Libero fischio in libero Stato | Il Fatto Quotidiano

La contestazione a Schifani è più che legittima. In un paese sano i politici in odore di mafia vengono isolati.

Anche se non avesse commesso nessun reato, un tipo con quella storia personale sarebbe comunque da isolare, una sana quarantena democratica, non da eleggere a presidente del Senato.

Le contestazioni come quella di ieri rappresentano gli anticorpi della democrazia.

è inaudito che il PD e Fassino invitino ad un dibattito amichevole un tipo che è stato socio in affari di mafiosi e ha curato gli interessi economici e legali di mafiosi.

E mi pare ancora più assurdo il tema del dibattito organizzato con Schifani: le riforme condivise. Ma stanno dando i numeri? Il partito di Schifani sta sbudellando la democrazia e gettando sul lastrico il paese e questi li invitano a prendere il te delle cinque? Ci vuole una opposizione ferma a questa banda di manigoldi e massoni.

Comunque le reazioni isteriche della casta sono un buon segno, si sentono accerchiati, il palazzo sta per crollare.

Una cosa però mi lascia perplesso: perché gli altri giornali cosiddetti di opposizione, “la Repubblica” in testa, fanno censura su tutte le magagne di Schifani e si impegnano molto a diffamare chi protesta? Che cosa rappresenta Schifani per loro? Perchè è un intoccabile nonostante i fatti concreti che dicono chiaramente quale è la sua provenienza? Altro che statista, a me pare che sia il simbolo della piovra che si è fatta stato, la garanzia che gli interessi di cosa nostra sono tenuti bene in conto.

L’articolo che segue è ripreso da: Libero fischio in libero Stato | Il Fatto Quotidiano.

Ieri a Torino, la festa del partito democratico è stata teatro di una lezione di democrazia che i manifestanti hanno dato agli “inciucisti” del partito (non)democratico e soprattutto al giornalista del Tg3, Giuliano Giubilei.

“Libero fischio in libero Stato” diceva Sandro Pertini, nella Costituzione del nostro paese non c’è traccia di un articolo che vieti il dissenso, c’è però un ampio articolo 21 che sancisce la libertà di espressione, a prescindere dall’opinione che si vuole affermare. Impedire le contestazioni, invece, è un tratto caratterizzante del Fascismo.

Persino nella stessa definizione di dibattito si contempla il dissenso, il dibattito è discussione, lo stesso contraddittorio è tesi e antitesi, quindi affermazioni che dissentono tra loro con lo scopo di far prevalere, con la forza dei fatti, la propria idea.

“Volete impedire a due personalità politiche di parlare” grida Giubilei, peccato che dimentichi o non abbia ben presente il sistema della “rappresentatività politica” che vige in Italia (anche se eluso dalla legge elettorale che permette ai rappresentanti di autonominarsi), i politici in questione devono essere l’espressione degli elettori, non dei propri interessi, sono sottoposti al giudizio del popolo italiano che ha come mezzi per esprimere un’opinione negativa nei confronti del loro operato: il voto e il dissenso pubblico.

La protesta di Agende Rosse, Grillini e Popolo Viola si è svolta inizialmente in modo molto costruttivo ed è degenerata a causa dell’aggressività e dell’atteggiamento, questo sì, squadrista degli organizzatori e di qualche elemento delle forze dell’ordine un po’ troppo esaltato. Come ci racconta Luisa Carlucci, movimento delle Agende Rosse di Torino, presa per i capelli da un agente di Polizia durante la protesta, l’obiettivo dei manifestanti era quello di porre a Renato Schifani delle domande, le stesse domande che i giornali, “Il Fatto Quotidiano” in primis, stanno rivolgendo al Presidente del Senato in questi giorni, in relazione ai suoi trascorsi da avvocato difensore dei patrimoni illeciti dei boss mafiosi, e ai suoi presunti rapporti di mediazione tra Berlusconi, Dell’Utri e alcuni membri di spicco dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra come i fratelli Graviano.

I manifestanti avevano preparato dei cartelli che ponevano questi interrogativi e dei “pizzini” da far girare che raccoglievano i principali articoli dei vari giornali riguardanti tali rivelazioni. La risposta delle forze dell’ordine è stata quella di strattonare per i capelli una ragazza di 20 anni con in mano un arma letale, una semplice agenda rossa in ricordo di Paolo Borsellino. La reazione dei democratici organizzatori del partito (non)democratico è stata, invece, di dire ai ragazzi in prima fila, che stavano svolgendo una contestazione silenziosa, alzando solo l’agenda rossa al cielo: “tu con quel libricino alzato non devi aprire bocca o ti butto fuori”, oppure il più elegante: “hai rotto i coglioni con quell’agenda alzata!”.

Questa sì che è democrazia, democrazia nostrana!

3 risposte a “Libero fischio in libero Stato | Il Fatto Quotidiano

  1. vincenzo cesare vacchio

    Verrebbe di parlare al passato ma ….il caimano ha una disqualita’:non molla
    mai. E desidera continuare a fare i suoi affari e della Cricca!E a danneggiare
    il Paese!Un gruppo dirigente senza ANIMA! FASULLI E IPOCRITI.ACCU
    SANO FINI…MA NESSUNO DI LORO MOSTRA E NE’ HA MAI MOSTRA
    TO I CONNOTATI DELLA ‘MINIMA’ DEMOCRAZIA!NE’ GARBO!NE’ STYLE! TONI E FATTI ARROGANTI.COME LORO.TONI TIPICI DEI
    “PARTITI DELL’AMORE”.IL LORO UNICO RAMMARICO SONO LA GI
    GANTESCA RETE COSTRUITA CHE DRAGAVA TONNELLATE DI AP
    PALTI E DI DANARO….DONNE BELLE CHE NON PAGAVANO NEMME
    NO…GLIELE PAGAVAMO NOI TUTTI…ANCHE I LORO ELETTORI!
    LEGGI “PER FORZA” SPACCIATE COME “NECESSARIE”:IMPOSTE CON
    LA TRAPPOLA DELLA “FIDUCIA”.UN PICCOLO IMPERO DEL MALE
    CON LA RIDICOLAGGINE DI UN LEADER PREDA DELLE BANDANE,DE
    GLI APICELLA E DELLE DADDARIONOEMI DI TURNO…COMPAGNO
    DI MERENDE DELLE PAGLIACCIATE ISLAMICHEGGIANTI DI GHEDDAFI (CHE AVREBBE DETTO O FATTO IL PROFETA….ALLE PRO
    DEZZE DEL PICCOLO MUAMMAR!….ANCHE I SUOI SUDDITI HANNO
    UN BEL PROBLEMA…!).UN CREPUSCOLO DI DEUNCOLI!

  2. vincenzo cesare vacchio

    GASPARRI INVITA FINI A RISPONDERE AI GIORNALI SULLE COSE DELLA CASA DI MONTECARLO!BENE! ALLORA,BERLUSCA RISPONDA
    ALLE DOMANDE DEL ‘TIMES’, DI ‘REPUBBLICA’….DEI GIUDICI…AD ESEMPIO! NON A FARSI RISPOSTE CON ‘LEGGI AD PERSONAM’ E A
    ‘BLOCCARE’ QUEL PAESE CUI VUOL TANTO BENE….SILVIO,PER FAVORE.IL TUO,VERSO L’ITALIA E’ STOLKING….E’ REATO!

  3. Per rispondere a qualche amico della libertà e non al partito dell’amore per le mafie. Io credo invece che il “male” non è attribuibile ai manovali, o ai muratori, ma agli architetti, i Venerabili, che hanno tramato dalla nascita della Repubblica, e ancor prima, aggiogando governi e Popolo; e nei casi dove era richiesto, si servivano della”manovalanza”, (squadristi, mafie, servizi segreti, militari ecc.). Di tutte le stragi, depistaggi, piraterie finanziarie in generale, si ritrova lo zampino della confraternita, e lo confermano: i veti sui Segreti di Stato e tutte quelle leggi che hanno assolto i colletti dei confratelli coinvolti. Oggi ci ritroviamo a capo di governo il Dux, creato dalla stessa congrega, la quale ha lasciato a lui l’eredità Rasini e P2 tutto compreso, (Vaticano, mafie, banchieri e colletti), la prima e la P2 (banchieri, esercito, servizi S, F dell’ordine, ministri, parlamentari, avvocati, Magistrati, Ordini tutti, e gran parte delle Istituzioni), e il Dux l’ha estesa, raggruppando nella PIOVRA, (la P3, Propaganda Fide, lo IOR dell’ex Marcincus), tutto quello che si trovava nelle due entità sopra descritte moltiplicato per 10, 100, 1000 o più? Di suo; l’aver messo a frutto l’iniziazione e l’insegnamento avviando il compito per portare a termine il “disegno” forzatamente lasciato dal Venerabile. L’inizio delle sue fortune, (la confraternita), e comunque dovrebbe appurarlo la Magistratura, legandolo alla macchina della verità, dovendolo utilizzare anche per certificare la fedeltà di tutti i dipendenti dello Stato. Il personale delle sue aziende condizionato e aggiogato per i voti barattati poi con la politica, almeno fino a quando questa gli ha garantito l’immunità e cospicui “finanziamenti” sottratti al Popolo, ma non potendogli garantire l’impunità, entrava in politica: questa è la verità. Attuando la stessa tecnica usata per le sue aziende, nella politica attiva: ricatti e corruzioni; pagando cospicue somme anche al nero, sottobanco, che per la disponibilità di denari “criminali”, che altri non potevano permettersi, quando l’acquisto riguardava: giornalisti di grido, parlamentari o altri “professionisti” , ma anche Magistrati, che all’occorrenza servivano per cause specifiche, come accadeva nel calcio, sovviando ad altre società il giocatore del momento.
    Se il Popolo vuole modificare tutto lo schifo sopportato dal paese da oltre sessanta anni, e non limitarsi a smembrare qualche “tentacolo della PIOVRA”, ma abbatterla, decapitare il cefalopode, deve: rendere illegale la massoneria e ripristinare leggi che hanno permesso ai colletti della confraternita di farla franca. Iniziare veri procedimenti contro tutto il suo apparato con leggi serie, che colpiscano i colletti con pene superiori ad un comune mortale di almeno il doppio, dopo aver applicato anche a loro il sequestro dei beni anche a quelli “donati o lasciati agli eredi”, potendo riaprire tutti i processi prescritti. Un paese serio, che aspira ad una vera democrazia e che vuole risolvere i reali problemi che lo hanno attanagliano fin qui, questo deve fare: far pagare a chi non ha mai pagato i conti della disperazione creata, anche per questo necessita stanare i nominativi degli scudati, sequestrando tutti i denari. Lo stesso trattamento riservato a Schifani, andrebbe riservato a tutti quelli della sinistra che hanno avallato o approvato leggi favorevoli al Dux e alla confraternita massone di cui fanno parte. Dovremo prendercelo il parlamento e prosciugare i paradisi fiscali dei denari illecitamente esportati da detta confraternita.

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