Antimafia Duemila – ”Andreotti pronuncia oscenita’ su Ambrosoli e ci ricorda che ha animo criminale, merita censura”

Antimafia Duemila – ”Andreotti pronuncia oscenita’ su Ambrosoli e ci ricorda che ha animo criminale, merita censura”.

“Le dichiarazioni di Andreotti su Giorgio Ambrosoli sono un’oscenità e un insulto alla memoria di quell’avvocato che non abbassando la testa e rifiutando di obbedire ai protettori istituzionali, alle blandizie ed alla minacce di Sindona andò incontro a morte certa. Quelle irripetibili parole ci riportano ad un passato che appare sempre più attuale”.

E’ il commento di Sonia Alfano, europarlamentare e responsabile nazionale del dipartimento Antimafia di IdV, alle parole pronunciate dal senatore a vita Giulio Andreotti nell’intervista rilasciata a Minoli per la trasmissione ‘La Storia siamo noi’, che andrà in onda questa sera. Andreotti ha risposto alla domanda sul perchè Ambrosoli fu assassinato con un laconico ‘se l’andava cercando’.

“E’ l’ennesima riprova dell’animo criminale che alberga in Giulio Andreotti. Del resto, come accertato con sentenza passata in giudicato, al tempo dell’omicidio Ambrosoli Andreotti era il più alto referente istituzionale di Cosa Nostra, organizzazione criminale che si avvaleva di Sindona per il riciclaggio dei propri proventi. Indignano ma non sorprendono, dunque, le parole di Andreotti. Certe affermazioni, però -continua l’europarlamentare- essendo state pronunciate da un senatore a vita, andrebbero censurate dai più alti vertici istituzionali perchè lesive non solo dell’onore di Ambrosoli – sottolinea- ma di quello del Paese tutto, che ha il dovere morale di ricordare tutti coloro che si sono sacrificati per il proprio rigore e il proprio impegno. Il presidente Napolitano, anziché redarguire gli onesti cittadini che chiedono di mettere fuori la mafia dallo Stato, dovrebbe immediatamente allertare i propri consiglieri giuridici perché individuino gli strumenti per la revoca a Giulio Andreotti del mandato vitalizio di senatore, essendo certo che egli ha accertate qualità criminali ma non gli ‘altissimi meriti nel campo sociale’, previsti dall’art. 59 della Costituzione. Ogni volta che Andreotti siederà nell’aula di Palazzo Madama sarà, infatti, una nuova offesa alla memoria dell’eroe borghese Giorgio Ambrosoli. Chi ha dato la vita per non svendere la propria dignità, mi sembra ovvio, dovrebbe essere un esempio cui ispirarsi. Lo Stato italiano invece – conclude – tende a premiare chi della corruzione e delle collusioni con organizzazioni criminali ha fatto il proprio stile di vita, in spregio al sangue versato affinchè questo Paese potesse essere libero e democratico”.

Visita:
soniaalfano.it

Giovedì 9 settembre è andata in onda su RaiDue, alle 23.42, una puntata de La storia siamo noi, dedicata a Giorgio Ambrosoli.
L’avvocato ucciso da un killer mandato da Sindona l’11 luglio 1979
All’interno l’intervista ad Andreotti e la sua inqualificabile frase.

QUI IL VIDEO INTEGRALE DELLA PUNTATA Durata 01:05:30

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