Le bugie del terrorismo di Stato

Fonte: Le bugie del terrorismo di Stato.

Un governo mondiale invisibile muove le fila dei governi nazionali, dei centri di potere economici e militari e, con i media subalterni, alimenta il terrorismo in funzione di ulteriori guerre, per realizzare un nuovo ordine planetario a guida americana.

LE BUGIE DEL TERRORISMO DI STATO

di Ferdinando Imposimato [07/11/2010]

A pochi giorni dalla morte dei quattro alpini in Afghanistan, il problema della missione italiana in quella zona e’ stato rimosso dai media. Impegnati a risolvere il caso di Sara Scazzi e quello delle case di Gianfranco Fini a Montecarlo o delle tenute di Silvio Berlusconi ad Antigua. Ma noi dobbiamo parlare dell’Afghanistan, tentando una analisi della situazione a tutto campo. Senza enfasi ne’ retorica.Da mesi i militari italiani sono in prima linea, impegnati in azioni di guerra. E nell’addestramento dell’esercito afghano. La percentuale dei morti italiani e’ aumentata sensibilmente nel 2010. A differenza che in passato, gli italiani sono considerati dai talebani nemici da abbattere, al pari di inglesi ed americani. Purtroppo l’azione degli italiani viene associata dagli afghani agli attacchi americani con aerei senza piloti. Ogni operazione aerea, anziche’ di improbabili terroristi, fa strage di gruppi di civili inermi, uomini, donne e bambini estranei alla guerra. E i massacri civili, che non sono errori, sono essi si’ vero e proprio terrorismo di Stato; e producono una crescita del consenso ai talebani per la rabbia dei villaggi colpiti. Ne’ li salva dagli attacchi talebani il fatto che gli italiani svolgano molti compiti di sviluppo e di dialogo: che parlino con la popolazione locale, creino scuole, aiutino la ripresa dei commerci, il miglioramento dell’agricoltura e l’addestramento del personale del luogo. E che i circa 4000 uomini e donne del contingente italiano siano impegnati soprattutto nel tentativo di ricostruzione civile. La guerriglia talebana ci pone tra gli obiettivi primari. Mentre il denaro profuso nelle opere pubbliche finisce in gran parte nelle mani dei talebani, che acquistano armi ed esplosivi sempre piu’ potenti. A cio’ si aggiungono la corruzione del governo di Karzai, la coltivazione di papaveri per la produzione di eroina, il traffico di oppio e la paura di popolazioni che temono rappresaglie dei talebani per la collaborazione con gli occidentali.Tutto questo rende non solo improbabile, come afferma Sergio Romano, ma impossibile la vittoria militare della Nato ed inutile il sacrificio dei giovani militari italiani che vanno a combattere per ideali che non esistono. E per una guerra che alimenta il terrorismo internazionale. Terrorismo che esiste ed e’ sempre piu’ pericoloso. E va combattuto senza ricorrere ad attacchi indiscriminati, principali fattori dell’espansione del terrorismo.

LA PROFEZIA DI SLOAN

Stephen Sloan, esperto americano ignorato dai media, ammoniva fin dal 1986: «Esistono gruppi di terroristi distinti per ideologia e religione; alcuni si limitano al terrorismo interno, il cui obiettivo e’ la presa del potere, dall’altra parte ci sono gruppi che praticano il terrorismo internazionale non territoriale, il cui fine non e’ la presa del potere, bensi’ la destabilizzazione di una zona o dell’ordine politico e sociale internazionale». La preoccupazione di Sloan riguardava il tipo di armi usate dai terroristi. «Il fatto piu’ allarmante per gli interessi Usa sul territorio nazionale ed all’estero e’ che la prossima generazione di terroristi probabilmente sara’ in grado di procurarsi non solo armi sofisticate, ma anche missili. E che i terroristi nazionali e internazionali possano decidere di far uso di sostanze chimiche e biologiche o nucleari».Ma questo tipo di terrorismo non viene affatto contrastato con la guerra in Afghanistan. Anzi viene rafforzato con nuovi adepti e grazie al sostegno della popolazione locale. Oggi Al Qaeda trova nel Pakistan il suo principale supporto logistico e militare. Lo provano i cinque attacchi consecutivi e devastanti, in una settimana, ai convogli che portavano rifornimenti alle truppe Nato. Lo confermano l’inerzia delle forze armate pakistane e la instaurazione della sharia in un’area sempre piu’ vasta. Il fondamentalismo islamico si sta espandendo anche in regioni come Tagikistan, Kirghizistan e Uzbekistan, ricche di gas naturale, petrolio e minerali strategici, con azioni di guerriglieri addestrati in Afghanistan e Pakistan. E l’Italia risponde al dilagare del terrorismo islamico con un aumento del contingente militare, passato da 1000 uomini a 3950 e un costo della missione che tocchera’ 675 milioni di euro l’anno: oltre tre miliardi di euro dall’inizio della guerra. Risorse che potrebbero essere destinate a investimenti in Italia in campi come la ricerca, la scuola, il lavoro.

LE BOMBE DI LA RUSSA

Le possibilita’ di una vittoria contro il terrorismo o di una sua riduzione sono pari a zero. L’impantanamento nell’inferno afghano e’ opera dei governi di centro destra e di centro sinistra, che hanno autorizzato operazioni offensive di ricerca e distruzione del nemico (search and destroy). Queste furono varate dal governo Prodi con il sostegno della destra. Ed e’ evidente che anche in Afghanistan, come in passato in Iraq, l’Italia stia combattendo una guerra impossibile ed illegittima, non la lotta al terrorismo. Che invece cresce per i bombardamenti indiscriminati.L’ultima scelta suicida del ministro della Difesa Ignazio La Russa e’ quella di dotare gli aerei italiani in Afghanistan di bombe. Gli effetti sarebbero esattamente opposti a quelli sperati: aumento delle vittime civili, incremento del terrorismo, crescita del consenso della popolazione civile ai talebani e aumento delle spese. E crescita degli attacchi ai militari italiani. Lo ha capito Piero Fassino che, tuttavia, ribadisce la legittimita’ della presenza dei militari italiani in Afghanistan, solo perche’ la missione avviene sotto l’egida dell’Onu. La scelta migliore e’ quella del ritiro delle nostre forze armate in coerenza con il programma del presidente Barack Obama, che ha annunziato il ritiro delle truppe entro il prossimo luglio 2011, spingendo Karzai ad avviare un dialogo con il complesso schieramento talebano per il raggiungimento di un compromesso. E respingendo la strategia del generale David Petraeus, che chiede altre truppe, armi e investimenti.Il silenzio e le bugie dei media ci condizionano ancora. Nell’antichita’ gia’ Tucidide metteva in luce gli effetti distruttivi della guerra sulla popolazione civile dei paesi coinvolti. Oggi e’ in atto la nuova strategia della tensione basata come sempre sulla menzogna planetaria del concetto di terrorismo. A differenza del passato, essa e’ globale e si fonda soprattutto sui media. E chi la attua, strumentalizza il terrorismo, quello proprio e quello del nemico, e strumentalizza i media, per stabilizzare il potere politico mondiale e conquistare nuove posizioni. I media orientano una pubblica opinione resa incapace di capire cio’ che accade e discernere il vero dal falso. Il punto e’ proprio questo: prevedere il futuro per trovare i provvedimenti necessari ad evitare errori. Si puo’ modificare il corso della storia ed evitare una futura guerra? Stando ad Einstein, no. «Finche’ ci saranno nazioni sovrane dotate di grande potenza, la guerra sara’ inevitabile. Con cio’ non si vuole tentare di dire quando scoppiera’, ma solo che e’ sicuro che scoppiera’. Questo era gia’ vero prima che arrivasse la bomba. Il cambiamento riguarda la distruttivita’ della guerra».

UN PENTAGONO PER CLIENTE

La guerra ai talebani sarebbe, secondo alcuni storici, la risposta giusta ed inevitabile del Bene contro il Male, della civilta’ contro la barbarie, delle vittime contro i carnefici. Al culmine di questo “circuito virtuoso”, innescato da Usa e Gran Bretagna con l’appoggio dell’Italia, sta, dicono gli “esperti”, la guerra, anch’essa inevitabile, ad un altro nemico mortale dell’occidente, l’Iran. Ma, a ben vedere, la storia e’ diversa. La guerra all’Afghanistan non e’ una guerra giusta. Perche’ non e’ la conseguenza dell’11 settembre ma, sebbene scatenata dopo, fu decisa molto prima dell’attacco alle torri gemelle. Gli avvenimenti smentiscono la verita’ ufficiale. Certo, non e’ facile demolire la “storia” imposta dal potere politico-economico che controlla il potere mediatico. Ma bisogna tentare di capire. La conclusione certa e’ una sola: la guerra all’Afghanistan non e’ la risposta al terrorismo, alla “Jihad”, alla guerra santa, ma venne decisa per conquistare le risorse petrolifere di quell’area ed allargare il dominio degli Stati Uniti, oltre che per sostenere l’industria militare.L’industria bellica americana fattura da sola 450 miliardi di dollari l’anno, la stessa cifra che il comparto bellico raggiunge in tutto il resto del mondo. Ed ha un solo cliente: il Pentagono. E’ questa gente che ha scatenato la guerra mondiale al terrorismo con la scusa dell’11 settembre. Un governo mondiale invisibile muove le fila dei governi nazionali, dei centri di potere economici e militari e, con i media subalterni, alimenta il terrorismo in funzione di ulteriori guerre, per realizzare un nuovo ordine planetario a guida americana.Ma un’altra guerra sarebbe devastante per il genere umano. Dal 1946, dopo Hiroshima e Nagasaki, «le armi distruttive a disposizione del genere umano – ammonisce Einstein – sono di una pericolosita’ tale che nessun luogo della terra e’ salvaguardato dal rischio di una distruzione totale improvvisa».

Ferdinando Imposimato

http://lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=346%EF%BB%BF

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