Antonio Di Pietro: Pdl polare

Fonte: Antonio Di Pietro: Pdl polare.

Ieri scrivevo di Verdini. Lo invitavo a rimanere nel suo partito, il Pdl, nonostante le tensioni interne di chi lo avrebbe voluto espellere.
La permanenza nel partito degli indagati rappresenta un po’ un marchio di riconoscimento per gli elettori alle urne. Il presidente del Consiglio, qualche ora dopo, commentando un’operazione dei carabinieri, probabilmente provato dalla fatica, si sbilanciava comicamente con un:  “La legalità è la mia stella polare”. Una stella offuscata, si direbbe, dando un’occhiata a quelle che, sulla carta, compongono poi il Pdl, partito di cui è presidente.
Il Fatto Quotidiano ha stilato, con tanto di dettagli, un elenco esaustivo di “stelle polari” da non seguire. Lo ripropongo di seguito. Ecco cos’è il Pdl e chi hanno mandato in parlamento coloro che lo hanno votato. Ecco cos’è la politica ai tempi di Berlusconi.

L’elenco pubblicato da “Il Fatto Quotidiano”

Abrignani Ignazio (deputato): è stato indagato a Milano per dissipazione post fallimentare nelle indagini sulla bancarotta Cit, agenzia di viaggi dello Stato.

Berlusconi Silvio (premier): 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade), tutti sospesi in attesa che la Consulta si pronunci sulla legge sul legittimo impedimento.

Berruti Massimo (deputato): condannato a 8 mesi per favoreggiamento per aver depistato nel 1994 le indagini sulle tangenti Fininvest.

Brancher Aldo (deputato): condannato in secondo grado per falso in bilancio e finanziamento illecito, reato prescritto (il primo) e depenalizzato (il secondo). È imputato anche per la scalata Bnl, per la quale i suoi legali hanno chiesto il legittimo impedimento nel breve periodo in cui è stato ministro per il Federalismo.

Caliendo Giacomo (senatore e sottosegretario): indagato nell’inchiesta sulla nuova P3.

Camber Giulio (senatore): condannato a 8 mesi per millantato credito nell’ambito della Kreditna Banka. Era accusato di aver preso 100 milioni di lire.

Cantoni Giampiero (senatore): ha patteggiato 2 anni per corruzione e poi per concorso in bancarotta fraudolenta.

Ciarrapico Giuseppe (senatore): 5 condanne definitive fin dagli anni ‘70 per falso e truffa.

Comincioli Romano (senatore): imputato per false fatture e bilanci truccati di Publitalia, poi prescritto. Nel 2008 la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge la richiesta di usare le intercettazioni delle sue telefonate con Stefano Ricucci per la scalata al Corriere della Sera.

Cosentino Nicola (deputato ed ex sottosegretario): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Indagato anche nell’inchiesta sulla P3.

De Angelis Marcello (deputato): condannato a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva come dirigente del gruppo neofascista Terza Posizione.

De Gregorio Sergio (senatore): è stato indagato a Napoli per riciclaggio e favoreggiamento della camorra e corruzione.

Dell’Utri Marcello (senatore): sette anni in appello per concorso in associazione mafiosa per le contestazioni precedenti il 1992. È indagato a Roma nell’inchiesta sulla P3. È accusato di calunnia per aver ordito un piano per screditare alcuni pentiti palermitani che l’avevano accusato nel processo per associazione mafiosa. Deve anche riaffrontare il processo per tentata estorsione ai danni dell’imprenditore siciliano Vincenzo Garaffa.

De Luca Francesco (deputato): è stato indagato per tentata corruzione in atti giudiziari: il clan camorristico dei Guida si sarebbe rivolto a lui per un processo in Cassazione.

Farina Renato (deputato): ha patteggiato 6 mesi (pena commutata in una multa di 6.480 euro) per favoreggiamento nel processo per il sequestro di Abu Omar.

Fasano Vincenzo (senatore): condannato a 2 anni per concussione nel 2007, pena indultata.

Firrarello Giuseppe (senatore): arrestato e condannato in primo grado a Catania a 2 anni e 6 mesi per turbativa d’asta per le tangenti sulla costruzione dell’ospedale Garibaldi. Poi prescritto.

Fitto Raffaele (deputato e ministro): rinviato a giudizio per sei reati, prosciolto per altri cinque. Ancora aperti 2 casi di corruzione, un illecito nei finanziamenti ai partiti, 1 peculato da 190 mila euro e 2 abusi d’ufficio.

Grillo Luigi (senatore): L’assemblea del Senato ha negato l’uso delle intercettazioni nell’ambito della Banca popolare di Lodi. Prescritto a Genova per truffa per la Tav.

Landolfi Mario (deputato): è stato indagato per corruzione e truffa. Nella stessa inchiesta 5 pentiti chiamano in causa Nicola Cosentino.

Matteoli Altero (senatore e ministro): rinviato a giudizio per favoreggiamento riguardo un abuso edilizio all’isola d’Elba. La giunta della Camera ha negato l’autorizzazione a suo carico.

Messina Alfredo (senatore): è stato indagato per favoreggiamento nella bancarotta di HDC.

Nania Domenico (senatore): condannato nel 1980 a 7 mesi per lesioni quando militava neigruppi di estrema destra. Condannato in primo grado per abusi edilizi. Poi prescritto.

Nespoli Vincenzo (senatore): accusato di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. L’aula del Senato ha negato l’arresto.

Nessa Pasquale (senatore): accusato di concussione, il pm aveva chiesto l’autorizzazione all’arresto.

Paravia Antonio (senatore): arrestato per corruzione nel 1995, prescritto nel 2004.

Proietti Cosimi Francesco (deputato): è stato indagato a Potenza con Vittorio Emanuele per la truffa ai Monopoli. Roma ha archiviato. È stato indagato anche nella Capitale per il filone legato agli ambulatorie alla ex signora Fini Daniela Di Sotto.

Russo Paolo (deputato): archiviato per l’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa quando era Presidente della Commissione parlamentare rifiuti. È stato indagato anche per violazione della legge elettorale.

Scapagnini Umberto (deputato): è stato indagato per abuso di ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei a Catania.

Sciascia Salvatore (senatore): condannato a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, quando era capo dei servizi fiscali gruppo Berlusconi, alcuni ufficiali della Gdf.

Simeoni Giorgio (deputato): è stato indagato per associazione a delinquere e corruzione per le tangenti sanità nel Lazio.

Speciale Roberto (deputato): condannato in appello a 18 mesi per peculato da parte della Procura militare perché da comandante della Gdf ha utilizzato per scopi personali aerei della Fiamme Gialle.

Tomassini Antonio (senatore): medico, condannato a 3 anni per falso: durante un parto una bambina nacque cerebrolesa ma lui contraffece il partogramma.

Valentino Giuseppe (senatore): è stato indagato per favoreggiamento, si sospetta che abbia rivelato a Ricucci che era intercettato quando era sottosegretario alla giustizia. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni.

Verdini Denis (deputato e coordinatore): indagato per l’inchiesta sulle Grandi opere, ora anche per la P3.

2 risposte a “Antonio Di Pietro: Pdl polare

  1. MA CHE BELLA GENTE!!!! complimenti…ma, basteranno le carceri x tutti questi?! mandiamo fuori tutti quelli che ci sono….tanto, piu’ sporchi di così……moriamo….NOI!!!

  2. LA PIOVRA.
    Com’è strutturata la massoneria (scatole cinesi), così il Dux avviava la sua scalata al crimine e al potere economico, teso a realizzare il “disegno stesso della massoneria”, il controllo delle masse, mediante corruzione e ricatto iniziato nelle sue aziende per poi continuare nella politica e nelle Istituzioni tutte. Instradato inizialmente da chi lo ha svezzato puntando su di lui con l’eredità Rasini e piduista per la prosecuzione del disegno massonico: controllo delle masse e ricatto delle stesse con il lavoro da elemosinare per il Popolo. Ha raggiunto tutto questo con l’avallo dei confratelli politici infedeli allo Stato, permettendogli di arricchirsi e preservandolo dalla galera, facendogli delle leggi a suo uso e consumo. A dimostrazione di quanto detto, è arrivato il consenso della Confindustria e della sempre assistita Fiat, che col suo atteggiamento ricattatorio di recente avvenimento, ha confermato questo orientamento della cricca e classe digerente sposandosi con la politica berlusconiana, la quale da tempo ha provato più volte ad attaccare l’articolo 18. Vedendo la inerzia dell’opposizione, dei sindacati e del Popolo, i ladroni e infedeli politici a farsi sempre più leggi che riparano dai delitti da loro stessi commessi e della confraternita, e per rendere gravoso il lavoro della Magistratura non aggiogata alla massoneria. Per i motivi sopra delineati, per i delitti irrisolti sulle stragi, per i depistaggi dei servizi e i “suicidi” inerenti, per gli infedeli servitori dello Stato che hanno posto il Segreto, che sono gli stessi mandanti di dette stragi e delle nefandezze accadute nel paese, che il Popolo dovrebbe: mandare a quel paese tutti i parlamentari che si sono prestati alle nefandezze che stanno affamando lo stesso Popolo, come lo scudo fiscale e le altre depenalizzazioni di cui questa classe di ladri ha beneficiato. Avvicinare chi si presta ad approvare leggi tese a ripristinare quelle di cui sono serviti a questa classe e al Dux di non pagare le malefatte, inasprendo pene e risarcimento dopo averli spogliati anche dei contributi previdenziali. Lo stesso trattamento a tutti i servitori dello Stato che si sono dimostrati infedeli, e quindi indegni di ricoprire qualsiasi carica nello stesso.
    RENDERE ILLEGALE LA MASSONERIA E LE ALTRE CONSOCIATE.
    SEQUESTRARE I DENARI SCUDATI E RENDERE VISIBILI I CONFRATELLI LADRI. TOTALE AUTONOMIA DELLA MAGISTRATURA.
    DOTARLA DELLA MACCHINA DELLA VERITA E TOTALITA DELLE INTERCETTAZIONI
    TOTALE CONTROLLO DEI SERVIZI SEGRETI E AL LORO SERVIZIO; perché in mano politica e militare, hanno prodotto stragi e nefandezze di genere, in contrasto con la democrazia.
    FALSI, MENZOGNERI, DISTORSORI DI VERITA’
    Svelate le menzogne da Wikileaks sulle guerre preventive, e la vera guerra in Afganistan che fanno fare: petrolieri e fabbricanti di armi e di morte, ai governi della Banda Bassotti, (Bush Blair Berluska), riconfermate dai governi Obama, dell’Europa e dell’attuale nostro governo del Dux e del ministro della guerra, confermando nelle rivelazioni, le promesse di nuove truppe da affidare all’impero americano per una guerra che non dovrebbe appartenere a paesi democratici quali ci fregiamo essere collocati.

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