Archivi del giorno: 4 dicembre 2010

Finlandia, tempi lunghi per il nuclearedi terza generazione

Il nucleare non conviene neanche economicamente

Fonte: Il Fatto Quotidiano » Finlandia, tempi lunghi per il nuclearedi terza generazione.

A Olkiluoto da cinque anni si costruisce un nuovo reattore nucleare, realizzato con la stessa tecnologia che l’Italia ha scelto per il ritorno all’atomo. I costi sono raddoppiati, tra intralci burocratici e problemi di sicurezza

I primi kilowatt avrebbero dovuto essere prodotti più di un anno fa. Bisognerà invece aspettare almeno l’estate del 2013 per utilizzare l’energia fornita dal primo reattore nucleare di terza generazione Epr (European Pressurized Reactor), in costruzione ormai da oltre cinque anni a Olkiluoto, Finlandia. Ad annunciare l’ennesimo rinvio nel cantiere gestito dal consorzio franco-tedesco ArevaSiemens, è stato lo stesso committente dell’impianto, il gruppo elettrico finlandese TVO, confermando che “la maggior parte dei lavori di costruzione sarà conclusa entro il 2012, il reattore entrerà in servizio entro aprile 2013, per raggiungere la piena operatività solo nella seconda metà dello stesso anno”.

Quattro anni di ritardo per un cantiere infinito, che, da simbolo del rilancio dell’industria nucleare nel mondo si è trasformato negli anni, fra imprevisti tecnici, aumenti di budget e polemiche, in un incubo per chi ha investito nel progetto. Dalla cattiva qualità del calcestruzzo utilizzato nelle fondamenta della centrale, che nel 2006 costò un anno di ritardo al cantiere, fino al richiamo da parte dell’autorità di sicurezza per i difetti di concezione degli apparati di controllo e sicurezza, mese dopo mese, Olkiluoto3 ha anche ingigantito i suoi costi, lievitati di quasi il 50%, con un importo totale per la costruzione stimato oggi a 5,9 miliardi di euro, contro i 3,2 inizialmente calcolati. Talmente un “affare” che nel 2009 Siemens annunciò addirittura di voler abbandonare il progetto. Sull’opera è ormai scontro aperto, con una procedura di arbitrato davanti alla Camera internazionale di commercio di Parigi e richieste miliardarie di risarcimento danni, fra il colosso del nucleare francese Areva che ha progettato l’impianto, e il committente finlandese TVO. “Per quanto ci riguarda, non ci sono ritardi rispetto all’ultima previsione di 86 mesi per la costruzione” ha dichiarato venerdì sera la portavoce del gruppo Areva, che attribuisce all’iter burocratico finlandese la responsabilità della lentezza del cantiere.

Ma non è solo in Finlandia che la costruzione del nuovo reattore incontra problemi. A Flamanville, cittadina della Normandia dove nascerà il primo Epr francese lo spettro di Olkiluoto minaccia il cantiere gestito da Edf: iniziata nel 2007, la costruzione del reattore conta oggi già due anni di ritardo, con una fattura che ha già raggiunto quota 5 miliardi contro i 3,3 inizialmente previsti. E anche in questa centrale, a cui Enel partecipa con il 12.5%, non sono mancati intoppi, dal circuito di raffreddamento alle fondamenta del reattore, passando per le componenti del pressurizzatore o le polemiche sulla sicurezza in caso di incidenti.

Se, con una potenza di 1.650 MW, un consumo di combustibile ridotto del 17% e un calo del 30% rispetto ai vecchi reattori delle emissioni chimiche e radioattive per kwh prodotto, la presunta eccellenza tecnologica dell’Epr è bastata a convincere il governo italiano a puntare su questo tipo di centrali per aprire la strada al ritorno dell’atomo in Italia, le cattive notizie in arrivo dalla Finlandia non sembrano destare alcuna preoccupazione fra i responsabili del settore. “Il nostro progetto – dichiara Fulvio Conti, amministratore delegato dell’Enel – è totalmente diverso. Non ha quel tipo di struttura organizzativa. Inoltre assume le esperienze fatte, anche negative, per strutturarle in modo tale da evitare errori e per avere un filone di attività chiare e di responsabilità ben assegnate”.

Intanto è arrivata questa mattina l’ultima scossa che fa traballare le ambizioni nucleari del governo, con la seconda e definitiva bocciatura, da parte delle Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera, alla nomina di Michele Corradino, capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente, a commissario dell’Agenzia nucleare. – “La mancata nomina del quinto membro non inficia il lavoro dell’Agenzia per la sicurezza nucleare né il programma di rilancio dell’atomo del Governo” ha commentato Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico.

Antimafia Duemila – LA WIKILEAKS PADANA

Fonte: Antimafia Duemila – LA WIKILEAKS PADANA.

Da ieri pomeriggio online i documenti esclusivi su Umberto Bossi e la Lega Nord.
Leonardo Facco, autore di “Umberto Magno, la vera storia dell’imperatore della Padania” (Aliberti editore), da oggi in libreria, pubblica sul sito www.movimentolibertario.it di cui è fondatore, la miriade di materiali inediti citati nella voluminosa biografia di Umberto Bossi.

Questo il comunicato del Movimento Libertario giunto in casa editrice:

Come Wikileaks, il sito del Movimento Libertario pubblicherà oggi, in occasione dell’uscita in libreria di “Umberto Magno, la vera storia dell’imperatore della Padania” (autore Leonardo Facco, Aliberti editore), una serie di documenti esclusivi relativi al leader della Lega Nord.

Eccone l’elenco:

1- Atti notarili sul crac del villaggio in Croazia;
2- Assegno di pagamento delle quote del villaggio croato dell’ex ministro Giancarlo Pagliarini;
3- Casellario giudiziario dell’ex generale delle guardie padane (volontari verdi);
4- Busta paga del primo figlio di Umberto Bossi, che veniva pagato dalle cooperative padane, mentre queste facevano buchi di centinaia di milioni;
5- Documenti che testimoniano come la Lega di Reggio Emilia abbia dato soldi al partito per aprire una cooperativa padana, che non ha mai visto la luce. Coinvolto nella vicenda il ministro Calderoli Roberto;
6- Intercettazioni telefoniche fra due parlamentari della Lega Nord sugli strani affari dell’ex amministratore della Lega Nord;
7- Casellario giudiziario dell’ex sindaco di Acquiterme;
8- Foto che attesta l’iscrizione al Pci di Umberto Bossi (iscrizione che lui ha negato più volte).

Juliane Assange, come ha dichiarato in una intervista alla rivista americana “Reason” si definisce libertario. Per questo motivo, oggi il Movimento Libertario vestirà i panni di una “Wikileaks padana”, postando in chiaro sul suo sito le carte che mostrano alcuni dei lati più spregevoli del partito di Bossi.
Il libro di Facco, che cita tutti questi documenti da oggi online, rappresenta una straordinaria inchiesta, che parte dalle origini di Bossi fino ad oggi, corroborata da svariate interviste esclusive sui segreti del leader leghista.

VISITA: alibertieditore.it

La scheda del libro
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I documenti esclusivi citati nel libro