La ‘ndrangheta e la Lega

Fonte: La ‘ndrangheta e la Lega – La fermata – Voglioscendere.

Il senatore Castelli ha deciso di intervenire in difesa del suo partito, la Lega Nord. “Leggo su alcuni quotidiani – riferiscono le agenzie di stampa – che sarebbe saltato fuori il solito pentito che parla di un esponente leghista che avrebbe fatto accordi con il clan Coco Trovato a Lecco nel 1990. In quegli anni soltanto la Lega combatteva la mafia“, sostiene Castelli.
“È troppo comodo lanciare accuse e insinuazioni a cui non si può ribattere, con l’evidente tentativo di fermare l’avanzata della Lega in Lombardia”, aggiunge. “Invito questo ‘signor pentito’ a fare nomi e cognomi. I riscontri diranno se ha detto la verità o se è uno dei tanti mistificatori che purtroppo abbondano nel mondo dei pentiti. Da un lato ci sono le affermazioni di un mafioso, dall’altro la storia della Lega che è sotto gli occhi di tutti”.
Ecco, appunto, senatore, la storia della Lega. La Lega Nord nasce nel mese di novembre 1989 come federazione di una serie di movimenti leghisti la cui radice sta nella Lega Lombarda di Umberto Bossi (1983), e nella Liga Veneta. Fin dalle origini del movimento leghista, ed in particolare all’interno della Liga Veneta, è presente una significativa componente legata agli ambienti dell’eversione nera, che sfoceranno poi, ecco il punto, anche nell’esperienza delle leghe meridionali. In particolare è stato candidato in alcune consultazioni elettorali nelle liste della Liga Veneta l’avvocato Stefano Menicacci, con un passato di primo piano da attivista della destra estrema, legale (e socio) di Stefano Delle Chiaie, ma anche del leader della Liga Veneta Franco Rocchetta, della Lega Nord, oltre che di quel Giancarlo Marocchino, da molti sospettato di aver avuto un ruolo in misteriosi traffici con la Somalia, quelli su cui indagarono Ilaria Alpi e Miran Hrovatin prima di essere assassinati a Mogadiscio il 20 marzo del ’94, ad una settimana dalle elezioni politiche italiane. Menicacci è stato il fondatore nel maggio del 1990 di una intera serie di Leghe Meridionali, assieme a Stefano Delle Chiaie.
Va segnalato, in proposito, che la D.I.A. nell’informativa n. 3815/98 del 31/1/1998, giunge alla conclusione che l’avv. Menicacci è “l’elemento di collegamento principale” fra la Liga Veneta e le iniziative leghiste centro-meridionali sviluppatesi negli anni ’90.
Perché è importante il ruolo svolto da Menicacci? Nell’informativa D.I.A. n. 3815/98 del 31/1/1998, sul conto di Menicacci, si riportano le dichiarazioni del collaboratore di giustizia messinese Costa Gaetano che chiamano in causa lo studio dell’avv. Menicacci in un tentativo di “aggiustamento” di un processo per il quale si era interessato il mafioso calabrese Giuseppe Piromalli. E si riferisce di contatti fra il mafioso Luigi Sparacio, durante la sua latitanza, e utenze telefoniche di personaggi vicini a Menicacci e Stefano Delle Chiaie. Nella stessa informativa D.I.A. si fa riferimento anche ai rapporti fra l’avv. Menicacci e Paolo Bellini, personaggio proveniente dalla destra eversiva, coinvolto nelle indagini sulla strage di Bologna e nel ’92 in contatto con il mafioso Nino Gioè nell’ambito di una delle c.d. “trattative” che Cosa Nostra avviò durante la stagione stragista, in questo caso utilizzando cercando di utilizzare i contatti che Bellini aveva con i Carabinieri (cfr., in merito, la ricostruzione della vicenda contenuta nella sentenza della Corte d’Assise di Firenze sulle stragi del ’93). Secondo la Direzione Centrale Polizia di Prevenzione (nelle informative n. 17959/97 del 3/6//1997 e n.3815/98 del 31/1/1998 e relativi allegati), nello stesso periodo in cui sorsero i movimenti meridionalisti fondati dall’avv. Stefano Menicacci e da personaggi a lui legati (per lo più provenienti dalle fila dell’estrema destra), cominciarono a sorgere nelle varie regioni centrali e meridionali d’Italia una serie di movimenti, tutti apertamente collegati alla Lega Nord e per lo più fondati da tale Cesare Crosta, e che, in quasi tutti i casi, i movimenti fondati dal Crosta si sono poi fusi con quelli costituiti dall’avv. Menicacci.
In proposito, Senatore Castelli, le consiglierei la lettura della ricostruzione contenuta nell’informativa D.I.A. n. 3815/98 del 31/1/1998, ove si evidenzia anche la partecipazione dell’on.Bossi, sempre nel 1990, ad alcune manifestazioni politiche organizzate da leghe costituite dall’avv. Stefano Menicacci (ad esempio il 6.12.1990 a Perugia in una manifestazione organizzata dalla Lega Umbra di Menicacci, che infatti confluì nella Lega Centro Umbria di Cesare Crosta. La Lega, dal 1990 in poi, il senatore Castelli lo sa bene, da aggregazione di leghe regionali diviene una federazione unitaria ispirata e guidata dalla leadership lombarda, e da questo momento in poi che si verifica una importante trasformazione grazie all’intervento di Gianfranco Miglio, che diviene l’ideologo della Lega. Miglio teorizza, tra gli applausi degli attuali dirigenti della Lega Nord, che il neoregionalismo sia una cornice istituzionale non più adeguata, perché il contesto di riferimento – la regione – è troppo angusto. E nel settembre 1990 veniva pubblicata un’opera di Gianfranco Miglio dal titolo: “Una costituzione per i prossimi trent’anni. Intervista sulla terza Repubblica”, ove si prefigurava la costituzione di tre macro regioni, la Padania, il Centro e il Sud, destinate a far parte di uno Stato federale.
Intanto, già dall’aprile 1990, per iniziativa di Cesare Crosta, era iniziata l’attività della LegaCentro e della Lega Sud, entrambe aderenti alla Federazione nazionale delle Leghe promossa dalla Lega Lombarda, che raggruppava, per l’appunto, la Lega Nord, la Lega Centro e la Lega Sud16. Sia alla Lega Centro che alla Lega Sud facevano capo, a loro volta, numerose leghe regionali tra cui la Lega Centro Lazio, la Lega Sud Sicilia, e la Lega Sud Calabria.
Il progetto finale, era quello della divisione del Paese in due o tre macroregioni, con statuti di Stati autonomi, in un Italia federata destinata a perdere la propria identità nazionale e ad essere attratta al Nord sotto l’influenza della Europa del Nord e al Sud sotto l’influenza dei paesi del Nord Africa (Libia). La frammentazione del paese in stati federali avrebbe consegnato il Sud all’egemonia del sistema criminale, alle mafie.
Un impianto coscientemente perseguito dall’ideologo della Lega Miglio il quale, ancora nel marzo del ’99 afferma che esisteva il progetto di una divisione dell’Italia in macroregioni con “l’assegnazione” della Sicilia alla mafia :”Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale spinto fino al delitto.[…] Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate.” Ecco, appunto , senatore Castelli, nel 1990 soltanto la Lega combatteva la mafia? La storia della Lega è sotto gli occhi di tutti.

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