PM, fobie e ansie del Cavaliere Berlusconi

Fonte: PM, fobie e ansie del Cavaliere Berlusconi.

Nell’ultima conferenza stampa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, riaffiora prepotentemente il non sopito astio verso la Magistratura, che poi il malanimo è rivolto ai PM e ai Giudici della Consulta.
Berlusconi non perde occasione per inveire, offendere, denigrare una categoria di uomini appartenenti al Corpo giudiziario, che fanno solamente ed unicamente il proprio dovere, ovvero l’applicazione delle Legge penale. Il presidente Berlusconi, invece di avere cotanta avversità verso i PM, perché non si convince che egli non è al di sopra della Legge? Deve rendersi conto che i PM e i Giudici sono parte integrante di un sistema di pesi e contrappesi che regolano la democrazia di questo Bel Paese. E, se a lui non va bene come è articolata la struttura dello Stato, avrebbe dovuto solo cambiarla ed avrebbe così dimostrato di avere i “gioielli di famiglia”. Se non erro prima dell’uscita dalla maggioranza di Gianfranco Fini aveva i numeri per riformare la Giustizia. E perché non l’ha riformata? Solo chiacchiere ad uso e consumo dei media: propaganda, propaganda, solo propaganda!

Ma, quello che non concepisco è il silenzio del ministro Alfano. Ma è mai possibile che il titolare di via Arenula, non senta la necessità di difendere la Magistratura, compresi i PM, dagli attacchi spropositati di Berlusconi?
Ministro Alfano, per favore, un po’ di coerenza istituzionale. Lei, in quanto titolare del dicastero della Giustizia, non può non intervenire su queste gravi offese. Lei non può fare solo il ministro per spedire gli Ispettori (ispezioni di cui poi nessuno probabilemente conoscerà l’esito). Ma lei ministro Alfano, davvero condivide le ultime esternazioni di Berlusconi preannunciante la costituzione di una “Commissione su associazioni a delinquere a fini eversivi nella magistratura”?
Qualcuno, tanti secoli fa disse “Vae victis” e mai come ora questa frase (“guai ai vinti”) è di attualità, giacché taluno vinto non accetta di aver perso o che sta perdendo: mi riferisco alla dignità di uomo.
Ed è perfettamente inutile riversare in altri le proprie debolezze e paure, condite da ansie e fobie.
Un uomo per definirsi tale deve avere il coraggio di confrontarsi e, se occorre, farsi giudicare. Non è né il potere né il portafoglio pieno di denari che può permettere ad un uomo di non essere alla pari di un altro.
Gli untouchables non sono consentiti in uno Stato di Diritto come quello italiano. E, semmai ce ne fosse ancora bisogno, urlo con tutta la mia onestà che “La legge è uguale per tutti”.
Il presidente del Consiglio, potrà fare tutte le Commissioni che vuole, ma io ho la certezza che prima o poi, egli sarà innanzi alla Legge per essere giudicato. A me non interessa se è innocente o colpevole, l’unica cosa che mi preme è che egli non può definire delinquenti ed eversivi i PM. E, ricordo a Berlusconi che Chinnici, Livatino, Falcone e Borsellino hanno pagato con la vita l’attaccamento al dovere: dovere espresso attraverso la fedeltà incondizionata allo Stato.
Presidente Berlusconi erano “disturbati mentali” e “delinquenti ed eversivi” anche loro?
La fedeltà espressa dai PM di oggi è fuori dubbio, loro portano avanti le idee e i sentimenti che furono di Chinnici e degli altri martiri della Magistratura.. Parimenti, non si può dire lo stesso per alcuni politici che di fatto considerano la fedeltà una parola priva di significato, tant’è che si svendono per trenta denari.
E, non capisco davvero come Alfano, siciliano come i Giudici assassinati dalla mafia, non senta la necessità di prendere le distanze da simili offese ai PM:
uno scatto d’orgoglio, no?

Pippo Giordano

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