La Russia dei giornalisti uccisi – La fermata – Voglioscendere

Fonte: La Russia dei giornalisti uccisi – La fermata – Voglioscendere.

di Daniele Biacchessi17 Dicembre 2010

Dopo la caduta dell’Unione Sovietica si parlava di democrazia. E invece siamo davanti a una dittatura che ha già ammazzato oltre trecento cronisti e reporter

In Russia, oggi, non c’è una democrazia ma una dittatura. Una dittatura che è continuata, per certi versi, senza grandi sommovimenti dalla vecchia Unione Sovietica alla nuova Russia. Dopo la caduta dell’Urss si sognava una vera democrazia, ma ci troviamo di fronte ad una dittatura, dove comandano soprattutto gli apparati dello Stato.
L’abbiamo visto nella vicenda di Anna Politoskaia, la giornalista della Nuova Gazzetta trucidata, ammazzata, torturata, minacciata. La stessa sorte che è toccata a moltissimi altri giornalisti, ammazzati e minacciati.
Possiamo dire, facendo un parallelismo, che anche in Italia la democrazia è a rischio.Basti pensare che solo in Calabria, in Sicilia, in Puglia e in Campania ci sono in questo momento 38 giornalisti che invece di parlare liberamente hanno alle loro spalle delle scorte armate. Alcuni di loro hanno bambini, famiglia. Ci sono attori, oggi in Italia, che sono scortati come Giulio Cavalli. Ci sono scrittori scortati come Roberto Saviano. Questo è un Paese normale?
In Russia dalle minacce si arriva direttamente all’omicidio e nel caso di Anna Politoskaia la mano del Cremlino è fin troppo evidente. La povera giornalista per almeno due anni aveva denunciato la durissima repressione dei russi in Cecenia. Era stata in Cecenia, insieme ad alcuni colleghi. Ma era stata sempre oscurata.
Anche dietro la morte di Antonio Russo c’è l’ombra del Cremlino. Ricordo che Putin è stato uno dei grandi alti funzionari del KGB e che quindi conserva ancora oggi una lunga serie di segreti militari, segreti che in qualche modo stanno emergendo in questi giorni con le indiscrezioni apparse sul sito Wikileaks.
Al governo russo non vengono chieste spiegazioni perché tutti si sciacquano la bocca di libertà di stampa e di democrazia, ma poi alla fine con le dittature si fanno degli affari. Ci sono business di mezzo. Ricordo per esempio quando durante il Cile di Pinochet tutti criticavano, massacravano Pinochet dall’Europa e dai paesi democratici per la durissima dittatura, la durissima repressione nei confronti di ogni tipo di opposizione, per i massacri per le migliaia di persone sparite, i desaparecidos. Poi, però, durante tutta la dittatura di Pinochet, tutti gli stati, compresa l’Italia hanno fatto gli affari col Cile. E succede così anche con la Russia.
Ricordo che la Russia è il più grande esportatore di energia e dai file di Wikileaks in questi giorni emerge sempre di più questo connubio tra Silvio Berlusconi, Putin, gli affari intorno a Gazprom e l’affare Eni. Intorno all’energia si muovono i veri affari del mondo. E gli stati democratici sono sempre stati pronti a turarsi il naso pur di portarsi a casa dei cospicui pacchetti…
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