola e non a quella italiana. Abbiamo pubblicato le foto di villa Certosa e lo rifaremmo anche dopo l’eventuale approvazione del decreto legge sulle intercettazioni. La legge spagnola rispetta il diritto di cronaca e lo pone al di sopra del diritto alla privacy“.

A proposito del Presidente della Repubblica, ci sarebbe da raccontare al giornalista de Il Paìs che ieri, poche ore dopo il via libera del Senato, Giorgio Napolitano lanciava già messaggi fortemente critici nei confronti di chi, avendo a cuore lo stato di diritto e la democrazia, chiedeva preventivamente il suo intervento a difesa della Carta Costituzionale. Questo purtroppo alla stampa estera è sfuggito.

Secondo Jane Kramer del New Yorkerdi solito si invoca la tutela della privacy per difendere i cittadini dall’ingerenza dei governi, ma in Italia accade il contrario“. La giornalista racconta a Repubblica di non essere affatto stupita dall’atteggiamento del governo italiano perchè quando doveva preparare un profilo del Presidente Berlusconi, chiese chiarimenti alla Presidenza del Consiglio e ricevette una “lettera minacciosa” da parte dei suoi avvocati e aggiunge che nel suo Paese “il primo emendamento della Costituzione sulla libertà di stampa viene preso seriamente da tutti“.

Eric Jozsef, corrispondente in Italia per il quotidiano francese Libération, nutre una speranza: “Il ddl sulle intercettazioni è quasi un tentativo di minaccia verso l’informazione, ma sarà un tentativo vano. Se i testi delle intercettazioni telefoniche non compariranno sugli organi di stampa italiani lo faranno all’estero. Grazie al web queste notizie varcheranno le frontiere e l’opinione pubblica si renderà conto quanto il potere politico ha voluto imbavagliare gli organi di stampa italiani“. Il direttore del giornale Laurent Joffrin, invece, parlando della privacy dice che “è un argomento fasullo. Quando ci sono elementi della vita privata che sconfinano nella vita pubblica, sui quali sta indagando la magistratura, la stampa ha il diritto-dovere di informare i cittadini. In democrazia prevale il principio collettivo, in questo caso informare, su quello individuale. E’ un punto affermato anche dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo“.

Per l’Economist, infine, è una legge “controversa” che dovrebbe preoccupare “più gli inquirenti dei reporter”. Lo stesso giornale definisce l’Italia come la ‘patria della corruzione‘, e gli italiani ne escono distrutti, presentati al mondo come rimbecilliti.

Tratto da: soniaalfano.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...