IL FALLIMENTO DELL’ AUSTERITA’ IN EUROLANDIA, E’ GIUNTA L’ORA DI “ALLEGGERIRE IL DEFICIT”?

Concordo con quest’articolo, due tecniche da usare insieme per uscire dalla crisi sono:

1) Che gli stati riocomincino ad emettere moneta in proprio senza prenderla in prestito dalle banche centrali (che tra l’altro sono private e creano moneta dal nulla a costo zero)

2) Che gli stati istituiscano delle banche di stato da cui prendere prestiti a tasso zero.

Fonte:  ComeDonChisciotte – IL FALLIMENTO DELL’ AUSTERITA’ IN EUROLANDIA, E’ GIUNTA L’ORA DI “ALLEGGERIRE IL DEFICIT”?.

DI ELLEN BROWN
globalresearch.ca

“Incerte erano ancora le sue sorti, come due nuotatori che, sfiniti, cercano d’avvinghiarsi l’uno all’altro, affogando la loro abilità” – Shakespeare, “Macbeth”

Si pensava che il salvataggio greco fosse stato un caso isolato, una prova della capacità dell’UE di mettere in quarantena un membro contagiato, impedendogli di diffondere l’”infezione del debito”.

Ma questo accadeva prima che fallisse l’Irlanda. L’Irlanda è stata l’esempio del modo di condurre un programma di austerità di successo. A differenza dei greci, che erano considerati degli irrefrenabili spendaccioni, gli irlandesi hanno fatto tutto quello che i creditori hanno chiesto loro. La gente si è sacrificata per pagare gli eccessi delle loro banche e malgrado ciò questo sforzo è fallito. L’Irlanda è stata la seconda tessera del domino a cadere in un salvataggio del FMI/UE. Il 17 dicembre, il servizio investitori di Moody’s l’ha ricompensata per aver votato l’approvazione di un pacchetto di salvataggio con un bel declassamento a cinque stelle del credito, da AA2 a BAA1, con l’ammonimento che potrebbero esserci altri declassamenti.

Ci sono voci del fatto che la Spagna possa essere la prossima tessera del domino a cadere. E se cadesse, potrebbe far crollare l’UE.

Un difetto di progettazione nel programma Euro?

Richard Douthwaite è co-fondatore di un centro studi economico in Irlanda chiamato FEASTA (Foundation for the Economics of Sustainability). Egli riferisce che il deficit collettivo dei paesi dell’eurozona era ad un accettabile 1,9% nel 2008. E solamente nel 2009 è schizzato al 6,3%, superando la soglia imposta ai membri dell’UE (il 3% del PIL). Questo picco non è stato causato da un improvviso aumento della spesa governativa ma dalla crisi finanziaria globale, che ha ridotto globalmente l’offerta monetaria.

Douthwaite scrive:

Un’offerta monetaria in contrazione equivale alla contrazione dei profitti delle imprese perché c’è meno denaro a disposizione nei conti delle aziende alla fine dell’anno. Questo significa meno tasse da pagare.

Quando le tasse diminuiscono, le entrate diminuiscono, ma non i bilanci.

In un articolo intitolato “Understanding Modern Monetary Systems”, Cullen Roche spiega che il sistema Euro è l’equivalente moderno del gold standard. Entrambi sono “vincolati dalle entrate” ed i paese all’interno di questi sistemi vincolati non possono espandere le proprie entrate perché non si può prelevare denaro da nessuna parte. Non si possono avere altri euro se non prestandoseli a vicenda, e tutti i paesi membri sono in debito. A giugno 2010, 26 dei 27 paesi dell’UE – tutti tranne il Lussemburgo – erano nella “lista di sorveglianza del debito” per aver superato la soglia del 3%. Gli euro possono essere trasferiti per mandare avanti il giochino ma alla fine, come diceva Shakespeare, i paesi dell’eurozona sono come “due nuotatori sfiniti che si avvinghiano l’uno all’altro”, affogando.

Douthwaite scrive:

I singoli paesi dell’eurozona non possono creare denaro dal nulla tramite l’alleggerimento quantitativo. Solamente la Banca Centrale Europa ha quel potere ma non l’ha ancora utilizzato per iniettare denaro nel sistema ritirandone una quantità equivalente. Di conseguenza, ogni centesimo in uso nelle economie dell’eurozona deve essere preso a prestito da qualcun altro da qualche parte, internamente o all’estero. Come risultato, mentre i paesi che hanno una propria valuta nazionale possono far fronte ad un rapporto debito-PIL superiore al 100% perché hanno gli strumenti per farlo (quello del Giappone sta raggiungendo il 200%), i paesi che usano una moneta condivisa devono rimanere ben al di sotto di quella cifra a meno che convengano sul fatto che la loro banca centrale condivisa debba usare il suo tasso di interesse, il tasso di cambio e i suoi strumenti di creazione della moneta nello stesso modo in cui opererebbe un singolo paese.

Roche commenta:

Il sistema Euro, che è anche un sistema a moneta unica (come il gold standard), aggiunge una gran confusione alla situazione attuale ed è spesso frainteso come un difetto della moneta a corso forzoso. In realtà, l’euro mostra le ragioni per le quali i sistemi a moneta unica sono intrinsicamente imperfetti.

Per “sistema a moneta unica” Roche intende più nazioni che condividono un’unica moneta (che sia questa l’euro o l’oro). I governi hanno bisogno della possibilità di espandere all’occorrenza le loro offerte monetarie per soddisfare le esigenze delle proprie economie. Senza questa flessibilità sono ridotte a cercare di tenere in equilibrio i bilanci con brutali misure di austerità. In un articolo pubblicato il 19 novembre sul britannico Guardian dal titolo “There Is Another Way for Bullied Ireland”, Mark Weisbrot ha fatto notare:

Le autorità europee potrebbero… consentire all’Irlanda di intraprendere un incentivo fiscale temporaneo per consentire alla sua economia di crescere ancora. Quella è l’alternativa più praticabile in una prolungata recessione.

Invece le autorità europee stanno tentando quello che il FMI… definisce una “svalutazione interna”. Si tratta di un processo che causa una contrazione dell’economia e la creazione di una così forte disoccupazione tale per cui i salari diminuiscono drasticamente e l’economia irlandese diventa più competitiva a livello internazionale sulla base dei costi inferiori delle unità lavorative…

A parte gli enormi costi sociali e lo spreco economico che una simile strategia comporta, difficilmente vengono in mente altri esempi dove tutto questo ha davvero funzionato…

Se volete vedere come le autorità europee siano così di destra e ferocemente ottocententesche, confrontatele con Ben Bernanke, il presidente Repubblicano della Federal Reserve degli Stati Uniti. Bernanke di recente ha iniziato un secondo giro di “alleggerimento quantitativo”, ovvero creazione di moneta – altri 600 miliardi di dollari nei prossimi sei mesi. E… ha chiarito che lo scopo di una tale creazione di denaro serve al governo federale per essere utilizzata in un’altra tornata di incentivi fiscali. La BCE potrebbe fare qualcosa di simile – se non altro, per la propria ideologia e politica di destra.

Alleggerimento del deficit

Per l’Irlanda, Douthwaite consiglia una forma modificata di alleggerimento quantitativo che chiama “alleggerimento del deficit”. Che spiega così:

Entrambi gli approcci richiedono che le banche centrali creino denaro. Con l’alleggerimento quantitativo, il nuovo denaro viene in genere impiegato per acquistare titoli dal sistema bancario, fornendo pertanto alle banche altro denaro da poter prestare. Purtroppo è qui che sono insorti i problemi negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Dato che la gente è stata riluttante a richiedere prestiti, o che le banche sono state riluttanti ad erogarne, l’alleggerimento quantitativo non ha aumentato l’offerta di moneta in circolazione negli Stati Uniti, dove l’M3 ha iniziato a diminuire nella seconda metà del 2009 e un anno dopo stava ancora scendendo…

L’alleggerimento del deficit evita questo collo di bottiglia del “non-voglio-prestiti-non-concedo-prestiti” fornendo il nuovo denaro da spendere ai governi, oppure trasferendolo ai cittadini per ridurre i loro debiti o per investirlo secondo le modalità autorizzate.

La Federal Reserve americana starebbe considerando un approccio simile. Così sostiene il professor David Blanchflower, un ex membro della Commissione sulla Politica Monetaria della Banca d’Inghilterra, che il 18 ottobre ha dichiarato di essere stato alla Fed a Washigton per uno dei suoi consueti incontri con gli altri accademici.

“L’alleggerimento quantitativo rimane l’unica attrattiva economica in vista”, ha detto “dato che il Congresso e il Presidente Barack Obama sono stati intimiditi fino all’inazione”.

Che cosa comprerà la Fed con il suo strumento di alleggerimento quantitativo?

“Sono limitati alla carta garantita a livello federale”, ha detto Blanchflower “il che comprende Buoni del Tesoro e titoli garantiti da mutui emessi da Fannie Mae e Freddie Mac. Ma possono anche acquistare obbligazioni comunali a breve termine, e considerate le difficoltà che stanno affrontando le amministrazioni locali e statali, questa potrebbe essere benissimo la strada che sceglieranno, almeno per una buona parte dell’alleggerimento quantitativo”.

La Fed potrebbe acquistare obbligazioni comunali a breve termine dagli stati, alleggerendo le loro crisi di bilancio. Potrebbe costituire una struttura per salvare gli stati a bassissimi tassi di interesse, secondo la falsariga di quelle strutture costituite per trarre in salvo le banche di Wall Street.

Un piano simile potrebbe essere messo in piedi nell’eurozona. La Banca Centrale Europea (BCE) si è già impegnata in qualcosa di simile all’”alleggerimento quantitativo”. In un post intitolato “L’alleggerimento del credito della BCE che compra debito da Grecia e Spagna è simile alla Fed che compra fondi della California e dell’Illinois” Ed Harrison fa notare:

Proprio quando l’esperimento europeo stava per svelarsi, la BCE ha scelto l’opzione nucleare ed è scesa in campo iniziando a comprare il debito dei suoi stati debitori più fragili. Ora, la BCE sostiene che queste azioni non siano sterili, cioè non si tratta solamente di stampare moneta. Ma ho i miei dubbi. Ad ogni modo, come dice Marshall Auerback la BCE è la Nuova “Stati Uniti d’Europa”.

Douthwaite aggiunge:

La soluzione più pulita per la Banca Centrale Europea sarebbe quella di creare denaro e darlo (invece che prestarlo) ai governi in rapporto alla loro popolazione. Questo permetterebbe di evitare altri tagli alla spesa pubblica e, nei paesi con deficit di bilancio relativamente modesti, di ridurre i debiti nazionali.

Stampare euro e darli, invece che prestarli, ai paesi membri sarebbe una soluzione analoga ai “greeback” – vale a dire permettere ai governi di stampare direttamente il denaro necessario, senza interessi e senza debito. Come osservava Thomas Edison:

Se la Nazione può emettere un’obbligazione di dollari allora può emettere una banconota di dollari. L’elemento che rende valida l’obbligazione rende valida anche la banconota. La differenza tra l’obbligazione e la banconota è che l’obbligazione permette all’intermediario di credito di incassare due volte l’ammontare dell’obbligazione e un ulteriore 20%. Mentre la valuta, del tipo più genuino stabilito dalla Costituzione non paga nessuno eccetto coloro che contribuiscono in un modo proficuo.

Per evitare un’inflazione dei prezzi quando l’economia raggiunge la piena occupazione, il denaro potrebbe essere tassato oppure restituito come tasse pagate dagli utenti per i servizi pubblici.

Ripristinare il credito con una banca di proprietà pubblica: il modello della Banca del Nord Dakota

Esiste un’altra possibile soluzione al problema. Né gli stati degli Stati Uniti né quelli dell’eurozona possono stampare moneta propria ma POSSONO possedere delle banche, le quali possono creare credito bancario sui loro libri contabili come fanno tutte le banche. La maggior parte del nostro denaro viene ora creata dalle banche sotto forma di credito bancario, prestato ad interesse. I governi potrebbero anticipare il loro credito e tenere l’interesse. Questo rappresenterebbe un enorme risparmio per la gente. E’ stato dimostrato che l’interesse costituisce quasi la metà del prezzo di tutto ciò che compriamo ogni giorno.

In realtà, solamente uno degli stati degli Stati Uniti possiede una banca propria – il Nord Dakota. Dalla scorsa primavera, inoltre, il Nord Dakota è l’unico stato degli Stati Uniti a poter vantare un avanzo di bilancio, il tasso più basso di disoccupazione del paese e il livello più basso di insolvenze sui prestiti. Il Nord Dakota, in effetti, è sfuggito alla crisi del credito.

La Banca del Nord Dakota (BND) è una grande generatrice di profitti per lo stato e ha reso un dividendo del 26% nel 2008. La BND è stata costituita come “Banca del Nord Dakota di proprietà del Nord Dakota”, trasformando gli asset dello stato in asset della banca. La BND ha anche una quantità complessiva di depositi blindata. Per legge, tutte le entrate del Nord Dakota sono depositate presso la BND e vengono accettati anche i depositi comunali e dei privati cittadini. Oggi, la BND ha una media di 4.000 dollari di depositi pro capite, e prestiti in essere per circa la stessa somma.

Estrapolando quelle cifre per una popolazione irlandese di 4,2 milioni, un sistema bancario di proprietà pubblica potrebbe generare credito per 16,8 miliardi di dollari. E questo sarebbe sufficiente a finanziare la maggior parte del deficit irlandese di 14,4 miliardi di euro (19,6 miliardi di dollari). Questi soldi sarebbero effettivamente senza interesse, poiché la banca di proprietà del governo restituirebbe i suoi profitti allo stato. I finanziamenti tramite una banca propria eliminerebbero buona parte del deficit irlandese dal mercato privato delle obbligazioni, che è altamente vulnerabile alla manipolazione, alla speculazione e a rovinosi declassamenti. In alternativa, questo credito bancario potrebbero essere utilizzato per costruire infrastrutture sostenibili e ridare un lavoro alla gente.

Ovunque i governi sono vincolati in modo artificiale a dover prendere a prestito a tassi di interesse di mercato, il che significa qualsiasi interesse che le banche possono ricavare. I governi possono liberarsi dalle restrizioni di questo disegno, nel quale le banche private creano l’offerta monetaria nazionale e la prestano ad interesse, costituendo banche di proprietà pubblica. Queste banche possono quindi anticipare il credito della nazione alla nazione, senza interesse. E se questo credito viene anticipato in previsione di una futura produttività, i prezzi non subiranno inflazione. L’offerta (beni e servizi) aumenterà insieme alla domanda (moneta), mantenendo i prezzi stabili.

Ellen Brown
Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22488
22.12.2010

Traduzione a cura di JJULES per http://www.comedonchisciotte.org

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