Archivi del giorno: 21 luglio 2010

YouTube – Corrado Guzzanti, massone contro il bavaglio.

YouTube – Corrado Guzzanti, massone contro il bavaglio..

Blog di Beppe Grillo – L’onda nera cinese

Fonte: Blog di Beppe Grillo – L’onda nera cinese.

In Italia, ultimo dono dell’ex ministro Scajola (a proposito chi l’ha visto?), le trivelle si preparano a estrarre l’oro nero dal mare. Il Mediterraneo trema e tutte le nazioni che in esso si affacciano. In caso di disastro si trasformerà in un immenso lago senza vita. Mentre la BP, un tappo dopo l’altro, non riesce a fermare il flusso di petrolio nel Golfo del Messico, dall’Oriente arriva la notizia di una nuova onda nera dopo l’esplosione di due oleodotti. L’incidente è avvenuto nel porto di Dalian, in Cina. Il tratto di mare inquinato è di 1500 chilometri quadrati. Il petrolio sta dirigendosi senza ostacoli in acque internazionali. La trivellazione dei fondali marini italiani va bloccata subito. Nessuno ha il diritto di esporre gli italiani a una possibile catastrofe.

ComeDonChisciotte – OGM E CRIMINE ORGANIZZATO

Fonte: ComeDonChisciotte – OGM E CRIMINE ORGANIZZATO.

DI SILVIA RIBEIRO
jornada.unam.mx

Tutti i semi transgenici esistenti sono controllati da sei imprese: Monsanto, Syngenta, DuPont, Dow, Bayer e Basf. Sono multinazionali del settore chimico che si impadroniscono delle compagnie di grani per controllare il mercato agricolo, vendendo semi che si legano ai pesticidi che esse producono (erbicidi, insetticidi, ecc.).

Oltre a Monsanto, oramai indicata come il “villano” globale, tutte hanno una storia criminale che include, tra gli altri reati, gravi disastri ambientali e contro la vita umana. Tutte, una volta scoperte, hanno cercato di rifuggire le proprie colpe, tentando di deformare la realtà con menzogne e/o con la corruzione. Il fatto che tutti gli OGM siano omologati e che la contaminazione è un delitto per le vittime significa che qualunque paese autorizzi gli OGM di fatto consegna la propria sovranità alle decisioni di alcune multinazionali che agiscono secondo loro esigenza di lucrare. Inoltre, trattandosi di queste imprese, autorizzare la semina di OGM vuol dire consegnare i semi, i contadini e la sovranità alimentare a un pugno di criminali in grande scala. Crimine organizzato, legale.

Recentemente un tribunale in India si è pronunciato, dopo circa venti anni di richieste della parte lesa, su un caso che riguarda una di queste imprese: Dow. Parliamo di uno dei peggiori incidenti industriali della storia: un’enorme fuga “accidentale” di gas tossico della fabbrica agrochimica Union-Carbide, nel Bhopal in India, nel 1984. I comitati dei sopravvissuti (www.bhopal.net) stimano che sono morte più di 22 mila persone e che 500 mila hanno avuto conseguenze permanenti. 50 mila sono così malate da non poter lavorare per mantenersi. Recenti studi confermano che anche i figli delle vittime hanno avuto danni. La percentuale delle deformazioni nelle nascite in Bhopal è di 10 volte superiore al resto del paese, la frequenza del cancro molto più elevata della media. L’acqua di oltre 30 mila abitanti del Bhopal è ancora contaminata dalla fuga dei gas. Le vittime e i familiari hanno lottato duramente per decenni perché venissero curate e fossero pagate le spese mediche delle persone colpite, per la ripulitura del luogo e per portare a giudizio i responsabili.

Dow ha comprato la multinazionale Union-Carbide nel 2001. È stata una succulenta espansione della lucrosa vendita di agenti tossici e un modo di proseguire gli affari liberandosi dalla cattiva reputazione causata dall’incidente. Secondo il contratto di acquisto, Dow si sarebbe fatta carico di tutte le responsabilità della Union-Carbide. Dow aveva preventivato 2 miliardi e 200 milioni di dollari per potenziali risarcimenti dovuti all’amianto negli Stati Uniti, ma nemmeno un dollaro per pagare gli indennizzi dovuti in India, dimostrando che per loro la vita della gente dei paesi del sud del mondo non conta nulla. Non si è mai presentata nei tribunali in India. Anzi, ha assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti delle vittime, chiedendo risarcimenti per migliaia di dollari a chiunque avesse manifestato davanti alla sede dell’impresa per il disastro del Bhopal.

L’8 giugno 2010, un tribunale ha emesso un verdetto per 8 dirigenti della Union- Carbide. La sentenza per la morte di 22 mila persone è di un cinismo feroce: due anni di carcere e circa 2 mila dollari di multa per ognuno di loro, nonostante nessuno dei sei sistemi di sicurezza della fabbrica fosse in funzione per così poter ridurre i costi. Warren Anderson, presidente della Union-Carbide al momento dell’esplosione e principale responsabile dell’incidente, è fuggito negli Stati Uniti dove continua a vivere nel lusso, difeso dalle richieste di estradizione dagli avvocati della Dow.

Lungi dall’essere un caso isolato, “di un’azienda diversa”, Dow già aveva familiarità col genocidio. Ha fabbricato il napalm usato in Vietnam e condivide con Monsanto la produzione dell’Agente Arancio, anche questa sostanza tossica è stata usata in Vietnam e tuttora causa deformazioni nei nipoti delle vittime. Anche in quel caso, Dow e Monsanto hanno cercato di evitare qualunque compensazione, pagando alla fine una minuzia. Più recentemente, Dow si trova sotto processo per vendita e promozione – pur consapevole delle gravi conseguenze – del pesticida Nemagon (DBCP) in vari paesi latinoamericani, che ha provocato sterilità nei lavoratori delle piantagioni di banane e deformazioni congenite nei loro figli (www.elparquedelashamacas.org). Questi orrori non sono un’eccezione, ma all’ordine del giorno nelle imprese di OGM, che sistematicamente disprezzano la vita umana, la natura e l’ambiente per aumentare i propri profitti. È bene ricordare, ad esempio, che Syngenta ha coltivato illegalmente mais transgenico in aree naturali protette del Brasile e, in seguito alle occupazioni per protesta da parte del Movimento dei Senza Terra, ha assoldato una milizia armata che ha sparato a bruciapelo a Keno, del MST, ammazzandolo. Monsanto in questo momento sta cercando di sfruttare la tragedia provocata dal terremoto a Haiti per imporre la contaminazione e la dipendenza del paese dai suoi semi modificati. DuPont ha continuato a vendere i pesticidi – già proibiti negli Stati Uniti, come il Lannate (merhomyl) – nell’Ecuador, Costa Rica e Guatemala dove ha provocato l’avvelenamento di migliaia di contadini. Basf e Bayer sono accusate di fatti simili.

Possiamo credere a queste imprese sul fatto che gli OGM non hanno conseguenze ambientali né sulla salute e che se ci dovesse essere una contaminazione transgenica di tutto il mais, loro sarebbero vigili e la terrebbero sotto controllo?

Silvia Ribeiro. Ricercatrice del Grupo ETC
Fonte: http://www.jornada.unam.mx
Link: http://www.jornada.unam.mx/2010/07/03/index.php?section=opinion&article=025a1eco
4.07.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

Non vedenti – Marco Travaglio – Voglio Scendere

Fonte: Non vedenti – Marco Travaglio – Voglio Scendere.

Si fa appassionante la caccia al “Cesare” della P3. Secondo i carabinieri è B. La Procura di Roma non è certa che sia lui. Ghedini, Il Geniale e il mèchato di Libero (ieri mattina presente però a Omnibus senza le consuete mèches, ma con una chioma in tinta unita color antiruggine) son sicuri che non è lui. Ecco, lui non farebbe mai certe cose, tipo comprare giudici e aggiustare sentenze: infatti quello salvato dalla prescrizione per aver corrotto il giudice Metta tramite gli avvocati Previti, Pacifico e Acampora (tutti condannati con Metta per corruzione) per fregare la Mondadori a De Benedetti non è mica lui: è un omonimo. Mai, se avesse avuto anche soltanto il sospetto che B. fa certe cose, il Corriere avrebbe potuto elogiarlo – come ha fatto l’altro giorno il pompiere capo Massimo Franco – perché sta ripulendo il P3dl dagli sparuti “segmenti di società che usano il governo come guscio dentro il quale ingrassare i loro comitati d’affari”.
È quel che scrive anche Giancarlo Perna, lievemente sgomento, sul Geniale: “Come fa il Cav a circondarsi di simili ceffi? Verrà mai il giorno in cui, soppesata certa gente, la prenderà a calci nel sedere?”.

Ecco, B. con i ceffi e i comitati d’affari non c’entra. Sono gli altri che lo dipingono così. Come Jessica Rabbit. È proprio vero che non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Plotoni di non vedenti volontari stanno rimuovendo l’intera biografia berlusconiana per distinguere B. il buono dalla sua banda di cattivi (Carboni, Dell’Utri, Verdini, Scajola, Brancher, Caliendo, Cosentino, Sica, Lombardi, Martino). Nessuno osa domandarsi perché mai, un giorno sì e l’altro pure, Dell’Utri seguiti a esaltare l’eroismo di Mangano, un boss sanguinario pericoloso finché si vuole, ma morto dieci anni fa e ormai inoffensivo. A nessuno viene il dubbio che, quando elogia il silenzio (un tempo si sarebbe detto omertà) di Mangano morto, Dell’Utri parli del silenzio dei vivi: anzitutto il suo (“non so se, al posto di Mangano, riuscirei a resistere…”), e poi quello degli altri (mafiosi e non) che sanno tutto delle stragi del 1992-’93, ma finora non l’hanno rivelato. Tipo Giuseppe Graviano che, lungi dallo smentire le accuse di Spatuzza, ha preso tempo, riservandosi di parlare in un secondo momento. Non sarà che, nobilitando il silenzio di Mangano, si vuole perpetuare il silenzio di Graviano e far pesare quello di Dell’Utri?

Il bello di queste vicende, sempre dipinte come fosche e misteriose, è che tutti sanno tutto. È universalmente noto che il no del governo alla protezione di Spatuzza è un sasso in bocca al pentito. L’ha confessato senz’accorgersene Cappuccetto Cicchitto: “Sappiamo perché alcuni tengono tanto a Spatuzza: egli avrebbe dovuto essere la bomba atomica da lanciare contro Berlusconi”. Dunque è per disinnescare la bomba atomica contro B. che il governo B. gli nega la protezione. Ed è per aver detto che “via D’Amelio non è solo mafia” che Fini è di nuovo nel mirino del P3dl. Ed è per aver accusato “settori del governo” di “rallentare le indagini sulle stragi” che il finiano Granata viene manganellato dal duo Cicchitto & Laboccetta. Lo sanno tutti che la posta in gioco è il legame fra l’inizio di Forza Italia e la fine delle stragi. Tutti, tranne i non vedenti.

Sul solito Pompiere il solito gnorri Pigi Battista nega ogni rapporto fra i due eventi, con questa poderosa argomentazione: nell’estate ’93, quando esplosero le ultime bombe, i cavalli vincenti della politica erano Occhetto e Mariotto Segni, dunque è impossibile che Cosa Nostra abbia puntato sul partito di B. ideato da Dell’Utri. Forse gli sfugge un paio di particolari. Cosa Nostra aveva ottimi rapporti trentennali con Dell’Utri e B., mentre non conosceva Occhetto e Mariotto. Mangano, come risulta dalle agende di Dell’Utri, andò a trovarlo due volte nel novembre ’93 negli uffici milanesi di Publitalia dove stava nascendo Forza Italia. Che però, secondo il sagace Pigi, è nata sotto un cavolo o l’ha portata la cicogna. La mamma non gli ha ancora detto nulla di come nascono i partiti.

Antimafia Duemila – Pillole di incriccamento. La P3, il Csm e la questione morale

Antimafia Duemila – Pillole di incriccamento. La P3, il Csm e la questione morale.

di Luigi de Magistris – 21 luglio 2010
In questi giorni le cronache narrano di P3. Bene. Non nascondo che accanto alla rabbia provo anche un po’ di soddisfazione.

Rabbia perché riemerge la melma istituzionale che ha contribuito a scipparmi inchieste e strapparmi la toga. Per il solo torto di essere stato magistrato costituzionalmente orientato e non incriccato. Soddisfazione perché esiste ancora una parte della magistratura che resiste.
Numerosi sono i collegamenti tra le indagini di cui ero titolare a Catanzaro e quelle condotte in queste settimane dalle Procure di Perugia e di Roma. Nominativi di persone coinvolte in parte identici, contesti ambientali similari, stesse società, medesimi canali di riciclaggio, la spesa pubblica, il sistema della protezione civile, l’ambiente ed in particolare l’eolico.
Quanti magistrati incriccati ho incrociato! Qualche pillola di incriccamento?
Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro dr. Lombardi e il Procuratore Aggiunto di Catanzaro dr. Murone – tra i principali registi della sottrazione illecita delle inchieste Poseidone e Why Not – nei confronti dei quali la Procura della Repubblica di Salerno ha chiesto il processo per il delitto di corruzione in atti giudiziari. Il dr. Dolcino Favi – Procuratore Generale di Catanzaro – autore materiale dello scippo di Why Not per il quale procede la medesima autorità giudiziaria di Salerno. Quel Dolcino Favi che è emerso agli atti del processo in corso a Palermo sulla trattativa tra mafia e pezzi di Stato. Trattativa per la quale è morto Paolo Borsellino. Il dr. Arcibaldo Miller, capo degli ispettori ministeriali – già frequentatore di case di tolleranza alla via Palizzi in Napoli e frequentatore di sorvegliato speciale, già nel passato indagato e perquisito per corruzione e camorra –, quindi con pedigree ideale per essere il controllore della deontologia professionale dei magistrati, il quale ha esercitato il potere ispettivo nei miei confronti senza soluzione di continuità dal 2005 al 2008, sino a quando non ha condotto a termine il lavoro che gli era stato commissionato. Quello di farmi fuori da Catanzaro e da PM! Sapete quando accelera l’ispezione Arcibaldo (detto Arci) Miller? Dopo che ho cominciato a contestare la violazione della legge Anselmi; dopo l’informazione di garanzia all’On. Pittelli (PDL) anche per lui si procede per corruzione in atti giudiziari; dopo la perquisizione al generale della guardia di finanza Poletti (poi promosso ai vertici dei servizi) ed oggi coinvolto a Perugia; dopo la perquisizione all’imprenditore Carducci della Giafi (indagavo sulla realizzazione del comando Gdf in Calabria) oggi coinvolto a Perugia; dopo la perquisizione ad altri esponenti dei servizi (tra cui il capo centro SISMI di Padova); dopo la perquisizione a Luigi Bisignani (P2); dopo il coinvolgimento di Mastella (il Ministro di Arci, alla faccia dei conflitti di interesse); dopo l’apparizione di nominativi di magistrati in servizio alla Procura Nazionale Antimafia; dopo il coinvolgimento di Finmeccanica; dopo aver scoperto la centrale illecita messa su dal referente per il sud della compagnia delle opere: quel Antonio Saladino, che è costata la poltrona all’ex presidente dell’ANM Luerti colto in fallo per le sue bugie. Dalle agende di Saladino emergeva che Luerti faceva da tramite per incontri tra Mastella e la compagnia delle opere. Il presidente dell’ANM che invece di occuparsi della questione morale in magistratura faceva da mediatore tra Saladino, Mastella e i vertici della CDO. Evviva! Ma tranquilli, dopo Luerti è arrivato Palamara. Del quale parlerò al momento debito. Poi abbiamo Vito D’Ambrosio, rappresentante della Procura Generale della Cassazione che ha curato il processo disciplinare ai miei danni innanzi al CSM. La faccia presentabile della correntocrazia. Per certi versi ancor più pericolosa. Appartiene a quella parte della congrega che pur sapendo delle magagne di magistrati non è intervenuta. Nella correntocrazia vi è copertura reciproca. Nella nuova P2 che avevamo scoperto vi erano anche personaggi legati al centro-sinistra. Quindi anche i tentacoli della correntocrazia di centro-sinistra hanno operato. Mica solo i berluscones. Vito D’Ambrosio, appunto: già Presidente della Regione Marche, persona al di sotto di ogni sospetto per i suoi legami con alcuni degli indagati e dei contesti oggetto delle attività investigative da me dirette. Collegio disciplinare, quello che mi ha processato come ai tempi dell’inquisizione, che ha come Presidente Nicola Mancino del quale è piena la cronaca: il sinistro incontro con Paolo Borsellino poco prima della strage di Capaci (Mancino non ricorda, la sua memoria, infatti, è a corrente alternata); Mancino che aveva come collaboratore il sen. Fazzone (PDL), quello di Fondi. Ricordate? Mancino che aveva contatti con persone coinvolte nell’inchiesta Why Not. Mancino che ha contatti con la P3 (con il cerimoniere Lombardi, solo omonimo del mio ex Procuratore). Mancino che non si astiene nel processo disciplinare nonostante avesse espresso giudizi sulla stampa nei miei confronti e che viola il segreto della camera di consiglio. Per la verità segreto di Pulcinella, bisogna concedere le attenuanti generiche a Mancino. I soldatini della correntocrazia del CSM, infatti, erano tutti d’accordo. Unanimità. Anche la Cesqui. Quella che oggi si accorge, leggo una sua intervista ad un quotidiano nazionale, di Miller. Bene, dovrebbe ricordare il ruolo di Miller nella mia vicenda. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Su quel collegio disciplinare negli atti della Procura di Salerno erano emersi elementi molto interessanti. E’ anche per questo che lo stesso CSM ha spazzato via i magistrati di Salerno. Per auto-difesa. Un conflitto di interessi ed abuso di potere senza precedenti. Nel Collegio della Cassazione che doveva valutare il mio ricorso l’accusa era sostenuta da Martone, ex presidente ANM ovviamente (P3, salotto Verdini-Dell’Utri). La garanzia della trasparenza? La Presidenza della Cassazione affidata a Carbone (P3, emendamenti ad personam, incriccato, presidente consob in pectore, come premio per la pensione guadagnata sul campo, prima che si scoprisse anche il suo “mal di schiena”). Dimenticavo, del resto sono talmente tanti sti’ incriccati in magistratura: il Procuratore Generale della Cassazione dell’epoca Delli Priscoli: nelle carte della Procura di Salerno c’era anche su di lui, sul ruolo del figlio. Poi ancora Toro, lo ricordate, il Procuratore Aggiunto di Roma quello che si è dimesso probabilmente per non essere arrestato. Lo stesso che ha indagato, dall’alto della Procura di Roma, il dr. Genchi e penso anche me (seppur indebitamente): il suo nominativo era in contatto, agli atti del procedimento Why Not, con un altro piduista (Giancarlo Elia Valori). Poi c’è Settembrino Nebbioso influente magistrato in servizio prima negli uffici giudiziari romani e poi presso il ministero della giustizia (il cui nominativo si rinviene nelle carte sequestrate a Saladino, poi in quelle di Perugia). Ed ancora, Alfonso Papa (altro magistrato dalle amicizie pericolose): delfino di Umberto Marconi (incriccato napoletano, ora ai vertici della Corte d’Appello di Salerno), poi magistrato ai vertici del ministero della giustizia quindi, come naturale progressione in carriera, deputato PDL.
Oggi leggiamo pontificare magistrati di tutte le correnti. Anche di quelli che si spartirono il Ministero della Giustizia all’epoca dei Mastella (la cd. Pax Mastelliana: la teoria del c’è posto per tutti nelle stanze del potere). Sentiamo gridare allo scandalo magistrati ai vertici dell’ANM: allarme questione morale! Ecco il Palamara: quello che quando furono trasferiti gli onesti e coraggiosi magistrati di Salerno disse che la magistratura aveva dimostrato di possedere gli anticorpi e di saperne uscire nelle situazioni difficili. Ed ecco il Cascini: per lui è sufficiente andarsi a vedere l’apparizione ad Annozero, penosa per sé e per l’associazionismo giudiziario, difensore d’ufficio della parte peggiore della magistratura. Quindi, di fatto, di Miller & C..
Potrei continuare ma diverrebbe stancante sia per me che li ho subiti sulla pelle che per il lettore. Questa è, comunque, la magistratura che piace al potere. Questa è la magistratura politicizzata della P3. Questo è, per quanto mi riguarda, il cancro della magistratura. Da estirpare al più presto.
Oggi sento Mancino dire che non ci saranno sconti per nessuno. Allora cominci lui ad andare in pensione e recarsi dai magistrati per collaborare con la giustizia. Ascolto il Presidente della Repubblica preoccuparsi per la questione morale in magistratura. Signor Presidente perché non si è preoccupato allo stesso modo quando la questione morale era esplosa per le indagini di Catanzaro e Salerno? Si è accorto che sono stati stritolati servitori dello Stato anche perché hanno individuato gravissime collusioni di magistrati? Perché ha avallato decisioni inaccettabili, ingiuste e ritengo illegittime del CSM di cui Ella è Presidente? E’ vero (come fu riportato dalla stampa) che ricevette Mancino al Quirinale pochi giorni prima della sottrazione illegale di Why Not? Sa nulla della strategia, tutta interna all’ordine giudiziario, messa in atto in quel periodo per condurre – con il contributo di magistrati in servizio a Catanzaro, al Ministero della Giustizia, alla Procura Generale della Cassazione e al CSM – al mio repentino allontanamento prima che si scoprissero troppi crimini di Stato?
La Nuova P2, del resto, lo sapeva che con un pugno di ufficiali di polizia giudiziaria e pochi collaboratori (tra cui il dr. Sagona ed il dr. Genchi) eravamo arrivati al cuore di quella che oggi viene chiamata P3, molto più forte ed estesa di quanto si possa immaginare.
Sulle macerie di quelle inchieste servitori dello Stato ci hanno rimesso il lavoro e non solo.
Non molliamo!