Archivi del mese: settembre 2010

ComeDonChisciotte – LA TRAGEDIA NASCOSTA DEGLI ESPERIMENTI DELLA CIA SUI BAMBINI

Gesù disse:

“Chi scandalizza anche uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata ad asino e fosse gettato negli abissi del mare…”

Fonte: ComeDonChisciotte – LA TRAGEDIA NASCOSTA DEGLI ESPERIMENTI DELLA CIA SUI BAMBINI.

DI H.P. ALBARELLI JR. E DR. JEFFREY S. KAYE
Truth-out.org

Bobby ha sette anni, ma questa non è la prima volta che viene sottoposto a elettroshock. E’ la sua terza volta. In tutto, durante il prossimo anno, Bobby sperimenterà otto sessioni di elettroshock. Posto sul tavolo, è tenuto fermo da due assistenti di sesso maschile, mentre il medico gli mette una soluzione sulle tempie. Bobby lotta con i due uomini che lo tengono giù, ma i suoi sforzi sono inutili. Grida e cerca di divincolarsi. Uno degli assistenti cerca di mettergli in bocca una spessa zeppa di gomma. Gira la testa bruscamente e grida: “Lasciami andare, ti prego. Non voglio stare qui. Per favore, lasciami andare”. Il medico di Bobby sembra irritata e gli dice: “Dai adesso, Bobby, cercare di comportarti come un ragazzo grande, sta fermo e rilassati”. Bobby gira la testa verso la donna e apre la bocca per la zeppa che gli impedisce di mordersi la lingua. Inizia a piangere in silenzio, le piccole spalle tremano e irrigidisce il corpo contro quello che sa è in arrivo.

Maria ha soltanto cinque anni. Si siede su una piccola sedia dallo schienale dritto, muovendo le gambe avanti e indietro, canticchiando le stesse quattro note continuamente. La sua testa, incorniciata in un groviglio di riccioli d’oro, si muove su e giù con ogni nota. Per i primi tre anni della sua vita, Maria ha creduto di essere una bambina per lo più normale. Poi, dopo che cominciò a comportarsi in modo strano, è stata data ad una famiglia affidataria. Il padre e la madre non la volevano più. Era diventata troppo strana per il padre, il cui alcolismo annebbiava ogni consapevolezza della sua giovane figlia.

La madre di Maria non l’aveva mai voluta comunque ed era felice di averla piazzata in un’ altra famiglia. Quando l’LSD che viene dato a Maria comincia a fare i suoi effetti, smette di muovere la testa e le gambe e si siede a guardare il muro. Non si muove affatto. Dopo circa dieci minuti, guarda il medico vicino a lei che la sta osservando, e dice: “Dio non tornerà oggi. E’ troppo occupato. Non tornerà qui di nuovo per settimane”.

Dall’inizio del 1940 al 1953, la dott.ssa Lauretta Bender, un neuropsichiatra infantile di tutto rispetto che esercitava al Bellevue Hospital di New York, usò molto una terapia con elettroshock su bambini a cui era stata diagnosticata una “schizofrenia autistica”. In tutto, fu segnalato che la Bender aveva somministrato una terapia con elettroshock ad almeno 100 bambini di età compresa tra i tre anni e i 12 anni, ma alcuni rapporti indicano che il totale potrebbe essere il doppio. Una fonte riferisce che, incluso il lavoro della Bender, il trattamento con elettroshock fu utilizzato su più di 500 bambini al Bellevue Hospital dal 1942 al 1956, e in seguito al Servizio Pediatrico del Creedmoor State Hospital dal 1956 al 1969. La Bender era una donna sicura e dogmatica, che reagiva alle critiche, spesso rifiutandosi di riconoscere la realtà anche quando essa stava nuda e cruda davanti ai suoi occhi.

Nonostante pubblicamente assicurasse buoni risultati della terapia con elettroshock, in privato la Bender diceva che era seriamente delusa degli effetti postumi apparsi nei bambini. Infatti, la condizione di alcuni dei bambini sembrava essere solo peggiorata. Un bambino di sei anni, dopo essere stato trattato più volte, è passato dall’ essere un bambino timido e chiuso a comportamenti sempre più aggressivi e violenti. Un’ altra bambina di sette anni, dopo cinque sedute di elettroshock era diventata quasi catatonica.

Anni dopo, un altro dei piccoli pazienti della Bender, che dopo circa 20 trattamenti era diventato troppo aggressivo, ormai cresciuto, fu condannato in tribunale come “pluriomicida”. Altri, in età adulta, secondo quanto riferito, furono dentro e fuori dai guai e dal carcere per una serie di piccoli crimini e violenze. Uno studio scientifico del 1954, condotto da due psicologi su 50 pazienti sottoposti da giovani a elettroshock dalla Bender, evidenziò che quasi tutti erano peggiorati dopo la “terapia” e che alcuni si erano suicidati dopo il trattamento. Uno dei bambini studiati nel 1954 era il figlio della nota scrittrice Jacqueline Susann, autrice del bestseller “La valle delle bambole”. Al figlio della Susan, Guy, fu diagnosticato l’autismo poco dopo la nascita e, quando aveva tre anni, la dott.ssa Bender convinse Susann e il marito che Guy poteva essere curato con successo sottoponendolo a terapia con elettroshock. Guy ritornò a casa dalle cure della Bender quasi senza vita. Susan raccontò poi alla gente che la Bender aveva “distrutto” suo figlio. Dopo il trattamento, Guy fu affidato alle istituzioni.

A loro merito, alcuni dei colleghi della dott.ssa Bender considerarono il suo uso con elettroshock sui bambini “scandaloso”, ma pochi si pronunciarono contro di lei, una situazione ancora oggi comune tra quelli della professione medica. Disse il dott. Leon Eisenberg, un medico ampiamente rispettato e vero pioniere nello studio dei bambini autistici, “[Lauretta Bender] ha sostenuto che alcuni di questi bambini sono guariti [a causa del suo uso di trattamento con elettroshock]. Una volta ho scritto un articolo in cui mi sono riferito a diversi studi di [dr. E. R.] Clardy. Era a Rockwin State Hospital – alle spalle di Bellevue – e ha descritto l’arrivo di questi bambini. Li considerava psicotici e forse peggiorati rispetto a prima del trattamento”. (Questo studioso non trovò neppure un caso in cui uno solo dei colleghi della Bender si fosse espresso contro il suo punto di vista decisamente razzista. La Bender disse chiaramente che riteneva che gli afro-americani fossero coloro che più si distinguevano per la loro “inclinazione alla pigrizia” e “abilità nel ballare”, essendo entrambe le caratteristiche, la Bender affermò, parte degli “impulsi cerebrali specifici” degli afro-americani).

All’incirca nello stesso periodo in cui la dott.ssa Bender conduceva i suoi esperimenti con elettroshock, stava anche ampiamente sperimentando sui bambini autistici e schizofrenici quelle che lei chiamava altre “cure alternative”. Queste includevano una vasta gamma di prodotti psico-farmaceutici, alcuni dei quali forniti dalla Sandoz Chemical Co. di Basilea, in Svizzera, come anche il Metrazol, l’ insulina per terapia sotto-shock, anfetamine e anti-convulsivanti. Metrazol era il nome commerciale del pentylenetetrazol, un farmaco usato come stimolante circolatorio e respiratorio. Dosi massicce causano convulsioni, come fu scoperto nel 1934 dal neurologo e psichiatra ungherese-americano Ladislas J. Meduna.

Il Metrazol era stato utilizzato nella terapia convulsiva, ma non era mai stato considerato efficace e gli effetti collaterali, come le convulsioni, erano difficili da evitare. Le cartelle cliniche di alcuni pazienti che erano stati rinchiusi nel Vermont State Hospital, una struttura mentale pubblica, rivelano che il Metrazol fu loro somministrato dal concessionario della CIA, il Dr. Robert Hyde, in numerose occasioni, al fine di “canalizzare un comportamento eccessivamente aggressivo”. Ad una di questi pazienti, Karen Wetmore, fu somministrato il farmaco in una serie di occasioni senza alcuna visibile ragione medica. Durante lo stesso decennio in cui fu utilizzato il Metrazol dal Vermont State Hospital, i decessi dei pazienti salirono alle stelle. Nel 1982, la FDA revocò la sua approvazione al Metrazol.

Va anche notato che, durante gli anni della guerra fredda, gli investigatori della CIA e del Counter-Intelligence Corps (CIC) dell’esercito, lavorando nell’ ambito dei progetti Bluebird e Artichoke, qualche volta iniettavano grandi quantità di Metrazol in nemici selezionati o agenti comunisti con lo scopo di spaventare a morte altri agenti sospetti, costringendoli ad osservare la procedura. Gli effetti quasi immediati del Metrazol per molti sono scioccanti da guardare: i colpiti si scuotono violentemente, contorcendosi e rigirandosi su loro stessi. Tipicamente, si inarcano, sobbalzano e contorcono i loro corpi, facendo smorfie di dolore. Con il Metrazol, come con l’elettroshock, non sono rare fratture ossee – tra cui collo e schiena spezzati – e lussazioni alle articolazioni, a meno che non vengano somministrati, anticipatamente, forti sedativi.

Un articolo della rivista Time del novembre 1936 mise seriamente in dubbio i vantaggi del Metrazol, segnalando lo “shock irreversibile” come un “grande pericolo”. L’articolo descriveva una tipica iniezione di Metrazol in questo modo: “Un paziente non riceve cibo per quattro o cinque ore. Poi gli vengono iniettati nelle vene circa cinque centimetri cubici del farmaco [Metrazol]. In circa mezzo minuto tossisce, getta sguardi terrorizzati per la stanza, si scuote violentemente, emette un nitrito da cavallo, si blocca con la bocca spalancata, le braccia e le gambe rigide come assi. Poi passa alle convulsioni. In uno o due minuti le convulsioni finiscono e passa gradualmente in un stato comatoso che dura circa un’ora. Dopo una serie di scosse, la sua mente potrebbe essere libera da delusioni …. Ad un paziente, raramente vengono somministrate più di 20 iniezioni e se non si notano miglioramenti dopo dieci trattamenti, è di solito considerato senza speranza”.

L’esercito, la CIA e il Metrazol

Gli interrogatori militari CIC, che lavoravano con la CIA nei campi di prigionieri di guerra e in case protette nella Germania del dopoguerra, occasionalmente usavano anche Metrazol, morfina, eroina e LSD sui soggetti incarcerati. Secondo l’ex ufficiale CIC Miles Hunt, in alcune “case protette e aree di partecipazione appena fuori Francoforte, vicino Oberursel” – un centro di interrogatorio nazista preso dagli americani – operava una “unità speciale gestita dal capitano Malcolm S. Hilty, dal mag. Mose Hart e dal capitano Herbert Sensenig. L’unità era particolarmente nota per i suoi metodi di interrogatorio [compreso l’uso di elettroshock e Metrazol, mescalina, anfetamine e altre droghe] “. Hunt disse: “L’unità era molto orgogliosa dei suoi soprannomi, i ‘Rough Boys’ e il ‘Kraut Gauntlet,’ e non si tirava indietro all’uso di qualsiasi farmaco o tecnica … bastava nominarli e li usavano”. Hunt aggiunse: “Sensenig era davvero deluso quando vide che non poteva utilizzare nulla su Herman Goering [ex Reich], che fu processato nel campo. Goering non aveva bisogno di incentivo per parlare”.

Alla fine, gli interrogatori CIC che lavoravano in Germania furono assistiti, nel loro uso di droghe per l’interrogatorio, da vari “ex” scienziati nazisti reclutati dalla CIA e dal Dipartimento di Stato americano nell’ambito del Progetto Paperclip. All’inizio del 1952, i Rough Boys del CIC facevano sistematicamente uso di Metrazol durante gli interrogatori, così come di LSD, mescalina e di elettroshock convenzionale.

Farmaci simili al Metrazol sono ancora in uso negli interrogatori di oggi. Secondo quanto riportato da vari ex sottufficiali, che hanno fornito dettagli in un rapporto relativo alla sicurezza in Turchia, Pakistan e Romania, i farmaci che producono effetti molto simili al Metrazol sono ancora stati utilizzati nel 2010 dal Pentagono e dalla CIA su militari nemici imprigionati e soggetti trattenuti nei molti “siti neri” mantenuti in tutto il mondo. Un ex ufficiale di recente ha osservato, “Si contorcevano come fossero di gomma, nelle forme più incredibili e sobbalzavano e agitavano come pazzi, con gli occhi che quasi schizzavano fuori di testa.”

Nel 2008, su ordine dei Senatori Carl Levin, Joe Biden e Chuck Hagel e in reazione ad un articolo del marzo 2008 sul Washington Post, il Pentagono ha avviato una Relazione Ispettiva Generale sull’ utilizzo di “sostanze che alterano la mente dal personale del DoD [Dipartimento della Difesa] nel corso degli interrogatori dei detenuti e/o prigionieri catturati durante la guerra al terrore “. Non è noto se l’indagine sia stata completata. Tra i più recenti casi di uso di farmaci sui detenuti, uno riguarda l’ex presunto “nemico combattente” Jose Padilla, che era stato inizialmente accusato di voler far esplodere una “sporca bomba”. L’accusa poi decadde, ma Padilla fu tenuto in isolamento per molti mesi e fu costretto a prendere LSD o altre droghe potenti mentre era trattenuto in una prigione militare della Marina a Charleston, South Carolina.

Il governo ha compiuto sforzi enormi per nascondere al pubblico l’ uso delle droghe sui detenuti. In un articolo di Carol Rosenberg del luglio del 2010 per il McClatchy News, Rosenberg ha riferito che, mentre le commissioni militari di Guantanamo svolgevano i processi, quando la domanda su “quali droghe psicotropiche fossero state date ad un altro accusato di cospirazione per l’ l1 settembre, Ramzi bin al Shibh, il giudice del tribunale premeva un rumoroso pulsante bianco così i giornalisti che guardavano da una cabina di vetro non potevano sentire i nomi dei farmaci. Sotto le attuali istruzioni della Navy per l’uso di soggetti umani nella ricerca, il sottosegretario della Marina militare è descritto come l’ autorità responsabile della ricerca in materia di “farmaci che alterano la coscienza o tecniche per il controllo mentale, mentre, allo stesso tempo, è anche responsabile di ‘argomenti di per sé controversi’ che potrebbero attirare l’ interesse dei media o di ‘contestazioni delle parti interessate “.

La dott.ssa Bender scopre l’LSD

Nel 1955 e 1956, la dott.ssa Bender iniziò a sentire entusiastiche spiegazioni sul potenziale dell’ LSD, capace di produrre notevoli risultati in bambini affetti da disturbi psichici, autismo e schizofrenia. Il precedente lavoro della Bender, mediante la terapia con elettroshock, l’aveva portata a contatto con numerosi altri medici di primo piano che, al momento, erano contrattori segreti dei progetti MK / ULTRA e Artichoke della CIA. Fondamentali fra questi medici furono i dottori Harold R. Abramson, Paul Hoch, James B. Cattell, Elkes Joel, Max Fink, Isbell Harris e Hubbard Alfred. Alcuni di questi nomi possono essere familiare ai lettori. Il dott. Abramson, un noto allergologo che clandestinamente lavorò sia per l’ esercito americano che per la Cia fin dalla fine degli anni ‘40, fu il medico condotto a vedere Frank Olson, poco prima del suo assassinio a New York, nel novembre del 1953. Circa un anno prima, i dottori Hoch e Cattell furono gli inconsapevoli responsabili dell’ iniezione ad Harold Blazer, paziente del New York State Psychiatric Institute, di una massiccia dose di mescalina che lo uccise. Il dott. Elkes fu uno dei primi medici in Europa a sperimentare l’ LSD, dopo aver chiesto i campioni del farmaco alla Sandoz Chemical Co. nel 1949. Elkes era uno stretto collaboratore del dottor Abraham Wikler, che aveva lavorato a stretto contatto con il dott. Harris Isbell presso l’ormai chiusa fattoria-carcere di Lexington, nel Kentucky, dove centinaia di detenuti tossicodipendenti ricevevano eroina in cambio della loro partecipazione a esperimenti di LSD e di mescalina, finanziati dalla CIA e dal Pentagono. Elkes lavorò a stretto contatto con la CIA, il Pentagono e la MI6 inglese sugli esperimenti con droga in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Il dottor Fink, che fu molto ammirato dalla Bender, è considerato il padre della terapia con elettroshock negli Stati Uniti. Nei primi anni ‘50 ed oltre, Fink fu consulente a tempo pieno dell’Artichoke Project della CIA. Nel 1951, funzionari della CIA sotto la direzione di Paul Allen Gaynor e Morse dell’agenzia Security Research Service (SRS) che supervisionava Artichoke, lavorarono a stretto contatto con Fink a New York nel tentativo di esplorare a fondo i vantaggi delle tecniche di elettroshock negli interrogatori. La CIA era particolarmente interessata all’uso di apparecchiature standard per l’elettroshock al fine di procurare amnesia, inducendo i soggetti a parlare e a renderli più esposti al controllo ipnotico. Secondo un documento della CIA, Fink disse ai funzionari “un individuo potrebbero essere progressivamente ridotto, con l’impiego della terapia con elettroshock, al livello di un vegetale”.

Oltre a Fink, la Bender ammirava molto anche il lavoro del dott. Lothar B. Kalinowsky, uno psichiatra consultato spesso dalla CIA in materia di elettroshock. Kalinowsky, che era per metà ebreo ed era fuggito dalla Germania nel 1933, era intimo di Fink e, come Fink, era ampiamente riconosciuto come esperto di terapia con elettroshock. Kalinowsky incontrava spesso Allen e Gaynor della CIA e qualche volta era accompagnato dal dott. Fink al New York State Psychiatric Institute, dove lavorava insieme al dottor Hoch.

Poiché dalle carte della dott.ssa Bender risulta evidente che ella considerava anche il lavoro del “dott.” Alfred M. Hubbard di Vancouver, Canada, con l’ LSD “molto consistente e utile,” è importante chiarire che Hubbard non era un medico, né aveva avuto alcuna formazione medica. Hubbard, un personaggio gioviale che a volte lavorava con l’FBI e la CIA, era un grande assertore dell’ uso di LSD. Nonostante non avesse credenziali mediche e che una volta fosse stato in prigione per contrabbando, infinocchiò la Sandoz Chemical Co. la quale gli fornì una tale quantità di LSD, che lui poi disseminò a piene mani, che si guadagnò il titolo di “Giovannino Semidimela di LSD”. L’ uso di LSD da parte di Hubbard in una presumibile cura per l’alcolismo è ancora citata oggi. Come mai Hubbard fosse così facilmente passato come medico non è noto. Anche un documento del 1961 pubblicato dal New York Medical College, Dipartimento di Psichiatria, e scritto dal dott. A.M. Freedman, diceva che l’impiego di LSD di Hubbard con “i bambini, soprattutto delinquenti” aveva avuto successo all’85%”.

Gli altri medici che la dott.ssa Bender consultò in merito agli effetti dell’ LSD sui bambini furono i dottori Ronald A. Sandison, Thomas M. Ling e John Buckman. Questi tre lavoravano in Inghilterra, sia alla Clinica Chelsea di Londra che al Potwick Hospital di Worcestershire, fuori Londra. Sandison è ritenuto la prima persona che ha portato l’ LSD in Inghilterra, questo nel 1952 dopo aver incontrato Albert Hofmann a Basilea, in Svizzera, nei laboratori di chimica Sandoz. Hofmann consegnò a Sandison una scatola di circa 600 fiale, contenenti ciascuna 100 microgrammi di LSD. Tornato in Inghilterra, Sandison condivise il suo dono psichedelico con i soci, i dottori Ling e Buckman. Prima della fine dell’anno, Sandison introdusse anche Hubbard all’ LSD, guidandolo nel suo primo “viaggio”. Sandison iniziò anche un nuovo programma di trattamento presso il complesso gotico del Potwick dove già faceva Terapia Psicolitica. I pazienti del suo programma erano per lo più schizofrenici. Nel 1958, un’ unità di trattamento con LSD fu fissata a Potwick. Nel corso degli anni, è stato segnalato che la CIA, l’MI6 e la Fondazione Macy hanno segretamente contribuito a finanziare l’unità. Il dott. Elkes aiutò portando a circa $ 75.000 il funzionamento dell’unità. Nei seguenti dieci anni, l’unità somministrò oltre 15.000 dosi di LSD a circa 900 pazienti.

I dottori Buckman e Ling lavoravano insieme a Sandison nell’unità di Potwick. Nel 1963, Buckman e Ling scrissero in una pubblicazione che descrive i “buoni esempi” del consumo di LSD in psicoterapia psicolitica: “Le esperienze dei pazienti sotto LSD non hanno appoggiato la tesi di Marx che la religione è l’oppio dei popolo, ma piuttosto che ci sia una basilare profonda fede in un Essere Supremo, sia che la religione originaria sia cristiana, ebraica o indù “.

Il dott. Buckman lavorò anche a Londra, alla Clinica Chelsea, curando spesso gli adulti e, a volte, i bambini. Buckman credeva fortemente che la “frigidità” nella donna poteva essere trattata con successo con l’ LSD. Nel 1967, disse dell’ LSD: ” Molti terapeuti credono che un’ esperienza trascendentale – la sensazione che si viva in un mondo buono e che uno sia parte di esso – è un’ esperienza curativa di per sé”. Secondo diverse fonti ben informate a Londra, per anni l’ MI6, il servizio segreto britannico, e la CIA seguirono da vicino il lavoro condotto da Sandison, Ling e Buckman sull’ LSD.

Due sorelle, l’ LSD e il dott. Buckman.

Marion McGill, oggi avvocato e professore di college negli Stati Uniti occidentali, e sua sorella Trudy, nel 1960 furono mandate dai genitori alla Clinica Chelsea di Londra, per essere intervistate dai dottori Ling e Buckman. Allora, Marion aveva 13 anni e sua sorella ne aveva 15 anni. Marion dice che sia sua madre che suo padre erano “abbastanza presi dai benefici dell’ LSD e pensarono che anche noi avremmo tratto vantaggio dalla droga”. Entrambi i genitori erano stati sottoposti a una serie di dieci “trattamenti” di LSD presso la clinica Chelsea. Marion prosegue:

“Come 13enne, al momento, la mia capacità decisionale era molto limitata. Fui, per natura, compiacente e docile, abbastanza desiderosa di compiacere i miei genitori. Non capivo nulla di ciò che veniva proposto a me e a mia sorella di 15 anni – ossia che partecipavamo ad una sorta di ‘ricerca’ a cui anche i nostri genitori avevano entrambi partecipato. Non ricordo se la parola “esperimento” fu usata. Il termine ‘LSD’ era, tuttavia, vagamente familiare, perché i miei genitori stavano ‘prendendo’ questo farmaco come una forma di ‘terapia veloce’ – il loro modo di chiamarla – raccomandata da mio zio, uno psichiatra di una ben nota scuola di medicina orientale della costa orientale. Dal mio punto di vista, entrambi i genitori avevano bisogno di terapia Sebbene di grande successo da un punto di vista professionale, mio padre era un uomo insicuro, fortemente agitato, piuttosto arrabbiato; un accademico completo, ma un ‘prodotto industriale narcisista’, come l’ho poi chiamato. Mia madre era una donna sottomessa, obbediente, cattolica senza una sua vera identità personale, se non quella di essere la moglie di un medico.

“Io e mia sorella, tuttavia, eravamo ‘normali’ come potevano esserlo due adolescenti qualsiasi. Eravamo le più brave delle nostre classi a scuola, entrambe avevamo un sacco di amici, partecipavamo ad attività extra-scolastiche. Non avevamo bisogno di ‘terapia’. Ci era stato detto che avremmo avuto un giorno libero da scuola dopo ogni pernottamento in clinica per questo LSD. E’ stata forse la prospettiva di un giorno di vacanza da una scuola cattolica femminile, che ci persuase ad accettare. Non ero consapevole di star prendendo una ‘decisione’. Lo scopo di questo programma non ci fu mai spiegato. Dovevano esserci 10 sessioni – una volta a settimana per 10 settimane. Credo che iniziarono nel gennaio 1960.

“Le esperienze presso la clinica dove veniva somministrato l’ LSD erano abbastanza strane. Ci fu una breve ‘intervista’ del dott. John Buckman, che faceva domande banali su temi di salute (nessuno), ma che non forniva nessuna informazione su cosa aspettarsi dall’ LSD. Non vi fu alcuna menzione, ad esempio, di allucinazioni o distorsioni percettive o qualcosa di spaventoso. Non fui informata di alcun effetto persistente, come gli incubi. Certamente la possibilità di un danno permanente non fu menzionata. La parola ‘esperimento’ non fu utilizzata. In altre parole, non c’era nessun consenso consapevole di sorta o cose simili. Non mi fu detto che avrei potuto rifiutarmi di partecipare, che avrei potuto uscire in qualsiasi momento (come previsto dal Codice di Norimberga). Visto che ero al di sotto dell’ età consentita, saranno stati i miei genitori ad acconsentire a questo. In effetti, furono loro a suggerire che noi fossimo utilizzate in questi esperimenti. Altrimenti non sarebbe successo. Ma i miei genitori non hanno mai parlato di questo negli anni successivi e non hanno mai spiegato perché l’ abbiano fatto.

“Durante le 10 sessioni, ognuna delle quali prevedeva un’ iniezione, io e mia sorella eravamo tenute in stanze separate, buie, di solito con qualcuno presente nella stanza, ma non so chi fosse. Occasionalmente, era presente anche mia madre A volte ero così spaventata dalle allucinazioni che urlavo e cercavo di scappare dalla stanza. Ricordo che una volta effettivamente raggiunsi il corridoio e fui rimessa a letto a forza da mia madre. Vedevo una serie di immagini feroci – visioni da incubo, che a volte mi provocavano una risata isterica, seguita immediatamente da singhiozzi strazianti. Non avevo idea di quello che mi stava succedendo. Era terrificante.

“Non ci fu nessuno tentativo di consigliarci durante o dopo ciascuna di queste sessioni. Non ci fu interrogatorio, nessuna spiegazione di quanto stava accadendo o perché ci veniva fatto. Perché non mi rifiutai di partecipare, dopo averlo sperimentato la prima volta, non lo so. Ma, da adulta e poi da studiosa di etica professionale dei medici, ho riconosciuto questa mancanza di resistenza come una funzione della stessa infanzia. La maggior parte dei bambini vittime degli abusi dei genitori, non sa come resistere. A quanto pare, temono il rifiuto dei genitori più di quanto ne temano l’abuso. Il ‘differenziale di potere e’ enorme tra genitori e figli e la dipendenza dai genitori è praticamente assoluta. Al momento, vivevamo a Londra, lontano dai nostri amici. A mia sorella e me era stato detto di non parlare di quello che stavamo facendo. Eravamo cattolici, obbediente ai genitori, ecc. Nostro padre era un medico, dopo tutto – era difficile comprendere che ci avrebbe fatto del male o che lo avrebbe fatto nostra madre. I bambini non pensano in questo modo inizialmente. Di solito, la dipendenza di un bambino significa fidarsi dei propri genitori o di chi si prende cura di lui.

“Anche se ogni sessione individuale era spesso terrificante, le prolungate conseguenze dell’ LSD svanivano gradualmente. Nelle settimane immediatamente successive alla sessione finale, ho avuto incubi frequenti – visioni di insetti striscianti, maschere orribili, ecc. Non riuscivo a dormire. Avevo paura di chiudere gli occhi. Ho cominciato ad avere paura del buio. I miei genitori erano sprezzanti e insensibili. Il loro atteggiamento fu, per certi versi, più inquietante per me che gli stessi esperimenti perché voleva dire che i miei genitori era perfettamente consapevoli che l’esperimento sarebbe stato molto probabilmente spaventoso – e non se ne erano importati.

“Ho scoperto che i miei genitori sono stati disonesti e insensibili in un modo che non riuscivo a comprendere. Dissero a mia sorella e me, di non parlare degli esperimenti con l’ LSD, di non rivelare quanto era accaduto a Londra. Questo ruppe ulteriormente il nostro rapporto con loro, un rapporto che era stato, da allora, irrimediabilmente danneggiato. Ero però ancora a loro carico, e così lo era mia sorella.

“Due anni dopo questi esperimenti, durante il suo primo anno di università, mia sorella ebbe un esaurimento nervoso. Non so fino a che punto l’ LSD possa averlo condizionato. Ma la risposta dei miei genitori a quello che era probabilmente un danno di lieve entità che mia sorella avrebbe potuto recuperare, fu coercitiva e drastica. Questa volta fu lei a fare domande sull’ LSD. Era arrabbiata. Lo eravamo entrambe. Ne abbiamo parlato insieme, ma io avevo paura di affrontare i nostri genitori. Mia sorella no. Più si arrabbiava, più veniva ‘diagnosticata’ come un caso “psichiatrico” e più le venivano dati farmaci. A tutt’oggi, mia sorella è ancora in cura. Non si è mai ripresa completamente da quel primo episodio.

“I nostri genitori risposero alla rabbia di mia sorella in un modo che mi spaventò ulteriormente. Anch’io provavo un tremendo senso di colpa per non essere stata in grado di evitare gli orrori che mia sorella aveva subito. Una volta che era ‘classificata’ come una paziente psichiatrica, era perduta. Ogni cosa che le veniva fatta come ‘trattamento’ mi sembrava una forma continua di abuso e di tortura.

“Il fatto che nostro padre fosse un medico importante, di fama internazionale e ampiamente rispettato – e suo fratello, che ci aveva introdotto a questo orrore con LSD, fosse un eminente psichiatra, conosciuto a livello internazionale e ampiamente rispettato – rese impossibile esporli o andare contro di loro. Per loro la reputazione era più importante della salute e del benessere di mia sorella.

“La mia risposta fu semplicemente quella di andarmene di casa. Non mi sono mai fidata di nuovo dei miei genitori dopo l’esperienza londinese con l’ LSD. Ho scoperto molti altri modi in cui mio padre e mio zio mentivano, coprivano, dissimulavano e infine mi minacciavano, al fine di evitare che questa storia venisse raccontata.

“Su una nota positiva, l’esperienza ha influenzato le mie scelte professionali sia verso i diritti umani che verso l’etica medica, ma mi ha anche messo in allerta verso i modi in cui la medicina accademica era – ed è – danneggiata dall’ industria della droga stessa e dall’ abuso continuo su soggetti umani per favorire lo sviluppo di farmaci come armi – per il potenziale interrogatorio, ma anche per il controllo, in maniera più sottile, del comportamento su larga scala. La mia esperienza mi ha sensibilizzato anche verso la particolare vulnerabilità dei bambini e degli adolescenti in ambiente medico.

“Anche quando affrontai mio padre, con le prove che l’ LSD era stata sperimentata dalla CIA per usarla come arma militare negli anni ‘50 e ‘60, egli respinse il suo coinvolgimento, dicendo che si era trattato di un ‘esperienza illuminante, come visitare una galleria d’ arte’. Quando gli feci notare che non era stata quella la mia esperienza di bambina, lo negò, includendo la presunzione che io dovevo essere un ‘teorico della cospirazione’ per proporre una cosa del genere. All’ età di 91, ha finalmente ammesso che forse non fu una buona idea sottoporre me e mia sorella all’ LSD.

“Il dottor Buckman e Ling conoscevano i partecipanti della continua attività della CIA con farmaci che alterano la mente. “Incontrai” Buckman a Londra quando avevo 13, ma lo incontrai di nuovo anni più tardi, negli Stati Uniti presso la facoltà di medicina dove era docente.

“Andai a vedere il dottor Buckman nel suo ufficio. Gli chiesi cosa pensasse dell’ etica di utilizzare i bambini in un esperimento con l’ LSD. In un primo momento non sembrava capire chi fossi. Mi presentai come uno dei suoi ‘soggetti’ e gli diedi il mio biglietto da visita di studioso di etica medica e avvocato. Era chiaramente sconvolto, si alzò in piedi, rifiutò di parlare con me e mi disse di lasciare il suo ufficio. Poco dopo, ricevetti una telefonata da mio padre. Suo fratello, lo psichiatra e collega del dott. Buckman, era stato avvertito della mia visita improvvisa. Successivamente, sia mio zio che mio padre mi minacciarono dicendo che mi avrebbero sicuramente fatto perdere la mia posizione universitaria se avessi rivelato pubblicamente qualcosa sugli esperimenti con l’LSD a Londra.

“‘Non potrai mai lavorare in bioetica di nuovo’, dissero.

“La risposta di tutti questi uomini per la minaccia di divulgazione indica la loro mancanza di scrupoli etici, la loro mancanza di empatia, la loro stessa patologia. Non so quale potrebbe essere il termine esatto, ma sospetto che ci sia una forma di ‘sdoppiamento’ psicologico sul lavoro – il genere di cosa che è stata descritta nel libro di Robert Jay Lifton, I Medici Nazisti i quali erano in grado di ignorare il loro giuramento di Ippocrate ‘primo, non nuocere’, e di infliggere orrori inimmaginabili ad altri esseri umani.

“La perdita di mia sorella è stata causa di dolore per tutta la vita per me. Io l’ attribuiscono all’ LSD e alla sua copertura, sia che le sostanze chimiche abbiano ‘provocato’ o no la sua disgregazione. Da un punto di vista legale, questa viene chiamato ‘concausa’. Ho imparato che le persone coprono le cose più terribili, non solo all’ interno di una famiglia, ma nelle comunità, nelle università, nella ‘buona società’. Probabilmente non esiste nessuna barriera assoluta che impedisca che queste cose vengano fatte, ma esse devono essere rese note e chiamate per quello che sono, ogni volta che si verificano. ”


[Un documento declassificato riguardante la sperimentazione dell’LSD durante il programma segreto CIA MK-ULTRA]

Gli esperimenti con LSD della dott.ssa Bender sui bambini

Poco dopo la scelta di iniziare i suoi esperimenti con l’ LSD sui bambini, la Bender partecipò ad una conferenza sponsorizzata da un gruppo di copertura della CIA, la Fondazione Josiah Macy. La conferenza era incentrata sulla ricerca LSD e aveva come relatore il dottor Harold A. Abramson. Nel 1960, Abramson condusse i suoi esperimenti con LSD su un gruppo di sei bambini d’ età compresa tra i 5 e i 14 anni. Pochi mesi dopo la conferenza della Fondazione Macy, alla dott.ssa Bender fu comunicato che i suoi previsti esperimenti con LSD sarebbero stati parzialmente e segretamente finanziati dalla Società per le Indagini di Ecologia Umana (Sihe), un altro gruppo di copertura della CIA che all’ epoca aveva sede a Forest Hills, New York. La Società, presieduta da James L. Monroe, un ex ufficiale dell’aviazione americana che aveva collaborato ai progetti top-secret di guerra psicologica e di propaganda, supervisionò circa 55 esperimenti top-secret finanziati dalla CIA. Questi progetti riguardavano l’ LSD, l’ ESP, la magia nera, l’ astrologia, la guerra psicologica, la manipolazione dei media e altri soggetti. A quanto pare, il lavoro della Bender con i bambini e l’ LSD sollevarono alcune preoccupazioni presso la Divisione dei Servizi Tecnici (TSD) della CIA. Una nota della TSD del 1961 scritta da Monroe metteva in dubbio i “vantaggi operativi del lavoro della dott.ssa Bender con i bambini e l’ LSD,” e chiedeva di essere tenuto “strettamente a conoscenza dei possibili legami tra il progetto della dott.ssa. Bender e quelli condotti con finanziamento separato dell’ MK / ULTRA nelle prigioni selezionate a New York e altrove “.

Nel 1960, la dott.ssa Bender diede il via ai suoi primi esperimenti con l’ LSD e i bambini. Essi si svolsero all’interno dell’ Unità Pediatrica del Creedmoor State Hospital nel Queens, New York. L’ LSD che ella usò fu fornito dal dott. Rudolph P. Bircher della Sandoz Pharmaceutical Company. (Il dott. Bircher rifornì la Bender anche con UML-491, un farmaco anch’esso prodotto dalla Sandoz, molto simile all’ LSD, ma a volte dall’effetto più “sognante” e più durevole.) Il suo gruppo iniziale di giovani soggetti era formato da 14 bambini diagnosticati schizofrenici, tutti al di sotto degli 11 anni. (Poiché i criteri diagnostici per la schizofrenia, l’autismo e altri disturbi sono cambiati nel corso dei decenni, non è possibile valutare quali fossero le condizioni effettive di questi bambini.) Erano 11 ragazzi e tre ragazze, di età compresa tra i sei e i dieci anni.

Jean Marie ha quasi sette anni. E’ venuta qui quasi un anno fa, dopo che i suoi genitori l’ hanno abbandonata alle cure di una zia che non aveva alcun interesse a tirarla su. Marie, che preferisce essere chiamato Jean, è timida, chiusa e diffidente della maggior parte degli adulti che incontra. Si rapporta che potrebbe essere stata sessualmente molestata da suo zio… Nonostante la sua natura introversa, sorride facilmente e le piace la compagnia di altri bambini. Dopo aver ricevuto l’ LSD per tre volte all’ inizio di questo mese, Marie ha smesso di sorridere a tutti e ha perso ogni interesse per gli altri della sua età … La scorsa settimana, sembrava diventare facilmente agitata e ha perso qualsiasi interesse per la lettura, cosa che sembrava piacerle molto prima del trattamento.

In un rapporto pubblicato sui suoi 196 esperimenti con LSD su 14 bambini “schizofrenici autistici”, la Bender afferma che inizialmente diede a ciascuno dei bambini 25 mcg. di LSD “per via intramuscolare, sotto continua osservazione”. Scrive: “I due ragazzi più grandi, più di dieci anni, in prossimità o durante la pubertà precoce, hanno reagito con disturbato comportamento ansioso. Il più grande e disturbato ha ricevuto 150 mg di sodio Amytal intramuscolare ed è tornato al suo comportamento abituale”. Entrambi i ragazzi furono poi esclusi dalla sperimentazione.

Ai 12 bambini rimasti furono poi fatte iniezioni di 25 mcg. di LSD e poi, qualche giorno dopo sono state date 100 mcg. di LSD, una volta alla settimana. La relazione della Bender afferma: “Poi è stato aumentato gradualmente fino a due e tre volte alla settimana in quanto non sono stati osservati pregiudizievoli effetti collaterali…. Infine, è stato dato ogni giorno e questo ha continuato per sei settimane, fino al momento della presente relazione”.

Le risultanze e le conclusioni della Bender riguardo i suoi esperimenti con LSD indicavano che ella trovava l’uso del farmaco promettente. La Bender riferiva: “In generale, essi [i bambini] erano più felici, il loro stato d’animo era ‘alto’ nelle ore seguenti l’ ingestione del farmaco … giocavano più spontaneamente con palle e palloncini … il loro colore è roseo piuttosto che blu o pallido e hanno guadagnato peso “. La Bender concludeva: “L’uso di questi farmaci [LSD, UML-401, UML-491] … ci darà più conoscenza sia per il processo schizofrenico di base che per l’autismo difensivo nei bambini e anche a riguardo della reazione di questi derivati dell’acido lisergico come stimolanti del sistema nervoso centrale autonomo e degli antagonisti della serotonina. Speriamo che queste droghe daranno un contributo anche ai nostri sforzi nel trovare migliori agenti terapeutici per la schizofrenia della prima infanzia. ”

In un articolo pubblicato nel 1970, la dott.ssa Bender riportò i risultati di dosaggio di LSD su “due adolescenti che erano leggermente schizofrenici”. Ella riferì che i ragazzi sperimentarono distorsioni percettive. Pensavano che i ricercatori stavano facendo loro smorfie, che le loro matite stavano diventando “gommose”, e un ragazzo segnalò che la faccia dell’ altro ragazzo era diventata verde. I ragazzi cominciarono a lamentarsi degli esperimenti fatti su di loro. Ma anche così, la Bender e il suo socio mantennero i due adolescenti, di sesso maschile, su un regime di 150 mcg. di LSD al giorno, in dosi suddivise. Mentre uno dei ragazzi apparentemente “trasse molto beneficio” la Bender riportò che, più tardi, egli era ritornato in ospedale come ” adulto schizofrenicamente disturbato”. L’ altro ragazzo continuava a lamentarsi degli esperimenti su di lui e che smettessero di dargli l’ LSD, non a causa degli effetti del farmaco stesso, Bender spiegò, ma “a causa del comportamento del ragazzo stesso verso il farmaco”, che attribuì alla “sua personale psicopatologia”.

Gli esperimenti con LSD della dott.ssa Bender continuarono fine alla fine del 1960 e, durante quel periodo, continuò ad eseguire esperimenti multipli sui bambini con UML-401, una droga poco conosciuta, dello stesso tipo dell’ LSD fornitole dalla Società Sandoz, così come anche con l’ UML-491, altro prodotto della Sandoz. Le relazioni della Bender sui suoi esperimenti con LSD non danno alcuna indicazione se i genitori o i tutori legali dei bambini fossero a conoscenza o meno degli esperimenti, o li autorizzassero. Senza dubbio, i genitori o i tutori non furono mai informati del fatto che la CIA finanziava il lavoro della Bender. Nel corso degli anni, ci sono stati molteplici rapporti sul fatto che molti dei soggetti-bambini della Bender erano o “figli dello Stato” o orfani, ma la letteratura disponibile sugli esperimenti non rivela nulla su questo. La letteratura stessa rende evidente che i bambini venivano confinati nel Creedmoor State Hospital per lunghi periodi di tempo e che molti, se rilasciati, avevano bisogno di “case o sistemazioni adeguate nella comunità”. Non c’è alcuna prova che successivi studi furono condotti su uno qualsiasi dei bambini-cavia della dott.ssa Bender. Oggi, la dott.ssa Bender è più conosciuta e apprezzata in alcuni ambienti come creatrice del Test Bender-Gestalt, che misura le capacità motorie nei bambini.

Sull’ uso di LSD che la Bender operava sui bambini, il dottor Leon Eisenberg anni più tardi disse: “Ha fatto un sacco di cose. Lauretta Bender ha raggiunto il successo nella sua carriera molto prima che degli studi a campione controllati si fosse sentito parlare. Lei non vedeva la necessità di sperimentare farmaci perché era convinta di sapere ciò che funzionava “. (Vedi: “A History of Autism: Conversazioni con i pionieri” di Adam Feinstein, Wiley-Blanchard, 2010.) Molti altri medici, parlando in privato, furono molto meno diplomatici nel condannare il lavoro della Bender con l’ LSD, ma, ancora oggi, molti sono riluttanti a criticarla, e, incredibilmente, molti dei vecchi sostenitori delle discutibili “virtù” e “potenziali” dell’ LSD continuano a citare il suo lavoro con i bambini come scienza innovativa.

Oggi, dopo quasi 60 anni dagli orrori degli esperimenti finanziati dalla CIA della dott.ssa Bender sui bambini, poche persone sono consapevoli del fatto che essi furono eseguiti. Per molte persone, indipendentemente dalla loro consapevolezza degli esperimenti, è difficile capire come medici e scienziati intelligenti, altamente istruiti potessero partecipare a tale brutali, insensibili, immorali e illegali esperimenti sui bambini. Qual fu la base della loro motivazione? Fu forse la ricerca di una sorta di inafferrabile Graal medico? Fu per un guadagno economico? O fu semplicemente il risultato di una fuorviata ricerca per la conoscenza che appariva così infinitamente importante che qualsiasi senso di compassione e di rispetto verso i diritti e la dignità umana fu messo da parte in nome di un obiettivo più alto o buono – una ricerca, a volte così esaltante per la sensazione di essere sul punto di una scoperta importante che ogni parvenza di rispetto per il genere umano fu gettato via?

Si può facilmente arrivare ad una e tutte queste conclusioni solo leggendo i documenti professionali di scienziati e ricercatori. Nemmeno una volta uno qualsiasi di questi documenti esprime preoccupazione per i soggetti coinvolti o indica eventuali rimorsi di coscienza nel violare i giuramenti, i codici e le leggi in materia di diritti dei pazienti, di diritti umani e di dignità umana. Il fatto che il periodo più vergognoso d’America della sperimentazione sull’uomo, dagli anni 1950 fin quasi al 1979, sia scaturito sulla scia della preparazione e adozione del Codice di Norimberga, non fa che aumentare la vergogna e l’ipocrisia. Oggi, la sperimentazione umana è ancora condotta aggressivamente dai governi finanziati dagli USA e che impiegano medici e scienziati, indipendentemente da questo Codice, che deriva direttamente dalla scioccante follia dell’ era nazista. Il fatto che la sperimentazione finanziata dal governo ancora si verifichi, si fa beffe di tutti gli sforzi governativi, comunque validi, fatti per proteggere le persone da una scienza fuori controllo – e una nazione che usa i suoi giovani, i suoi figli, per tali conseguimenti è una nazione il cui impegno per i diritti umani e per i principi democratici dovrebbe essere seriamente messo in discussione e contestato.

(I nomi Marion McGill e di sua sorella, Trudy, sono pseudonimi. Marion è un avvocato molto rispettato e un professore universitario, che ha chiesto che il suo vero nome non venga usato in questo articolo. Tutti gli altri nomi in questo articolo sono reali.)

H.P. Albarelli Jr. è l’autore di “Un Terribile Errore: l’omicidio di Frank Olson e gli esperimenti segreti della CIA della guerra fredda”, (TrineDay, 2010). Il suo libro documenta e dettaglia numerosi esperimenti militari finanziati dalla CIA su persone inconsapevoli. E’ socio fondatore del North American Truth e Accountability Commission on Human Experimentation.

Jeff Kaye è uno psicologo molto rispettato a San Francisco e un esperto sulle tecniche e gli sviluppi interpretativi della tortura attuale. Scrive in materia di tortura e di altri argomenti per i siti web Firedoglake e Truthout.

Titolo originale: “The Hidden Tragedy of the CIA’s Experiments on Children “

Fonte: http://www.truth-out.org
Link
11.08.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di CONCETTA DI LORENZO

Padre Pio sapeva del sosia di Giuliano | Blog di Giuseppe Casarrubea

Fonte: Padre Pio sapeva del sosia di Giuliano | Blog di Giuseppe Casarrubea.

Di Lello Vecchiarino

Dopo sessant’anni, il mito di «Turiddu», Salvatore Giuliano, torna a calamitare l’attenzione di storici, ricercatori e giornalisti. Si discute, infatti, se il corpo crivellato di colpi la notte tra il 4 e il 5 luglio 1950 e fatto trovare a Castelvetrano, nel cortile dell’abitazione dell’avvocato De Maria sia stato davvero quello del «re di Montelepre» come i giornali avevano preso a chiamare Salvatore Giuliano il più noto bandito d’Italia accusato di aver eseguito, insieme agli uomini della sua banda, la strage («la prima strage di Stato», si dirà in seguito) di Portella della Ginestra, avvenuta il 1maggio del ’47.

Due accreditati studiosi come Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino, che da anni si occupano di rapporti tra mafia e politica hanno consultato migliaia di documenti desecretati negli archivi americani e londinesi e sono giunti alla conclusione che il corpo senza vita fatto trovare nel cortile De Maria non era quello di Salvatore Giuliano, ma di un suo sosia. Una messinscena per «proteggere » l’espatrio clandestino di Turiddu negli Usa per evitare che in Italia potesse svelare segreti inconfessabili sugli apparati statali.

E non deve trattarsi di una semplice ipotesi di studio, quella di Casarrubea e Cereghino, visto che la stessa Procura di Palermo ha aperto un apposito fascicolo a seguito di una formale segnalazione fatta dai due al questore palermitano e poi giunta nelle mani del procuratore aggiunto, Antonio Ingroia, il dinamico magistrato che si occupa di scottanti inchieste sulla mafia.

La polizia scientifica sta quindi lavorando su alcune foto che, dieci anni, fa sono state rinvenute in un archivio privato dal giornalista della Rai Franco Cuozzo. Quelle foto ritraggono il cadavere del bandito di Montelepre nel cortile di de Maria e poi quando viene portato all’obitorio. Tra quelle immagini ci sarebbero delle discrepanze; le stesse sulle quali sta lavorando il prof. Alberto Bellocco, docente di Medicina legale alla Cattolica di Milano, che è stato già sentito dai magistrati. Gli stessi magistrati che, se potessero, ascolterebbero, come persona informata dei fatti, nientemeno che Padre Pio.

Il santo del Gargano, infatti – come certificò per prima la «Gazzetta del Mezzzogiorno» attraverso testimonianze dirette e contenute nello «speciale» sui trent’anni dalla morte del Frate stigmatizzato, pubblicato il 23 settembre 1998, pag.13 – senza mezzi termini aveva parlato di un sosia, «un povero figlio di mamma» fatto morire al posto del bandito siciliano.

Il quale Turiddu, secondo i ricercatori Casarrubea e Cereghino, essendo organico alla destra in funzione anticomunista s’incontrava spesso a Roma con il principe Junio Valerio Borghese, capo della Decima Mas. Pasquale Sciortino, cognato d Giuliano, in un libro del 1985, rivela che un giovane di Altofonte, sosia di Giuliano, veniva pagato per farsi vedere in giro e confondere le acque. Ed è lo stesso che è ritratto in una foto a fianco a Junio Valerio Borghese e davanti a Mauro De Mauro, il giornalista foggiano che, quando lavorava a «L’Ora» di Palermo, fu rapito e ucciso il 16 settembre del 1970 (per quei fatti è in corso a Palermo il processo contro un unico imputato: Totò Riina).

Ma torniamo a Padre Pio. E’ ancora vivente un testimone di quei giorni. Si chiama Giovanni Siena, scrittore e giornalista. Le sue parole sono inequivocabili: «Per una ventina di volte mi sono trovato davanti alla scena, diciamo, in un salottino del convento, e Padre Pio, ogni volta che individuava fra i presenti un siciliano, un palermitano, gli poneva la questione: se lui era dell’avviso, secondo quanto pubblicato dai giornali, che Giuliano era morto. E quelli rispondevano: “Ma sì, è tanto evidente. L’abbiamo crivellato di colpi, sul catafalco, la mamma che piangeva disperatamente sul figlio morto”. Ma Padre Pio si burlava di questa versione facendo capire che sotto c’era una cosa losca, una messa in scena. Quella della cattura e dell’uccisione di Giuliano, diceva, era una messa in scena che era costata la vita a un povero innocente che gli somigliava. Salvatore Giuliano non è morto, aggiungeva. Lui ora se ne sta in America».

Evidentemente, la «santa arrabbiatura » del Frate dovette giungere in alcune stanze della Capitale, e l’allora ministro Mario Scelba giunse a San Giovanni Rotondo, voleva parlare col Frate. «Padre Pio – spiega Siena – non volle riceverlo. Si diede malato». Anche Mariannina, la sorella di Giuliano, confidandosi con Padre Pellegrino, il Cappuccino che assistette in punto di morte il Frate stigmatizzato, disse che suo fratello si trovava in America: «Gli è stato detto di tacere, altrimenti a tanti troppi pezzi grossi potrebbe nuocere».

Per un momento, quindi, la vita di un santo si è incrociata con quella di un fuorilegge, fino al punto che – come rivelò Padre Pio allo scrittore Pier Carpi – lo stesso Turiddu scrisse una lettera al Frate offrendogli l’incarico di cappellano della propria banda. E non era certo un sosia quello che, travestito da Cappuccino, giunse a San Giovani Rotondo. Era Turiddu. Possibile? «Di questo, in famiglia se ne parlava spesso», sostiene Giuseppe Sciortino Giuliano, nipote del bandito che a Montelepre gestisce l’albergo-ristorante dal nome «Giuliano’s castle».

La Gazzetta del Mezzogiorno.it

URL breve:

http://www.express-news.it/?p=46075

Studio legale camorra, la zona grigia che fa affari con il clan dei Casalesi | Il Fatto Quotidiano

Michele Santonastaso, avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere, è stato arrestato con le accuse di corruzione, falsa perizia, falsa testimonianza

Corrompeva periti per far assolvere dei colpevoli di omicidio, faceva l’ambasciatore dei messaggi tra camorristi in galera e camorristi a piede libero, suggeriva la demolizione di un capannone per alterare la scena di un crimine e mandare in cavalleria le indagini accusatorie. E se necessario faceva un passo indietro e consigliava di farsi revocare il mandato, in favore di colleghi che a suo dire avevano feeling col presidente della Corte di turno. Benvenuti presso lo studio legale di Michele Santonastaso, del foro di Santa Maria Capua Vetere, arrestato dalla Dia di Napoli con le accuse di corruzione, falsa perizia, falsa testimonianza…

Leggi tutto: Studio legale camorra, la zona grigia che fa affari con il clan dei Casalesi | Il Fatto Quotidiano.

La casetta in Canada- Blog di Beppe Grillo

…Il fatto poi che chiedergli le dimissioni sia Berlusconi è veramente strepitoso perché hanno detto che Fini deve spiegare perché ha autorizzato a vendere una casa di 50/60 metri quadrati a una società offshore e perché le case, anche dei tuoi familiari, anche in affitto le devi tenere sotto controllo, se vi capita leggete il pezzo di Antonella Mascali su Il Fatto Quotidiano che oggi è anche sul sito, dove si ricorda che Berlusconi non ha un cognato che forse è proprietario di una società offshore o forse ha affittato una casa da una società offshore , Berlusconi non ha neanche la colpa di avere autorizzato la vendita di una casa a una società offshore, Berlusconi ha o ha avuto 64 società offshore del comparto B very discrete Fininvest, creato a metà degli anni 80 e per tutti gli anni 90 dall’Avvocato David Mills per tacitare il quale fu pagata a Mills una tangente di 600 mila dollari in Svizzera, in più il Cavaliere Silvio Berlusconi possiede tra Antigua e le Bermuda, tutti paradisi fiscali, almeno 6 ville intestate tutte a società offshore, in più è proprietario di una barca di 48 metri del valore di 13 milioni di Euro intestata alla Società Morning Glory Yachting Limited sede alle Bermuda, paradiso fiscale, con tutta quella galassia di società offshore Berlusconi ha pagato tangenti a Craxi, ha pagato Previti perché pagasse i giudici della Mondadori, ha pagato le scalate Standa e Mondadori, ha eluso la legge Mammì controllando tramite prestanomi Telepiù quando non poteva avere più di 3 televisioni e ha fatto tante altre belle cosette che trovate nella sentenza Mills e nelle sentenze All Iberian, tutt’ora per quel sistema offshore Berlusconi ha in piedi il processo Mediaset e il processo Mediatrade che riguardano frodi fiscale presunte, appropriazioni indebite presunte, falsi in bilancio presunti che arrivano fino al 2005 per lui e fino al 2009 per altri dirigenti del gruppo tra cui Confalonieri, il figlio Piersilvio che era insieme alla sorella il vero proprietario delle società Century One e Universal One che stavano a Guernsey nelle isole del Canale, altro paradiso fiscale offshore e che utilizzavano queste due società per conto del padre per incamerare i fondi neri che si accumulavano nei passaggi di proprietà dei diritti televisivi acquisiti dalle major americane a Holliwood.

Questo è colui che oggi sta insegnando la morale a Fini, questo è il proprietario dei giornali che fanno la morale a Fini per le case e le società offshore, come al solito chi ha non solo una trave, ma 5, 6, 10, 20 travi nell’occhio fa la morale a quello che forse, ma non è ancora deciso, ha una pagliuzza, passate parola!

Fonte: La casetta in Canada- Blog di Beppe Grillo.

Metti fine alla corruzione!

Fonte: Metti fine alla corruzione!.

Cari amici,

Giovedì 30 settembre 2010 Silvio Berlusconi vincerà con ogni probabilità il voto in Parlamento sul programma di 5 punti che determinerà il resto del suo mandato. Ma quel programma ignora totalmente il più grande attentato alla democrazia in Italia: la corruzione.

Se sopravviverà a questo voto senza che si alzi una voce contro la corruzione, sarà in grado di portare a termine un mandato focalizzato esclusivamente sulle sue priorità politiche. Se invece faremo sentire subito le nostre voci, potremo trasformare questo momento in un punto di svolta nella battaglia per la legge anti-corruzione.

L’opposizione, i media, ma anche alcuni degli alleati di sempre di Berlusconi, stanno chiedendo maggiori sforzi per combattere la corruzione. Anche se Berlusconi vorrebbe ignorare la questione, il Parlamento può premere affinché essa sia inserita nell’agenda. E noi possiamo dimostrare al Parlamento che i cittadini italiani chiedono di agire.

Firma la petizione anti-corruzione qua sotto: sarà consegnata direttamente ai leader dei gruppi parlamentari chiave e ai media, proprio prima del voto e ogni volta che raggiungeremo altre 20.000 firme. Impegniamoci al massimo nella battaglia per una legge efficace contro la corruzione, senza accontentarci che sia discussa in Parlamento, ma perché diventi legge! Inoltra questo messaggio a tutti:

http://www.avaaz.org/it/legge_anticorruzione/?vl

Vincere questa battaglia non sarà facile, ma noi sappiamo che possiamo farcela: insieme abbiamo sconfitto la “legge bavaglio” di Berlusconi. I giornalisti, i blogger, i movimenti della società civile e le centinaia di migliaia di cittadini che hanno combattuto contro la “legge bavaglio” erano una forza troppo dirompente per essere ignorata.

E’ tempo di riprendere quella stessa energia e di vincere una battaglia ancora più grande. Ogni anno la corruzione ci costa 60 miliardi di euro. Dalla speculazione sugli appalti per ricostruire L’Aquila agli impianti eolici truffa per ottenere i fondi pubblici in Sardegna, fino al torbido tentativo di influenzare i giudici per sentenze favorevoli al Premier: la corruzione debilita la nostra economia e avvelena la nostra democrazia.

Nel marzo scorso, barcollante per numerosi scandali e messo alle strette dalle crescenti critiche dell’opinione pubblica e dei media, il Presidente del Consiglio annunciò una proposta di legge anti-corruzione, accantonata poco dopo. Questa volta non la lasceremo andare nel dimenticatoio. Dimostriamo che gli italiani ne hanno abbastanza. Firma la petizione ora e inoltrala a tutti i tuoi amici e alla tua famiglia:

http://www.avaaz.org/it/legge_anticorruzione/?vl

La scorsa primavera la comunità di Avaaz ha vinto un’incredibile battaglia contro la corruzione in Brasile, aiutando il Parlamento a votare una legge ambiziosa che vieta ai politici condannati per crimini come la corruzione e il riciclaggio di denaro dal potersi candidare. Insieme abbiamo costruito una petizione di oltre 2 milioni di firme, intrapreso 500.000 azioni on-line e fatto decine di migliaia di telefonate.

Quella campagna era spinta dagli stessi ideali fondamentali che condividiamo con le persone in ogni dove: per la trasparenza, la responsabilità e la giustizia nei nostri governi. Dimostriamo che possiamo combattere la corruzione anche in Italia!

http://www.avaaz.org/it/legge_anticorruzione/?vl

Con speranza e tanta determinazione,

Luis, Giulia, Ricken, Ben, Mia, Emma, Iain e tutto il team di Avaaz (27 settembre 2010).

Cari amici,

Giovedì Berlusconi vincerà con ogni probabilità il voto in Parlamento sul programma che ignora totalmente il più grande attentato alla nostra democrazia: la corruzione. Non permettiamogli di portare a termine un mandato focalizzato esclusivamente sulle sue priorità politiche: trasformiamo questo momento in un punto di svolta nella battaglia per la legge anti-corruzione.


Firma la Petizione!


PER APPROFONDIMENTI:

Il Sole 24 Ore, “La corruzione in Italia è una tassa occulta da 60 miliardi l’anno e grava anche sui neonati”:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-06/corruzione-italia-tassa-occulta-094757.shtml?uuid=AYEsnT5B

La Repubblica, “Così imprese in odor di mafia si preparavano a sfruttare la ricostruzione de L’Aquila”:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/13/cosi-imprese-in-odore-di-mafia-si.html

La Repubblica, “P3, su Lodo Alfano e Mondadori facevamo pressione su Cassazione e Consulta”:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/13/cosi-imprese-in-odore-di-mafia-si.html


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Blog di Beppe Grillo – Siamo vivi! Siamo vivi! Siamo vivi!

Bellissimo discorso di Beppe Grillo, ha pienamente ragione, avanti gente, se lo vogliamo veramente la piovra e la casta possono essere sconfittte!

Blog di Beppe Grillo – Siamo vivi! Siamo vivi! Siamo vivi!.

Siamo vivi, vivi! Siamo usciti dalle catacombe. Siamo sopra e oltre. Sopra al nulla della politica, oltre questa civiltà basata sul denaro e sul consumismo. Sopra e oltre. Io ci credo, voi ci credete. La Rete ci ha unito. Possiamo cambiare la società, il mondo solo se lo vogliamo. Cosa abbiamo da perdere? Ognuno vale uno. Chiunque di voi può fare la differenza, essere un leader. Ognuno è un leader se riesce a trasformare i suoi sogni in realtà. Oggi, qui, ci sono migliaia di ragazze e di ragazzi. Siete l’avanguardia di una Nuova Italia, un posto più bello di questo, onesto, più leggero, senza odi, senza mafie. Voi avete il vostro destino nelle mani, non fatevi comprare, non perdetevi dietro a falsi valori. Quando vi ricorderete di Woodstock, magari tra trent’anni, e vi domanderete cosa avete fatto per voi e per gli altri, che cosa vi risponderete? Cosa direte ai vostri figli? Potrete guardarvi allo specchio?
Noi siamo vivi in un Paese di morti, di vecchi che occupano ogni spazio e si credono eterni, che si nutrono di potere e si sono fottuti la vita. Noi non siamo in vendita, non siamo merce, non crediamo a una società basata sul profitto, sul PIL. Vogliamo tutto perché non abbiamo più niente. Non l’aria pulita, non l’acqua pubblica, non una scuola di eccellenza, neppure la sicurezza di un lavoro e quando lavoriamo la sicurezza di non morire sul lavoro. Gli operai di oggi sono al fronte, sono loro i partigiani che combattono per dare da mangiare ai loro figli e muoiono come topi nelle cisterne.
L’Italia non è una democrazia, il cittadino non è rappresentato in Parlamento, non può votare il proprio candidato. Il Parlamento è eletto dalla mafia, dalla massoneria, dai vertici dei partiti, non dai cittadini. Sei persone decidono per tutto il Paese. L’Italia è un sistema capitalistico/mafioso con le pezze al culo, basato sul debito pubblico e sulle concessioni dello Stato. Ogni italiano è indebitato per 30.000 euro.Il debito aumenta di 100 miliardi di euro all’anno, stiamo andando verso il default. Quando i soldi contaminano la politica, la politica diventa merda, si fa politica per i soldi, non per servizio civile, come dovrebbe essere. Il MoVimento 5 Stelle non vuole i soldi, vuole poter volare alto, far volare le sue idee. Non ha ideologie, ma idee. I partiti prendono un miliardo di euro di finanziamenti elettorali nonostante un referendum che li abbia proibiti, nessuno si scandalizza, passano tutti all’incasso.
L’equazione è semplice senza soldi spariscono i partiti, sono fatti di soldi, di niente. Che dignità può avere un parlamentare che matura la pensione dopo due a anni e mezzo di fronte a milioni di persone che la pensione non la vedranno mai, che moriranno prima di andarci, che devono maturare 40 anni di contributi?
Ci sono voluti tre anni perché la proposta di legge Parlamento Pulito venisse discussa alla Commissione del Senato. Tre anni, trentasei mesi, più di mille giorni perché quattro senatori muovessero il culo per ascoltare 350.000 cittadini che al rimo Vday di Bologna chiedevano delle cose semplici, scontate in un Paese appena normale: nomina diretta del candidato, due legislature, nessuno condannato in via definitiva. Ci hanno definiti populisti, demagoghi, qualunquisti, violenti, volgari solo perché volevamo riaffermare il principio di democrazia in questo Paese. I partiti sono morti, zombie che camminano, strutture del passato, costruzioni artificiali. Sono diventati barriere tra le persone e lo Stato. Lo Stato siamo noi, non i partiti. E’ finito il tempo della delega in bianco. Il cittadino deve entrare nelle istituzioni come servizio civile per un periodo limitato e poi tornare alla propria attività. Non esiste il politico di professione, esistono i mantenuti a vita di professione come Chiamparino, Fassino, D’Alema, come Maroni, Bossi e tutta la sua grande famiglia, come Andreotti, il prescritto per mafia che ha detto di Ambrosoli, uno dei pochi eroi di questo Paese, “Se l’è cercata!”.
Noi siamo vivi e loro sono morti, in decomposizione, se li tocchiamo moriremo anche noi. Parlano di alleanze, di percentuali, di schieramenti, ma in realtà parlano sempre e soltanto di una cosa: come conservare il loro potere. Il MoVimento 5 Stelle farà alleanze, anche una al mese, una alla settimana, ma solo con i cittadini, con i movimenti per l’acqua pubblica, per una libera informazione non finanziata dallo Stato, contro la TAV in Val di Susa, contro le centrali nucleari, contro la base americana di Dal Molin. L’Italia ripudia la guerra e spende più per armamenti che per opere di pace. Persino Bono degli U2 ci ha mandato a fanculo, non manteniamo le promesse di aiuti umanitari e spendiamo 15 miliardi di euro per 131 caccia bombardieri dagli Stati Uniti, finanziamo la più grande industria bellica del mondo e chiudiamo le scuole.
Il MoVimento 5 Stelle ha preso mezzo milione di voti senza finanziamenti, senza media, giornali, televisioni, ogni voto è costato solo 8 centesimi al MoVimento, nulla ai cittadini, grazie alla Rete, al passaparola. La Rete è anticapitalista, la politica si fa con le idee, non con il capitale.
Il portale del Movimento 5 Stelle è il luogo di incontro, di creazione delle idee, della condivisione delle proposte. Chiunque non sia già iscritto a un partito può iscriversi gratis. Gli iscritti potranno creare una lista civica, proporre un candidato e in futuro modificare il programma in stile Wikipedia, collegarsi in una rete sociale come in Facebook, scambiarsi esperienze. Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle sono circa 100.000. 100.000 persone informate e motivate possono trasformare il Paese. Noi siamo “Altri” non esistiamo nei sondaggi, ma siamo gli unici ad avere un Programma creato in Rete, questo Programma va stampato, diffuso, discusso. Il MoVimento coincide con le sue proposte, con le sua azioni civili, con il suo Programma. Chi dice che facciamo proteste e non proposte è in malafede o un imbecille inconsapevole.
“Ora che il governo della Repubblica è caduto nelle mani di pochi prepotenti … ma chi, chi se è un uomo, può ammettere che essi sprofondino nelle ricchezze, che sperperino nel costruire sul mare e nel livellare i monti e che a molti manchi il necessario per vivere? Che costruiscano case e case l’una appresso all’altra e che molti non abbiano un tetto per la propria famiglia? Per noi la miseria in casa, i debiti, triste l’oggi e incerto il domani. Che abbiamo, insomma, se non l’infelicità del vivere?”
Non l’ho detto io, non è l’Italia di oggi, sono le parole di Catilina pronunciate nel 64 prima di Cristo a Roma. L’Italia non è cambiata in duemila anni, per questo può cambiare oggi, solo i pazzi credono nell’impossibile e noi siamo i pazzi della democrazia. Il MoVimento 5 Stelle è nato il giorno di San Francesco, 4 ottobre del 2009, Francesco era chiamato il pazzo di Dio, noi siamo i pazzi della democrazia. Crediamo sia possibile un mondo basato sull’equità sociale, sulla solidarietà, sul rispetto dell’altro, sul diritto alla felicità, in cui chiunque può volare.
Vogliamo tutto e lo vogliamo subito. Cosa abbiamo da perdere? Perché non crederci? Perché non lottare per il nostro futuro? Non abbiamo altro. Non abbiamo scelta.
Ognuno deve impegnarsi, ognuno conta uno.
Sopra e avanti.

ComeDonChisciotte – GOOD BYE USA-KINEH

In quanto a barbarie gli USA competono con l’Iran. No alla pena di morte, senza se e senza ma.

Fonte: ComeDonChisciotte – GOOD BYE USA-KINEH.

DI GABRIELE ADINOLFI
noreporter.org

Qui la civiltà; i barbari stanno fuori

Teresa Lewis (nella foto) è morta in Virginia, lo Stato guida di quel sud che fu “liberato” un secolo e mezzo fa dagli apostoli del progresso.
E’ morta di notte perché nei civilizzatissimi States non si ha più l’abitudine di offrire al condannato l’ultima alba.
E’ stata giustiziata perchè, accusata di aver avuto una qualche complicità nell’uccisione del marito, fu riconosciuta colpevole, esattamente come l’iraniana Sakineh e malgrado i suoi ritardi psichici lasciassero adito a più di un dubbio. La mobilitazione per salvare la Lewis non ha avuto paragone con quella ancora in atto per la detenuta iraniana.
L’Occidente si scandalizza per l’orribile pena cui quest’ultima è destinata: la lapidazione.

E’ giusto inorridire per la lapidazione.
La Lewis invece è stata eliminata pulitamente. L’hanno soppressa con un’iniezione letale.
Detta così potrebbe lasciar pensare ad una sorta di sonnifero per cui uno si addormenta e non si sveglia più. Invece si tratta di ben altro fenomeno. Il composto iniettato nelle vene, quello che porta all’annunciato “arresto cardiaco” produce un progressivo irrigidimento delle membra, dei muscoli, l’atrofia dei polmoni, fino ad un senso insopportabile di soffocamento. Un’agonia ignobile e interminabile.
Non ha l’aspetto barbaro delle pietre scagliate su di una persona sepolta fino al collo, ma non è pratica migliore.
Negli Usa, nel paradiso democratico, nella nazione guida del fondamentalismo biblico in salsa liberal, c’è di peggio. Si può venire fritti a fuoco lento su di una sedia elettrica, oppure soppressi in un’agonia di ore nella camera a gas. Un modo di morire così lungo e complesso che dovrebbe indurre a riflettere. Oppure si può semplicemente venire impiccati. Un sistema rapido, secco: con l’osso del collo che si spezza di colpo? Non proprio. Basti pensare che i boia di Norimberga si attrezzarono per far durare ogni agonia più di tre quarti d’ora. E, non contenti, fecero le botole così strette che le vittime si contusero e si ferirono in sopraggiunta. Solo ogni tanto c’è un po’ dignità umana nelle esecuzioni americane – che comunque avvengono solitamente dopo quindici o vent’anni di galera – ed è nei pochi casi in cui il condannato viene fucilato.

Questo almeno è un modo pulito, l’unico che non mette in evidenza innanzitutto e solo la perversione subumana del carnefice veterotestamentario.
Tutto questo non è però oggetto d’indignazione pubblica. Gli Usa sono gli Usa, il mondo di Hollywood e della Cnn, il mondo dei telefilms, quello dei Buoni. Quando si tratta di loro, al massimo ci si mobilita per “sensibilizzarli”.
Per inorridirsi no. Per quello abbiamo il mostro, quello che dobbiamo tenere lontano dalle nostre case e che a questo scopo ci fa acclamare ed amare le stelle le strisce del Grande Fratello.
Salvo poi, sulla falsa riga delle demagogie di Fini e Vendola, invitarlo in casa nostra fino ad offrirgli la nazionalità. Secondo l’ultima bestemmia internazionalista che confonde il sangue, il suolo, i Lari e la cultura con il codice fiscale e la partita Iva.

Noi, politicamente corretti e quotidianamente idioti, non dobbiamo pensare ma soltanto reagire emotivamente a comando, e possiamo inorridire solo per ciò che è ufficialmente barbaro.
E nemmeno sempre per quello. Bisogna che l’oggetto di violenza del barbaro sia una categoria che fa lobby: le donne, i gay, o gli animali (quelli per interposta persona ovviamente).
Perché il mondo liberal è così. Non soltanto si è stratificato su di una serie di orrori quotidiani che Attila non avrebbe neppure osato immaginare, non soltanto è ingiusto, sperequativo e liberticida come nemmeno il più fantasioso Polpot avrebbe osato sognare, ma concede la possibilità di lamentarsi per le libertà, per le dignità delle minoranze, vere o presunte che siano.
Le libertà e le dignità, cavalli di battaglia delle generazioni della nevrosi postsessantottina, hanno ucciso, nella pluralità indifferenziata, la libertà, la dignità. E non c’è più alcuna possibilità di difesa per chiunque sia un cittadino comune. Il quale può solo indignarsi per Sakineh e mugugnare un po’ per la Lewis, ma non potrà impedire di essere sepolto sotto i detriti del progresso.

Gabriele Adinolfi
Fonte: http://www.noreporter.org
Link: http://www.noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=14814:good-bye-usa-kineh&catid=7:alterview&Itemid=13
24.09.2010