Archivi del mese: ottobre 2010

Il papello nascosto

Fonte: Il papello nascosto.

Il documento che prova la trattativa Stato-mafia “fu ritrovato cinque anni fa dai carabinieri e rimesso a posto”

Il papello? Trovato cinque anni fa e rimesso a posto in cassaforte. Tutto “per ordini superiori”. Ma l’ufficiale dei carabinieri che se lo ritrovò tra le mani, nella peggiore tradizione dell’Arma, lo fotocopiò trattenendone la copia. Sono le clamorose rivelazioni di due militari, uno dei quali partecipò alla perquisizione a casa Ciancimino, acquisite agli atti del processo Mori e da ieri depositate e a disposizione delle parti. Protagonista è il capitano dei carabinieri Antonello Angeli che il 17 febbraio del 2005 diresse la perquisizione nella villa di Massimo Ciancimino, sul lungomare dell’Addaura, lasciandosi sfuggire il “papello” di Totò Riina.

L’ufficiale si sarebbe reso perfettamente conto che stava trascurando carte scottanti sulla trattativa tra Stato e mafia, ma avrebbe agito per “ordini superiori”. A rivelarlo ai pm di Palermo è un maresciallo, Saverio Masi, che dice di aver raccolto le confidenze dello stesso capitano poco dopo l’ “anomala” perquisizione. Presentatosi spontaneamente ai pm di Palermo Nino Di Matteo e Paolo Guido, che indagano sulla “trattativa” tra Stato e mafia, il sottufficiale ha raccontato che fu lo stesso Angeli a rivelargli come avesse rinvenuto in un soppalco di quella villa dell’Addaura, “la documentazione relativa ai rapporti tra le istituzioni e Cosa Nostra” e in particolare il “papello redatto da Totò Riina”.

Secondo il maresciallo, il papello non fu toccato perché “dai superiori arrivò l’ordine di non procedere al sequestro”, in quanto si sarebbe trattato di “documentazione già acquisita”. Ma al maresciallo, Angeli avrebbe riferito infatti di aver fotocopiato di nascosto la documentazione ufficialmente sfuggita al suo controllo grazie all’aiuto di un collaboratore. Qualche tempo dopo, allo stesso maresciallo, Angeli avrebbe chiesto di contattare un giornalista per denunciare pubblicamente la storia del mancato sequestro. Obbedendo al suo capitano, il sottufficiale, in compagnia di un collega, incontrò l’inviato di un quotidiano nazionale che però rifiutò di pubblicare la notizia. Il giornalista, chiamato dai pm, ha confermato tutto, consegnando persino un biglietto su cui i carabinieri avevano scritto i propri nomi e recapiti. Di quella “strana” perquisizione nella villa all’Addaura da parte di carabinieri incredibilmente “distratti” che avevano messo la casa sottosopra, ma si erano lasciati sfuggire il documento di Totò Riina, aveva già parlato Massimo Ciancimino, sostenendo però che la cassaforte non era stata neppure aperta.

Oggi scopriamo che quel pezzo di carta che prova la trattativa tra la mafia e lo Stato (consegnato da Massimo Ciancimino ai pm di Palermo solo l’anno scorso) in realtà è nelle mani dei carabinieri e in particolare di Angeli, da cinque anni. Un’ulteriore conferma alle parole del maresciallo è arrivata, più recentemente, dal collaboratore di Angeli, Samuele Lecca, che materialmente fotocopiò il ‘’papello’’, consegnandone la copia al capitano, direttamente in ufficio. Si tratta di un carabiniere semplice che faceva parte della squadra incaricata di perquisire la villa di Ciancimino jr in quel febbraio del 2005. Il militare, convocato nei giorni scorsi dai pm, ha raccontato che durante quel controllo in casa del figlio di don Vito il capitano Angeli gli chiese se conoscesse una copisteria dove potesse ‘’velocemente’’ fotocopiare alcuni documenti per poi riportarglieli in ufficio. Si trattava di numerosi fogli, alcuni a quadretti, molti dei quali scritti a penna e costellati di post it.

Il carabiniere rimase sospreso perché, per correre a fotocopiare quelle carte, dovette utilizzare la macchina di servizio, sottraendola ai colleghi che rischiavano di non poter tornare in caserma. Il militare, comunque, raggiunse in fretta una copisteria, fotocopiò le carte e riportò originali e fotocopie al suo capitano. Poi partecipò alla catalogazione dei documenti sequestrati in casa Ciancimino e notò che i documenti da lui fotocopiati non facevano parte dei materiali finiti sotto sequestro. Angeli, oggi colonnello dei carabinieri, per anni in servizio presso il Quirinale, è indagato a Palermo per favoreggiamento. È stato interrogato una prima volta nell’estate 2009 e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nuovamente convocato dai pm il 22 ottobre scorso, ha fatto sapere qualche giorno prima dell’interrogatorio, tramite il suo legale, l’avvocato Salvatore Orefice, di non voler rispondere. I magistrati hanno rinunciato a sentirlo. I due testimoni saranno interrogati in aula nel processo Mori.

di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza

da Il Fatto Quotidiano del 30 ottobre 2010

ComeDonChisciotte – L’UTILIZZO POLITICO DEL TRAUMATISMO DELLE FAMIGLIE DELLE VITTIME DELL’ 11/9

Fonte: ComeDonChisciotte – L’UTILIZZO POLITICO DEL TRAUMATISMO DELLE FAMIGLIE DELLE VITTIME DELL’ 11/9.

DI PASCAL SACRE’
mondialisation.ca

Catherine Ashton, alto rappresentante dell’ Unione Europea per gli Affari esteri, ha definito “scandalose e inaccettabili” le affermazioni del presidente iraniano al seggio dell’ ONU il 23 settembre 2010.[1] Gli Stati Uniti e il suo presidente Barak Obama hanno utilizzato il termine “detestabili”.[2] Secondo la maggioranza dei giornali occidentali Mahmoud Ahmadinejad ha evocato giovedì prima dell’ Assemblea generale dell’ ONU la partecipazione degli Stati Uniti agli attentati dell’ 11 Settembre 2001, provocando l’ abbandono immediato della sala delle delegazioni USA, canadese e dell’ Unione Europea.

In questo discorso, Ahmadinejad non ha parlato solamente dell’ 11 Settembre 2001 ma anche del nucleare e dell’ occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele. Mahmoud Ahmadinejad è visto in Occidente come una sorta di “uomo nero” . Da noi, chi è che ascolta davvero ciò che ha da dire? Ci bastano le scorciatoie e le traduzioni dei nostri media. Facciamo bene a creder loro?

Nella foto: Rosa Notaro, a sinistra, e Anna Sereno, a destra, con le foto dei loro figli, Daniella Notaro e Arturo Angelo Sereno morti nelle Torri gemelle l’11 settembre 2001

Già nell’ ottobre 2005, la frase del presidente iraniano “ Imam ghoft een rezhim-e ishghalgar-e qods bayad az safheh-ye ruzgar mahv shaved” è stata tradotta in: “Bisogna cancellare Israele dalla carta geografica” . Ahmadinejad parlava del regime (rezhim-e) e non di Israele nel senso del paese o del territorio. Een rezhim-e ishghalgar-e qods significa letteralmente “questo regime occupante Gerusalemme”. La frase esatta fa riferimento ad un’ affermazione dell’ Ayatollah Khomeiny che dice “questo regime che occupa Gerusalemme deve scomparire dalla storia” [5]. Come chiunque direbbe: “è tempo che questo regime (a scelta, oppressivo, comunista, capitalista) scompaia” . Questa traduzione ‘orientata’ aveva fatto respingere ogni discorso del presidente come fu, una volta di più nel settembre 2010, quando la semplice rimessa in discussione del discorso ufficiale a proposito dell’ 11 settembre 2001 ha fatto abbandonare la sala ai delegati delle democrazie occidentali.

Il discorso del presidente iraniano, nel suo complesso, è stato ignorato ed è passato sotto silenzio dalla stampa occidentale, focalizzata sul “sacrilegio” che rappresenta ancora oggi l’aver posto la questione sull’11 settembre 2001. Mahmoud Ahmadinejad ha toccato problematiche alle quali le nostre democrazie dovrebbero essere sensibili.

“Le due guerre mondiali, l’occupazione della Palestina, le guerre di Corea e del Vietnam, la guerra dell’ Irak contro l’ Iran, l’ occupazione dell’ Afghanistan e dell’ Irak, i conflitti in Africa hanno fatto milioni di morti, di feriti e di profughi.

Il terrorismo, la produzione della droga, la povertà e l’ineguaglianza sociale sono aumentate.

Golpisti e dittature hanno commesso crimini senza precedenti in America Latina con l’ aiuto dell’Occidente.

Invece del disarmo, la proliferazione e lo stoccaggio di una marea di armi proibite, nucleari, biologiche e chimiche sono state sviluppate, esponendo il mondo ad una minaccia crescente. E’ così che sono stati raggiunti gli scopi dei colonizzatori e degli schiavisti, sotto una nuova presentazione, questa volta” [6].
Il sostegno occidentale alle dittature e ai crimini in America Latina è assodato, provato da tempo. Mahmoud Ahmadinejad non inventa niente.

La dottrina Monroe.

L’ operazione Condor in America del Sud. I diversi terrorismi di Stato negli anni ’ 70 in Argentina, in Paraguay, in Cile, in Uruguay, in Bolivia, in Brasile, hanno provocato un vero genocidio [7], con la complicità particolarmente attiva degli Stati Uniti. Ciò si è egualmente avuto in Asia, in Medio Oriente e in Africa[8].

I governi delle potenze occidentali hanno cooperato in tutti gli ambiti con il Sudafrica fino al 1994, senza preoccuparsi del sistema razzista d’ apartheid che vi regnava. Un altro alleato, Israele, la sola “ democrazia”, secondo lui del Vicino Oriente è andato ancora più lontano: ha aiutato lo stesso Sudafrica razzista e violento [9] a tentare di dotarsi della bomba atomica [10].

Cosa ha detto di così rivoltante Mahmoud Ahmadinejad? Al punto che Catherine Ashton, Barak Obama e i loro delegati trovassero ciò detestabile, scandaloso e inaccettabile?

“Si è detto che circa 3000 persone hanno trovato la morte l’ 11 settembre, e noi ne siamo profondamente rattristati..

Tuttavia ad oggi, ci sono centinaia di migliaia di persone che sono state uccise in Afghanistan e in Irak, milioni di feriti e profughi, e il conflitto continua ad estendersi.” [11]
Ha ricordato (M. Ahmadinejad), per quanto riguarda l’ identificazione dei responsabili degli attentati, che tre punti di vista si affrontano; uno di questi, la versione ufficiale del governo statunitense è sempre meno accettata dalla gente, in particolare negli Stati Uniti, come testimonia un sondaggio di Zogby International pubblicato nel settembre 2007: il 51% degli statunitensi voleva all’epoca un’ inchiesta del Congresso su Bush e Cheney a proposito degli attentati dell’ 11 settembre e più del 30%, una destituzione immediata [12]. Il 67% rimproverava alla Commissione d’ inchiesta sull’ 11 settembre di non aver investigato correttamente l’ incomprensibile crollo della torre 7 del World Trade Center.

Queste percentuali in seguito sarebbero costantemente aumentate [13].

Nelle altre principali versioni riguardanti l’ identificazione dei responsabili degli attentati, o il governo americano o le agenzie di informazione avrebbero lasciato fare ai terroristi, o “alcuni segmenti dello stesso governo statunitense” avrebbero “orchestrato questi attacchi per invertire il declino economico americano e consolidando la propria influenza sul Vicino Oriente per salvare anche il regime sionista” [14] .

Mahmoud Ahmadinejad ha posto soprattutto questa questione:

“Non avrebbe avuto senso che per identificare in modo conclusivo gli elementi implicati negli attentati fosse condotta un’ inchiesta seria da parte di gruppi indipendenti, ed in seguito fosse steso un piano razionale delle misure da prende contro questi ultimi?”.
Gruppi indipendenti.

Le delegazioni occidentali erano già uscite e non hanno sentito, né tanto meno risposto..

“Tutti i responsabili dei 27 paesi dell’ Unione Europea sono usciti dalla sala dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite”, ha spiegato la Ashton, l’ alta rappresentante per gli Affari Esteri.

“A nome dell’ Unione Europea, vorrei esprimere la mia solidarietà alle famiglie e agli amici di coloro sono stati uccisi negli attentati dell’ 11 settembre” ha aggiunto [15].La Ashton conosce Mindy Kleinberg? E Kristen Breitweiser, Patty Casazza, Monica Gabrielle, Lorie Van Auken, Donna Marsh O’ Connor, Robert McIlvaine ? Questi sono i membri degli famiglie di quelli che sono stati uccisi o sono rimasti feriti negli attentati dell’ 11 settembre. “ Il 75% dei nostri quesiti [alla Commissione di inchiesta] sono rimasti senza risposta” ha dichiarato Mindy Kleinberg, vedova dell’ 11 settembre. Queste famiglie hanno rifiutato ogni risarcimento dall’ amministrazione americana in cambio del loro silenzio.

Donna Marsh O’ Connor, madre di una vittima dell’ 11 settembre ha richiesto una nuova inchiesta durante una conferenza stampa il 12 settembre 2006: http://www.dailymotion.com/video/xcpeoi_la- mere-dy1-victime-du-11-septembre_news?start=4#from=embed.

Robert McIlvaine, padre di una vittima dell’ 11 settembre, ha anche lui ha fatto appello ad una nuova inchiesta realmente indipendente sull’ 11 settembre, sul canale televisivo italiano Canale 5: http://www.dailymotion.com/video/x4sjmz.

Madame Ashton ha visto il documentario « 9/11 Press for Truth, 11 settembre, inchiesta di verità”?

E’ al corrente che più di mille architetti, ingegneri, come testimonia il Washington Times del 22 febbraio 2010, fanno appello al Congresso per l’ apertura di una nuova inchiesta sulla distruzione delle Torri Gemelle e dell’edificio 7 del World Trade Center [16] ?

La signora Ashton, e il signor Obama, e le loro delegazioni non sono affatto solidali con tutte queste persone.

Kristen Breitweiser, Patty Casazza, Monica Gabrielle, Lorie Van Auken, Donna Marsh O’ Connor, Robert McIlvaine et Mindy Kleinberg, vedove e parenti sconsolati, famiglie e amici di chi è stato ucciso o ferito negli attentati dell’ 11 settembre [18] sono stati insultati, non da Mahmoud Ahmadinejad, ma dalla reazione di Catherine Ashton, di Barack Obama e di tutti i rappresentanti delle 27 nazioni dell’ UE, del Canada e degli Stati Uniti, che rifiutano sempre di rispondere alle domande della loro gente.

Pascal Sacré
Fonte: http://www.mondialisation.ca
Link: http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=21531
20.10.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SUSANNA TROJANO

Note
[1] ONU: Ashton giudica i propositi di Ahmadinejad sull’ 11 settembre “scandalosi e inaccettabili” http://www.tdg.ch/depeches/monde/onu-ashton-juge-propos-ahmadinejad-1109- scandaleux-inacceptables
[2] Ahmadinejad parla di un complotto americano negli attentati dell’ 11 settembre http:// http://www.rtbf.be/info/monde/onu/ahmadinejad-evoque-un-complot-americain-dans-les-attentats-du-11- septembre
[3] Discorsi di Mahmoud Ahmadinejad alla 65esima Assemblea generale dell’ ONU http://www.geostrategie.com/2849/discours-de-mahmoud-ahmadinejad-a-la-65eme-assemblee- generale-de-l%E2%80%99onu
[4] « Israele deve essere cancellato dalla carta geografica», Le Monde, 27 ottobre 2005.
[5] « Cancellato dalla carta ». Ciò che Mahmoud Ahmadinejad ha effettivamente detto; I discorsi : http://www.president.ir/frasi/ahmadinejad/speeches/1384/aban-84/840804sahyonizm.htm
[6] Op.cit., Discorsi di Mahmoud Ahmadinejad alla 65esima Assemblea generale dell’ ONU
[7] http://tolerance.over-blog.net/article-7295701.html .
[8] Per approfondire, consultare i libri di questi autori: Noam Chomsky (Gli Stati mancati, La guerra come politica estera degli Stati Uniti), William Blum (Le guerre scellerate), Howard Zinn (Una Storia popolare degli Stati Uniti), Jean Bricmont (Imperialismo umanitario).
[9] Tra le atrocità inflitte ai braccianti neri si può citare, farsi sparare addosso perché si è stati “ confusi” per cani, babbuini o facoceri, essere trainati da una 4×4 su una strada asfaltata fino allo scarnifica mento, essere gettati vivi in una fossa di leoni; la lista è interminabile…
[10] Hors-série Le Monde Diplomatique, L’ Atlas Histoire, pp.66-67
[11] Op.cit., Discorsi di Mahmoud Ahmadinejad alla 65esima Assemblea generale dell’ ONU
[12] http://www.zogby.com/news/readnews.cfm?ID=1354
[13] http://www.veteranstoday.com/2010/09/08/gordon-duff-do-the-majority-of-americans-blame- bush-for-911/
[14] Op.cit., Discorsi di Mahmoud Ahmadinejad alla 65esima Assemblea generale dell’ ONU
[15] Ibid. : Ashton giudica i propositi di Ahmadinejad sull’ 11 settembre “ scandalosi e inaccettabili”
[16] Washington Times : 1000 architetti ed ingegneri chiedono una nuova inchiesta sull’ 11 settembre http://www.reopen911.info/News/2010/02/26/washington-times-1000-architectes- ingenieurs-demandent-une-nouvelle-enquete-sur-le-11-septembre/
[17] http://www.reuters.com/article/idUS204116+09-Sep-2010+PRN20100909
[18] Gli avvocati dellì11 settembre : http://www.reopen911.info/News/2010/07/15/les-avocates-du- 11-septembre-lettre-112/

Antimafia Duemila – Corruzione, si ferma cosi’

È chiaro che se la corruzione è così diffusa, né destra né sinistra hanno interesse a combatterla perché la lotta alla corruzione li toccherebbe direttamente…

Fonte: Antimafia Duemila – Corruzione, si ferma cosi’.

«Non servono pene più severe, ma leggi per far emergere il reato. Il contrario di quello che avviene da noi, con la depenalizzazione dei reati finanziari». Dopo il rapporto-choc sull’Italia, parla il giudice Piercamillo Davigo.

Il Palazzo della politica, in grandissima parte, ha accolto con una scrollata di spalle una notizia che in tutti gli altri paesi sviluppati sarebbe stata un terremoto: il crollo del “rating” del nostro Paese nelle classifiche mondiali della corruzione. A segnalare il degrado italiano è stata un’organizzazione indipendente, Transparency International, che nel suo rapporto sul grado di onestà nei diversi paesi del mondo ha classificato l’Italia al 67esimo posto nel mondo con il punteggio di 3,9 su 10: mai così in basso da quando viene pubblicato il rapporto e ultima tra le democrazie occidentali. Ma, per capirci, siamo sotto perfino il Rwanda e Ghana. Nello stesso documento, l’associazione internazionale segnala l’importanza di approvare in fretta una nuova legge contro la corruzione. Una legge che in Italia corrisponde al Ddl anticorruzione, attualmente parcheggiato in Commissione al Senato e rimasto fermo per dare la priorità al Lodo Alfano. La corruzione è una piaga che, secondo la Corte dei Conti, ci costa sessanta miliardi l’anno: quasi mille euro a persona.

‘L’espresso’ ne ha parlato con Piercamillo Davigo, consigliere della Corte Suprema di Cassazione ed ex pm del Pool di Mani Pulite ai tempi di Tangentopoli, di recente autore con Grazia Mannozzi del volume “La corruzione in Italia: percezione sociale e controllo penale”.

Piercamillo Davigo Dopo l’ennesima bocciatura internazionale, si torna a parlare del disegno di legge anticorruzione. Ha senso approvarlo in fretta?

«Credo che questo disegno di legge non abbia in realtà alcuna efficacia nei confronti dei reati che dice di voler perseguire. Anche se venisse approvato non cambierebbero i veri problemi».

Perché?
«Si possono anche inserire pene più severe per la corruzione, persino l’ergastolo, ma questo non risolve nulla. Si devono invece introdurre delle norme che aiutino a far emergere la notizia di reato. Altrimenti si finisce per avere delle pene molto severe per dei reati che non si possono scoprire. Le faccio un esempio: in venti anni alla Corte di Appello di Reggio Calabria ci sono state solo due condanne per corruzione. Se si vuol credere che quella è un’isola felice va bene, ma forse c’è qualcosa che non va».

Cosa serve per una vera lotta alla corruzione?
«La corruzione è un reato che solo in minima parte viene denunciato. La differenza tra i casi denunciati e quelli che davvero accadono è molto elevata e si deve trovare un modo per far emergere questo sommerso».

E oggi non è possibile?
«E’ molto più difficile. Le leggi degli ultimi anni, approvate sia da destra sia da sinistra, hanno depenalizzato una serie di reati finanziari che aiutavano a smascherare la corruzione. L’abuso di ufficio oggi è molto difficile da provare, il falso in bilancio è stato in gran parte depenalizzato. Ed era proprio dal falso in bilancio e dai fondi neri creati in questo modo dalle aziende che partivano spesso le indagini per corruzione. Senza parlare dei tempi di prescrizione che hanno trasformato i processi in una corsa contro il tempo prima che scadano i termini».

Con quale risultato?
«La corruzione non ha effetti nefasti solo dal punto di vista etico, ma anche pratico. In altri termini, costa moltissimo a tutto il Paese e a tutti i contribuenti. Ci sono settori economici che dopo la scoperta di vicende di corruzione hanno visto crollare i prezzi degli appalti anche del 50 per cento. Senza dire che prendersi un appalto con le mazzette è una distorsione del mercato e della libera concorrenza, e ha come conseguenza una minore efficienza delle imprese».

ComeDonChisciotte – LE PROVE SCIENTIFICO-LEGALI CHE SMENTISCONO LE INDAGINI UFFICIALI SULL’11/9

La demolizione controllata delle due torri non è più un’ipotesi ma un fatto provato scientificamente.

Fonte: ComeDonChisciotte – LE PROVE SCIENTIFICO-LEGALI CHE SMENTISCONO LE INDAGINI UFFICIALI SULL’11/9.

DI RICHARD GAGE E GREGG ROBERTS
Architects & Engineers for 9/11 Truth

AE911Truth (gruppo “Architetti e Ingegneri per la Verità sull’11/9”) trasmette le prove ai media: Conferenza Stampa – National Press Club – Washington DC.

Ed. – Di seguito la dichiarazione testuale della durata di 10 minuti letta da Richard Gage, AIA (American Institute of Architects), ai media durante la conferenza stampa dell’AE911Truth presso il National Press Club di Washington DC il 9 settembre 2010.

Buon pomeriggio, mi chiamo Richard Gage, AIA. Sono un membro dell’American Institute of Architects (Istituto americano degli architetti). Sono un architetto accreditato da 22 anni e ho fondato l’organizzazione no profit Architects & Engineers for 9/11 Truth (AE911Truth).

Il nostro gruppo conta attualmente oltre 1270 firmatari della petizione tra ingegneri e architetti. In tutto, abbiamo più di 25.000 anni di esperienza tecnica e di costruzione. La conferenza stampa di oggi è rilasciata dai nostri firmatari e sostenitori in 65 [in seguito risultate 67] località del mondo, compresi 30 stati e 4 nazioni.

Oggi siamo qui per informarvi che abbiamo trovato le prove che le indagini ufficiali su ciò che è accaduto ai grattacieli del World Trade Center l’11/9 erano profondamente incomplete, o anche peggio. Le prove scientifico-legali che abbiamo scoperto hanno delle implicazioni molto serie.

Ad esempio, è stato scoperto del materiale altamente energetico e tecnologicamente avanzato nella polvere del World Trade Center in seguito alla catastrofe dell’11/9.


[Frammenti rosso/grigi pirotecnici o esplosivi altamente energetici scoperti in campioni di polvere del WTC. ]

Ciò fa seguito alla scoperta, da parte dell’United States Geological Survey (Servizio geologico degli Stati Uniti) e altri, di alte concentrazioni di microsfere arricchite di ferro precedentemente fuse nella polvere del WTC. Tali microsfere possono essersi formate soltanto durante la distruzione del World Trade Center a temperature troppo alte per essere causate dal combustibile per aviogetti e dagli incendi degli uffici. Quegli incendi, a detta degli ingegneri del NIST, il National Institute of Standards and Technology, portarono con ogni probabilità alla distruzione del World Trade Center. La scoperta di questo materiale energetico avanzato, sottoforma di frammenti rosso/grigi sparsi dappertutto nella polvere, da una parte spiega le microsfere arricchite di ferro e dall’altra conferma l’inadeguatezza del resoconto ufficiale di quanto accaduto in quel tragico giorno.

Anche prima che le microsfere rosso/grigie fossero identificate e portate alla nostra attenzione, eravamo seriamente preoccupati circa altri aspetti della distruzione di questi edifici simbolici, e circa il modo in cui erano state condotte le indagini. Oltre due dozzine di vigili del fuoco, ingegneri e altri testimoni riferirono di aver visto notevoli quantità di ferro o acciaio fuso scorrere come lava nelle macerie lasciate dai tre i grattacieli del World Trade Center. Gli incendi degli uffici e il combustibile per aviogetti non avrebbero mai potuto raggiungere le temperature necessarie a fondere il ferro o l’acciaio. Una miscela chiamata termite, composta da ossido di ferro e alluminio polverizzati, PUÓ produrre temperature sopra i 4000°F, molto più di quanto serve per fondere il ferro o l’acciaio, che si liquefanno a circa 2750°F.

Il materiale energetico che è stato trovato nella polvere del WTC da una squadra internazionale di scienziati (guidati da Niels Harrit dell’Università di Copenhagen in Danimarca) è stato riportato nel Bentham Open Journal of Chemical Physics, soggetto a peer review [revisione a cura di ricercatori indipendenti n.d.t.]. Tale materiale consiste di particelle nano progettate di ossido di ferro e alluminio grandi quanto la millesima parte di un capello umano, inglobate in un’altra sostanza composta da carbonio, ossigeno e silicio. Le dimensioni delle particelle di ossido di ferro sono assai uniformi, e né queste, né le piastrine a grana finissima di alluminio potrebbero essersi formate tramite un processo naturale quale un collasso gravitazionale o per l’impatto degli aerei di linea. I frammenti rosso/grigi in cui si sono trovate queste particelle mostrano le stesse caratteristiche dei materiali energetici avanzati sviluppati nei laboratori nazionali degli Stati Uniti negli anni precedenti l’11/9. La loro presenza in questa polvere non si può spiegare. Dati i costi esagerati in termini di vite umane, libertà civili perdute e i trilioni di tasse spese a seguito del resoconto ufficiale sull’11/9, per la nostra nazione e per il mondo intero non c’è esigenza più urgente di scoprire chi mise questi materiali nel World Trade Center, e perché.

Questa esigenza rende la situazione talmente preoccupante che gli ingegneri di prim’ordine responsabili dell’indagine governativa eviterebbero di trattare in modo diretto TUTTE le prove che l’AE911Truth e altri hanno ripetutamente portato alla loro attenzione, cose che per la maggior parte si sono rese disponibili con documenti pubblici sin dall’inizio. John Gross, co-project leader del NIST, ha negato l’esistenza di ferro o acciaio fuso presso il World Trade Center, e persino ogni resoconto al riguardo.


[Uno scavatore solleva le macerie da cui cola ferro o acciaio fuso.]

Questi ingegneri hanno interrotto l’analisi della distruzione totale e altamente energetica delle torri proprio nel momento in cui tale distruzione ha avuto inizio. E hanno accantonato o evitato un’analisi seria delle altre prove che ci interessano, ossia:

1.Entrambe le Torri Gemelle furono totalmente smembrate e distrutte in un tempo che va dai 10 ai 14 secondi soltanto – cosa che avviene vicino all’accelerazione in caduta libera. Perché ciò accadesse, tutte le 47 massicce colonne centrali, così come larga parte delle colonne esterne, avrebbero dovuto essere compromesse con dell’esplosivo prima dell’evento.

2.Oltre 100 tra i primi intervistati riferirono di aver sentito delle esplosioni e di aver visto dei lampi di luce all’inizio della distruzione. I lampi di luce indicano detonazioni esplosive. Le dichiarazioni di questi testimoni sono documentate in “Oral Histories” (“Storie orali”) di NYC dal Comandante dei Vigili del Fuoco Thomas Von Essen.

3.Sezioni di muri perimetrali d’acciaio di parecchie tonnellate furono eiettate lateralmente a 100 km/h a una distanza di 180 m. Tali velocità e distanza indicano che l’eiezione fu causata da un’esplosione ad alta pressione.

4.90.000 tonnellate di cemento e copertura in metallo furono polverizzate a mezz’aria, un ulteriore indizio che si trattò di un’esplosione.

5. Il World Trade Center 7, un edificio di 47 piani che non fu colpito da nessun aereo, precipitò con un’accelerazione da caduta libera per più di 50 metri – un fatto significativo che Shyam Sunder del NIST è stato costretto ad accettare dopo essersi trovato di fronte alla nostra ricerca. Eppure il NIST aveva mancato di rivedere e riconoscere le implicazioni ovvie di questo fatto, ossia che le colonne devono essersi staccate con dell’esplosivo a distanza di un secondo l’una dall’altra.


[L’edificio 7 del WTC implode ad accelerazione in caduta-libera per 8 piani in una caduta di 6,5 secondi, sconcertando architetti e ingegneri di tutto il mondo. ]

6.La distruzione e lo smembramento totali dell’Edificio 7, crollato in soli 6,5 secondi – cioè vicino all’accelerazione in caduta libera – attraverso il percorso che era di maggior resistenza, simmetricamente verticale, compresi 2,5 secondi di assoluta caduta libera (resistenza nulla), è un fenomeno che si può verificare soltanto con degli esplosivi piazzati in modo esperto.

Nel resoconto ufficiale del NIST ci sono altre menzogne e omissioni:

1.Il NIST ingigantì la gravità e la durata degli incendi dei tre grattacieli, a quanto pare con lo scopo di attribuire in modo più credibile la loro distruzione agli incendi, senza tuttavia ritenerli i responsabili della fusione del ferro o dell’acciaio.

2. Il NIST e il FEMA (Federal Emergency Management Agency) non seguirono le procedure standard per l’indagine su incendi ed esplosioni e l’analisi delle macerie dell’edificio per i residui esplosivi, previste dalla National Fire Protection Association (Associazione nazionale protezione incendi).

3. Il NIST non analizzò gli esplosivi quando la demolizione per esplosione era l’ipotesi più plausibile.

4. Il modello animato computerizzato del NIST per riprodurre la distruzione dell’Edificio 7, che mostrava i muri esterni accartocciarsi verso l’interno come una lamiera, non somiglia affatto al crollo vero e proprio che si vede nei filmati.

5. Il NIST sostiene che la sezione cadente di ogni Torre Gemella sopra le zone d’impatto degli aerei di linea abbia schiacciato la sezione sottostante, molto più estesa e pesante. Tuttavia [nel caso della Torre Nord] l’analisi dei video rivela chiaramente che la sezione superiore si disintegrò per le onde d’urto delle esplosioni prima di qualsiasi crollo della sezione inferiore.

Ciò indica che le sezioni in alto non possono essere state la causa della distruzione delle sezioni più in basso.

6. L’analisi tecnica del NIST sul crollo delle torri gemelle si interrompe “all’inizio del crollo”. Manca un’analisi tecnica del comportamento strutturale dell’edificio durante il crollo stesso. In risposta alla nostra Richiesta di Rettifica sulla questione, il NIST ha ammesso di “non essere stato in grado di fornire una spiegazione esauriente del crollo totale.”

In breve, la spiegazione tecnica ufficiale del NIST è disonesta e in contraddizione con le leggi basilari della fisica. Al contrario, l’ipotesi di una demolizione controllata concorda con tutte le prove tecniche a disposizione.

Questa settimana, qui a Washington DC, abbiamo distribuito personalmente il nostro DVD “9/11: Blueprint for Truth – The SF Press Conference Edition,” ( 9/11: piano per la verità – L’edizione della conferenza stampa legale e scientifica), con i punti principali delle prove legali, allo staff per i consulenti scientifici di ogni rappresentante eletto di Capitol Hill. Inoltre, ci siamo messi a sedere con più di una dozzina di loro per presentare nel dettaglio l’evidenza schiacciante della demolizione per esplosione controllata. Abbiamo invitato di persona più di 400 di loro all’evento odierno. Quanti consulenti scientifici del Congresso sono presenti oggi? [Nessuno].

Vi esorto ad andare nel nostro sito web AE911Truth.org per avere maggiori informazioni, compresi i commenti dei nostri membri sui problemi riguardanti l’indagine ufficiale. A questo punto, sollecitiamo il Procuratore Generale Eric Holder a chiedere al grand jury federale di indagare sui responsabili del rapporto del NIST, compreso l’Investigatore Capo Shyam Sunder e il Co-Project Leader John Gross.

Vorremmo far sapere a tutti i cronisti che seguiranno questa storia che gli Architetti e Ingegneri per la Verità sull’11/9 sono qui per darvi tutte le informazioni di cui avete bisogno.

Infine, Vorrei ringraziare le migliaia di scienziati, membri di livello superiore dell’esercito, dell’intelligence e altri funzionari governativi, piloti e professionisti dell’aviazione, vigili del fuoco, studiosi e accademici, sopravvissuti all’11/9, le loro famiglie e cittadini cui sta a cuore la questione, tanto quelli qui presenti quanto quelli nel resto del mondo, per il loro continuo appoggio.

Vorremmo anche ringraziare la nostra famiglia in espansione, composta da più di tremila sostenitori finanziari. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile.

Ora, risponderò velocemente a qualsiasi domanda che vorrete pormi. Tenete presente che la maggior parte delle vostre domande troverà una risposta durante il Mock Debate (dibattito simulato) che inizierà tra pochi minuti. Inoltre, informazioni più dettagliate sono disponibili nel nostro DVD, 9/11: Blueprint for Truth – The Architecture of Destruction (9/11: Prove per la verità – L’architettura della distruzione), che si trova anche nel nostro sito web AE911Truth.org.

Titolo originale: “Evidence Refutes the Official 9/11 Investigation: The Scientific Forensic Facts”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
04.10.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA URONI

Le centrali nucleari non stanno in piedi senza i soldi dei contribuenti. L’analisi di The Economist | Blogeko.it

Fonte: Le centrali nucleari non stanno in piedi senza i soldi dei contribuenti. L’analisi di The Economist | Blogeko.it.

Nonostante tutto qualcuno è convinto che le centrali nucleari si reggano economicamente senza prelevare soldi dei contribuenti attraverso tasse e-o bollette più salate? Che l’atomo sia in grado di fornire energia elettrica a basso prezzo?

Se qualcuno lo crede davvero, consiglio la lettura di un articolo pubblicato qualche giorno fa da The Economist: che non è esattamente un portavoce degli ambientalisti.

Se ne evince appunto che il nucleare non si può fare senza robusto appoggio pubblico. E che con ogni probabilità il nucleare non è neanche necessario.

L’analisi dell’Economist riguarda gli Stati Uniti. Però le linee generali si adattano all’intero Occidente. Constata che le centrali nucleari hanno lunghi tempi di costruzione e costi imprevedibili.

Fino all’estate scorsa si prevedeva per gli Usa una “rinascita nucleare” con 4-8 nuovi reattori in funzione nel 2016-2018, scrive The Economist: adesso nessuno si meraviglierebbe se ne entrassero in funzione solo due entro il 2020.

Cosa è successo? La crisi economica ha ridotto il consumo di energia elettrica, spiega The Economist, mentre gli ultimi tempi di prosperità prima della gelata verificatasi nel 2008 hanno consentito di costruire centrali alimentate a gas o carbone (ahimè), e anche centrali eoliche, per venire incontro ad una domanda che si prevedeva in aumento. Ovvero: al momento l’energia nucleare non serve nemmeno.

In questo scenario, le aziende non sono propense a prendere il considerazione il nucleare. Non hanno fatto effetto neanche i 54 miliardi di dollari promessi da Obama sotto forma di prestiti garantiti dal Governo , “loan guarantees”.

Il progetto di costruire negli Usa reattori nucleari Epr come quelli che si vogliono realizzare in Italia è stato congelato a tempo indeterminato: troppo costosi, troppo rischiosi dal punto di vista economico. La restituzione dei prestiti federali (e degli annessi interessi) avrebbe distrutto ogni tornaconto.

E questo, ripercorre The Economist, è stato solo l’ultimo di una serie di flop analoghi: il nucleare può reggere, dice, solo se vengono abbassati gli interessi dei prestiti federali. Cioè, traduco io, al nucleare non bastano i soldi pubblici. Gli servono soldi pubblici a condizioni di favore.

In alternativa, sempre secopndo l’Economist, il nucleare può reggere dal punto di vista economico solo se (come in Georgia) ci si accorda sul fatto che l’elettricità venga fornita a prezzi stabiliti in anticipo e validi per molti anni.

La mia traduzione: in questo caso, il prelievo di soldi necessario per rendere economicamente vantaggioso il nucleare avviene attraverso le bollette pagate dagli utenti.

Ancora secondo l’Economist, l’atomo può reggere in un terzo e ultimo scenario: se si parte cioè dal presupposto che esso non comporti emissioni di gas serra nell’atmosfera (ma le comporta, eccome!) e se si limitano e-o si tassano le emissioni di gas serra legate alla produzione di energia dal gas e dagli altri combustibili fossili.

Anche questa sarebbe comunque una stampella pubblica, aggiungo io. Non solo. Il Governo filonucleare italiano vede come il fumo negli occhi i limiti alle emissioni di gas serra.

Significa che il conto dell’atomo sarà pagato in uno degli altri due modi: o con il denaro pubblico, o attraverso le bollette dell’elettricità. In un caso e nell’altro, con i soldi della gente.

Su The Economist la rinascita nucleare dell’America arriva piuttosto lentamente

Spatuzza: “Un uomo dei servizi nel garage dove si preparò l’autobomba per Borsellino”

Fonte: Spatuzza: “Un uomo dei servizi nel garage dove si preparò l’autobomba per Borsellino”.

Si tratta di Lorenzo Narracci, ex funzionario del Sisde attualmente in servizio all’Aisi. Per il pentito è il “soggetto estraneo a cosa nostra” visto nel garage dove una Fiat 126 veniva imbottita di tritolo per via D’Amelio. Narracci è stato riconosciuto anche da Massimo Ciancimino: incontrò il padre Vito, sindaco di Palermo colluso con la mafia

PALERMO – In una Dia di Caltanissetta blindata, il funzionario dell’Aisi Lorenzo Narracci, indagato dai pm della Procura nissena nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi mafiose del ’92, è stato riconosciuto dal pentito Gaspare Spatuzza come “il soggetto estraneo a cosa nostra visto nel garage mentre veniva imbottita di tritolo la Fiat 126 usata nell’attentato al giudice Paolo Borsellino”. A Spatuzza sono state mostrate più persone simili di aspetto, dietro a un vetro. Tra queste il funzionario dei Servizi. Il pentito non avrebbe avuto esitazioni.

Narracci, ex funzionario del Sisde tuttora in servizio all’Agenzia per la sicurezza interna (Aisi), è indagato dalla procura di Caltanissetta nell’ambito dell’inchiesta sulla strage del ’92 in via D’ Amelio a Palermo in cui vennero fatti saltare in aria con un’autombomba il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque poliziotti di scorta. Il funzionario, dopo la notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta, è stato allontanato dal suo precedente incarico e destinato ad altri compiti all’interno dell’Aisi.

Alla Dia Narracci è stato riconosciuto anche da Massimo Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco di Palermo colluso con la mafia, che da mesi racconta ai magistrati i retroscena sulla cosiddetta ‘trattativa’ tra lo Stato e Cosa nostra. Per Massimo Ciancimino, Narracci è “l’uomo che in un’occasione incontrò il padre nella sua abitazione”. Oltre alla “ricognizione”, tra Ciancimino e l’agente c’è stato anche un confronto: Narracci ha negato di avere mai visto Ciancimino e suo padre.

Ma di Lorenzo Narracci si sarebbe parlato anche in una delle ultime sedute del Copasir. Il 13 ottobre, nel corso dell’audizione del direttore dell’Aisi, Giorgio Piccirillo, alcuni componenti del Comitato per la sicurezza della Repubblica avrebbero chiesto la rimozione del funzionario e in particolare dall’Aisi. Una rimozione già sollecitata precedentemente, quando a inizio luglio il comitato affrontò il caso di fronte al direttore del Dis, Gianni De Gennaro.

In una giornata forse di svolta nelle indagini sulla trattativa tra Stato e Mafia nella stagione delle stragi del ’92 si inquadra anche l’iscrizione di un nuovo indagato da parte della Procura di Palermo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Si tratta del generale Mario Mori, ex comandante del Ros 1, già sotto processo a Palermo con l’accusa di aver favorito la latitanza del capo di Cosa nostra Bernardo Provenzano.

(27 ottobre 2010)

Fonte: repubblica.it

Blog di Beppe Grillo – Perquisizioni casa per casa a Terzigno

Ma che schifo, le istituzioni dalla parte della camorra e contro i cittadini. Fuori le mafie dallo stato!

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Perquisizioni casa per casa a Terzigno.

A Terzigno è partito il rallestramento casa per casa alla ricerca di nonsisacosa. E’ una forma di intimidazione. Chiunque può essere perquisito. Come direbbe il grande Totò: “Voi perquisite a scopo intimidatorio? E io non mi intimidisco!”.
“La denuncia, partita da Facebook, è stata confermata a CNRmedia dai manifestanti. “Le forze dell’ordine stanno perquisendo le nostre case, senza mandato. Sfruttano l’articolo 41 sul possesso di armi e droga per intimidirci”. Dalla questura di Napoli confermano le perquisizioni parlando però di “operazioni di routine” “Si presentano a casa e perquisiscono tutto, creando dei problemi con i genitori e con le mogli”. Con queste parole ai microfoni di CNRmedia un manifestante di Terzigno denuncia l’operato delle forze dell’ordine che starebbero perquisendo le case di alcuni manifestanti in base all’articolo 41, quello relativo al possesso di armi e droga.“L’articolo 41 – spiega ancora il manifestante – è un metodo usato dalla polizia quando vuole entrarti in casa, perché non ha bisogno di alcun mandato. Ti perquisiscono alla ricerca di armi e droga e se non trovano nulla ti rilasciano un foglio con gli estremi della perquisizione e l’esito negativo. Altrimenti ti arrestano”.Fino a questo momento, sempre secondo i cittadini anti-discarica, tutte le perquisizioni sono state negative. “Stiamo parlando di persone senza precedenti, completamente incensurate. Sono stati perquisiti circa quindici giovani manifestanti: qualcuno è stato rilasciato immediatamente, altri sono stati portati in questura di Napoli per poi essere liberato senza che sia stato trovato nulla”. Gennaro Giugliano, Napoli