Antonio Di Pietro: In ricordo di Beppe Alfano, e di tutte le vittime di mafia

Fonte: Antonio Di Pietro: In ricordo di Beppe Alfano, e di tutte le vittime di mafia.

[http://www.youtube.com/watch?v=XfWq7Biggzc]

Oggi sono a Barcellona Pozzo Di Gotto, in Sicilia, per ricordare Beppe Alfano, un giornalista che ha cercato di combattere la mafia e per questo è stato ammazzato. In questi giorno si tengono le ricorrenze di tanti altri, come lui, morti ammazzarti.
Il problema è uno e uno solo: perché tutto questo è accaduto? Perché segmenti delle istituzioni, pezzi dello Stato hanno colluso con la mafia. Siccome non voglio apparire come quello che parla senza citare fatti e circostanze, leggetevi la sentenza Andreotti: sette volte presidente del Consiglio, è stato prescritto per mafia. Leggete cosa dice il figlio di Vito Ciancimino, sindaco di Palermo e uomo mafioso. Studiate la storia di Salvo Lima… questa era la mafia di allora, quella che trattava con lo Stato.
La domanda è: ma oggi lo Stato tratta ancora con la mafia? Oggi è peggio, non ha più bisogno di contrattare con essa perché sta dentro lo Stato. Dell’Utri è stato condannato in appello per fatti di mafia. La Commissione Antimafia, i magistrati, stanno cercando di capire perché, ad un certo punto, invece di ammazzare, l’organizzazione mafiosa ha preferito votare uomini politici che facessero i suoi interessi.
Ecco, per il rispetto che dobbiamo a Beppe Alfano, a Mattarella e a tanti altri, noi dobbiamo denunciare questi fatti e non abbassare mai la guardia.
Beppe Alfano aveva un torto, abitava in un posto, qui vicino, e di fronte a lui abitava Santapaola e a 50 metri Cattaneo. Quindi da cittadino, prima ancora che da giornalista, si era reso conto di chi erano questi personaggi e di cosa facevano. Non è stato zitto, coma invece fanno tanti, ma ha cercato di denunciarli alla magistratura e all’opinione pubblica. Purtroppo sappiamo la fine che ha fatto.
Noi, in suo ricordo, vogliamo impegnarci affinché venga riscritta la pagina di verità, quella delle contiguità fra mafia e politica e, soprattutto, venga impedito che la criminalità si appropri della politica e continui a farsi gli affari suoi. Perché oggi la mafia non è più solo qui a Barcellona Pozzo di Gotto; quella che comanda è soprattutto nelle piazze finanziarie, nei mercati, nelle tante Milano sparse in Italia e nel mondo. Per questo rinnoviamo il nostro impegno a contrastare questa piaga.

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2 risposte a “Antonio Di Pietro: In ricordo di Beppe Alfano, e di tutte le vittime di mafia

  1. Non ci sono innanzitutto parole per una figlia che si vede uccidere il Padre. Ancor più quando viene ucciso perché faceva il proprio civile dovere denunciando il noto malaffare che ci sovrasta. Quindi tutta la mia piccola sentita solidarietà a Sonia Alfano. Tuttavia, se è vero che la verità può essere depistata da apparati deviati, servizi segreti, massoneria, associazioni varie, ecc., è pure vero che c’è un momento nel quale, per legge, tutto arriva nelle mani della Magistratura. E come ho scritto in un mio post (Malagiustizia Capitolo 3° http://www.adduso.altervista.org/seconda_parte.htm ) per esperienza diretta in trincea giudiziaria, a quel punto a fuorviare i fatti e distorcere i documenti, può essere anche una certa Magistratura. Se non si prende atto di ciò, del fatto che non può esistere Essere Umano, Istituzione o Governo, che non debba dare conto ed avere responsabilità, significa deliberatamente rendersi complici e sottomessi ad altri ‘’poteri’’. Siamo tutti esseri viventi, e poi umani. Credere di avere o che qualcuno possa disporre del dono dell’oggettività eterna o della comprensione assoluta, è solo segno di delirio d’onnipotenza o di dissociazione dalla realtà, in sostanza quelle cose che più volte hanno portato non solo i singoli, ma anche intere comunità sull’orlo del baratro sociale ed economico, se non persino nel precipizio delle oligarchie, delle dittature e delle guerre, oppure nelle braccia della criminalità politica, istituzionale e mafiosa.

  2. in particolare nel caso delle indagini sul delitto Alfano ci sono stati magistrati che hanno guardato dall’altra parte.

    Se un magistrato fa parte della ragnatela massonica, è molto facile difficile che sia influenzabile, almeno per i delitti “eccellenti”.

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