Archivi del giorno: 25 agosto 2010

ComeDonChisciotte – VERSO UNO SCENARIO DI III GUERRA MONDIALE ? IL RUOLO D’ISRAELE NELL’ INNESCARE UN ATTACCO ALL’IRAN

No alla guerra contro l’Iran, condividete e fate girare questo documentatissimo e preoccupante articolo. Ci dobbiamo ribellare

Fonte: ComeDonChisciotte – VERSO UNO SCENARIO DI III GUERRA MONDIALE ? IL RUOLO D’ISRAELE NELL’ INNESCARE UN ATTACCO ALL’IRAN.

DI MICHAEL CHOSSUDOVSKY
globalresearch.ca

Per consultare la parte I di questo saggio clicca qui sotto

Preparazione per la III guerra mondiale, colpire l’Iran
Parte I: La Guerra Globale

Part II: La Road Map Militare
di Michel Chossudovsky

Lo stoccaggio e la distribuzione di avanzati sistemi di armi contro l’Iran ha avuto inizio subito dopo i bombardamenti e l’invasione dell’Iraq del 2003. Fin dall’inizio, questi piani di guerra sono stati guidati dagli Stati Uniti, in collegamento con la NATO e Israele.

Dopo l’ invasione dell’Iraq, l’amministrazione Bush identificò l’Iran e la Siria, come la fase successiva della ” Road map per la guerra “.

Fonti militari statunitensi dichiararono che un attacco aereo contro l’Iran avrebbe potuto comportare uno schieramento  su larga scala paragonabile ai  bombardamenti  “colpisci e terrorizza”  degli Stati Uniti  sull’Iraq del marzo 2003 :

“attacchi aerei americani contro l’Iran avrebbero una portata di gran lunga superiore a quella dell’attacco israeliano del 1981 al centro nucleare di Osiraq in Iraq,  e si avvicinerebbero di più ai giorni di apertura della campagna aerea del 2003 contro l’Iraq. (Vedi Globalsecurity )

“Teatro Iran vicino al termine ”

„ Nominate in codice dai pianificatori militari degli Stati Uniti come TIRANNT, “Theater Iran near the Term-Teatro Iran vicino al termine„, simulazioni di un attacco all’Iran sono iniziate nel maggio 2003 “quando i modellatori e gli esperti di intelligence hanno raccolto i dati necessari per l’analisi del piano d’azione su grande scala per l’Iran” (William Arkin, Washington Post, 16 April 2006).

Le analisi hanno identificato parecchie migliaia di  obiettivi all’interno dell’Iran come parte di una guerra lampo del  tipo ” Colpisci e terrorizza” :

“L’analisi , denominata TIRANNT , per ” Teatro Iran vicino al termine “, era accompagnata da un finto scenario per una invasione del corpo dei marines e una simulazione della forza missilistica iraniana. I pianificatori americani e britannici hanno condotto un’esercitazione di guerra nel Mar Caspio più o meno nello stesso periodo. E Bush ha ordinato al Comando Strategico Usa di elaborare un piano di guerra globale per un attacco contro le armi di distruzione di massa iraniane. Tutto questo alla fine confluirà in un piano di nuova guerra per  “più importanti operazioni di combattimento” contro l’ Iran che fonti militari confermano ora [ Aprile 2006] esiste in forma di progetto.

… Sotto TIRANNT , Esercito e pianificatori  del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno esaminato scenari di guerra con l’Iran sia a breve termine che entro l’anno, compresi tutti gli aspetti di un’operazione di combattimento importante, dalla mobilitazione e dispiegamento di forze fino alle operazioni di stabilità nel dopoguerra dopo il cambiamento di regime “. (William Arkin, Washington Post, 16 aprile 2006)

Erano stati previsti diversi “scenari” per un attacco globale contro l’Iran: “l’esercito USA, la Marina, l’aeronautica e i marines hanno tutti preparato piani di battaglia e hanno  trascorso quattro anni a costruire basi e corsi di formazione per una “Operation Iranian Freedom”. L’ammiraglio Fallon, il nuovo capo del comando centrale USA, ha ereditato piani computerizzati sotto il nome TIRANNT (teatro Iran Near Term).” (New Statesman, 19 febbraio 2007)

Nel 2004, ispirandosi agli scenari di guerra iniziale sotto TIRANNT, il Vice Presidente Dick Cheney ha incaricato USSTRATCOM di elaborare un “piano di emergenza” per un’operazione militare su larga scala diretta contro l’Iran “puo essere impiegato in risposta ad un altro attacco terroristico tipo 9/11 contro gli Stati Uniti” sulla presunzione che il governo di Teheran sarebbe dietro la trama terroristica. Nel piano è incluso l’uso preventivo di armi nucleari contro uno Stato nucleare:

“Il piano include un attacco aereo su larga scala sull’Iran impiegando armi nucleari sia convenzionali che tattiche. In Iran ci sono più di 450 obiettivi strategici principali, tra cui numerosi siti sospettati di sviluppare il programma di armi nucleari. Molti degli obiettivi sono insensibili o sono nelle profondità sotterranee e potrebbero non essere colpiti da armi convenzionali, quindi l’opzione nucleare. Come nel caso dell’Iraq, la risposta non è condizionata al fatto che l”Iran sia effettivamente coinvolto nell’atto di terrorismo, diretto contro gli Stati Uniti. Diversi alti ufficiali dell’aeronautica coinvolti nella pianificazione, secondo qanto riferito, sono sgomenti per le implicazioni di ciò che stanno facendo — che l’Iran sia designato per un attacco nucleare non provocato — ma nessuno è disposto a danneggiare la sua carriera, ponendo obiezioni. ” (Philip Giraldi, Deep Background,The American Conservative agosto 2005)

La tabella di marcia militare: “prima l’Iraq, poi l’Iran”

La decisione di colpire l’Iran sotto TIRANNT era parte del più ampio processo di pianificazione e sequenza delle operazioni militari. Già sotto l’amministrazione Clinton, il Comando Centrale USA(USCENTCOM) aveva formulato “nei piani dello scenario di guerra” di invadere prima l’Iraq  e poi l’Iran. L’accesso al petrolio del Medio Oriente era l’obiettivo strategico:

“I chiari interessi di sicurezza nazionale e gli obiettivi espressi nella strategia di sicurezza nazionale (NSS) del Presidente e nella strategia militare nazionale (NMS) del Presidente costituiscono il fondamento della strategia dello scenario del comando centrale USA. La NSS presenta l’attuazione di una strategia di contenimento duale degli Stati canaglia Iraq ed Iran, nel caso tali Stati costituiscano una minaccia per gli interessi degli USA, per gli altri Stati della regione e per i loro cittadini. Il doppio contenimento è progettato per mantenere l’equilibrio di potere nella regione senza che questo dipenda dall’Iraq o dall’Iran. La strategia USCENTCOM è basata sugli interessi e centrata sulla minaccia. Lo scopo dell’impegno degli USA, come esposto nell’NSS, è di tutelare gli interessi vitali degli Stati Uniti nella regione – il continuo, sicuro accesso al petrolio del Golfo.”
(USCENTCOM,http://www.milnet.com/milnet/pentagon/centcom/chap1/stratgic.htm#USPolicy, il collegamento non è più attivo, archiviato presso http://tinyurl.com/37gafu9)

La guerra contro l’Iran è stata considerata come parte di una successione di operazioni militari. Secondo l’ex comandante NATO generale Wesley Clark, la road-map militare del Pentagono consisteva in una sequenza di paesi: “[il] piano di campagna quinquennale [include]… un totale di sette paesi, cominciando con l’Iraq, poi Siria, Libano, Libia, Iran, Somalia e Sudan.” In “Winning Modern Wars” (pagina 130) il generale Clark afferma quanto segue:

“Quando tornai al Pentagono nel novembre 2001, uno degli ufficiali dirigenti militari aveva tempo per una chiacchierata. Sì, eravamo ancora in pista per andare contro l’Iraq, disse. Ma c’era di più. Questo era stato discusso nell’ambito di un piano di campagna quinquennale, disse, e c’erano un totale di sette paesi, cominciando con l’Iraq, poi Siria, Libano, Libia, Iran, Somalia e Sudan. (Vedi Secret 2001 Pentagon Plan to Attack Lebanon, Global Research, 23 luglio 2006)

Il ruolo di Israele

Si è discusso molto sul ruolo di Israele nell’innesco di un attacco contro l’Iran.

Israele è parte di un’alleanza militare. Tel Aviv non è un promotore. Non ha un’agenda militare distinta e separata.

Israele è integrato nel “piano di guerra per le principali operazioni di combattimento” contro l’Iran formulato nel 2006 dal Comando Strategico USA (USSTRATCOM). Nel contesto delle operazioni militari su larga scala, un’azione militare unilaterale non coordinata da parte di un solo partner della coalizione, cioè Israele, è da un punto di vista strategico e militare, quasi impossibile. Israele è un membro de facto della NATO. Qualsiasi azione da parte di Israele richiederebbe una “luce verde” da Washington.

Un attacco da parte di Israele potrebbe, tuttavia, essere utilizzato come “il meccanismo d’innesco”, che scatenerebbe una guerra totale contro l’Iran, come pure la ritorsione da parte dell’Iran nei confronti di Israele.

A questo proposito, vi sono indizi che Washington potrebbe prevedere la possibilità di iniziale  attacco (sostenuto dagli US) da parte di Israele, piuttosto che una pura e semplice  operazione militare contro l’Iran guidata dagli USA. L’attacco israeliano–anche se condotto in stretto collegamento con il Pentagono e la NATO–verrebbe presentato all’opinione pubblica come una decisione unilaterale di Tel Aviv. Sarebbe quindi utilizzato da Washington per giustificare, agli occhi dell’opinione mondiale, un intervento militare degli Stati Uniti e della NATO per “difendere Israele”, invece di attaccare l’Iran. Nell’ambito degli accordi di cooperazione militare esistenti, sia gli Stati Uniti che la NATO sarebbero “obbligati” a “difendere Israele” contro l’Iran e la Siria.

Vale la pena notare, a questo proposito, che fin dall’inizio del secondo mandato di Bush, (l’ex) Vice Presidente Dick Cheney accennò, in termini di certezza, che l’Iran era “proprio in cima alla lista” dei nemici “canaglia” dell’America, e che Israele, per così dire, “bombarderebbe per noi”, senza coinvolgimento militare degli Stati Uniti e senza che noi esercitiamo pressioni su di loro “per farlo” (vedi Michel Chossudovsky, Planned US-Israeli Attack on Iran, Global Research, 1 maggio 2005): Secondo Cheney:

“Una delle preoccupazioni della gente è che Israele potrebbe farlo senza che gli venga chiesto… Dato che l’Iran ha una politica dichiarata secondo cui il suo obiettivo è la distruzione di Israele, gli israeliani potrebbero decidere di agire per primi e lasciare il resto del mondo a preoccuparsi di ripulire il pasticcio diplomatico che seguirebbe,”(Dick Cheney, citato da un’intervista di MSNBC, gennaio 2005)

Commentando l’affermazione del Vicepresidente, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski in un’intervista su PBS, ha confermato con qualche apprensione, sì: Cheney vuole che il primo ministro Ariel Sharon agisca per conto dell’America e “lo faccia” per noi:

“Credo che l’Iran sia più ambiguo. E il problema esistente non è certamente la tirannia; ma le armi nucleari. E il vice Presidente oggi in una sorta di una strana istruzione parallela a questa dichiarazione di libertà ha suggerito che gli israeliani possono farlo e infatti ha usato un linguaggio che suona come una giustificazione o anche un incoraggiamento per gli israeliani a farlo.”

Quello di cui ci stiamo occupando è un’operazione militare congiunta U.S.-NATO-Israele per bombardare l’Iran, che è stata in fase di pianificazione attiva dal 2004. Il funzionari del Dipartimento della difesa, sotto Bush e Obama, hanno lavorato assiduamente con i loro omologhi militari e di intelligence israeliani, identificando attentamente obiettivi dentro l’Iran. In termini pratici militari, qualsiasi azione da parte di Israele avrebbe dovuto essere pianificata e coordinata ai livelli più alti della coalizione guidata dagli Stati Uniti.

Un attacco da parte di Israele richiederebbe anche un coordinato sostegno logistico U.S. -europa-NATO, in particolare con riguardo al sistema di difesa aerea di Israele, che da gennaio 2009 è completamente integrato in quello degli Stati Uniti e della NATO. (Vedere Michel Chossudovsky, Unusually Large U.S. Weapons Shipment to Israel: Are the US and Israel Planning a Broader Middle East War? Global Research, 11 gennaio, 2009)

Il sistema radar a banda X di Israele  installato all’inizio del 2009 con il supporto tecnico degli Stati Uniti ha “integrato le difese antimissile di Israele con la rete globale americana di rilevamento antimissile [nello spazio], che include satelliti, navi Aegis sul Mediterraneo, Golfo Persico e Mar Rosso e radars Patriot e missili intercettori a terra.” (Defense Talk.com, January 6, 2009,)

Ciò significa che Washington, in definitiva, invita a colpire. Gli Stati Uniti piuttosto che Israele controllano il sistema di difesa aerea: ” ‘Questo è e rimarrà un sistema radar degli Stati Uniti,’  ha dichiarato il portavoce del Pentagono Geoff Morrell. “Così questo non è qualcosa che noi stiamo dando o vendendo agli israeliani ed è qualcosa che richiederà probabilmente personale degli Stati Uniti in loco per funzionare.” ” (Citato nel notiziario di Israele, 9 gennaio 2009).

Le forze armate USA sovrintendono al sistema di Difesa Aerea di Israele, che è integrato nel sistema globale del Pentagono. In altre parole, Israele non può avviare una guerra contro l’Iran senza il consenso di Washington. Da qui l’importanza della legislazione cosiddetta “Luce Verde” sponsorizzata al Congresso dal partito repubblicano nell’ambito della House Resolution 1553, che supporta in modo esplicito un attacco israeliano all’Iran:

“La misura, introdotta dal repubblicano del Texas Louie Gohmert e 46 dei suoi colleghi, appoggia l’uso da parte di Israele di “tutti i mezzi necessari “contro l’Iran” compreso l’uso della forza militare.”… “Siamo stati costretti ad arrivare a questo. Abbiamo bisogno di mostrare il nostro sostegno ad Israele. Abbiamo bisogno di smettere di giocare con questo alleato critico in un settore difficile.”” (Vedere Webster Tarpley, Fidel Castro Warns of Imminent Nuclear War; Admiral Mullen Threatens Iran; US-Israel Vs. Iran-Hezbollah Confrontation Builds On, Global Research, August 10, 2010)

In pratica, la proposta di legge è una “Luce Verde” per la casa bianca e il Pentagono, piuttosto che per Israele. Essa costituisce un’approvazione senza discussione per una guerra contro l’Iran sponsorizzata dagli USA che utilizza Israele come un conveniente trampolino di lancio militare. Essa serve anche come una giustificazione per fare la guerra a difesa di Israele.
In questo contesto, Israele potrebbe infatti fornire il pretesto per fare la guerra, in risposta a presunti attacchi di Hamas o Hezbollah e/o l’attivazione delle ostilità sul confine di Israele con il Libano. È fondamentale comprendere che un “incidente” minore potrebbe essere utilizzato come pretesto per innescare una grande operazione militare contro l’Iran.
Come sanno i pianificatori militari degli Stati Uniti, Israele (piuttosto che gli Stati Uniti) sarebbe il primo obiettivo di rappresaglia militare da parte dell’Iran. In linea generale, gli israeliani sarebbero vittime di macchinazioni di Washington e del loro stesso governo. È, a questo riguardo, assolutamente fondamentale che gli israeliani si oppongano con forza a qualsiasi azione da parte del governo di Netanyahu per attaccare l’Iran.

Guerra globale: Il ruolo del comando strategico degli Stati Uniti (USSTRATCOM)

Le operazioni militari globali sono coordinate dalle Sedi Centrali del Comando Strategico USA  (USSTRATCOM) presso la base aerea militare di Offutt nel Nebraska, in collegamento con i comandi regionali combattenti unificati (ad esempio. Comando centrale USA in Florida, che è responsabile per il Medio Oriente-regione Asia Centrale, vedi mappa qui sotto) così come le unità di comando della coalizione in Israele, Turchia, Golfo Persico e la base militare di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. La pianificazione militare e il processo decisionale a livello di  paese di singoli alleati NATO-U.S. così come “i paesi partner” sono integrati in un disegno militare globale, compresa la militarizzazione dello spazio.

Sotto il suo nuovo mandato, USSTRATCOM ha la responsabilità di “soprintendere ad un piano di attacco globale” con armi nucleari e convenzionali. In gergo militare, è previsto che svolga il ruolo di “integratore globale con missioni di Operazioni Spaziali; operazioni di informazione; Difesa Antimissile Integrata; Comando& Controllo Globale; Intelligence, sorveglianza e ricognizione; Attacco Globale; e deterrenza strategica…. ”

Le responsabilità USSTRATCOM includono: “direzione, pianificazione ed esecuzione di operazioni di deterrenza strategica “a livello mondiale, “sincronizzazione delle operazioni e dei piani di difesa missilistica globale”, “sincronizzazione dei piani regionali di combattimenti”, etc. USSTRATCOM è la principale Agenzia nel coordinamento della guerra moderna.

Nel gennaio 2005, USSTRATCOM fin dall’inizio del dispiegamento militare e stoccaggio diretti contro l’Iran, è stato identificato come “il Comando Combattente leader per l’integrazione e la sincronizzazione degli sforzi a livello del DoD nella lotta contro le armi di distruzione di massa.” (Michel Chossudovsky, guerra nucleare contro l’Iran, Global Research, 3 gennaio 2006).

Ciò significa che il coordinamento di un attacco su larga scala contro l’Iran, compresi i vari scenari di escalation all’interno ed oltre la più vasta Regione Asiatica del  Medio Oriente dovrebbe essere coordinato da USSTRATCOM.

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Mappa: Area di competenza Comando Centrale degli Stati Uniti

Armi nucleari tattiche contro l’Iran

Confermato da documenti militari come pure da dichiarazioni ufficiali, sia negli Stati Uniti che in Israele è contemplato l’uso di armi nucleari contro l’Iran. Nel 2006, l’US Strategic Command (USSTRATCOM) ha annunciato che aveva raggiunto una capacità operativa per colpire rapidamente destinazioni in tutto il mondo utilizzando armi nucleari o convenzionali. Questo annuncio è stato fatto dopo lo svolgimento di simulazioni militari USA riguardanti un attacco nucleare  contro un paese immaginario. (David Ruppe, Preemptive Nuclear War in a State of Readiness: U.S. Command Declares Global Strike Capability, Global Security Newswire, 2 dicembre 2005)

Continuità nei confronti dell’era Bush-Cheney: il Presidente Obama in gran parte ha approvato la dottrina dell’uso preventivo di armi nucleari formulata dalla precedente amministrazione. Sotto il  Nuclear Posture Review del 2010, l’amministrazione Obama ha confermato che “essa si riserva il diritto di usare armi nucleari contro l’Iran” per la sua inadempienza verso gli Stati Uniti per quanto riguarda il suo programma di sviluppo di presunte armi nucleari (inesistente). (Opzione nucleare degli Stati Uniti sull’Iran collegata alla minaccia di attacchi israeliani – ipsnews.net IPS, 23 aprile 2010). L’amministrazione Obama ha anche fatto intendere che si potrebbero usare armi nucleari nel caso di una risposta iraniana ad un attacco israeliano contro l’Iran. (Ibid.). Israele ha elaborato i propri “piani segreti” anche per bombardare l’Iran con armi nucleari tattiche:

“I comandanti militari israeliani credono che gli attacchi convenzionali non possono più bastare per annientare le strutture di arricchimento dell’uranio sempre più protette. Molte sono state costruite sotto almeno 70 piedi di calcestruzzo e roccia. Tuttavia, i bunker busters nucleari verrebbero utilizzati solo se fosse escluso un attacco convenzionale e se gli Stati Uniti rifiutassero di intervenire, hanno dichiarato fonti di alto livello.” (Revealed: Israel plans nuclear strike on Iran – Times Online, January 7, 2007)

Le istruzioni di Obama sull’uso di armi nucleari contro l’Iran e la Corea del Nord sono coerenti con la dottrina USA post 9/11, che consente l’uso di armi nucleari tattiche in un teatro di guerra convenzionale.

Attraverso una campagna di propaganda che ha ottenuto il sostegno di “autorevoli” scienziati nucleari, le mini-bombe atomiche vengono sostenute come strumento di pace, vale a dire un mezzo per la lotta contro “il terrorismo islamico” e l’installazione della “democrazia” di stile occidentale in Iran. Le armi nucleari a basso potenziale sono stata liquidate come   “per utilizzo sul campo di battaglia”. Si prevede che vengano utilizzate contro l’Iran e la Siria nella fase successiva della “guerra al terrorismo” dell’America insieme ad armi convenzionali.

“I funzionari dell’Amministrazione sostengono che le armi nucleari a basso potenziale sono necessarie come credibile deterrente contro gli Stati canaglia. [Corea del Nord, Iran, Siria] La loro logica è che le armi nucleari esistenti sono troppo distruttive per essere utilizzate, tranne in una guerra nucleare su vasta scala. Potenziali nemici potrebbero rendersi conto di questo, così che non considererebbero la minaccia di ritorsioni nucleari come credibile. Tuttavia, armi nucleari a basso potenziale sono meno distruttive, quindi presumibilmente potrebbero essere utilizzate. Questo le renderà più efficaci come deterrente.” (Opponents Surprised By Elimination of Nuke Research Funds Defense News November 29, 2004)

Le armi nucleari da utilizzare preferibilmente contro l’Iran sono le armi nucleari tattiche
(Made in America), vale a dire bombe bunker buster con testate nucleari (ad es. B61.11), con una capacità esplosiva tra un terzo fino a sei volte una bomba di Hiroshima. Il B61-11 è la versione”nucleare” della  “convenzionale” BLU 113. o la Guided Bomb Unit GBU-28. Può essere lanciata in modo molto simile alla bomba bunker buster convenzionale. (Vedi Michel Chossudovsky,http://www.globalresearch.ca/articles/CHO112C.html, vedi anche http://www.thebulletin.org/article_nn.php?art_ofn=jf03norris)
Mentre gli Stati Uniti non contemplano l’uso di armi termonucleari strategiche contro l’Iran, l’arsenale nucleare di Israele è in gran parte composto da  bombe termonucleari che vengono impiegate e potrebbero essere utilizzate in una guerra con l’Iran. Nell’ambito del sistema missilistico Jericho‐III  con una gittata tra i 4.800 km ed i 6.500 km, tutto l’Iran sarebbe entro la portata. di Israele

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Bomba bunker buster convenzionale Guided Bomb Unit GBU-27
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B61 bomba bunker buster

Ricaduta radioattiva

Il problema della ricaduta e contaminazione radiottiva, mentre casualmente viene respinto dagli analisti militari NATO-U.S., sarebbe devastante, potenzialmente interesserebbe una vasta area del Medio Oriente (Israele compreso) e la regione dell’Asia centrale.

In una logica assolutamente contorta, le armi nucleari sono presentate come un mezzo per costruire la pace e prevenire “danni collaterali”. Le armi nucleari inesistenti dell’Iran sono una minaccia per la sicurezza globale, mentre quelle degli Stati Uniti e di Israele sono strumenti di pace “innocui per la popolazione civile circostante “.

La madre di tutte le bombe” (MOAB) prevista per essere utilizzata contro l’Iran

Di importanza militare all’interno dell’arsenale di armi convenzionali USA  l'”arma mostro” di 21.500-libbre soprannominata la “madre di tutte le bombe” La  GBU-43/B or Massive Ordnance Air Blast bomb (MOAB) è stata classificata “come l’arma non-nucleare più potente mai progettata” con la resa più grande nell’arsenale convenzionale USA. Il MOAB è stato testato prima di essere distribuito nel teatro di guerra Iraq all’inizio del marzo 2003. Stando alle fonti militari statunitensi, I Capi di Stato Maggiore Riuniti  avevano informato il governo di Saddam Hussein prima di lanciare l’attacco del 2003 che la “madre di tutte le bombe” doveva essere utilizzata contro l’Iraq. (Ci sono stati rapporti non confermati che sia stata utilizzata in Iraq).

Il Dipartimento della difesa ha confermato nell’ottobre del 2009 che intende utilizzare la “madre di tutte le bombe” (MOAB) contro l’Iran. Il MOAB è considerato “ideale per colpire profondamente impianti nucleari interrati come Natanz o Qom in Iran” (Jonathan Karl, Is the U.S. Preparing to Bomb Iran? ABC News, October 9, 2009). La verità è che il MOAB, data la sua capacità esplosiva, comporterebbe perdite civili estremamente grandi. Si tratta di una convenzionale “macchina per uccidere” con una nube a forma di fungo di tipo nucleare.

L’approvvigionamento di quattro MOABs fu commissionato nell’ottobre 2009 al notevole costo di 58,4 milioni di dollari, (14,6 milioni di dollari per ogni bomba). Tale importo comprende i costi di sviluppo e test, nonché integrazione delle bombe MOAB su bombardieri stealth B-2. (Ibid.). Questa acquisizione è direttamente collegata ai preparativi di guerra in relazione all’Iran. La notifica era contenuta a pagina-93 del “promemoria per la riprogrammazione” che comprendeva le seguenti istruzioni:

“Il Dipartimento ha un urgente bisogno operativo (UON-Urgent Operational Need) di acquisire la capacità di colpire obiettivi duri e profondamente interrati in ambienti ad alta minaccia. Il MOP [Mother of All Bombs-la madre di tutte le bombe] è l’arma di scelta per soddisfare i requisiti della UON [Urgent Operational Need].” Precisa inoltre che la richiesta è approvata dal Pacific Command (che ha responsabilità sulla Corea del Nord) e dal comando centrale (che ha la responsabilità sull’Iran).” (ABC News, op cit, enfasi aggiunta). Per consultare la richiesta di riprogrammare (pdf) clicca qui

Il Pentagono sta pianificando un processo di vasta distruzione delle infrastrutture e incidenti di massa tra i civili attraverso l’uso combinato di armi nucleari tattiche e mostruose bombe convenzionali con nubi a forma di fungo, compreso il MOAB e il più grande GBU-57A/B o Massive Ordinance Penetrator (MOP), che sorpassa il MOAB in termini di capacità esplosiva.
Il MOP è descritto come “una nuova potente bomba diretta agli impianti nucleari sotterranei dell’Iran e Corea del Nord. La bomba gigantesca — più di 11 persone in piedi spalla a spalla [vedi immagine qui sotto] o più di 20 piedi dalla base alla punta “(vedi Edwin Black, “Super Bunker-Buster Bombs Fast-Tracked for Possible Use Against Iran and North Korea Nuclear Programs”, Cutting Edge, September 21 2009)
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“Madre di tutte le bombe” (MOAB)
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GBU-57A/B messa Ordnance Penetrator (MOP)

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MOAB: le schermate del test: esplosione e nube a fungo

Stato di avanzamento degli armamenti: “Guerra resa Possible attraverso nuove tecnologie”

Il processo decisionale dei militari USA in relazione all’Iran è sostenuto da Star Wars, la militarizzazione dello spazio e la rivoluzione nelle comunicazioni e sistemi di informazione. Dati i progressi della tecnologia militare e lo sviluppo di nuovi sistemi di armamenti, un attacco contro l’Iran potrebbe essere notevolmente diverso in termini di una combinazione di sistemi di armi, rispetto alla guerra lampo del  marzo 2003 lanciata contro l’Iraq. L’operazione Iran prevede l’utilizzo dei più avanzati sistemi di armi a sostegno delle sue incursioni aeree. Con ogni probabilità, saranno testati nuovi sistemi di armi.

Il Progetto per un Nuovo Secolo Americano del 2000 (PNAC) intitolato Ricostruire le Difese dell’America, ha delineato il mandato dei militari americani in termini di Guerre su larga scala, per essere condotte simultaneamente in diverse regioni del mondo:

“Combattere e conquistare decisamente multipli, simultanei teatri di guerra”.

Tale formulazione equivale ad una guerra globale di conquista da parte di un’unica superpotenza imperiale. Il documento PNAC viene chiamato anche la “rivoluzione negli affari militari”, per la trasformazione delle forze da sfruttare, vale a dire l’attuazione della “guerra resa possibile grazie alle nuove tecnologie”. (Vedere il progetto per un nuovo secolo americano, Ricostruire le Difese dell’ America Washington DC, settembre 2000, pdf). Quest’ultimo consiste nello sviluppare e perfezionare lo stato dell’arte globale di una macchina per uccidere basata su un arsenale di nuove armi sofisticate, che alla fine potrebbero sostituire i modelli esistenti.

“Così, si può prevedere che il processo di trasformazione sarà infatti un processo in due fasi: prima di transizione, quindi di trasformazione più approfondita. Il punto di rottura ci sarà quando una preponderanza di nuovi sistemi di armamenti comincerà ad entrare in servizio, forse quando, ad esempio, veicoli aerei senza equipaggio inizieranno ad essere numerosi come gli aerei con equipaggio. A questo proposito, il Pentagono dovrebbe essere molto cauto nel fare grandi investimenti in nuovi programmi – carri armati, aerei, portaerei, ad esempio – che impegnerebbero le forze americane in attuali modelli di guerra per molti decenni a venire. (Idem, enfasi aggiunta )

La guerra contro l’Iran potrebbe davvero segnare questo cruciale punto di rottura, con nuovi sistemi di armi spaziali applicate al fine di disattivare un nemico che ha significative capacità militari convenzionali, tra cui più di mezzo milione di forze di terra.

Armi elettromagnetiche

Armi Elettromagnetiche potrebbero essere utilizzate per destabilizzare i sistemi di comunicazione dell’Iran, disattivare i generatori di energia elettrica, minare e destabilizzare comando e controllo, infrastrutture governative, trasporti, energia, ecc.. All’interno della stessa famiglia di armi, tecniche di modifiche ambientali (ENMOD) (guerra Meteo) sviluppate all’interno del programma HAARP potrebbero anche essere applicate. (Vedere Michel Chossudovsky, “Owning the Weather” for Military Use, Global Research, September 27, 2004). Questi sistemi di armi sono pienamente operativi. In questo contesto, il documento dell’aviazione militare AF 2025 ha riconosciuto esplicitamente applicazioni militari di tecnologie di modificazione Meteo:

“La Modifica del tempo diventerà parte della sicurezza nazionale e internazionale e potrebbe essere eseguita unilateralmente… Essa potrebbe avere applicazioni offensive e difensive ed  essere utilizzata anche per scopi di dissuasione. La capacità di generare pioggia, nebbia e tempeste sulla terra o di modificare il tempo nello spazio, migliorare le comunicazioni attraverso modifiche della ionosfera (l’uso di specchi nella ionosfera), e la produzione di Meteo artificiale fanno tutti parte di un insieme integrato di tecnologie che possono fornire una sostanziale crescita negli Stati Uniti, o degrado della capacità di un avversario, per raggiungere consapevolezza globale, capacità, e potere. ” (Air Force 2025 Final Report, Vedi anche US Air Force: Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025, AF2025 v3c15-1 | Weather as a Force Multiplier: Owning… | (Ch 1) a www.fas.org).

Radiazioni elettromagnetiche che rendono possibile “danneggiare la salute da remoto” potrebbero anche essere previste nel teatro di guerra. (Vedi Mojmir Babacek, Electromagnetic and Informational Weapons:, Global Research, August 6, 2004). A sua volta, nuovi impieghi di armi biologiche da parte dei  militari statunitensi potrebbero anche essere previsti come suggerito dal PNAC: “Avanzate forme di guerra biologica adatta a “colpire” specifici genotipi possono trasformare la guerra biologica dal Regno del terrore in uno strumento politicamente utile.” (PNAC, op. cit., p. 60).

Le capacità militari dell’Iran: missili a medio e lungo raggio

L’Iran ha avanzate capacità militari, tra cui missili a medio e a lungo raggio in grado di raggiungere obiettivi in Israele e negli Stati del Golfo. Quindi l’accento dell’Alleanza Israele-U.S.-NATO sull’uso di armi nucleari, che sono previste per essere utilizzate sia preventivamente che in risposta ad un attacco missilistico iraniano di ritorsione.

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Gittata dei missili  Shahab dell’Iran. Copyright Washington Post

Nel novembre 2006, tests dell’Iran con missili superficie 2 sono stati caratterizzati da una pianificazione precisa in un’operazione allestita con cura. Secondo un autorevole esperto di missili americano (citato da Debka), “Gli iraniani hanno dimostrato una tecnologia moderna nel lancio di missili che l’Occidente non aveva mai saputo possedesse”. (Vedere Michel Chossudovsky, Iran’s “Power of Deterrence” Global Research, November 5, 2006) Israele ha riconosciuto che “Shehab-3, la cui gittata è 2.000-km rende Israele, Medio Oriente ed Europa a portata di mano” (Debka, 5 novembre 2006)

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Secondo Uzi Rubin, ex capo del programma di missili anti-balistici di Israele, “l’intensità dell’esercitazione militare era senza precedenti… Essa è stata pensata per fare impressione–e ha fatto impressione”. (www.cnsnews.com 3 novembre 2006)

Le esercitazioni del 2006, mentre creavano agitazione negli Stati Uniti e Israele, non hanno modificato in alcun modo la determinazione U.S.-NATO-Israele a scatenarsi sull’Iran.

Teheran ha confermato in diverse dichiarazioni che risponderà se verrà attaccato. Israele sarebbe immediatamente oggetto di attacchi missilistici iraniani come confermato dal governo iraniano. La questione del sistema di difesa aerea di Israele è pertanto cruciale. USA e strutture militari alleate negli Stati del Golfo, Turchia, Arabia Saudita, Afghanistan e Iraq potrebbero anche essere prese di mira da parte dell’Iran.

Forze di terra dell’Iran

Mentre l’Iran è circondato dagli Stati Uniti e da basi militari alleate, la Repubblica islamica ha notevoli capacità militari. (Vedere mappe qui sotto) Ciò che è importante riconoscere sono le grandi dimensioni delle forze di terra iraniane in termini di personale (esercito, Marina, aviazione) se paragonate alle forze degli Stati Uniti e della NATO impegnate in Afghanistan e in Iraq.

Di fronte ad un’insurrezione ben organizzata, le forze della coalizione sono già sovrautilizzate in Afghanistan e in Iraq. Queste forze sarebbero in grado di far fronte se le forze terrestri iraniane si inserissero nel campo di battaglia esistente in Iraq e in Afghanistan? Il potenziale del movimento di resistenza agli Stati Uniti ed all’occupazione degli alleati inevitabilmente ne risentirebbe.

Le forze terrestri iraniane sono dell’ordine di 700.000 di cui 130.000 sono soldati professionisti, 220.000 sono i militari di leva e 350.000 sono riservisti. (Vedere esercito Repubblica islamica dell’Iran  – Wikipedia). Ci sono 18.000 militari nella marina dell’Iran e 52.000 nella forza aerea. Secondo l’Istituto internazionale di studi strategici, “la guardia rivoluzionaria ha un personale di 125.000 stimato in cinque rami: la Marina, l’aeronautica e le forze di terra; e la Quds Force (forze speciali).” Secondo  il CISS, Basij la forza paramilitare del volontariato dell’Iran controllata da guardie rivoluzionarie “ha una stima di 90.000 elementi in uniforme attivi a tempo pieno, 300.000 reservisti e un totale di 11 milioni di uomini che possono essere mobilitati se necessario” (forze armate della Repubblica islamica dell’Iran – Wikipedia), in altre parole, l’Iran può mobilitare fino a mezzo milione di truppe regolari e diversi milioni appartenenti alla milizia. Le forze speciali di al-Quds sono già operanti all’interno dell’Iraq.
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Strutture Militari USA e degli alleati circondano l’Iran

Per diversi anni l’Iran ha condotto i suoi addestramenti e le sue esercitazioni di guerra. Mentre la sua forza aerea ha delle debolezze, i suoi missili a lunga e media gittata sono pienamente operativi. La forza militare dell’Iran è in uno stato di allerta. Concentrazioni di truppe iraniane sono attualmente a pochi chilometri dei confini afghani e iracheni e nelle vicinanze del Kuwait. La Marina iraniana è distribuita nel Golfo Persico nelle vicinanze di USA e strutture militari degli alleati negli Emirati Arabi Uniti.
Vale la pena notare che in risposta all’accumulo militare dell’Iran, gli Stati Uniti hanno trasferito grandi quantità di armi ai loro alleati non-NATO del Golfo Persico compreso il Kuwait e l’Arabia Saudita.

Mentre le armi avanzate dell’Iran  non si possono paragonare a quelle degli Stati Uniti e della NATO, le forze iraniane sarebbero in grado di infliggere perdite sostanziali alle forze della coalizione in un teatro di guerra convenzionale, sul terreno di Iraq o  Afghanistan. Le truppe di terra iraniane ed i carri armati nel dicembre 2009 attraversarono la frontiera per entrare in Iraq senza essere affrontati o contestati dalle forze alleate e occuparono un territorio conteso  nel settore orientale del giacimento petrolifero Maysan.

Anche nel caso di un’efficace guerra lampo, diretta contro strutture militari dell’Iran, i suoi sistemi di comunicazione, ecc attraverso massicci bombardamenti aerei, utilizzando i missili da crociera, bombe convenzionali bunker buster  ed armi nucleari tattiche, una guerra con l’Iran, una volta avviata, alla fine potrebbe condurre ad una guerra di terra. Questo è qualcosa che i pianificatori militari degli Stati Uniti senza dubbio hanno contemplato nel loro scenari di guerra simulata.

Un’operazione di questo tipo comporterebbe notevoli vittime militari e civili, in particolare se venissero utilizzate armi nucleari.

Anche il bilancio aumentato per la guerra in Afghanistan, attualmente in discussione al Congresso  è destinato ad essere utilizzato nell’eventualità di un attacco contro l’Iran.

All’interno di uno scenario di escalation, truppe iraniane potrebbero attraversare la frontiera in Iraq e in Afghanistan.

A sua volta, l’escalation militare usando armi nucleari potrebbe portarci in uno scenario di III guerra mondiale, che si estenderebbe oltre la regione dell’Asia centrale del Medio Oriente.

In un senso molto reale, questo progetto militare, che è sul tavolo da disegno del Pentagono da più di cinque anni, minaccia il futuro dell’umanità.

In questo saggio ci siamo concentrati sui preparativi di guerra. Il fatto che i preparativi di guerra siano in uno stato avanzato non implica che tali piani di guerra saranno effettuati.

L’Alleanza U.S.-NATO-Israele si rende conto che il nemico ha notevoli capacità di risposta e di ritorsione. Questo fattore di per sé è stato cruciale negli ultimi cinque anni negli Stati Uniti e nei paesi alleati per la decisione di rinviare l’attacco all’Iran.

Un altro fattore cruciale è la struttura delle alleanze militari. Considerando che la NATO è diventata una formidabile forza, l’organizzazione di cooperazione Shanghai (SCO), che costituisce un’alleanza tra Russia e Cina e un certo numero di ex repubbliche sovietiche è stata notevolmente indebolita.

Le minacce militari degli Stati Uniti  nei confronti di Cina e Russia sono destinate ad indebolire la SCO e scoraggiare qualsiasi forma di azione militare degli alleati dell’Iran nel caso di un attacco america-NATO-israele.

Quali sono le forze compensative che potrebbero impedire il verificarsi di questa guerra? Ci sono numerose forze in sviluppo che lavorano all’interno dell’apparato di stato americano, il Congresso degli Stati Uniti, il Pentagono e la NATO.

La forza principale nell’impedire che si verifichi una guerra, in definitiva, proviene dalla base della società, che richiede un’azione energica anti-guerra da parte di centinaia di milioni di persone su tutta la terra, a livello nazionale ed internazionale.

Le persone devono mobilitarsi non solo contro questa agenda militare diabolica, devono essere contestati anche le autorità ed i funzionari di stato.

Questa guerra può essere evitata se le persone affronteranno con forza i loro governi, faranno pressione sui loro rappresentanti eletti, si organizzeranno a livello locale in città, villaggi e comuni, diffonderanno la parola, informeranno i loro concittadini sulle implicazioni di una guerra nucleare, avvieranno dibattiti e discussioni all’interno delle forze armate.

Lo svolgimento di manifestazioni di massa e proteste antiguerra non sono sufficienti. È necessario lo sviluppo di una rete antiguerra su una base ampia e ben organizzata che sfida le strutture di potere e autorità.

Ciò che serve è un movimento di massa di persone che contestano con forza la legittimità della guerra, un movimento di persone a livello globale che criminalizza la guerra.

Versione originale:

Michel Chossudovsky
Fonte: http://www.globalresearch.ca/
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=20584
13.08.2010

Versione italiana:

Fonte: http://ilupidieinstein.blogspot.com
Link: http://ilupidieinstein.blogspot.com/2010/08/verso-uno-scenario-di-iii-guerra.html
25..08.2010

Traduzione a cura di DAKOTA JONES

Nota dell’autore: Cari lettori di Global Research, gentilmente diffondete  questo testo in lungo e in largo ad amici e parenti, sui forum internet, all’interno del posto di lavoro, nel vostro quartiere, a livello nazionale e internazionale, al fine di invertire la marea di guerra. Diffondete la parola!

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ComeDonChisciotte – CASTRO: ESPERTO DEL NUCLEARE O SEGNALE D’ALLARME ?

Fonte: ComeDonChisciotte – CASTRO: ESPERTO DEL NUCLEARE O SEGNALE D’ALLARME ?.

DI KAVEH L AFRASIABI
atimes.com

“Se ci sarà un attacco all’Iran da parte di Israele e Stati Uniti, non ci sarà modo di impedire l’innesco di una guerra nucleare” – Ex Presidente cubano Fidel Castro

Castro ha pronunciato queste inquietanti parole il mese scorso, e questa settimana, non scoraggiato da un esercito di occidentali scettici, ha rinnovato il suo ammonimento al rischio di un “olocausto nucleare” facendo una delle sue rare apparizioni in parlamento.

Il fragile 84enne potrà anche aver dato le dimissioni da Presidente, ma non dal proprio ruolo nella politica internazionale, specialmente da quando è sicuro che gli Stati Uniti abbiano un leader che potrebbe essere sensibile alle sue capacità persuasive.

“Obama non darà l’ordine di attaccare se riusciamo a convincerlo, stiamo dando un contributo importante a quest’opera” ha dichiarato Castro durante il suo breve ma significativo discorso, disseminato del tipico vocabolario incentrato sull’imperialismo americano.

Si tratta di una paranoia infondata o di uno scorcio di realismo politico? Un rapido esame del possibile “scenario peggiore” in un futuro conflitto tra USA e Iran o di USA e Israele contro l’Iran è a favore dell’avvertimento catastrofico di Castro per le seguenti ragioni.

Innanzitutto, gli Stati Uniti hanno una nuova attitudine al nucleare che lascia le porte aperte ad un attacco, fatto salvo per quei paesi che rispettano le condizioni del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). La “dottrina di Obama” è, di fatto, un passo indietro verso un approccio da “grilletto facile”, nonostante le apparenze sembrino indicare il contrario, e lo sforzo di Obama è volto a ridurre l’impiego di armi nucleari nelle strategie statunitensi.

In secondo luogo, considerando possibile l’utilizzo di armi nucleari contro “stati canaglia” come l’Iran, il governo statunitense potrebbe dover attingere al proprio arsenale di missili tattici o “intelligenti” che si trovano a bordo di navi da guerra, sottomarini e bombardieri. Missili nucleari di tipo “bunker buster” [arma in grado di penetrare in profondità e di colpire un bersaglio sotterraneo, ndt] potrebbero venir sganciati con la scusa di una mancanza di alternative per raggiungere le scorte di armi di distruzione di massa iraniane nascoste nel sottosuolo.

Questa settimana è stato rilasciato nuovo materiale a supporto della teoria statunitense che vede l’Iran come “stato canaglia”, dal momento che l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA), supervisore del nucleare per le Nazioni Unite, ha dichiarato che l’Iran ha violato le risoluzioni ONU allestendo un nuovo impianto in grado di arricchire l’uranio con maggiore efficienza presso una base in Natanz.

L’opera era in linea con l’annuncio da parte del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad dell’11 Febbraio scorso, in cui affermava che l’Iran era a buon punto nel suo programma di arricchimento dell’uranio al 20% allo scopo di alimentare un reattore nucleare a Theran, un portavoce del Ministro degli Esteri iraniano ha confermato queste affermazioni martedì scorso [10 Agosto, ndt] al Theran Times. Ha anche aggiunto che questa doveva essere considerata un’attività pacifica, nonché un diritto legittimo di tutti i paesi coinvolti nell’AIEA. La produzione di uranio arricchito al 20% significa che l’Iran potrebbe iniziare a costruire armi nucleari.

Un terzo motivo per cui Castro potrebbe aver ragione prevedendo che un conflitto con l’Iran potrebbe degenerare in uno scontro nucleare è che gli Stati Uniti sono al momento impegnati in due guerre e numerosi altri obblighi internazionali e, quindi, sono incapaci di sostenere una guerra prolungata con l’Iran, forse addirittura in difficoltà nell’inviare un contingente militare sul luogo. Nel caso in cui scoppi una guerra e l’Iran guadagni terreno grazie alle proprie forze armate, gli Stati Uniti potrebbero ricorrere alle bombe nucleari per infliggere un danno pesante al nemico.

La quarta ragione per cui lo scoppio tra Iran e Stati Uniti potrebbe portare ad un conflitto nucleare è che una guerra con l’Iran potrebbe andare molto male, inizialmente, per USA e/o Israele. Ad esempio, gli iraniani potrebbero opporre una tenace resistenza e chiudere lo stretto di Hormuz, mettendo in pericolo l’accesso occidentale al petrolio del Medio Oriente, portando ad una reazione nucleare come rappresaglia da parte degli Stati Uniti, in nome di una soluzione rapida del conflitto.

Inoltre Israele, che possiede svariate centinaia di testate nucleari, potrebbe tirar fuori un po’ del suo arsenale, fino ad ora clandestino, per colpire militarmente l’Iran ed acquisire un’incontestata egemonia nella regione.

Infine, il presentimento di Castro circa il potenziale nucleare di un qualunque conflitto tra USA – Israele e Iran potrebbe avere origine dalla sua lunga carriera militare e dalla sua profonda conoscenza della crescita vertiginosa di una guerra imprevedibile e asimmetrica, che si potrebbe cercare di risolvere in modo rapido facendo uso di testate nucleari. Una strategia del genere assicurerebbe la cessazione dei progetti nucleari clandestini da parte degli iraniani sconfitti, mentre una guerra convenzionale potrebbe non ottenere questo risultato.

Malgrado tutto ciò, è difficile immaginare come un’offensiva nucleare unilaterale e limitata contro un Iran privo di testate nucleari possa aggravarsi al punto di diventare un “olocausto nucleare”. L’Iran non dispone di strategiche alleanze nucleari in grado di accorrere in suo aiuto per difenderlo da un attacco militare, che – è facile immaginare – sarebbe concentrato su obiettivi selezionati, con presenza limitata di popolazione civile.

La fattibilità di un attacco nucleare ai danni dell’Iran si basa sulla sua natura limitata e mirata, e sulla ragionevole sicurezza che non si otterrebbe una reazione di tipo nucleare, almeno non in un futuro prossimo.

Per l’Iran, comunque, il prezzo da pagare sarebbe esorbitante, in termini umani e fisici, quindi l’argomento merita tutta l’attenzione e la preoccupazione suggerita da Castro, il quale ha apertamente speculato che il piano di un possibile attacco statunitense ai danni dell’Iran avrebbe portata nucleare.

Tale intervento, quindi, dev’essere considerato sia tempestivo che realistico, considerando la mancanza di una smentita da parte della Casa Bianca. L’eloquente silenzio di Washington in risposta agli avvertimenti di Castro non è tanto segno di disattenzione nei confronti del rivoluzionario cubano alle prese con problemi di salute quanto la prova della riluttanza statunitense a rinunciare all’idea di un attacco nucleare contro l’Iran.

Kaveh L Afrasiabi
Fonte: http://www.atimes.com
Link: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/LH12Ak01.html
12.08.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ELISA NICHELLI

Blog di Beppe Grillo

Fonte: Blog di Beppe Grillo.

Odio la caccia,
chi uccide un capriolo, un gallo cedrone, una beccaccia,
chi spara ai passeri o alle cinciallegre per divertimento,
per farsi la mano,
odio chi acceca gli uccelli da richiamo, chi dissemina trappole, esche, tagliole,
odio chi usa il fucile, ma dice di proteggere la natura,
odio i boschi, i prati trasformati in poligoni da tiro,
odio l’odore del cuoio, della polvere da sparo, delle cartucce rosse, gialle e arancione
grandi spesso come il bersaglio,
odio il massacro spaventoso (*)1 di animali che ogni anno avviene in Italia,
chi spara agli uccelli migratori, ai falchi, alle rondini, agli aironi,
odio il cacciatore buono che difende l’habitat naturale
e quello incosciente che ammazza l’amico o un parroco mentre dorme,
odio i ristoranti con gli animali impagliati come trofei,
scoiattoli, marmotte, civette e gufi che ti osservano con gli occhi di vetro,
odio chi spara vicino alle abitazioni, i pallini di piombo nel tuo giardino,
odio la legge fascista (*)2 che permette di entrare nei fondi privati,
i cacciatori che si aggirano a meno di 100 metri dalle case (*)3
con il fucile e il colpo in canna quando la legge lo proibisce,
odio chi mi toglie il piacere della vista di un cervo, di una ghiandaia,
di animali che i miei figli vedranno solo allo zoo o nei parchetti,
odio non poter andare a funghi senza la paura di essere scambiato per un cinghiale
e ascoltare il rumore cupo e cadenzato delle doppiette invece che il canto degli uccelli,
odio la scomparsa dal cielo degli arabeschi formati dagli stormi,
odio l’esproprio della natura fatto per il piacere di pochi (*)4,
il non poter vedere su un tetto i nidi delle cicogne che non migrano più per l’Italia
per sopravvivere ai cacciatori,
odio i riti della caccia, i coltellacci per squartare gli animali, il cameratismo tra uomini veri,
odio chi uccide per piacere, chi definisce sport l’annientamento di una creatura,
una di quelle con cui parlava San Francesco,
odio chi caccia perché “si uccidono anche gli animali d’allevamento
odio chi libera i fagiani allevati in cortile per poi fulminarli dopo pochi metri,
odio chi usa la caccia e i cacciatori per fini politici,
odio chi non rispetta gli animali e dice di rispettare l’uomo.

(*)1. La stima è di 150 milioni di animali uccisi ogni anno
(*)2. Art. 842 Caccia e pesca – Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno.
(*)3. La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro. E’ vietato sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore di 150 metri.
(*)4. 1.2% della popolazione italiana (dati 2007).

Cialtroni la vendetta | Il blog di Daniele Martinelli

Fonte: Cialtroni la vendetta | Il blog di Daniele Martinelli.

Il 2008 non è preistoria. Politicamente è ieri. Soltanto ieri Walter Veltroni dichiarava di avere fallito la sua esperienza di segretario del Partito democratico. Un partito senza senso, senza contenuti, senza opposizione e senza anticorpi. Un partito inutile agli italiani onesti ma un’utile stampella per Berlusconi. Veltroni aveva rinunciato ad allearsi con la sinistra radicale per accettare quella con Di Pietro. Poi nei comizi post elettorali condannava il giustizialismo. Veltroni era riuscito nel suo scopo: diventare leader di un’opposizione accomodata nei banchi del parlamento per perdere tempo. Intanto con Veltroni il Partito democratico si è trasformato in partito derelitto. Ha disperso milioni di voti e di consensi, un’emorragia che non si è arrestata nemmeno con Franceschini e con Bersani.
Ora con la crisi di governo alle porte sono molti i profittatori che provano a lanciare segnali. Veltroni è uno di questi. Uno di quei cialtroni che ritiene gli italiani tutti cretini smemorati. Ci riprova affondando le mani nella marmellata del Pd sempre che non lo intenda come partito dei deficienti. Ecco alcuni estratti della “Lettera al Paese” che Walter Cialtroni si è fatto pubblicare sulla prima pagina del Corriere, in cui ha la spudoratezza di riproporsi candidato premier per le prossime (imminenti) elezioni. La lettera, che “ha suscitato il dibattito nel Pd” ha pure prodotto i complimenti del comunista Sandro Bondi.

La mafia è politica, è finanza. La mafia compra e condiziona. La mafia invade tutto il territorio e credo che ora, guardando le cronache di Milano o di Imperia, ci si accorga finalmente che non è un problema della Kalsa di Palermo o una invenzione di Roberto Saviano, ma una spaventosa realtà che altera il mercato, distorce la concorrenza, limita la libertà delle persone.
Cialtroni ha finalmente scoperto l’acqua calda dopo aver favorito Berlusconi nel monopolio televisivo quand’era vicepremier nel ‘98, e dopo aver condotto un’inutile e perdente campagna elettorale del 2008, senza mai pronunciare una sola volta “conflitto d’interessi”.

Un Paese fermo, che ha bisogno di correre. Che ha bisogno di politica alta, ispirata ai bisogni della nazione. Non è retorica. Parri, De Gasperi, Moro, Ciampi, Prodi e altri hanno dimostrato che si può stare a Palazzo Chigi per servire gli italiani. Bene o male, ma servire gli italiani. Non se stessi.
L’acqua da calda diventa bollita. Cialtroni associa De Gasperi e Moro a Prodi con una castroneria da pollo: Prodi, durante i 2 anni del suo ultimo governo non è proprio riuscito a servire gli italiani. Ha lasciato intatte tutte le leggi vergogna dei precedenti governi Berlusconi e non ha nemmeno sfiorato il conflitto d’interessi.

Spero che si concluda rapidamente l’era Berlusconi. (!!) Il nostro è un meraviglioso Paese. Amare l’Italia e gli italiani dovrebbe essere una precondizione per partecipare alla vita politica. L’orgoglio che si prova pensando agli italiani che lavorano per la nazione, imprenditori od operai, insegnanti o poliziotti.”
Cialtroni dovrebbe unirsi ai lavoratori e provare almeno una volta nella vita lavorare.

Per questo il nostro Paese merita di più“. Certamente non si merita Cialtroni. “Di più della politica ridotta a interesse di un leader.” Di cui Walter Cialtroni è stato uno degli artefici, complici e protettori. “Il nostro Paese deve smettere di vivere dominato solo da passioni tristi. È difficile. È possibile.” Già, è possibile a patto di non avere di nuovo Cialtroni tra i Maroni.

Democrazia è partecipazione, memoria, interesse collettivo, rispetto dei princìpi e legalità. Di cialtroni che continuano a lucrare sulla collettività per tutelare gli interessi di un corruttore piduista ne abbiamo abbastanza. Si svegli il popolo del Pd.