Solidarietà ai magistrati e alla squadra mobile di Palermo: non ci sarà un’altra seconda Repubblica

Fonte: Solidarietà ai magistrati e alla squadra mobile di Palermo: non ci sarà un’altra seconda Repubblica.

La notizia del progettato attentato contro il palazzo di Giustizia e la squadra mobile di Palermo deve farci riflettere su quanto sia delicato questo momento della storia d’Italia. E’ nei momenti più difficili che dobbiamo far sentire la nostra vicinanza ai magistrati che lottano contro la mafia.
Il successo della manifestazione del 17-18-19 luglio ha aperto ancor di più lo spiraglio di luce che intravediamo in questa epoca buia.
Non ci sarà un’altra strage del ’92, perchè i nostri magistrati non sono soli: colpire loro significa attaccare personalmente tantissime persone che da ogni parte della nazione esprimono continuamente solidarietà agli eredi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e agli uomini della scorta.
L’antimafia come ideale, come stile di vita, come senso di dignità della persona umana è parte integrante della vita di ciascuno di noi e non si può più fermare. Il risveglio è già avvenuto, anche a Palermo.
La paura per quelle verità sconvolgenti e imbarazzanti sulle stragi del ’92 è ormai scomparsa: non permetteremo mai più ai mafiosi, dal “picciotto” ai “colletti bianchi”, di toccare i nostri giudici, perchè se ciò dovesse accadere centinaia di migliaia di cittadini non avrebbero pace fin quando ciascun singolo criminale non venga arrestato. Non ci sarà un’altra seconda Repubblica.

Grazie di cuore ai nostri eroi: Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Sergio Lari, Giovanbattista Tona, Salvatore Vitello e tutti gli altri magistrati e poliziotti che rischiano ogni giorno la loro vita per la ricostruzione di un’Italia migliore, degna della nostra Costituzione.

CON VOI CONTRO LA MAFIA, SEMPRE.

Comitato Scorta civica – Agende Rosse.

Una risposta a “Solidarietà ai magistrati e alla squadra mobile di Palermo: non ci sarà un’altra seconda Repubblica

  1. Mi associo a tutti quelli che solidarizzano con i magistrati che onorano il giuramento fatto allo Stato e al “Popolo”, sottolineando la preoccupazione che il Popolo non avrà giustizia, fino a quando non riuscirà ad individuare e isolare i servitori infedeli aggiogati alla massoneria, regalando alle mafie e alla stessa massoneria il trionfo, svilendo l’operato di chi si prodiga per lo Stato. Sono convinto, visto lo stato generale in cui versa l’Italia parlando di delinquenza dei colletti connessa alle mafie, di dotare La Magistratura della macchina della verità, estendendola in tutti i settori delle Istituzioni, affinché non vi siano all’interno, infedeli serpi.
    Non mi fido dei Magistrati aggiogati come non mi fido della corporazione, figurarsi poi dei politici, questi politici, soprattutto quando sostiene e vorrebbe convincerci che; delle scatole cinesi di cui è strutturata, “qualcuna”: (P1, P2, P3, P Fide), e chissà quante altre ai più sconosciute, a volte si “smarrisce”, prendendo strade diverse dallo spirito massonico. Siccome torna sovente la storia delle malefatte contro lo stesso Popolo, ciclicamente, e siccome da tempo tiene le fila del paese, dovrebbe sostenere l’approvazione del mezzo quale deterrente per i fratelli e non solo. Come dovrebbe dissuadere il fratello Dux a decapitare le intercettazioni e dotare la stessa Giustizia di maggiori risorse ed aggiornati strumenti.

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