Archivi del giorno: 27 ottobre 2010

Le centrali nucleari non stanno in piedi senza i soldi dei contribuenti. L’analisi di The Economist | Blogeko.it

Fonte: Le centrali nucleari non stanno in piedi senza i soldi dei contribuenti. L’analisi di The Economist | Blogeko.it.

Nonostante tutto qualcuno è convinto che le centrali nucleari si reggano economicamente senza prelevare soldi dei contribuenti attraverso tasse e-o bollette più salate? Che l’atomo sia in grado di fornire energia elettrica a basso prezzo?

Se qualcuno lo crede davvero, consiglio la lettura di un articolo pubblicato qualche giorno fa da The Economist: che non è esattamente un portavoce degli ambientalisti.

Se ne evince appunto che il nucleare non si può fare senza robusto appoggio pubblico. E che con ogni probabilità il nucleare non è neanche necessario.

L’analisi dell’Economist riguarda gli Stati Uniti. Però le linee generali si adattano all’intero Occidente. Constata che le centrali nucleari hanno lunghi tempi di costruzione e costi imprevedibili.

Fino all’estate scorsa si prevedeva per gli Usa una “rinascita nucleare” con 4-8 nuovi reattori in funzione nel 2016-2018, scrive The Economist: adesso nessuno si meraviglierebbe se ne entrassero in funzione solo due entro il 2020.

Cosa è successo? La crisi economica ha ridotto il consumo di energia elettrica, spiega The Economist, mentre gli ultimi tempi di prosperità prima della gelata verificatasi nel 2008 hanno consentito di costruire centrali alimentate a gas o carbone (ahimè), e anche centrali eoliche, per venire incontro ad una domanda che si prevedeva in aumento. Ovvero: al momento l’energia nucleare non serve nemmeno.

In questo scenario, le aziende non sono propense a prendere il considerazione il nucleare. Non hanno fatto effetto neanche i 54 miliardi di dollari promessi da Obama sotto forma di prestiti garantiti dal Governo , “loan guarantees”.

Il progetto di costruire negli Usa reattori nucleari Epr come quelli che si vogliono realizzare in Italia è stato congelato a tempo indeterminato: troppo costosi, troppo rischiosi dal punto di vista economico. La restituzione dei prestiti federali (e degli annessi interessi) avrebbe distrutto ogni tornaconto.

E questo, ripercorre The Economist, è stato solo l’ultimo di una serie di flop analoghi: il nucleare può reggere, dice, solo se vengono abbassati gli interessi dei prestiti federali. Cioè, traduco io, al nucleare non bastano i soldi pubblici. Gli servono soldi pubblici a condizioni di favore.

In alternativa, sempre secopndo l’Economist, il nucleare può reggere dal punto di vista economico solo se (come in Georgia) ci si accorda sul fatto che l’elettricità venga fornita a prezzi stabiliti in anticipo e validi per molti anni.

La mia traduzione: in questo caso, il prelievo di soldi necessario per rendere economicamente vantaggioso il nucleare avviene attraverso le bollette pagate dagli utenti.

Ancora secondo l’Economist, l’atomo può reggere in un terzo e ultimo scenario: se si parte cioè dal presupposto che esso non comporti emissioni di gas serra nell’atmosfera (ma le comporta, eccome!) e se si limitano e-o si tassano le emissioni di gas serra legate alla produzione di energia dal gas e dagli altri combustibili fossili.

Anche questa sarebbe comunque una stampella pubblica, aggiungo io. Non solo. Il Governo filonucleare italiano vede come il fumo negli occhi i limiti alle emissioni di gas serra.

Significa che il conto dell’atomo sarà pagato in uno degli altri due modi: o con il denaro pubblico, o attraverso le bollette dell’elettricità. In un caso e nell’altro, con i soldi della gente.

Su The Economist la rinascita nucleare dell’America arriva piuttosto lentamente

Spatuzza: “Un uomo dei servizi nel garage dove si preparò l’autobomba per Borsellino”

Fonte: Spatuzza: “Un uomo dei servizi nel garage dove si preparò l’autobomba per Borsellino”.

Si tratta di Lorenzo Narracci, ex funzionario del Sisde attualmente in servizio all’Aisi. Per il pentito è il “soggetto estraneo a cosa nostra” visto nel garage dove una Fiat 126 veniva imbottita di tritolo per via D’Amelio. Narracci è stato riconosciuto anche da Massimo Ciancimino: incontrò il padre Vito, sindaco di Palermo colluso con la mafia

PALERMO – In una Dia di Caltanissetta blindata, il funzionario dell’Aisi Lorenzo Narracci, indagato dai pm della Procura nissena nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi mafiose del ’92, è stato riconosciuto dal pentito Gaspare Spatuzza come “il soggetto estraneo a cosa nostra visto nel garage mentre veniva imbottita di tritolo la Fiat 126 usata nell’attentato al giudice Paolo Borsellino”. A Spatuzza sono state mostrate più persone simili di aspetto, dietro a un vetro. Tra queste il funzionario dei Servizi. Il pentito non avrebbe avuto esitazioni.

Narracci, ex funzionario del Sisde tuttora in servizio all’Agenzia per la sicurezza interna (Aisi), è indagato dalla procura di Caltanissetta nell’ambito dell’inchiesta sulla strage del ’92 in via D’ Amelio a Palermo in cui vennero fatti saltare in aria con un’autombomba il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque poliziotti di scorta. Il funzionario, dopo la notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta, è stato allontanato dal suo precedente incarico e destinato ad altri compiti all’interno dell’Aisi.

Alla Dia Narracci è stato riconosciuto anche da Massimo Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco di Palermo colluso con la mafia, che da mesi racconta ai magistrati i retroscena sulla cosiddetta ‘trattativa’ tra lo Stato e Cosa nostra. Per Massimo Ciancimino, Narracci è “l’uomo che in un’occasione incontrò il padre nella sua abitazione”. Oltre alla “ricognizione”, tra Ciancimino e l’agente c’è stato anche un confronto: Narracci ha negato di avere mai visto Ciancimino e suo padre.

Ma di Lorenzo Narracci si sarebbe parlato anche in una delle ultime sedute del Copasir. Il 13 ottobre, nel corso dell’audizione del direttore dell’Aisi, Giorgio Piccirillo, alcuni componenti del Comitato per la sicurezza della Repubblica avrebbero chiesto la rimozione del funzionario e in particolare dall’Aisi. Una rimozione già sollecitata precedentemente, quando a inizio luglio il comitato affrontò il caso di fronte al direttore del Dis, Gianni De Gennaro.

In una giornata forse di svolta nelle indagini sulla trattativa tra Stato e Mafia nella stagione delle stragi del ’92 si inquadra anche l’iscrizione di un nuovo indagato da parte della Procura di Palermo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Si tratta del generale Mario Mori, ex comandante del Ros 1, già sotto processo a Palermo con l’accusa di aver favorito la latitanza del capo di Cosa nostra Bernardo Provenzano.

(27 ottobre 2010)

Fonte: repubblica.it

Blog di Beppe Grillo – Perquisizioni casa per casa a Terzigno

Ma che schifo, le istituzioni dalla parte della camorra e contro i cittadini. Fuori le mafie dallo stato!

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Perquisizioni casa per casa a Terzigno.

A Terzigno è partito il rallestramento casa per casa alla ricerca di nonsisacosa. E’ una forma di intimidazione. Chiunque può essere perquisito. Come direbbe il grande Totò: “Voi perquisite a scopo intimidatorio? E io non mi intimidisco!”.
“La denuncia, partita da Facebook, è stata confermata a CNRmedia dai manifestanti. “Le forze dell’ordine stanno perquisendo le nostre case, senza mandato. Sfruttano l’articolo 41 sul possesso di armi e droga per intimidirci”. Dalla questura di Napoli confermano le perquisizioni parlando però di “operazioni di routine” “Si presentano a casa e perquisiscono tutto, creando dei problemi con i genitori e con le mogli”. Con queste parole ai microfoni di CNRmedia un manifestante di Terzigno denuncia l’operato delle forze dell’ordine che starebbero perquisendo le case di alcuni manifestanti in base all’articolo 41, quello relativo al possesso di armi e droga.“L’articolo 41 – spiega ancora il manifestante – è un metodo usato dalla polizia quando vuole entrarti in casa, perché non ha bisogno di alcun mandato. Ti perquisiscono alla ricerca di armi e droga e se non trovano nulla ti rilasciano un foglio con gli estremi della perquisizione e l’esito negativo. Altrimenti ti arrestano”.Fino a questo momento, sempre secondo i cittadini anti-discarica, tutte le perquisizioni sono state negative. “Stiamo parlando di persone senza precedenti, completamente incensurate. Sono stati perquisiti circa quindici giovani manifestanti: qualcuno è stato rilasciato immediatamente, altri sono stati portati in questura di Napoli per poi essere liberato senza che sia stato trovato nulla”. Gennaro Giugliano, Napoli

ComeDonChisciotte – WIKILEAKS: UN ALTRO PO’ DI MANGIME PER POLLI

Fonte: ComeDonChisciotte – WIKILEAKS: UN ALTRO PO’ DI MANGIME PER POLLI.

DI GORDON DUFF
veteranstoday.com

Secondo il nuovo scoop di Wikileaks, gli Stati Uniti avrebbero sottostimato di 15.000 unità il numero di civili uccisi in Iraq. Poiché le cifre fornite dai militari equivalgono al 10% o anche meno delle vittime effettive, far salire un po’ le stime è davvero uno scherzo. Ancora notizie di torture e omicidi, cioè gli irakeni che torturano e gli USA che “guardano dall’altra parte”? Ancora idiozie. Sapendo che gli Stati Uniti spediscono individui “sospetti” in tutto il mondo con i voli delle “extraordinary renditions”, che li nascondono in prigioni segrete e – come risulta ovvio a chiunque possieda un cervello – in fosse improvvisate, si può ben capire come questo scoop di Wikileaks non sia altro che l’ennesimo diversivo, solo un altro po’ di “mangime per polli”.

Tutto è già andato in rovina in Iraq. Perché lasciar filtrare queste notizie proprio adesso? I normali resoconti quotidiani si spingono ben oltre queste “rivelazioni”. Non ci vuole un fisico nucleare per capire quale sia l’obiettivo di questi scoop, un obiettivo che non ha assolutamente nulla a che fare con il fornire consapevolezza al mondo.

Che prove ci forniscono tutti questi documenti? Una cosa, di sicuro, possiamo notarla. Tutto ciò che è filtrato è stato accuratamente controllato per accertarsi che non vi fosse nulla di reale valore. Non viene spesa neanche una parola sul Mossad che si aggira per Mosul, che opera vicino Erbil, che rifornisce ed addestra i terroristi del PKK. Si parla invece di poveri iraniani che nuotano lungo l’Eufrate con esplosivi attaccati al petto. Ma siamo seri!

Migliaia di tonnellate di esplosivi sono andate “smarrite” in Iraq. Gli USA non sono riusciti a tenere sotto controllo i depositi di armi di Saddam, che sono stati saccheggiati. Si trattava di arsenali enormi. L’idea che qualcuno abbia bisogno di portare armi in Iraq di nascosto è semplicemente folle, un altro espediente israeliano per preparare la scena ad un attacco contro l’Iran. Qualunque stupido lo capisce in pochi secondi.

In realtà, in Iraq ci sono più armi d’assalto che persone.

Mentre tenta di dare la colpa all’Iran, Wikileaks sta per caso dicendoci qualcosa sulle centinaia di migliaia di armi acquistate dagli Stati Uniti che sono semplicemente scomparse in Iraq? In Iraq è più facile acquistare un fucile d’assalto o un RPG che un sacchetto di patatine. Questo bisogno di incolpare l’Iran, l’idea che misteriosi “agenti segreti” stiano contrabbandando armamenti in un paese che già straripa di esplosivi, è pura follia. Chi potrebbe bersela? Forse un’informazione controllata da idioti?

Cosa possiamo capire esaminando le storie emerse fin qui? In che direzione la stampa ha ricevuto ordine di indirizzare lo sguardo del pubblico?

Iniziano le bugie…

“Campi d’addestramento iraniani per miliziani irakeni rivelati da documenti segreti del Pentagono”

Bloomberg e il Guardian mettono la palla in campo. Immaginatevi l’Iraq, un paese con la terza milizia più grande del mondo, che ha bisogno di “addestramento” da parte dell’Iran. L’Iraq, con la sua Guardia Repubblicana e un esercito che conta un milione di unità possiede più uomini forniti di addestramento militare dell’Inghilterra, un fatto che il Guardian sembra ignorare. Un minuto prima, l’Iraq sta costruendo armi nucleari e minaccia l’intera regione con i suoi missili SCUD, un attimo dopo deve rivolgersi a “esperti iraniani” per costruire dei petardi. E’ mai accaduto prima d’ora che una nazione subisse un fenomeno così eclatante di amnesia collettiva nel campo della tecnologia degli armamenti?

Col passare dei giorni, potremo aspettarci un numero sempre maggiore di fantasiosi resoconti su spie, addestratori, sequestratori e terroristi iraniani, ogni storia più sensazionale e fasulla della precedente.

Wikileaks presenta un aspetto ancora più insidioso. Presentandosi come un sito “antimilitarista” e “al servizio del pubblico”, porta avanti in realtà un progetto globalista, promuovendo guerre e conflitti, tutti incidentalmente connessi con la “lista dei bersagli” preparata da Israele, la quale annovera le nazioni che Israele chiede apertamente ad altri di distruggere.

Si potrebbe tranquillamente descrivere Wikileaks come una PsyOp del Mossad.

In tal modo, Wikileaks risulta molto efficace nel fuorviare ogni autentico dibattito e ogni dissenso significativo.

Il procuratore generale Gonzales ha detto che la tortura ci è utile

Gli americani hanno dimostrato già da molto tempo di essere immuni a qualunque senso di colpa relativo a torture e omicidi. In effetti, i sondaggi evidenziano che quanto più un americano è religioso, tanto più è disposto ad accettare la brutalità, e pochi paesi sono “religiosi” quanto l’America. Nessun altro paese al mondo, in tempi recenti, ha ucciso tante persone come l’America, facendo impallidire le pulizie etniche in Bosnia e Ruanda o la “situazione” in Israele.

Per quanto riguarda le passate “rivelazioni”, Wikileaks ha dimostrato la capacità di scrutinare centinaia di migliaia di pagine di documenti, eliminando meticolosamente ogni informazione sul mercato nero, sul traffico di droga o, nel caso dell’Iraq, sulla corruzione massiccia e sul furto di petrolio.

Ci sono dozzine di argomenti che sembrano essere stati accuratamente sottratti da Wikileaks ad ogni divulgazione. Perfino il Dipartimento della Difesa, senza farne troppo segreto, ringrazia Wikileaks per aver tenuto nascoste le informazioni davvero imbarazzanti. “Trattenere” queste informazioni rappresenta, ovviamente, una forma di ricatto. Ma chi è realmente Wikileaks?

Wikileaks è Israele?

Solo Israele possiede la presenza capillare nel Dipartimento della Difesa che potrebbe consentire questo tipo di spionaggio. E non solo è in grado di attuarlo, ma possiede così tante spie nella catena di comando americana che potrebbe anche impedirlo con facilità. Chi possiede gli strumenti logistici per raccogliere e filtrare una quantità così massiccia di dati? E chi potrebbe volerlo?

Perché Wikileaks non ci ha fornito documenti su quella che è la più importante vicenda irakena, cioè le falsificazioni dei servizi segreti sulle “armi di distruzione di massa”? Sappiamo che i militari avevano ordine di cercare di falsificare i documenti, fingendo di aver trovato impianti pienamente operativi per la fabbricazione di armi nucleari, biologiche e chimiche. Sarebbe stata un’utile lettura, insieme alle migliaia di pagine di rapporti relativi al modo in cui queste storie sono state inventate. Neanche la “stampa controllata” osa toccare questi documenti, benché essi siano ancora tutti là fuori.

Le bugie

Svelare il vero scandalo irakeno sarebbe stato molto utile, tranne per un piccolo particolare: gli amici di Israele che lavorano al Pentagono sono i veri artefici di questo programma. E’ per questo che Wikileaks evita accuratamente gli argomenti scottanti? Forse perché la traccia di buona parte di ciò che è avvenuto in Iraq conduce direttamente a Tel Aviv?

Del resto, a chi importa qualcosa dell’Iraq dopo così tanti anni?

Guardate i rapporti “annacquati” riguardanti il sostegno offerto dagli americani ad Al Qaeda. Gli Stati Uniti vengono accusati di avere accidentalmente aiutato Al Qaeda organizzando le milizie dei Figli dell’Iraq. In realtà, gli Stati Uniti hanno riorganizzato i baathisti, cioè qualcosa di infinitamente peggiore dell’immaginaria entità nota come “Al Qaeda”. Su questo argomento, neanche una parola.

Una delle più grandi truffe dell’”esperienza” irakena è stata la sottrazione di risorse petrolifere. Assai facile da verificare è il furto di petrolio dai giacimenti di Kirkuk attraverso l’oleodotto Kirkuk/Ceyhan, che arriva al Mediterraneo passando per la Turchia. I localizzatori hanno rilevato che alcune navi che caricavano petrolio erano di proprietà di compagnie assicurative e perfino della Guardia Costiera americana. Conosciamo il loro tonnellaggio, il loro numero, il periodo in cui sono state operative. Facendo un po’ di conti e confrontando le quantità di petrolio che sono state caricate con il prezzo che è stato pagato, si può notare che mancano all’appello miliardi e miliardi di dollari di greggio.

Oggi che gli americani pagano la benzina 4$ al gallone, quanti sono a conoscenza del fatto che il greggio per fabbricare quella benzina era completamente gratuito per le compagnie petrolifere? Chi ha gestito tutto questo? Chi è stato pagato? Quanto petrolio è stato rubato attraverso Basra? Sono coinvolti anche gli inglesi? E poi c’è Fallujah. Ci è stato detto che l’America ha “bombardato a tappeto” dei civili e ha poi compiuto una “pulizia etnica” nella zona, il tutto senza alcuna ragione, come oggi sappiamo. La versione dei fatti fornita dall’esercito è stata sbugiardata insieme ai resoconti fasulli della stampa “embedded”. Anche su questo, Wikileaks tace.

Laggiù è anche possibile rilevare alti livelli di radiazioni e una crisi sanitaria che può solo essere definita agghiacciante. Dov’è Wikileaks quando si tratta di parlare di una vicenda REALE? Non vi sono molti dubbi che Wikileaks sia in realtà un “diversivo” gestito da un’agenzia di intelligence con dozzine di operatori presenti all’interno del Dipartimento della Difesa. Solo Israele possiede questa capacità, avendo ormai infiltrato a tal punto la Difesa da poterla gestire come cosa propria. Qual è il programma di Wikileaks? Quello di rivelare la verità? Se è così, allora perché la verità è stata censurata e annacquata fino al punto di diventare una “non-notizia”, come lo erano state del resto le rivelazioni precedenti? In effetti, molti commenti su queste rivelazioni sono pure speculazioni e molte delle stesse “rivelazioni” sono in realtà poco più che “cibo per polli”.

L’ultima volta, le rivelazioni dovevano servire a demonizzare il Pakistan. Wikileaks aveva cercato di suggerire che fosse il Pakistan ad addestrare i talebani in Afghanistan. Tuttavia i talebani sono Pashtun e non si curano molto del Pakistan, essendo suoi “nemici di sangue”. Grazie a queste rivelazioni, Israele e India sono riusciti a trovare utili alleati contro il Pakistan, che è l’unica potenza islamica con capacità nucleari. I talebani hanno ricevuto aiuti di ogni genere dal Mossad e dal RAW [Research and Analysis Wing, altra agenzia d’intelligence israeliana, NdT], circostanza che Wikileaks ha fatto di tutto per tenere nascosta.

In alcune vere rivelazioni, l’ex traduttore dell’FBI Sibel Edmonds aveva dimostrato l’esistenza di documenti che evidenziavano come i voli delle “extraordinary renditions” fossero in realtà utilizzati per dare passaggi ai terroristi e trasportare tonnellate di droga e di denaro contante. Ogni giorno intere casse di denaro escono dall’Afghanistan. Come mai non una sola pagina, non una sola parola relativa a questi argomenti, che sappiamo bene essere presenti nei dati americani, hanno raggiunto Wikileaks?

Perché Wikileaks dedica più tempo a tentare di nascondere i fatti che a renderli noti? Quando anche questo scoop si affievolirà, le accuse di stupro contro Julian Assange verranno forse nuovamente tirate fuori dal cassetto per tenerlo vivo ancora un po’? L’altra volta sono stati un po’ schizofrenici: prima c’erano le accuse, poi non c’erano più, poi c’erano di nuovo. Era come una telenovela mal sceneggiata. Ci è appena giunta una notizia secondo la quale Julian Assange sarebbe riuscito a sfuggire agli squadroni della morte del Pentagono. Ci dicono che egli è virtualmente scomparso dalla faccia del pianeta. Ma abbiamo anche un programma di apparizioni pubbliche e di interviste che Assange dovrà rilasciare, rimaterializzandosi misteriosamente ogni volta che ve ne sia bisogno. Ah, se avessimo un potere come questo.

E queste nuove “rivelazioni”?

Esse sono probabilmente dirette contro l’Iran

Chiunque rimanga sorpreso o sconvolto nello scoprire che le forze di sicurezza irakene uccidevano e torturavano i prigionieri, vive evidentemente su un proprio pianeta personale. Erano gli assassini e i torturatori di Saddam. Poi sono diventati i nostri. Cos’altro dovrebbero fare dei torturatori e degli assassini? C’era un motivo preciso per l’invasione dell’Iraq, al di là di tutte le menzogne, di tutti gli omicidi, di tutta la corruzione. Israele voleva l’Iraq distrutto. Riuscirà mai Wikileaks a parlarci di qualcosa di concreto?

Versione originale:

Gordon Duff
Fonte: http://www.veteranstoday.com
Link: http://www.veteranstoday.com/2010/10/23/gordon-duff-ho-hum-more-wikileaks-chickenfeed/
24.10.2010

Versione italiana:

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
Link: http://blogghete.blog.dada.net/post/1207165075/CHI+C%27E%27+DIETRO+WIKILEAKS+%28NON+SFORZATEVI+TROPPO%29
26.10.2010

Traduzione a cura di GIANLUCA FREDA