Come ti distruggo l’Italia 14. – Napoli e la Campania: una discarica a cielo aperto

Fonte: Antimafia Duemila – Come ti distruggo l’Italia 14. – Napoli e la Campania: una discarica a cielo aperto.

Un territorio rovinato dalla politica e dal malaffare
di Marina Bisogno – 17 dicembre 2010
Napoli. Libertà è partecipazione cantava il grande Giorgio Gaber, ma non aveva fatto i conti con le repressioni della polizia, che con la violenza, impedisce a liberi cittadini di manifestare il proprio dissenso rispetto alle scellerate decisioni del Governo.

Le scene di Terzigno sono ancora vive negli occhi degli italiani, che ancora si chiedono come sia possibile che un territorio non riesca a smaltire la propria immondizia. “Sono terroni” qualcuna replica, ma, come ho ribadito più volte, la verità va ben oltre l’immaginazione del saccente di turno.  Sabato 14 Dicembre è stato smantellato il presidio antidiscarica situato presso la rotonda di via Panoramica. “Le istituzioni tutte devono sapere che non hanno fatto altro che distruggere un luogo simbolico, la materialità di un luogo; non hanno distrutto, però, le persone che riempivano quello spazio: quelle persone sono vive e continueranno a lottare. Questo sia ben chiaro anche ai sindaci collusi che invece di difendere i propri cittadini e pretendere il rispetto della carta costituzionale sulla quale hanno giurato, si sono resi complici di questo sistema camorristico-mafioso che sull’altare delle compatibilità e delle logiche capitalistiche avvelena i territori e le persone che vi abitano” gridano a gran voce i Comitati antidiscarica. Sono mesi che la popolazione si batte per la chiusura ed il sequestro della Cava Sari. I miasmi sono insopportabili, e c’è chi giura che in discarica continuano ad arrivare rifiuti di ogni tipo.
Il presidio ha costituito in questi ultimi mesi un luogo di ritrovo, di aggregazione. Un lungo in cui tessere relazioni, azioni, organizzare manifestazioni. È stato colpito al cuore il simbolo della protesta, ma nessuno ha intenzione di fermare le manifestazioni.
Da oltre 20 anni Napoli e la Campania sono diventate una discarica  a cielo aperto, in cui quotidianamente vengono sversati rifiuti indifferenziati, tossici e nocivi provenienti dal ciclo industriale del resto d’Italia e d’Europa. Le conseguenze di questo crimine, realizzatosi con la complicità di istituzioni ed autorità preposte alla pianificazione ed al controllo del territorio, sono l’incremento inspiegabile di tumori, malformazioni infantili, in una regione ormai priva di industrie. La politica e il malaffare hanno condannato a morte uno dei territori più belli e ricchi del mondo. Mentre l’Europa privilegia il riciclo dei materiali, e aborrisce gli inceneritori, considerati  nocivi per la salute, in Campania siamo ancora fermi alla preistoria delle discariche contro cui legittimamente le popolazioni resistono.
Grazie alle mobilitazioni di attivisti e comunità in lotta, la verità è ormai evidente a tutti: la politica dell’emergenza è stata utilizzata contro gli abitanti per derogare a leggi e prescrizioni per la tutela dei territori e della salute pubblica e quando ciò non è bastato sono state approvate leggi ad hoc, ricorrendo alla militarizzazione dei territori e allo stato di polizia contro chi protestava, al fine di imporre con la forza un ciclo criminale e nocivo di gestione dei rifiuti.
L’intera classe politica ha cercato di accreditare in questi anni, l’idea  che l’unica soluzione possibile fossero discariche ed inceneritori,  incolpando i napoletani  di non volere o saper fare la raccolta differenziata, mentre ad ostacolarla in ogni modo sono state proprio le istituzioni locali e nazionali, impegnate unicamente a garantire i profitti e le speculazioni di aziende come Impregilo e della camorra.
Così da un lato si è continuato a sversare rifiuti  in buche vecchie e nuove, spesso gestite da cordate criminali, e dall’altro si sono accumulati milioni di tonnellate di balle da bruciare. Un business quello dell’incenerimento, finanziato solo in Italia, non a caso soggetta a continue sanzioni dall’Europa, con il 7% (chiamato CIP6) delle nostre bollette elettriche, originariamente destinato alle energie alternative.
Un sistema a dir poco mortifero, che di democratico ha veramente ben poco.

FOTOGALLERY A Napoli la monnezza è ancora per le strade by SkyTg24

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Una risposta a “Come ti distruggo l’Italia 14. – Napoli e la Campania: una discarica a cielo aperto

  1. Aldo Cannavò

    Bisogna creare in fretta una commissione formata da tecnici,medici e scienziati,approvata dallo Stato, autorizzata a contrastare le iniziative delle varie lobbies che vanno contro gli interessi e la salute dei cittadini.

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