Archivi del giorno: 4 ottobre 2010

Uranio impoverito e soldati abbandonati | Il Fatto Quotidiano

Fonte: Uranio impoverito e soldati abbandonati | Il Fatto Quotidiano.

Già dopo la prima Guerra del Golfo, si iniziò a sospettare che in Iraq fosse successo qualche cosa di terribile. Decine di migliaia di soldati Usa tornarono a casa accusando gravi malattie. Si iniziò a parlare dei proiettili anticarro ricoperti di uranio impoverito e di avvelenamento causato da sostanze chimiche. Dopo la morte di centinaia di reduci il movimento civile iniziò a mobilitarsi in tutto il mondo. Intanto dall’Iraq iniziarono ad arrivare notizie tragiche su malattie e nascite deformi nelle zone dove erano stati impiegati questi proiettili.

Nel 1999 chiedemmo al governo italiano, presieduto da D’Alema, di vigilare sull’uso di questi proiettili nella guerra in Kosovo.

Il 17 aprile 1999 il portavoce Nato, generale Giuseppe Marani, dichiarava che “proiettili anticarro con uranio esaurito sono stati usati dai piloti alleati contro le forze serbe in Kosovo” e ha aggiunto che questi proiettili “non comportano alcun rischio” perché hanno un livello di radioattività “non superiore a quello di un orologio” (da Il Manifesto 20 aprile ’99).

Il consiglio restò inascoltato e dopo la fine della guerra iniziammo a registrare numerosi casi di tumori tra i nostri soldati tornati dalla ex Jugoslavia.

Si è poi scoperto che addirittura il 2 agosto 1996 la Nato aveva diffuso un documento riservato che avvisava i comandi militari nazionali delle precauzioni da prendere per evitare la contaminazione dei soldati (delle popolazioni non ci si curò).

E, in effetti, esiste un documento dell’esercito italiano firmato dal colonnello Osvaldo Bizzarri contenente un’informativa sulle precauzioni da adottare in Kosovo, segno che qualche cosa fu fatto. Ma pare proprio che questo avvertimento non fu preso nella necessaria considerazione dai vertici militari. I nostri soldati restavano stupiti vedendo arrivare i soldati Usa con tute da marziani anticontaminazione, sui luoghi dei combattimenti dove erano stati usati proiettili all’uranio impoverito. I nostri poveri soldati se ne stavano con le loro eleganti divise a guardare e si chiedevano cosa stesse succedendo… (vedi il primo video qui sotto).

Ancora fummo in molti a lanciare appelli contro l’uso di queste munizioni anticarro alla vigilia dell’invasione dell’Afghanistan e della seconda guerra in Iraq.

Ma anche questi appelli restarono inascoltati.

La follia è che già nel ’79 un rapporto del U.S. Army Mobility Equipement Research & Development Command sosteneva che l’uso di questi proiettili metteva in pericolo “non solo le persone nelle immediate vicinanze ma anche quelle che si trovano a distanza sotto vento… le particelle… si depositano rapidamente nei tessuti polmonari esponendo l’ospite a una crescente dose tossica di radiazioni alfa, capace di provocare cancro e altre malattie mortali“.

Un altro studio commissionato dall’esercito americano (Science Applications International Corp., luglio 1990) afferma: “l’uranio impoverito provoca il cancro quando penetra nell’organismo e la sua tossicità chimica causa danni ai reni“.

Il San Francisco Examiner del 17/08/97 riporta il testo di un manuale di addestramento militare U.S.A. che raccomanda di usare sempre guanti speciali toccando i proiettili e di indossare una maschera speciale mentre questi vengono sparati, concludendo: “Ricordate di stare sempre lontani, se possibile, dagli equipaggiamenti e il terreno contaminati“.

Per rendersi conto del disastro provocato dall’uso di questi proiettili, ricordo che gli elicotteri Apache e gli aerei A10 sono dotati di un cannoncino a 7 canne in grado di sparare 4.200 proiettili al minuto.

Ogni proiettile è ricoperto da circa 300 grammi di uranio. Le stime parlano di più di 300 tonnellate di uranio esaurito scaricate su Iraq e Kuwait solo nella prima Guerra del Golfo.

Decine di migliaia sarebbero i morti, gli aborti e le nascite deformi, centinaia di migliaia i malati tra i civili.

Vedi lo studio del professor Siegwart-Horst Gunther, presidente della Croce Gialla, sulle malattie contratte da bambini che si erano trovati a giocare con i bossoli esplosi di questi proiettili e sulle nascite deformi nelle zone dei combattimenti.

Un orrore immenso che colpisce le popolazioni anche nelle aree di guerra in Somalia, ex Jugoslavia e Afghanistan.

La favola delle guerre umanitarie mostra il suo volto criminale.

Negli ultimi anni sono decine le nuove ricerche che hanno comprovato la tossicità dei proiettili all’uranio impoverito, l’unico dubbio è se sia la radioattività ad avvelenare o le micropolveri metalliche che si diffondono nell’atmosfera in seguito alle esplosioni.

La comunità internazionale non sta facendo quasi nulla contro questa follia criminale né si interviene per bonificare le aree contaminate e le popolazioni che siamo andati a liberare continuano a morire.

E spuntano anche denunce per morti sospette avvenute in Costarica e Sardegna, intorno a Quirra, nei pressi di poligoni militari dove sarebbero stati utilizzati proiettili all’uranio impoverito.

Intanto i morti tra i nostri militari sarebbero, secondo alcuni una settantina, secondo altri centinaia e i malati migliaia.

Ma il conteggio è estremamente complesso.

Altrettanto complessa la battaglia per ottenere risarcimenti dallo Stato italiano.

Video promosso da www.vittimeuranio.com

Guarda anche l’inchiesta di Report sui casi di tumore in Sardegna

ComeDonChisciotte – CHI C’E’ DIETRO AL QAIDA ?

Fonte: ComeDonChisciotte – CHI C’E’ DIETRO AL QAIDA ?.

DI GIANLUCA FREDA
blogghete.blog.dada.net

I giornali di questa mattina (ieri, ndr) con Repubblica , come sempre, in prima linea, ci informano, nell’apposita pagina dedicata alle manifestazioni culturali, che stanno per tornare in Europa gli attentati di Al Qaeda. Si tratta di un prezioso servizio informativo che i principali organi di stampa offrono periodicamente al cittadino. Accanto alla rubrica delle previsioni del tempo e al palinsesto dei programmi TV, potete trovare su ogni giornale l’apposito spazio dedicato alle imminenti manifestazioni terroristiche nel nostro continente, con dovizia d’informazioni sulle località prescelte, sui mezzi di trasporto per raggiungerle, sulla viabilità e sulle principali norme di comportamento richieste per la partecipazione a questo ormai affermato appuntamento internazionale.

A seguito, “ANIMALISTI BATTONO ISLAMISTI 13 a 1” (Miguel Martinez, kelebeklerblog.com);

In Italia sono previsti attentati di Al Qaeda su tutti i principali rilievi, autobombe sulle regioni meridionali, con piovaschi sparsi sulla Liguria e schiarite in serata. I nuovi messaggi di Bin Laden per i partecipanti alle manifestazioni verranno trasmessi da Onda Verde dopo il GR1 delle 17.00.
Repubblica fa sapere, come di consueto, che con l’approssimarsi della deflagrante kermesse è buona norma di sicurezza evitare i luoghi affollati, tenendosi lontani da treni, aerei ed hotel. Ciò significa, ad esempio, che se domani dovessi recarmi in Belgio per lavoro, dovrei andarci a piedi, come i pellegrini sulla via francigena, dormendo all’addiaccio oppure bussando alla porta delle abitazioni locali per chiedere ospitalità. Questo renderà il mio viaggio molto più sicuro. Il “travel alert”, lanciato dall’amministrazione USA e poi rigracchiato in coro liturgico dai pappagalli dei media europei, appare fondato su un allarme “credibile, ma non specifico”, secondo la fantasiosa definizione offerta dai direttori d’orchestra. Che minchia vorrà dire “credibile, ma non specifico”? Semplice: significa che dovete crederci, anche se nessuno è in grado di specificarvi il perché. Significa che dovete ballare come scimmiette ammaestrate ogni volta che i media, su imbeccata statunitense, vi dicono di ballare, perché questo è un indispensabile esercizio di obbedienza cui nessun cittadino di una grande democrazia ha il diritto di sottrarsi. Parafrasando Orwell: se un individuo non si lascia remissivamente terrorizzare dalle fregnacce della stampa ogni volta che il potere lo richiede, come fai a sapere che non sta obbedendo alla sua propria volontà anziché a quella dei dominanti? Non puoi. Se ciascuno di noi fosse in grado di discernere autonomamente l’attendibilità di ciò che legge, si rischierebbe di veder nascere centinaia, forse migliaia, di persone dotate di pensiero autonomo e capacità critiche. Sarebbe la fine della nostra democrazia. Per questo le “esercitazioni di allerta” sono periodicamente necessarie per assicurarsi che ogni scimpanzè continui a ballare al suono dell’organetto del potere. Una scimmia in grado di scriversi da sola le proprie partiture avrebbe compiuto un pericolosissimo passo verso l’evoluzione; e l’evoluzione è, per il nostro vivere sociale, un’ipotesi troppo terribile per essere anche soltanto contemplata.

Del resto, come si può non credere alle dettagliatissime informazioni di cui Repubblica correda i suoi strepiti d’allarme? L’acribia probatoria degli anonimi spacciatori di veline si spinge fino al punto di garantirci che nell’ambito delle indagini sul “plot contro l’Europa” sarebbero stati arrestati ben due cittadini inglesi e addirittura (pensate!) otto cittadini tedeschi, tutti di comprovata “origine araba”, naturalmente. A dir la verità, questi dati così minuziosi e ricchi di riferimenti specifici da parte dei suonatori d’organetto avevano suscitato in me, in un primo momento, qualche leggera perplessità. In tutte le barzellette che si rispettino, infatti, insieme agli inglesi e ai tedeschi c’è sempre almeno un italiano. Com’era possibile che, in un’occasione così importante, venisse a mancare il protagonista della facezia, il motore primario della freddura? I miei sospetti erano ingiusti. Repubblica si è affrettata ad arricchire il suo articolo web di un’importante “spalla” che recita: “Arrestato in Italia presunto capocellula”. L’articolo non chiarisce chi sia costui, dove sia stato arrestato, chi sia a ritenerlo un “capocellula” e su quali indizi, come si debba interpretare il participio “presunto” né che diavolo significhi il lemma “capocellula” al di fuori dei manuali di progettazione fotovoltaica. A dire il vero, nell’articolo cui il link rimanda non si fa il minimo cenno di arresti eseguiti in Italia, né di qualunque altra informazione su capicellule, sottocellule, fotocellule e fitocellule, ma che importa? Ciò che conta è che i personaggi della barzelletta siano al completo, pronti a regalarci la loro performance. Non siete riusciti a terrorizzarci, almeno fateci ridere!

E a proposito di buonumore, approfitto dell’occasione per fare un cenno alle ultime, irresistibili esternazioni audio di Osama Bin Laden al suo amato pubblico, nelle quali il noto ex agente della CIA manifesta una strabiliante metamorfosi. Non quella meramente organico-molecolare che sarebbe lecito attendersi da un individuo deceduto una decina d’anni or sono, ma una metamorfosi ideologica che lo ha condotto, dopo un sofferto percorso interiore, ad avvicinarsi a posizioni ambientaliste ed ecologiste. Nei suoi più recenti messaggi, il vecchio tenutario di Tora Bora  si scaglia contro gli artefici del global warming, contro il presidente Bush (suo vecchio amico di famiglia) la cui principale colpa sarebbe quella di non aver sottoscritto il Protocollo di Kyoto. Afferma: “Il numero di vittime provocate dal cambiamento climatico è molto alto… più alto di quello delle vittime di guerra”; e “Se ci pensate, non ci sarà più ragione per il jihad quando il pianeta sarà morto”.  E’ vero, cacchio! Quando saremo tutti arrostiti a causa delle esalazioni di carbonio e dell’effetto serra, come faremo a portare avanti il jihad? Ci avevate mai pensato? Scommetto di no, impegnati com’eravate a farvi inutili seghe mentali sulle guerre in Iraq e Afghanistan, la cui incidenza percentuale sul totale dei gas serra immessi nell’atmosfera è peraltro trascurabile. Osama non ha fatto altro che portare alle logiche conseguenze la sua tradizionale immagine eco-friendly, già intuibile dalle sue scelte abitative (caverne a equo canone) e dall’idiosincrasia per i piani regolatori newyorkesi. Il prossimo passo sarà la progettazione di cinture esplosive riciclabili e di camioncini-bomba elettrici per i “mujahidin verdi” posti sotto la sua autorità. Se riescono a riesumarlo in tempo, parteciperà al prossimo Live Earth insieme a Bono e ad Al Gore, portando un decisivo contributo alla causa della lotta al riscaldamento globale, pericolo che incombe sull’umanità tutta, vero e concreto quanto lo è Al Qaeda. A volte l’aiuto in una battaglia importante arriva da dove meno te lo aspetti.

A fornire i nastri del nuovo Bin Laden “verde” è sempre la solita fonte: il gruppo SITE (Search for International Terrorist Entities), fondato dall’israeliana Rita Katz e da Josh Devon e strettamente legato all’intelligence israeliana. Approfitto dunque dell’occasione per rivolgere i miei più sinceri ringraziamenti al Mossad, che non solo ha permesso alla gloriosa situation comedy dell’afghano barbuto di continuare ad esistere nonostante lo share sempre meno entusiasmante, ma ha perfino impresso allo show una direzione inattesa e sorprendente che non mancherà di suscitare calorosi riscontri negli adoratori della Terra Bollita e nel loro sommo sacerdote, Al Gore, che può adesso avvalersi di un nuovo, carismatico collaboratore. Qualunque risultato pensassero di ottenere con le loro fanfaluche sull’aumento della temperatura globale (riduzione dell’attività industriale delle potenze emergenti? Ennesimo “addestramento” della parte ebete della popolazione al futuro di privazioni che ci attende?), esso è ora più vicino grazie alla felice congruenza d’intenti tra attivismo di ecologisti decerebrati e campagne di disinformazione progettate dall’intelligence israelo-americana.

Del resto, potevamo capirlo anche prima. Ci siamo chiesti, non so quante volte: “Chi c’è realmente dietro Al Qaeda?”. Permettetemi di fornirvene una modesta esemplificazione grafica. Osservate attentamente questo fotogramma, tratto da uno dei numerosi episodi televisivi della saga della SPECTRE col turbante. In esso si vede al-Zawahiri, il noto attore coprotagonista, in uno dei suoi più fulgidi ed ispirati discorsi al gregge d’occidente. Volete sapere chi c’è dietro Al Qaeda?

Beh, non dovete far altro che dare – appunto – un’occhiata dietro.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-10-03
3.10.2011

Quattro vecchietti sfigati – Passaparola – Voglio Scendere

Buongiorno a tutti, anche a beneficio della neurodeliri che prima o poi dovrà intervenire, leggiamo le ultime esternazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi alla festa del Pdl a Milano ieri :“La sovranità è stata trasferita dal popolo ai PM che ci tengono sotto scopa” non si capisce di cosa stia parlando questo signore, visto che da febbraio i suoi processi sono congelati e non si hanno notizie di nuove indagini che lo riguardino direttamente.

I vecchietti della P3
A meno che, come spesso avviene, lui non sappia delle cose che noi non sappiamo, al momento si sa che ci sono i processi Mills, Mediaset e Mediatrade che sono bloccati a Milano da legittimo impedimento e che potrebbero sbloccarsi ma non a causa dei PM che tengono sotto scopa la politica, ma a causa dell’incostituzionalità che la Corte Costituzionale il 14 dicembre potrebbe rilevare sul legittimo impedimento e quindi cancellandolo riaprire quei processi che sono già dibattito, quindi il PM non c’entra nulla…

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