Antimafia Duemila – 65 anni fa il bombardamento atomico di Hiroshima

Fonte: Antimafia Duemila – 65 anni fa il bombardamento atomico di Hiroshima.

Il 6 agosto del 1945 alle 8.15 il bombardiere americano B-29 ‘Enola Gay’ sgancio’ sulla citta’ giapponese di Hiroshima, centro di 350mila abitanti a 700 chilometri da Tokyo, la bomba atomica ‘Little Boy’.

L’esplosione, avvenuta a 580 metri di quota, rase al suolo il 90% degli edifici, uccidendo sul colpo almeno 70mila persone e provocando la morte di altri 80mila che persero la vita nei mesi successivi per le ustioni e per gli effetti delle radiazioni.
Tre giorni dopo, il 9 agosto, un’altra bomba fu sganciata su Nagasaki, dove morirono carbonizzate 70mila persone. Il 15 agosto l’Impero giapponese firmo’ la resa incondizionata, ponendo ufficialmente fine alla Seconda Guerra mondiale.

L’utilizzo dell’arma atomica, impiegata per la prima volta durante un conflitto, fu giustificato dagli Stati Uniti con la necessita’ di porre rapidamente fine al conflitto ed evitare un’invasione del Giappone, che avrebbe avuto un costo di vite umane di gran lunga superiore a quello provocato dalle esplosioni nucleari. Ben presto, tuttavia, tra gli stessi americani comincio’ a farsi largo l’idea che il ricorso alle armi atomiche fosse stata una deprecabile brutalita’. I primi statunitensi a raggiungere Hiroshima – uomini dei servizi segreti, scienziati e giornalisti – si trovarono di fronte lo scenario apocalittico di una citta’ fantasma, che descrissero attraverso le immagini di migliaia di persone ammassate in baracche semidistrutte che tossivano, urinavano sangue e perdevano i capelli a ciocche.

https://i0.wp.com/www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2010/08/hiroshima_wideweb__430x3231.jpgLo scrittore e giornalista John Hersey, tra i primi a raggiungere Hiroshima, realizzo’ un efficace reportage sulle condizioni di vita di sei sopravvissuti, pubblicato a puntate nel 1946 sul ‘New Yorker’ e raccolto l’anno successivo in un unico volume dal titolo ‘Hiroshima’. Contemporaneamente, l’esercito americano pubblicava un’indagine sul Bombardamento Strategico dopo aver intervistato centinaia di militari e civili giapponesi nei mesi successivi alla resa, giungendo alla conclusione che “certamente prima del 31 dicembre 1945, e con tutta probabilita’ prima del primo novembre 1945, il Giappone si sarebbe arreso anche se le bombe atomiche non fossero state sganciate, anche se la Russia non fosse entrata in guerra, e anche se nessuna invasione fosse stata pianificata o contemplata”.Sebbene, a distanza di decenni, gli storici sono ancora discordi sull’effettiva necessita’ di ricorrere alle armi nucleari per porre fine alla guerra, gli Usa non hanno mai ritrattato ufficialmente la loro posizione sulle scelte dell’agosto 1945. La decisione dell’amministrazione Obama di inviare l’ambasciatore americano in Giappone alla cerimonia di commemorazione per le vittime di Hiroshima e’ stata pero’ salutata come un importante segnale di cambiamento.

I superstiti dei bombardamenti atomici continuano tuttavia ad aspettarsi una richiesta di scuse ufficiali da parte del governo americano. “Chiedere scusa e’ la cosa migliore che potrebbero fare, ma dubito che cio’ avverra’”, ha dichiarato Terumi Tanaka, sopravvissuto al bombardamento di Nagasaki quando aveva appena 13 anni e oggi segretario generale della confederazione nipponica delle associazioni dei superstiti. “Accogliamo di buon grado la visita, ma senza una richiesta di scuse e’ difficile per noi”, ha aggiunto Tanaka. “Non chiediamo nessun risarcimento, vogliamo solo che gli Stati Uniti chiedano scusa e si liberino del loro arsenale nucleare”.

La pensa cosi’ anche Yasunari Fujimoto, segretario generale del Congresso giapponese contro le bombe A e H: “Non credo che sia irragionevole aspettarsi delle scuse, ma cio’ che conta ora e’ che gli Stati Uniti siano rappresentati, che le sofferenze delle vittime saranno riconosciute e che il processo di disarmo nucleare ne tragga un impulso”.

Tratto da:
gliitaliani.it

Una risposta a “Antimafia Duemila – 65 anni fa il bombardamento atomico di Hiroshima

  1. Una persona serena, che non appartiene a nessun tipo di ideologia, e guardando con distacco la storia passata, si accorgerebbe che i terroristi, i talebani, i guerrafondai, li si ritrova in america, oltre in quei paesi che hanno già pagato i propri errori. Quando l’America comincerà a pagare in concreto i propri crimini, e farà giurare le proprie Istituzioni sulla propria Costituzione, si potrà parlare di paese democratico. Un paese democratico, non fa giurare di fedeltà alla Repubblica le proprie Istituzioni su un totem, ma alla sua Costituzione se questa ritenuta credibile, ma, essendoci grosse falle nella propria democrazia e Costituzione, giurano sul totem, per questo non sono credibili e i fatti lo dimostrano. La verità è che hanno sempre usato corrompere e ricattare altri paesi, con lusinghe hanno invaso altri paesi avanzando vigliacche insinuazioni sulle guerre preventive, o per eliminare il terrorismo quando sono loro stessi a crearlo. Meditare anche su quello che sta accadendo oggi nel nostro paese e nei paesi occidentali.

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