La lobby di Dio – Ferruccio Pinotti

Fonte: Blog di Beppe Grillo – La lobby di Dio – Ferruccio Pinotti.

Ieri a Roma la voce della Chiesa era assente. Cristo e San Francesco, don Ciotti e padre Zanotelli erano altrove. Le strade della Capitale erano piene di urla, di minacce e di roghi, di manganelli e di sanpietrini, di rabbia popolare e di repressione. Il Vaticano era troppo occupato in Parlamento. Non portava paramenti sacri, né predicava insegnamenti evangelici. I cardinali avevano il volto di Berlusconi, di Tremonti, ma anche di Casini e di Bersani. Una Chiesa di governo e di opposizione, ubiqua in ogni partito nel nome di interessi concreti, terreni, di natura economica e non spirituale. Di affari di 70 miliardi di euro all’anno benedetti dallo Spirito Santo nella forma di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere. Don Giussani, il fondatore di CL, voleva portare la Chiesa nella società. I suoi successori hanno trasformato la Chiesa in una società per azioni.
Intervista a Ferruccio Pinotti, giornalista d’inchiesta e autore di Lobby di Dio

I tentacoli di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere
“Sono Ferruccio Pinotti, un giornalista di inchiesta. In questi anni mi sono occupato di indagini scottanti su temi come l’Opus Dei, la morte di Calvi, la massoneria, il rapporto tra Berlusconi e il Vaticano. Con questa nuova inchiesta “Lobby di Dio“, la prima su Comunione, Liberazione e la Compagnia delle Opere (CdO), ho affrontato il tema del potere di CL nella società e nell’economia italiana. CL è un mondo in crescita. Nato nel 1954 da un’intuizione di Don Luigi Giussani, ha creato a poco a poco una lobby politica, religiosa, economica e finanziaria,una lobby forte negli affari, attraverso la DdO una realtà che associa 34 mila imprese per un fatturato stimato in almeno 70 miliardi di Euro, che ha rapporti con le principali banche italiane attraverso intese che consentono agli associati della CdO un accesso facilitato al credito, una realtà che conduce e guida, manu militari, una Regione che ha un bilancio pari o superiore a quello di molti Stati del nord Europa, come la Lombardia, con un bilancio di 24,9 miliardi di Euro, ma anche una realtà, CL e CdO, che sta colonizzando vaste aree del Paese come la Calabria, la Sicilia, il Lazio e tante altre realtà italiane, dove i suoi affari sono sempre di più in crescita.
Dietro CL c’è una potente lobby di politici, di imprenditori, di banchieri, basti dire che al meeting di CL è andato quest’anno l’amministratore delegato della FIAT, Marchionne, che non ha esitato a dire “Voi siete il futuro, il futuro è nelle vostre mani“. Vi sono big della politica come Silvio Berlusconi, ministri molto importanti attenti a CL, come Tremonti, vi sono banchieri come Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa, vi sono tecnici, professori universitari, potenti giornalisti, simpatizzanti di CL tra i quali senz’altro Bruno Vespa, vi è una nomenclatura vaticana importantissima che vede i Cardinali Cafarra, Scola, Biffi e lo stesso Papa Ratzinger. Quindi dietro CL vi è una lobby di persone molto importanti a cui interessa portare avanti i propri interessi.
CL e CdO sono state chiamate in causa da diverse inchieste giudiziarie, una ha riguardato il cosiddetto scandalo “Oil for food” che ha visto coinvolte alcune persone accusate di avere trafficato petrolio durante il periodo dell’embargo imposto all’Iraq occupato, condanna in primo grado che è stata però risolta attraverso la prescrizione in secondo grado. Un’altra inchiesta ha riguardato gli affari della cosiddetta “Cascina“, un’impresa vicina a CdO e CL che si occupa di appalti, ristorazione, mense collettive, anche qui ci sono state delle condanne in primo grado, però alcuni filoni di inchiesta si sono spenti nel nulla. Un’altra inchiesta in corso riguarda la CdO del Nord – Est i cui vertici, 10 persone, sono state rinviati a giudizio con l’accusa di truffa per l’appropriazione di fondi nazionali e europei per l’organizzazione di corsi di formazione. Va poi citata un’inchiesta molto importante, “Why not?” che ha scoperchiato come il vasto sistema di potere, di relazione, di scambio della CdO abbia colonizzato la Calabria con una rete di rapporti e di favori che sono stati posti sotto la luce dell’inchiesta del magistrato Luigi De Magistris, un’inchiesta fatta a pezzi proprio perché riguardava il mondo di CdO e CL.

CL e il Vaticano (ma anche Berlusconi e Bersani)
Comune e Liberazione ha un forte potere in Vaticano, in quanto è stata sostenuta da Giovanni Paolo II che ne ha dato approvazione nel 1982, ma gode anche del sostegno di Papa Ratzinger, il quale l’ha seguita fin dai tempi in cui era Cardinale, all’interno del Vaticano sono molti i cardinali che proteggono Cl, basti pensare che i cardinali Cafarra e Biffi o al Cardinale Scola, patriarca di Venezia. Questi alti prelati vedono in CL una lobby estremamente docile, utile, pronta a intervenire in sede locale per gli interessi della Chiesa e delle diverse diocesi,un mondo estremamente pratico e operativo riguardo alle esigenze del Vaticane della Chiesa. Un altro aspetto molto importante che riguarda CL e la lobby di Dio è il suo trasversalismo politico, la sua capacità di tessere alleanze da destra e sinistra, esiste infatti uno storico rapporto tra CL e Silvio Berlusconi. Quest’ultimo già nel 1978 inizia a finanziare le attività del “Sabato“, il settimanale ciellino che nasce in chiave anticomunista. E proprio nella villa di via Rovani di Berlusconi si tengono i primi incontri del Sabato che radunano una serie di giovani come Roberto Formigoni e molti altri. Berlusconi è tra i primi a partecipare al meeting di CL che ogni anno viene organizzato a partire dal 1980 e riceve in più occasioni un appoggio pubblico espresso da parte di CL e di CdO quale leader politico di rifermento del movimento nell’ambito di un rapporto tra Berlusconi e il Vaticano che vede CL in una funzione forte di mediazione di interessi che riguardano la scuola e molte aree in cui servono finanziamenti governativi.
Anche Tremonti è sensibile agli interessi di CL, tuttavia CL ha saputo intessere accordi forti anche con il mondo della sinistra, in particolare con Pierluigi Bersani, segretario del PD che ogni anno è presente tra gli ospiti d’onore del meeting di CL. La figura di Bersani è fondamentale per CL in quanto è l’uomo che facilita il rapporto tra le cooperative rosse e le aziende della CdO, ma sono vicini a CL anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi e altre figure come Rutelli.

CL e le inchieste
Tra le varie inchieste che si sono avvicinate a CL pur senza portare a coinvolgimenti espressi di figure di CL e di CdO vi è l’inchiesta “Montesiti e Santa Giulia“, un’inchiesta molto complessa che ha riguardato un’area ex Montedison di Milano bonificata su cui doveva sorgere il quartiere Santa Giulia realizzato dall’imprenditore Zunino della società Risanamento, che ha visto strani passaggi di denaro e un interesse della magistratura milanese sulla base della magistratura straniera che si occupava dello smaltimento di rifiuti. Lì è sorto un complesso di indagini sul tema delle bonifiche,un tema molto delicato nel quale vi sono molti interessi e sono stati chiamati in causa imprenditori come Giuseppe Grossi, come Rosanna Gariboldi, detta Lady Abelli in quanto moglie del vicecoordinatore del Pdl, persone ritenute in senso lato vicine o simpatizzanti del mondo di CL e di Roberto Formigoni che ha respinto ogni vicinanza con queste figure, ogni tipo di interesse personale e ha anche mandato di querelare giornalisti che hanno effettuato questo accostamento. Si tratta quindi di vicende oscure tutt’ora al vaglio della magistratura. Oltre a questi aspetti ve ne sono altri che destano preoccupazione in termini di affari e di business, basti pensare che gran parte delle società partecipate della Regione Lombardia, come Infrastrutture Lombarde, Finlombarda, Cestec, Ferrovie Nord, sono guidate da uomini che non fanno mistero di appartenere alla galassia di CL e CdO. Questo suscita delle preoccupazioni perché vi sono business molto importanti in vista come l’Expo 2015 con giganteschi interessi immobiliari in ballo, solamente per Expo 2015 significano 17 miliardi di Euro di investimenti. L’esistenza di un sistema chiuso, composto da uomini di CL che domina la Lombardia, crea preoccupazioni e la necessità di una maggiore attenzione e di una maggiore sorveglianza sulla trasparenza delle procedure di appalto e la libera concorrenza che va garantita.”

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