Di cuore e di testa

Fonte:  Antimafia Duemila – Di cuore e di testa.

di Luigi de Magistris – 2 gennaio 2011
Nei giorni del Natale il cuore si apre e la mente è più libera. Sono anche i giorni delle ipocrisie della società opulenta, di quelli che guardano con pietà e misericordia alle moltitudini in difficoltà per poi dimenticarsene ogni giorno.

Altresì i giorni di chi pensa di risolvere le manchevolezze e le contraddizioni del proprio essere con i rituali cattolici. Questi giorni devono insegnarci altro, ricordarci che fino a quando nasce un bambino Gesù non si è stancato di farsi uomo; per chi non crede è, comunque, il simbolo dell’amore per la vita. Sono i giorni in cui ti guardi intorno e noti le crescenti disuguaglianze di un capitalismo entrato nella fase senile più brutta, quella che poi conduce alla sua morte. Una parte della popolazione sempre più ricca, che mostra il (dis)valore del denaro, regali costosi e vistosi, più paghi e più conti tra la borghesia che vive nel sonno della ragione, menopenso e più valgo. L’altra parte che vive il Natale tra la gioia e il dolore, la gioia di unafesta che vive nelle persone, il dolore di chi non ha e teme, per questo, di non essere.
I poveri, i malati, gli immigrati senza reddito e dimora, i nuovi poveri di quello che fu il ceto medio.
Una moltitudine di ultimi. Tutti quelli che vorrebbero regalare qualcosa ma non possono.
Ma è qui che nasce il seme della rivoluzione dei cuori, dal bisogno di vivere, dai valori ribaltati: dell’essere che ha il predominio sull’avere, dell’amore al posto dell’egoismo, dell’altro non solo dell’io; la contaminazione delle persone. Gli esseri umani quando non si riducono ad alienati e rinunciano alle sirene del consumismo universale e alla logica del profitto, divengono il motore del cambiamento. Guardiamo come sono arroccati e incattiviti nei luoghi del potere: producono leggi e provvedimenti, atti di potere apparentemente legittimi, main realtà diseguali. Abusano del diritto per fermare la lotta per i diritti.
Hanno paura, vogliono privatizzare tutto per controllare ogni cosa, per loro conta solo il denaro e basta, se potessero li mangerebbero i soldi. Dimostriamo loro che le coscienze non si privatizzano.
Mettiamoci in movimento, uniti nella lotta, con il potere di chi non ha potere. Se uniamo le energie il cambiamento è possibile, un’altra Italia si può realizzare, basta volerlo, non si faccia l’errore di considerarli invincibili. Hanno solo fame di potere e paura di perdere il denaro ed è per questo che piegano le leggi agli interessi personali, utilizzano le forze dell’ordine per fermare chi difende la Costituzione, corrompono magistrati e servitori dello stato per piegarli alle logiche del capitale.
Loro hanno, ma noi siamo. Togliamo il potere a chi sta distruggendo il presente e oscurando il futuro. Lo possiamo fare con la forza delle idee, con l’amore nei cuori, con una pacifica ribellione sociale. Loro vogliono la distruzione della vita e la privazione del futuro, noi resistiamo e cambiamo il corso degli eventi.

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