Blog di Beppe Grillo – Gromo “Game Free Zone” – Intervista al sindaco Luigi Santos

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Gromo “Game Free Zone” – Intervista al sindaco Luigi Santos.

La malattia del gioco, o ludopatia, è alimentata dallo Stato Italiano attraverso le macchinette che ha distribuito ovunque: da città come Roma o Milano, ai piccoli paesi di provincia. Le macchinette vampiro succhiano i soldi ai pensionati e ai più deboli per darli a Tremorti. I poveri, diventati più poveri, chiedono aiuto al Comune. 280.000 italiani spendono 500 euro al mese (140 milioni di euro), una cifra spesso equivalente alla loro pensione. Il sindaco di Gromo, Luigi Solinas vuole proibire con un’ordinanza l’uso delle macchinette nel suo comune. Sarà il primo comune d’Italia ad essere “Game Free Zone“. Un’iniziativa da imitare ovunque.

Intervista a Luigi Santos, Sindaco di Gromo:
“Sono Santos Luigi Sindaco in un paese di Gromo, in alta Val Seriana, in Provincia di Bergamo, è un paesino piccolissimo, sono 1250 abitanti con due frazioni annesse.
Parliamo di slot machine e di macchinette, stiamo studiando un’ordinanza che possa vietare sul territorio comunale quello che è l’uso di queste macchinette, perché? La motivazione principe è nata dal fatto che ci siamo trovati famiglie che chiedevano sussistenza sociale tramite l’assistente sociale. Purtroppo cosa succede? Spesso e volentieri all’interno di queste famiglie ci sono persone che spendono al gioco delle macchinette qualcosa come 500/600 Euro al mese, allora ci siamo posti questo interrogativo: “Non è il caso di far fermare questo cane che si morde la coda?“. Perché è vero che lo Stato prende dei soldi dalle macchinette, è anche vero che poi lo Stato deve dare dei sussidi sociali a persone che effettivamente ne hanno necessità. Tant’è vero che in Bergamo ci sono dei corsi tenuti dall’ASL., dal Sert, dal patronato San Vincenzo per recuperare veramente queste persone che soffrono di ludopatia. Tenete presente che in Italia ci sono qualcosa come 700 mila persone che soffrono di ludopatia e il 40% di loro, pertanto 280 mila persone, spendono più di 500 Euro al mese in queste macchinette, vuol dire veramente una finanziaria. Forse è il caso di mettere mano a queste cose, decidere veramente cosa si vuole fare, anche perché effettivamente le persone che giocano con queste macchinette sono persone più deboli o meglio, a me piace definirle meno attente: si fanno abbindolare dalla facile possibilità di portare a casa dei soldini, quando invece buttano dalla finestra tanti soldi e nessuno poi glieli rende. Parlando la settimana scorsa con un commerciante vicino al mio paese, questi mi raccontava l’esperienza di una persona che si è fermata presso la sua attività, dalle 15 fino alle 19 a giocare con questa macchinetta e lui ha stimato che possa avere buttato qualcosa come 600 Euro. La cosa è improponibile, ingiustificabile ed è il caso che di dire “Basta!” a questo sperpero di denaro. Oltretutto è uno sperpero di denaro che si ripercuote su tutte le casse e comunali, dei cittadini e dello Stato.
Signori, ricordiamoci che lo Stato non è il Sindaco o il palazzo comunale o i dipendenti comunali, ma lo Stato siamo tutti noi, lo sono io, l’intervistatore, sono tutti, pertanto tutti partecipiamo a questa cosa, forse è il caso di prendere il toro per le corna e dire “Basta, voltiamo pagina!”. Diciamo che i cittadini di Gromo hanno reagito con sensibilità a questa provocazione, nel senso che cominciano a chiederci cosa possono fare per evitare che persone meno attente giochino a queste infernali macchinette. Certo è difficile quando entra qualcuno in un’attività dire: “Tu giochi, tu non giochi“. Non si potrà mai ad arrivare a questo, ecco perché si pensa di vietare l’uso di queste macchinette. So che qualcuno ha messo dei cartelli sopra le macchinette dove c’è scritto “Attenzione è un gioco, fate attenzione perché ci può essere sperpero di denaro”. Bella operazione, bella mossa, però ricordiamoci che abbiamo a che fare con delle persone meno attente; magari il cartello non lo leggono neanche. E’ come il fumatore incallito che il fatto che ci sia scritto sul pacchetto di sigarette che il fumo nuoce alla salute o provoca il cancro, non gliene può fregare di meno. Lui continua a fumare perché è convinto che gli faccia bene! In merito all’ordinanza, la si sta studiando con un ufficio legale che possa porre fine all’utilizzo delle macchinette sul Comune di Gromo, è un’ordinanza non di facile promulgazione anche perché si va a ledere parzialmente quella che è una legge dello Stato, però si pensa che tramite un’ordinanza di ordine pubblico, piuttosto che di salute, dedicata proprio alle persone meno attente si possa riuscire a evitare che nel Comune di Gromo queste macchinette siano utilizzate da tutti.”

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