Archivi del giorno: 17 gennaio 2011

Gli inceneritori uccidono!

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Gli inceneritori uccidono!.

Gli inceneritori uccidono, il MoVimento 5 Stelle uccide gli inceneritori.
Dal MoVimento 5 Stelle :
“Vittoria del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna, dei comitati cittadini, delle persone che tengono alla propria salute.. Dopo un’interrogazione alla Giunta Regionale la centrale a biomasse a Toano non si farà… disponibilità della Regione a reindirizzare i 3,3 milioni destinati verso nuove tecnologie… continua
“Sul progetto dell’inceneritore di Parma arriva il colpo da ko del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna. Una risoluzione depositata dal consigliere Favia studiata con tecnici di valore internazionale nel campo della gestione rifiuti. La risoluzione mette in campo le alternative citando le normative nazionali ed europee.. Vedremo si i partiti, da Idv a SEL-Verdi, al Pdl che a parole iniziano a contestare l’impianto saranno coerenti e voteranno questa risoluzione… continua“.
“Grazie al duro lavoro del Comitato No Inceneritori, sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle, il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati contro la costruzione dell’inceneritore di Albano Laziale… continua

Lettera di Patrizia Gentilini, oncologa.
“Con il recente scandalo di polli e uova tedesche alla diossina ritorna il problema della sicurezza alimentare (… le mozzarelle campane, le pecore pugliesi, i suini irlandesi) che però rischia di passare come una notizia fra le tante. Col termine diossina si intende la TCDD, nota come “diossina di Seveso” dopo l’incidente del 1976, pericolosa a dosi infinitesimali (miliardesimi di milligrammo), è stata definita la sostanza più pericolosa conosciuta; affini a questa molecola ve ne sono centinaia per cui si parla genericamente di “diossine“. Sono molecole persistenti nell’ambiente, la cui assunzione avviene per il 90% per via alimentare: pesce, latte, carne, uova e formaggi. Le diossine sono trasmesse dalla madre al feto durante la gestazione e l’allattamento. Dagli studi risulta che in Italia un lattante di 5 kg assume diossine da alcune decine fino a centinaia di volte superiori al limite massimo dell’UE.
Le diossine rientrano nel gruppo degli interferenti endocrini. L’esposizione a diossine è correlata allo sviluppo di tumori (*). Trattandosi di sostanze così pericolose nel 2004 è stata stilata a Stoccolma una convenzione da 120 Paesi, fra cui l’Italia, per vietare la produzione intenzionale ed imporre la riduzione di quella non voluta. Peccato che il nostro Paese sia stato l’unico a non averla ratificata!
Le diossine si formano in particolari condizioni di temperatura in presenza di cloro. Ogni processo di combustione, in particolare di plastiche, porta alla loro formazione, e sono presenti nei fumi e nelle ceneri degli inceneritori. Le uova alla diossina vengono fatte risalire alla somministrazione di mangimi contaminati da oli industriali ed altri inquinanti agli animali, ma questo oscura il fatto che nel 2005, nella stessa regione ( Bassa Sassonia), si era evidenziata una contaminazione oltre i limiti consentiti di ben il 28% di polli allevati all’aperto – quindi polli “ruspanti“, che consideriamo sicuri perchè allevati in modo “naturale“. La Bassa Sassonia è caratterizzata da acciaierie ed inceneritori. Parlare di mangimi e non delle ricadute delle diossine non mette a fuoco le conseguenze di uno “sviluppo” industriale dissennato. Aver distrutto la civiltà contadina, avvelenato il territorio con pesticidi e permesso impianti assurdi ed inquinanti come gli inceneritori arreca incalcolabili danni all’ambiente e alla salute e mina la possibilità stessa di sopravvivenza delle generazioni future.
I dati relativi all’agricoltura europea mostrano come l’Italia è destinata al fallimento anche dal punto di vista agricolo che dovrebbe rappresentare l’eccellenza nel nostro Paese. L’ andamento dei redditi agrari del 2010 sul 2009 è: EU +12.3, Danimarca +54.8, Olanda +32, Francia +31, Germania +23, Spagna +7, Italia -3.3 (con calo della superficie agricola di 19.200 kmq negli ultimi 10 anni). Dobbiamo riconoscere il fallimento del modello di sviluppo attuale che non si cura delle conseguenze delle proprie scelte ed è arrivato a contaminare le basi dell’alimentazione inquinando anche l’alimento più prezioso al mondo: il latte materno!” Patrizia Gentilini – Presidente Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Forlì

Promuovi la raccolta differenziata ed elimina gli inceneritori! Contatta la Lista Civica o il Meet up più vicino a te.

(*) Per la TCDD, linfomi, sarcomi, tumori a fegato, mammella, polmone, colon) e a disturbi riproduttivi, endometriosi, anomalie dello sviluppo cerebrale, diabete, malattie della tiroide, danni polmonari, metabolici, cardiovascolari, epatici, cutanei e deficit del sistema immunitario.

Cibi adulterati, non è più reato

Fonte: Cibi adulterati, non è più reato.

Mercato ittico di Torino, quest’estate. Il pesce fresco esposto al sole, oltre 28 gradi, e alle mani dei clienti. Controllo dei carabinieri dei Nas. Reato: cattivo stato di conservazione, in base alla legge sulla Tutela degli alimenti numero 283 del 30 aprile 1962. Pena: arresto da tre mesi a un anno o multa fino a 46 mila euro.

Tutto questo però fino a metà dicembre 2010, poi più niente. Perché quella legge, tante volte applicata dal procuratore di Torino Raffaele Guariniello, è stata cancellata. Non esiste più, grazie all’entrata in vigore della procedura «taglia-leggi» (legge numero 246 del 28 novembre 2005). E non esistono più i reati che contemplava. Dalle cozze «tossiche» allevate a Trieste a quelle infettate dal virus dell’epatite o dal vibrione del colera, dalle alici con il parassita (l’anisakis) alle mozzarelle blu, dal maiale alla diossina ai cibi scaduti e «rinfrescati» cambiando le etichette, dalle cotolette alla salmonella alla carne vecchia «ringiovanita» con i coloranti, dal vino adulterato con additivi chimici all’olio di oliva fatto senza olive, dalle farine alimentari con il prione (vedi Mucca pazza) al mascarpone botulinato, dagli ortaggi con il piombo alle salse rese più rosse da sostanze cancerogene, dalle acque minerali ricche in cloroformio al pane o alla mortadella agli escrementi… L’elenco è chilometrico: tutti reati che oggi, con un colpo di bacchetta magica legislativa, non esistono più. Per mancanza di legge.

C’era stato un tentativo nel 2007 di «depenalizzare» tutti questi reati. Le polemiche bloccarono tutto. Oggi, invece, legge cancellata del tutto. E con essa quelle garanzie a tutela della salute pubblica (perché di salute pubblica si tratta) e della qualità made in Italy (quanti dei reati cancellati hanno in passato colpito prodotti fatti all’estero: pummarola colorata e latte in polvere con colla, mozzarelle blu e uova alla diossina). Difficile ora correre ai ripari: da questo momento, e fino all’entrata in vigore di un’eventuale nuova norma, sarà zona franca. Ieri mattina il procuratore Guariniello ha segnalato il problema al ministro della Salute Ferruccio Fazio, che si è subito attivato per correre ai ripari. La zona franca, però, ora c’è. Niente più magistratura di mezzo (a parte i casi gravi o mortali da codice penale), niente più sequestri preventivi, niente più blitz dei Nas.

Ma come è potuto accadere? Semplice. Tutte le disposizioni legislative anteriori al primo gennaio 1970 sono state cancellate dal «taglia-leggi», tranne quelle ritenute «indispensabili alla permanenza in vigore» che sono state elencate. La legge 283 del 1962 sulla tutela degli alimenti nell’elenco non c’è. Dimenticanza, distrazione, volontà? Non si sa. Quello che è evidente è che in Italia vi sono molti reati in meno. Cancellati per legge. Nella speranza che, gustando un tiramisù al botulino, nessuno resti paralizzato.

corriere

COLPO DI STATO – IL QUADRO STORICO DELLA GLOBALIZZAZIONE

Fonte: ComeDonChisciotte – COLPO DI STATO – IL QUADRO STORICO DELLA GLOBALIZZAZIONE.

DI JAMES POLK
globalresearch.ca

La nostra epoca è definita in gran parte da due concetti strettamente legati: la globalizzazione e la “guerra al terrorismo”. Come agenti geopolitico-economici, i due concetti si completano a vicenda quali strumenti importanti per fini specifici: entrambi plasmano aspetti importanti della nostra vita quotidiana e determinano forma e contenuto di molti argomenti del discorso pubblico. In particolare in Europa e negli Stati Uniti, le popolazioni sono tenute a vigilare i “pericoli chiari e presenti” apparentemente posti dal “terrorismo internazionale”, attraverso le icone mnemoniche di movimenti di truppe in Asia Centrale e/o trame bomba strategicamente distribuite che sono presumibilmente sventate “appena in tempo” dai nostri servizi di intelligence. Come se fosse copiato dagli appunti di Carl Schmitt, è stato costruito un “nemico” totalitario, che può comodamente essere richiamato in servizio da un momento all’altro quando la memoria collettiva comincia a sbiadire.

24 dicembre 1913, nasce la Federal Reserve

La globalizzazione ha proceduto per mezzo di tre interpretazioni e rappresentazioni del mondo in toto distinte ma intrecciate in modo chiaro: come “momento cosmopolita” [1] (per usare un termine coniato da Seyla Benhabib) socio-politico del globo incarna il nostro mondo vitale; come teatro delle operazioni per le multinazionali e gli interessi finanziari e come campo di battaglia su cui sono visti i conflitti indotti che richiedevano soluzioni complete e globali che devono essere raggiunte attraverso un Nuovo Ordine Mondiale.
Nel suo sviluppo attuale, la costruzione di un mondo unificato è in gran parte sinonimo di governo del mondo ideale, come previsto nella “Sociocracy” del filosofo francese Auguste Comte nel 19° secolo [2], in cui banchieri internazionali e centri di pensiero d’élite determinano e realizzano le politiche pubbliche.

Implicita in questo ideale globale è naturalmente la completa dissoluzione dello Stato-nazione come tale attraverso la graduale ma di fatto irreversibile integrazione delle singole nazioni nel quadro totalitario delle entità politiche ed economiche a comando giuridico/giudiziario che operano su scala mondiale (le più significative le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, la Bank for International Settlements, e il World Trade Organization).

Le radici filosofiche di questo processo di integrazione possono essere trovate nei fattori determinanti che hanno portato al Trattato di Westfalia, che concluse la terribilmente brutale guerra dei Trent’anni in Europa. Il trattato seppellì anche il principio “eius regio, quius religio” e ripristinato la tolleranza dei protestanti, come dichiarato nella Pace di Augusta (1555), la cui revoca sotto il Sacro Romano Imperatore Ferdinando II con l’Editto di Restituzione (1629) ha indotto la feroce contro-risposta della nobiltà protestante in Austria e in Boemia. I termini dell’accordo di pace limitarono anche radicalmente il territorio e il potere del Sacro Romano Impero e riconobbero la sovranità dei molti principati che costituivano il regno di influenza tedesca, con la Francia e la Svezia come custodi della pace.

Ma il Trattato di Westfalia è stato di grande importanza per un’altra ragione significativa. Le menti che lo scrissero a Münster e Osnabrück sono state in grado di stabilire attraverso il discorso razionale il concetto di un accordo di pace basato sul primato della ragione e delle regole di diritto che trascendeva gli opposti interessi nazionali e i sistemi di fede, portando a compimento in un certo senso kantiano veramente l’idea regolativa di pace raggiungibile come principio di ragione che guida tutte le azioni delle parti coinvolte, e alla quale tutti i partecipanti, volenti o nolenti, dovevano assoggettarsi. Ciò è particolarmente evidente nel modo in cui alcune clausole del trattato assumevano un ruolo meta-normativo. Il trattato così aprì la strada ad un’era di pensiero secolarizzato in cui la norma di diritto e della negoziazione politica serviva come strumento di risoluzione dei conflitti e come linea guida della sovranità nazionale, basato sui principi della ragione.

Parallelamente allo sviluppo di principi di condotta internazionale cosmopolita nel nostro tempo, come quelli contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e negli statuti della Convenzione di Ginevra, interessi economici e finanziari hanno sfruttato sia i codici giudiziari formulati in accordi internazionali che le misure giuridiche che ora in molti casi sostituiscono le legislazioni nazionali pre-esistenti attraverso organismi sempre più totalitari come il WTO. [3] È il potere incarnato nei settori degli interessi finanziari concentrati che oggi agisce nel processo di trasformazione del nostro mondo vitale e dei regni dell’esperienza in modi inimmaginabili prima.

Colpo di Stato

In silenzio, e accuratamente nascosto al controllo pubblico, un colpo di Stato è avvenuto nel 1913 negli Stati Uniti d’America. I risultati di questo colpo di Stato incruento, si fanno sentire oggi, su scala davvero globale. Con attenta, dettagliata pianificazione, i rappresentanti delle istituzioni finanziarie più potenti in Europa e negli Stati Uniti sono riusciti attraverso l’emanazione del Federal Reserve Act (noto anche come il disegno di legge Glass-Owen) ad alterare in modo permanente e radicale le basi della nazione nel suo complesso.

Attraverso la creazione del sistema della Federal Reserve, gli interessi finanziari che il progetto di legge Glass-Owen hanno concepito, scritto e realizzato hanno portato via l’autorità del governo degli Stati Uniti come rappresentante teorico dei cittadini del Paese per stampare la nostra moneta e posto tale autorità nelle mani di un cartello di banche private. Secondo l’articolo 1, sezione 8 della Costituzione americana, è al Congresso che è dato il potere “di battere moneta” e di “regolare il valore della stessa”. Il Federal Reserve Act interpreta ovviamente alla lettera questo potere come il conio di penny, nichel, centesimi e quarti di dollaro, ma è, tuttavia, la creazione di denaro sotto forma di biglietti di banca che si trova al centro dell’atto. Quando il governo richiede denaro, il Tesoro degli Stati Uniti scrive un pagherò in forma di buoni del tesoro Usa, che vende poi al sistema di proprietà privata della Federal Reserve in cambio di un assegno della Federal Reserve. In realtà, la banca “Federal” Reserve imputa semplicemente i numeri corrispondenti sulla tastiera del suo computer, una volta in passivo e una volta in attivo. In altre parole, i numeri sono creati dalla Federal Reserve dal nulla, per il quale richiede poi il rimborso con gli interessi. I fondi vengono accreditati sul conto del governo, dal quale tutte le varie bollette vengono poi pagate. È in quel preciso momento che “il denaro” in quanto tale è creato dalla banca della Federal Reserve dal nulla. Ma c’è un trucco aggiuntivo utilizzato da tutte le banche operanti sul sistema della Federal Reserve: il prestito a riserva frazionaria. Questo schema permette alla banca di moltiplicare la quantità di denaro che presta ai clienti dieci volte senza avere nelle riserve i reali fondi. L’intero progetto ha permesso agli occulti proprietari del sistema “Federal” Reserve privato di estorcere denaro in modo efficace al popolo americano sotto forma di pagherò, noti anche come “treasures”, che poi devono essere restituiti con gli interessi.

L’ancoraggio giuridico di questo scandaloso sistema nel disegno di legge Glass-Owen negli Stati Uniti è stato solo l’inizio. Come altre banche centrali firmatarie dell’accordo di Bretton-Woods (e di conseguenza facenti parte della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale), il sistema della Federal Reserve è in grado di controllare la quantità di moneta in circolazione attraverso diversi meccanismi, per esempio alzando o abbassando i tassi d’interesse e/o gli obblighi di riserve minime delle banche nel sistema di prestito a riserva frazionaria. Attraverso l’adozione del sistema della Federal Reserve, il debito è diventato l’essenza del denaro. Attraverso la creazione del debito, il denaro inizia a esistere nel sistema. Diventa così evidente che non è mai nell’interesse della banca che i clienti e i mutuatari in realtà ripaghino i debiti, ciò lascerebbe le banche senza pagamenti di interessi. Quando i mutuatari capitano di essere nazioni sovrane, ad esempio dal mondo in via di sviluppo, o adesso gli Stati Uniti e una serie di Paesi dell’Europa occidentale, i pagamenti di interessi percepiti dalle banche facilmente arrivano a centinaia di miliardi. Questo è straordinariamente redditizio per le banche che sono stati in grado di “sedersi” alla negoziazione degli accordi di pace (attraverso la quale sono regolati i termini della resa e il risarcimento dei danni) e deliberazioni di accordi commerciali internazionali per regolare la finanza e il commercio globale.

La prima guerra mondiale e il suo esito forniscono un esempio molto illuminante di come questo è stato compiuto. Le condizioni imposte alla Germania attraverso l’articolo 231 del trattato di Versailles hanno gettato le basi per il consolidamento degli interessi degli enormi e potenti interessi finanziari a Londra, New York, Francoforte e Parigi, che avevano contribuito a far approvare, con le buone e con le cattive, la legge della Federal Reserve negli Stati Uniti. (Si noti che questi sono gli stessi interessi finanziari che hanno fatto anche la loro parte per spingere in primo luogo le nazioni nel conflitto militare. Il punto centrale però rimane limitato alla genesi e all’attuazione del cartello bancario privato centrale in quanto tale e i suoi collegamenti con l’attuale crisi finanziaria e la guerra al terrorismo).

L’orrore della prima guerra mondiale portò rapidamente a realizzare che la comunità mondiale delle nazioni non avrebbe dovuto permettere il ripetersi di tanta crudeltà, e che i principi universalmente riconosciuti e accettati di comportamento erano necessari per garantire la pace internazionale e l’armonia. Tali principi di buona volontà, volutamente evocati nei termini stabiliti dalla pace di Westfalia, non potevano che essere adempiti attraverso un comune o generale consenso globale. In altre parole, fu necessaria una Società delle Nazioni (League of Nations), un Völkerbund nel più stretto senso kantiano per definire e attuare a livello internazionale dei validi principi umanitari, una gestione davvero cosmopolita per beneficiarne l’intera specie umana e il nostro mondo vitale.

E’ stato questo impulso positivo, tra le altre cose, che portò i partecipanti alla “guerra per porre fine a tutte le guerre” a fondare il “Patto della Società delle Nazioni”. L’accordo comprendeva 26 principi sui quali si impegnarono i 58 Stati membri. Ma il problema più centrale che confondeva gli ideali della Lega era il fatto che l’accordo si basava su importanti interessi economici che essenzialmente condannavano il trattato al fallimento fin dall’inizio. La Lega si è basata sullo statu quo, come definito dai vincitori della prima guerra mondiale, che, come rappresentanti simultanei di apparentemente “interessi nazionali” hanno fatto tutto quanto in loro potere per assicurare il più ricco guadagno possibile per le élite di banchieri operanti dietro le quinte a New York, Londra, Parigi e Francoforte. E i mezzi per questo scopo sono stati trovati nei termini del risarcimento a cui fu poi costretta la Germania. Un articolo comparso sul New York Times del 31 Maggio 1922 illustrava le richieste più salienti fatti alla Germania dalle potenze alleate dell’Intesa:

“La Commissione dei risarcimenti ha chiesto alla Germania il consenso ai seguenti impegni prima del 31 maggio:

1. Ridurre le spese e pareggiare il bilancio.
2. Bloccare l’aumento del debito estero e la crescita di carta moneta in circolazione.
3. Accettare una lieve supervisione dei suoi sforzi in questa direzione.
4. Prendere misure per impedire l’ulteriore fuga di capitale e far tornare 2 miliardi dollari volatilizzati fuori dal paese negli ultimi due anni.
5. Assicurare l’autonomia dalla politica della Reichbank.
6. Riprendere la pubblicazione delle statistiche di finanza pubblica”.[4]

I lettori più attenti noteranno immediatamente i paralleli inconfondibili con le esigenze (“misure di austerità”), spesso imposte alle nazioni in via di sviluppo attraverso il Fondo monetario internazionale nelle sue proposte politiche precedentemente conosciute come “programmi di assestamento strutturale”, tra cui le richieste per la privatizzazione del sistema bancario, o per usare la frase presentata nel “linguaggio Fed Reserve” ‘per garantire l’indipendenza delle banche’ (“autonomia”) dalla politica. (Nella traduzione corretta, questa è la semplice richiesta che dovrebbe essere lecita per questo cartello di banche private, unica fonte di denaro falso, per consentirgli di perpetrare la sua truffa monetaria basata sul debito, senza alcuna sorveglianza o controllo da parte del popolo o dei suoi rappresentanti.) Una gamma di condizioni imposte dal FMI ha costantemente portato a diffuse difficoltà interne e crisi economiche all’interno delle nazioni in questione, perché gli interessi e il benessere della popolazione in generale sono spesso chiaramente in contrasto con i programmi del FMI in corso di attuazione. Joseph Stiglitz la mette in questo modo:

“Il FMI non sta solo perseguendo gli obiettivi indicati nel suo mandato originario, di migliorare la stabilità globale e assicurare fondi per i paesi che si trovano di fronte a una minaccia di recessione per perseguire politiche di sviluppo. Sta anche portando avanti gli interessi della comunità finanziaria. Questo significa che il FMI ha obiettivi che sono spesso in conflitto tra loro.

La tensione è tanto più grande perché questo conflitto non può essere portato allo scoperto: se il nuovo ruolo del FMI venisse pubblicamente riconosciuto, il supporto per tale istituzione potrebbe indebolirsi, e coloro che sono riusciti a cambiarne il mandato quasi sicuramente lo sapevano. Così il nuovo mandato ha dovuto essere vestito in modi che sembravano, almeno superficialmente coerenti con il vecchio”.[5] Ed è proprio questa straordinaria espansione del potere del cartello delle banche private che è stata centrale per gran parte delle manovre dietro le quinte durante e dopo la prima guerra mondiale. In un saggio molto illuminante pubblicato su Foreign Affairs nel 1936, Leon Fraser ha portato la vera agenda occulta della élite bancaria sotto una esclusiva prospettiva pubblica:

“La verità era che gli esperti [cioè, della seconda Commissione Young – jp] colsero l’occasione del nuovo accomodamento del risarcimento come una scusa per riparare una lacuna conosciuta da tempo nel tessuto finanziario internazionale. L’organizzazione che avevano proposto non aveva funzioni connesse con i risarcimenti, e queste funzioni apparentemente secondari erano, nella coscienza interiore degli ideatori, i motivi predominanti per la sua istituzione. Con alcuni dei membri – in particolare quelli connessi con commercial banking – l’istituto è stato previsto come strumento per l’apertura di nuovi campi del commercio mondiale per mezzo di estensioni fresche di credito […] Mentre non vi era alcuna unanimità circa la opportunità di la creazione di più credito, tutti gli esperti hanno convenuto che la Banca potrebbe riempire una lacuna evidente nella organizzazione finanziaria del mondo, cioè la creazione di un centro per la collaborazione delle banca centrale e le società, per migliorare il meccanismo monetario internazionale. “[6]

La banca Fraser si riferiva, ovviamente, a null’altro che allla banca centrale di tutte le banche centrali, la Bank for Intenational Settlements (Banca dei Regolamenti Internazionali), con sede a Basilea.

Louis McFadden, banchiere della Pennsylvania ed ex membro del Congresso, ha condannato i motivi nascosti e i metodi operativi del Trattato di Versailles senza mezzi termini. McFadden prende di mira in particolare la Bank for Intenational Settlements, che prese il controllo dell’oro che la Germania era tenuta a consegnare come pagamento per i risarcimenti. Scrivendo con riferimento alla teoria di Grozio sull’adeguata composizione dei conflitti militari (de jure belli ac pacis), McFadden ha sostenuto che il Trattato di Versailles era infatti stato negoziato in mala fede, con la “House of Morgan” [riferito alla nota banca di allora JPMorgan & Co, ora JPMorgan Chase & Co. N.d.T.] e i soliti sospetti della cricca di banchieri internazionali che sono i primi beneficiari delle obbligazioni di risarcimento, e che gli aspetti sostanziali del Trattato erano stato elaborati nei centri finanziari di Londra, con largo anticipo dei veri e propri negoziati di Parigi. McFadden profeticamente presagiva le conseguenze a lungo termine del trattato come le “Fondamenta per la ripresa di una dozzina di guerre legalmente giustificabili.” [7]

Il consolidamento del potere economico e finanziario in Occidente alla fine della seconda guerra mondiale ha reso possibile la conseguente rapida e compiuta globalizzazione delle tendenze rudimentali già visibili nella piattaforma della Società delle Nazioni. L’istituzione delle Nazioni Unite nel 1945, nonché la fondazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, come previsto dagli esiti degli accordi di Bretton-Woods (1944), ha sostanzialmente fornito al sistema internazionale della moneta e della finanza un distintivo carattere anglo-americano. Questo significava, in particolare, che le banche centrali di tutti i paesi membri adottavano in gran parte il modus operandi del sistema della Federal Reserve. La stampa delle monete nazionali, una volta privilegio di governi sovrani, doveva essere sostituito dal sistema dei titoli di Stato o dal rilascio di obbligazioni, che sarebbero stati poi prestati o venduti al cartello di banche private (guidato dalla rispettivi “banca centrale” del Paese) in cambio di banconote – con i dovuti interessi. Gli esiti delle due guerre mondiali, in cui un cartello di banche private aveva infine scritto i termini di resa economica e finanziaria, avevano costretto i vinti nel ruolo di partecipanti alla più grande truffa della storia umana: la creazione di denaro dal nulla attraverso il debito, con pagamenti di interesse in flusso permanente alla sfera di élite dei banchieri privati – tutto su scala globale.

Molte delle più recenti risorse e dei nuovi mezzi di investimento discussi in un numero crescente di studi hanno collegato con tanto successo la sfera politica con quella aziendale/finanziaria che una chiara separazione non è più possibile. Tuttavia, tra ampi segmenti delle popolazioni di molti paesi, i cittadini votanti sono ancora convinti della sacralità della carica elettiva. Queste convinzioni si basano sulla pubblicità ingannevole, e gli elettori non sono riusciti a vedere la fusione tra il capitale e il successo della continua campagna per la conservazione degli incarichi che regolarmente avviene dietro le cortine di fumo e specchi dei mezzi di comunicazione di massa. In un certo numero di casi importanti, anche l’opposizione o i movimenti di protesta sono stati acquistati e messi in scena. [8] Yes we can! Si, se puede! ora dovrebbe essere visto come il canto pietoso di tutti coloro che sono caduti per il cambiamento in cui credevano. Il cambiamento è avvenuto sotto forma di salvataggi continuati per le banche di Wall Street, con l’ex capo della Federal Reserve di New York collocato comodamente da Obama stesso sulla trono del Tesoro Usa, immune da critiche e da rimproveri, nonostante le sue e-mail urgenti al legale di AIG che esortavano al silenzio in risposta alle richieste del Congresso sulla portata dei fondi di salvataggio della Fed incanalati nelle tasche di Goldman Sachs. (Naturalmente, al momento in cui queste rivelazioni divennero di pubblico dominio (su Internet!), I grandi media erano impegnato a convincere il pubblico semi-cosciente dell’importanza dei movimenti passati e presenti dei genitali di Tiger Woods). È stato tutto il solito business. Ma i disperati con le lacrime agli occhi sembrano cadere nella montatura di Hollywood ogni volta: è QUELLO!

Le procedure schematiche svolte da FMI, Banca Mondiale e WTO spesso acquisiscono un carattere di vera e propria assurdità. Tale fu il caso nello spesso citato programma di adeguamento strutturale sviluppato per la Bolivia nel Enhanced Structural Adjustment Facility (ESAF) Policy Framework Paper per il 1998 – 2001. In cambio dei tanto necessari prestiti del FMI, la Bolivia era tenuta a trasferire i “diritti” del sistema idrico di Cochabamba all’impresa privata di Aquas de Tunari, una controllata della società International Water Ltd/consorzio Bechtel Corporation. (Bechtel ha acquisito notorietà internazionale sotto l’amministrazione di George W. Bush come destinatario di generosi contratti militari di “ricostruzione” in Iraq senza gara d’appalto). La privatizzazione della fornitura di acqua ha fatto sì che il prezzo di questa necessità di vita è aumentato di oltre il 300%, diventando irraggiungibile per molte famiglie. Con pubblica indignazione e potenziali violenze all’orizzonte, un rapporto redatto da esperti della Banca Mondiale ha consigliato: nessun sussidio pubblico deve essere dato per mitigare l’aumento delle tariffe dell’acqua a Cochabamba. [9]

Recenti macchinazioni del WTO hanno portato anche a precarie strategie di globalizzazione. Secondo Greg Palast, una nota interna inviata al suo ufficio al “The Guardian” ha rivelato le reali minacce rivolte al governo di sinistra del Brasile se il Paese continuava a rifiutarsi di firmare l’accordo sui servizi finanziari del 1999. Questo accordo ha costituito la base giuridica internazionale per la deregolamentazione dei cosiddetti “prodotti finanziari”, in particolare i derivati come i “credit default swap” e “mortgage backed securities”, che poi hanno portato alla crisi finanziaria globale.

Il modello di crisi seguito da un piano precotto per una soluzione globale è stato persistente fin dai primi anni del 1800, quando le élite bancarie europee hanno bruciato le tappe al fine di istituire una banca centrale sul suolo americano. Questi sono stati gli stessi interessi strutturali che alla fine hanno portato al passaggio del disegno di legge Glass-Owen. Ed è all’interno di questo modello che sono anche da ricercare le origini della crisi finanziaria attuale, in particolare nell’ambito più alte sfere del sistema della Federal Reserve.

Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 a New York e Washington, DC, la Federal Reserve è stata “costretta” ad abbassare i tassi di interesse al minimo per evitare un crollo potenziale di una serie di importanti servizi e industrie. Questa mossa ha consentito a tutte le filiali di banche a livello nazionale di rendere facilmente disponibili i crediti, in particolare per i mutui casa. Due anni dopo, l’intero Paese era in una frenesia di acquisto case con visioni di case in aumento in valore anno dopo anno fino alla fine dei tempi. Molti acquirenti ne hanno comprate due o tre, nella speranza di “rilanciare” la mano con migliaia e migliaia di dollari di profitto.

Furono gettate le basi per l’inizializzazione di uno strumento finanziario precedentemente sconosciuto – BISTRO (Broad Index Secured Trust Offering) – sviluppato nel think tank di JP Morgan. Con la velocità dei bonifici elettronici, BISTRO ha permesso inimmaginabili profitti esponenziali attraverso la “credit default swaps” che la “House Morgan” poi ha diviso in pacchetti e venduti a migliaia di interessati tra aziende, banche, colossi delle assicurazioni e fondi di investimento in tutto il mondo. Come la rivista tedesca Der Spiegel così accuratamente ha dichiarato, “i manager delle banche e i banchieri centrali sono stati i capitani di questa nave, tra cui superstar come il manager Blythe Masters di JP Morgan, e l’ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan.” [10]

Un osservatore attento della storia finanziaria dovrebbe riconoscere il modello concreto di sviluppo qui all’opera. Una presunta espansione ben fondata di credito e un corrispondente boom economico sono seguiti da una contrazione improvvisa del credito e dall’implosione dei mercati. Al centro della nostra crisi attuale c’è il settore bancario e la sua capacità di creare denaro e derivati dal nulla. Il crollo era prevedibile, e con ogni probabilità attentamente pianificato. Non appena il crollo del 2008 è cominciato i direttori delle principali banche d’America iniziarono ad emettere ultimatum al popolo americano attraverso il proprio rappresentante, Henry Paulson (ex CEO di Goldman Sachs), così come il segretario del Tesoro. Se le casse delle banche non fossero state reintegrate con ampi fondi pubblici, gli americani si sarebbero presto svegliati con la legge marziale per le strade di molte città importanti.

E prontamente, i rappresentanti “non-ci-vediamo-niente-di-male” a Washington sono venuti in soccorso delle élite finanziaria globale, il tutto a scapito dei contribuenti e, infine, anche a scapito della sovranità nazionale. Richieste concomitanti per “soluzioni globali” a questo dichiarato problema globale, sono state prontamente messe all’ordine del giorno nazionale e internazionale da parte del G20 e da economisti di spicco come Kenneth Rogoff. Il Congresso americano ha recentemente ratificato una revisione globale del sistema finanziario del Paese, e così concesso maggiore autorità alla Federal Reserve. Su scala globale, gli esperti finanziari ed economici di tutto il mondo sono al lavoro per lo sviluppo di revisioni fondamentali dell’Accordo di Basilea (Basilea III) nell’ambito della Bank for International Settlements. [11]

Nello stesso tempo, l’annuncio della Federal Reserve nel tardo 2010 che avrebbe avviato un secondo ciclo di “distensione quantitativa” nel tentativo di liberare del credito e di alleviare le istituzioni finanziarie da attività moribonde ha portato a svariati appelli rumorosi per una nuova valuta di riserva globale da sostituire al dollaro in difficoltà. La decisione della Federal Reserve di aumentare la liquidità stampando più dollari è già vista come un errore potenzialmente fatale da molti scettici, in particolare in Cina, che detiene una somma di grandezza spropositata di dollari USA nel suo scrigno di valuta di riserva. Russia e Cina, tra gli altri, hanno già concordato uno scambio bilaterale di beni e servizi, utilizzando le proprie valute, senza il dollaro statunitense come intermediario.

Inevitabili pressioni inflazionistiche garantiscono che i giorni del dollaro USA come valuta di riserva mondiale sono contati; questo risultato non fa ben sperare per il popolo degli Stati Uniti, che molto probabilmente se e quando i prezzi per le necessità quotidiane come la benzina, partiranno a razzo al di là di quanto possa permettersi vedrà allora la legge marziale. Come il capo operativo di tutte le forze clandestine dedite a vedere un governo unico mondiale nel controllo del pianeta, la Federal Reserve sta attivamente distruggendo la valuta degli Stati Uniti come strumento della sovranità nazionale. Ed in stretta collaborazione con la “Fed”, gruppi di lavoro all’interno sia delle Nazioni Unite che del FMI hanno pubblicato documenti da posizioni chiave in cui si propone una nuova valuta mondiale, che ci si aspetta venga ad essere stampata o coniata da una banca centrale globale. [12]

La “guerra al terrore” globale

Accompagnando la sempre maggiore autorità di strumenti globali come l’FMI, il WTO e la Bank for International Settlements, una rete di sorveglianza internazionale è pienamente in fieri, con conseguenze di vasta portata per la vita individuale e la libertà. Particolarmente a rischio oggi è l’integrità di Internet come ultimo bastione di scambio di informazioni non censurate. Ad ogni “attacco informatico” pubblicizzato, sia reale sia creato ad hoc, seguono nuove richieste di maggiori misure di sicurezza e nuova legislazione per controllare forma e contenuti online. Nuovi concetti chiave sovranazionali come “Al Qaeda”, “le reti terroristiche” o “trasferimenti di denaro sospetti” sono ormai di uso comune nel dibattito pubblico e consentono l’attuazione di misure di controllo politico-militare senza precedenti e strategie di sorveglianza per i normali cittadini. La disponibilità dei governi di tutto il mondo ad adottare misure anti-terrorismo che sono potenzialmente ostili ad ogni forma di libertà individuale si basa sulla discutibile accettazione della spiegazione ufficiale offerta dal governo degli Stati Uniti e dei suoi servizi di intelligence per gli eventi verificatisi l’11 settembre. La scarsità di critica, soprattutto tra i principali media americani, della narrazione ufficiale plausibile di tutto ciò che è emerso l’11/9 è di per sé prova sufficiente di un stampa americana completamente controllata da cima a fondo.

Le analisi di David Ray Griffin e Steven Jones (fra molti altri) [13] delle molteplici incongruenze e dell’inconsistenza più assoluta nella spiegazione ufficiale degli attacchi dell’11/9 dimostrano chiaramente che ci sono stati e ci sono molti più sinistri complotti al lavoro di quanto l’opinione pubblica americana sia pronta a credere. Le risposte alla inevitabile domanda -cui bono?- indicano i beneficiari a lungo termine del controllo globale che in ultima analisi otterranno senza eccezioni.

Lo schema è sempre lo stesso. Si presenta una crisi di proporzioni epocali, e si offrono soluzioni su scala globale che in definitiva consolidano gli interessi di un Nuovo Ordine Mondiale, del tipo previsto da Auguste Comte, con banchieri ed una selezionata élite intellettuale ad avere il completo controllo. Il sistema della Federal Reserve dovrebbe essere visto per quello che è – l’agenzia internazionale di una cricca di élite bancarie che sono caparbiamente decise a ottenere un governo globale, con un sistema unico di giustizia universale, una valuta unica, e una rete di sorveglianza onnicomprensiva a garanzia di un regime neo-feudale, totalitario e infallibile. Grazie agli sforzi di questa stessa élite globale, gli Stati Uniti nella loro agonia finiranno per soccombere ai vincoli che i suoi leader hanno volontariamente adottato nel contesto della globalizzazione.

Per quanto mirabile possa essere la pace perpetua nell’ambito di un sistema di ragione benevolente, con innanzitutto il concetto della sacralità di ogni forma terrestre di vita ben fisso in mente, i concreti dati storici e i curriculum di chi è più attivamente impegnato nel portare alla piena fruizione degli ideali di questo Nuovo Ordine Mondiale bastano da soli come motivo per respingere i loro obiettivi.

I banchieri d’élite negli Stati Uniti e in Europa hanno concepito e attuato il sistema della Federal Reserve, come una pietra miliare verso l’eventuale governo globale di una società neo-feudale. La persistente crisi economica globale è stata concepita e attuata come un ulteriore strumento essenziale al raggiungimento di un unico governo mondiale controllato dai banchieri e dai loro compari (“shills” nell’originale, “shill” è una persona che aiuta altri o organizzazioni a vendere qualcosa senza rivelare di avere un rapporto stretto con il venditore, tipico il caso di chi alza il prezzo artificiosamente nelle aste. N.d.T.) intellettuali seduti in posizioni cruciali che decidono cosa fare — qui custodiet custodes?

Le politiche nascoste e le macchinazioni clandestine della “Fed” stanno accelerando il “bisogno” e la “domanda” di una moneta mondiale per sostituire le attuali valute nazionali. In epoche precedenti, l’esecuzione di tali piani e questi propositi sarebbero stati considerati alto tradimento e puniti a dovere, nel linguaggio di oggi, dovrebbero essere qualificati più correttamente come un atto di terrorismo.

Dr James Polk profondamente influenzato sia dalla Scuola di Francoforte della teoria critica che dalla fenomenologia del XX secolo, ha compiuto gli studi universitari in filosofia alla Freie Universität di Berlino, dove ha conseguito il dottorato di ricerca per il lavoro su Kant e Heidegger. Egli è l’autore di der Zeit Am Horizont e il trionfo dell’ignoranza e della Beatitudine – Patologie della Pubblica America.

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22551
29.12.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ETTORE MARIO BERNI

Note

1) Benhabib’s understanding of cosmopolitanism and its implications for human societies is presented in Another Cosmopolitanism (Berkeley Tanner Lectures), Robert Post, ed. (Oxford: Oxford University Press, 2008) and in The Rights of Others: Aliens, Residents, and Citizens (The Seeley Lectures), (Cambridge: Cambridge University Press, 2004).
2) Auguste Comte, System of Positive Polity, transl. Richard Congreve, (London: Longmans, Green, and Co., 1877).
3) See in particular Michel Chossudovsky, “The Global Economic Crisis: An Overview,” The Global Economic Crisis. The Great Depression of the XXI Century, ed. Michel Chossudovsky and Andrew Gavin Marshall, (Montreal: Global Research Publishers, 2010) 3 – 60.
4) Edwin L. James, “Reparations Issue Now Up To Bankers,” New York Times, 31 May 1922.
5) Joseph E. Stiglitz, Globalization and Its Discontents (New York: W. W. Norton, 2002) 206 – 207.
6) Leon Fraser, “The International Bank and Its Future,” Foreign Affairs (New York: Council on Foreign Relations) vol. 14, number 3 (April, 1936), p. 454.
7) Louis T. McFadden, “The Reparations Problem and the Bank for International Settlements,” Annals of the American Academy of Political and Social Science, vol. 150, Economics of World Peace (July, 1930), p. 53 – 64.
8) Michel Chossudovsky, “Manufacturing Dissent: the Anti-globalization Movement is Funded by the Corporate Elites. The People’s Movement has been Hijacked,” Center for Global Research, September 20, 2010, http://www.globalresearch.ca
9) IMF Bolivia Public Expenditure Review. http://www.wds.worldbank.org
10) The original Spiegel text: “Bankmanager und Zentralbanker waren auf diesem Schiff die Kapitäne, darunter Superstars wie die JP Morgan-Managerin Blythe Masters und der Ex-chef der US-Notenbank, Alan Greenspan.” (translation j.p.) “Der größte Diebstahl aller Zeiten – wie Finanzjongleure die Welt in eine Krise stürzten, die noch lange nicht beendet ist,“ Der Spiegel, number 47 (November 11, 2008) p. 47.
11) See Ellen Brown, “The Towers of Basel: Secretive Plan to Create a Global Central Bank,” The Global Economic Crisis. The Great Depression of the XXI Century, ed. Michel Chossudovsky and Andrew Gavin Marshall, (Montreal: Global Research Publishers, 2010) 330 – 342.
12) See in particular the International Monetary Fund paper entitled “Reserve Accumulation and International Monetary Stability” prepared by the Strategy, Policy and Review Department (April 13, 2010) and the United Nations’ “Report of the Commission of Experts of the President of the United Nations General Assembly on Reforms of the International Monetary and Financial System” (September 21, 2009).
13) See especially David Ray Griffin, Debunking 9/11 Debunking: An Answer to Popular Mechanics and Other Defenders of the Official Conspiracy Theory (Northampton, Mass.: Olive Branch Press, 2007); idem., The 9/11 Commission Report: Omissions and Distortions (Northampton, Mass.: Olive Branch Press, 2004); Niels H. Harrit, Jeffrey Farrer, Steven E. Jones et al., “Active Thermite Material Discovered in Dust from the 9/11 World Trade Center Catastrophe,” The Open Chemical Physics Journal, 2009, 2, 7-31.

NON OSANO PRONUNCIARNE IL NOME… SIONISMO ROTHSCHILD

Fonte: ComeDonChisciotte – NON OSANO PRONUNCIARNE IL NOME… SIONISMO ROTHSCHILD.

Ma per capire la crisi finanziaria, il 9/11 e molto altro deve essere pronunciato costantemente. Mentre iniziamo un nuovo anno, tra la tirannia globale sempre in aumento, è vitale per tutti avere questa informazione.

DI DAVID ICKE
davidicke.com

Ho scritto e parlato esaurientemente sull’agenda dietro la crisi finanziaria globale in atto e indicherò in questa sede la forza coordinatrice, o per lo meno quella primaria, dietro tale agenda e molte altre cose, compreso il 9/11.

Quasi tutti i ricercatori sulla cospirazione non comprendono il significato fondamentale di questa rete, oppure sono troppo spaventati per parlarne. Al diavolo.

È ampiamente conosciuto come Sionismo o, come lo chiamo io, più accuratamente, suggerisco … Sionismo Rothschild. Aggiungo “Rothschild” per mettere in risalto costantemente i veri creatori del Sionismo e coloro che lo controllano ai nostri giorni (si veda Human Race Get Off Your Knees ).

Spiegherò più avanti la connessione con la crescente catastrofe economica, ma è necessario un po’ del quadro generale, per inserire tutto nel contesto che deve essere visto.

Chiedete alla maggioranza della gente cosa è il Sionismo e diranno che “sono gli Ebrei”, ma anche se è questa l’impressione che le reti dei Rothschild hanno cercato di “vendere” come un “dato di fatto” con grande successo in politica e nei media, non è vero. Rappresenta solo una minoranza di essi e di molti altri che non sono Ebrei.

Il Sionismo Rothschild nella sua espressione pubblica è un’ideologia politica basata su una patria per il popolo ebreo in Palestina e sulla credenza che gli Ebrei siano la “razza prescelta” da Dio, avente il diritto dato da Dio alla “terra promessa” di Israele (storicamente questa è una sciocchezza, come dimostro nei miei libri).

Credono inoltre che i reali confini di Isreale debbano comprendere quello che è ora Israele, compresa la striscia di Gaza e la Cisgiordania, territori ancora ufficialmente posseduti dai Palestinesi, più il Libano, l’Irak, la Siria, l’Egitto e la Giordania, o, come è scritto nella Genesi: “…dal fiume dell’Egitto all’Eufrate”.

Questa è l’espressione pubblica del Sionismo, ma al suo nucleo interno c’è una società segreta creata e controllata dalla dinastia dei Rothschild.

Hanno cercato di vendere la menzogna che “Sionismo vuol dire tutti gli Ebrei” in modo da poter condannare come un “antisemita” e un “razzista” chiunque denunci la verità sul Sionismo Rothschild e dei suoi agenti nel governo, nel settore bancario, in economia, nei media, in ambito militare, ecc.

È per questo che la maggior parte dei ricercatori non toccano l’argomento, persino se sono abbastanza consapevoli da sapere che dovrebbero farlo. Per rivelare e denunciare ciò che sta succedendo nel mondo abbiamo bisogno di avere cervello, fermezza e palle – e mai più di adesso.

Ah, sì, aggiungiamoci la consapevolezza, se vogliamo vedere quanto è realmente profonda la tana del coniglio oltre la realtà dei cinque sensi.

Il razzismo è l’ignoranza più estrema, in quanto mette in relazione il “sé” con il corpo anziché con la coscienza-consapevolezza che animano il corpo e che si vivono attraverso il corpo. È come giudicare un uomo dalla sua tuta spaziale piuttosto che dalla persona che c’è dentro.

Quindi i razzisti sono ridicoli, puerili e stupidi, ma la minaccia di essere definito un razzista non mi fermerà in alcun modo (ci hanno già provato e non ci sono riusciti) nel denunciare quello che deve essere denunciato se il Sistema del Controllo deve cadere.

Dopotutto i razzisti più estremisti del mondo sono i Sionisti Rothschild. Israele è uno stato di apartheid tanto quanto lo sono stati il Sudafrica e l’America.

E con ciò non mi riferisco solo al dolore inflitto sul popolo palestinese minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, ma anche alle straordinarie divisioni razziste all’interno della società ebraica con gli Ebrei neri dell’Etiopia, ad esempio, che vengono trattati come la feccia.

Quindi oltrepassiamo lo schermo di fumo calcolato che sfidare il Sionismo Rothschild e gli orrori di Israele significa che sei un antisemita e guardiamo invece ai semplici fatti che non vogliono che noi sappiamo e accettiamo.

Innanzitutto, non bisogna essere ebreo per essere un sionista Rothschild, come ha detto pubblicamente un vicepresidente americano, Joe Biden, mentre leccava i piedi ai suoi padroni a Tel Aviv (e infine, ai suoi padroni a Chateaux Rothschild).

Alcuni dei più veementi Sionisti Rothschild sono i Sionisti Cristiani negli Stati Uniti ed altrove, guidati per lo più vocalmente dal loro leader “spirituale” John C. Hagee. Immaginatevi il peggior tipo di estremista predicatore ipocrita e l’avrete inquadrato alla precisione.

Hagee è il fondatore e il presidente nazionale dell’organizzazione Sionista-Cristiana Christians United for Israel, visita regolarmente Israele ed ha incontrato ogni primo ministro da Menachem Begin in poi.

La sua John Hagee Ministries ha donato oltre $8,5 milioni di dollari americani per far rimpatriare gli Ebrei dall’ex Unione Sovietica in Israele ed è il fondatore e il direttore esecutivo di un evento chiamato “A Night to Honour Israel” [una notte per onorare Israele], che promette solidarietà tra i Cristiani e lo Stato di Israele.

Si veda la storia, più avanti in questa denuncia intitolata “GOD-TV Erase Israeli Bedouin Village to Bring Jesus’ Second Coming” [“la GOD-TV rade al suolo un villaggio beduino israeliano per portare la seconda venuta di Gesù”] per rendersi conto del modo estremo e spietato in cui i Sionisti Cristiani non Ebrei sostengono i Sionisti ufficiali – i Sionisti Rothschild.

In contrasto, un gran numero di persone ebree non sono sioniste, alcune si oppongono persino con veemenza [al Sionismo] e sostengono i Palestinesi nella loro battaglia per la sopravvivenza contro l’attacco genocida da parte del governo e dell’esercito israeliano sovvenzionato dagli Stati Uniti.

Il popolo ebraico organizza proteste e chiede il boicotaggio di Israele in risposta all’agenda Sionista dei Rothschild per i Palestinesi e ciononostante, quante persone lo sanno tra quelle che raccolgono le loro “informazioni” dai media principali?

Quante persone sanno, come si vede in questa immagine, che molti Ebrei religiosi detestano le richieste dei Sionisti Rothschild di un attacco americano sull’Iran e che hanno avuto incontri cordiali con il presidente iraniano Ahmadinejad per dargli il loro sostegno?

Nessuno che riceva la propria “informazione” solo dai media principali controllati dai Sionisti-Rothschild saprebbe nulla di tutto questo, perché lanciano un solo messaggio – Sionismo vuol dire tutti gli Ebrei, fine della storia.

Ma chiunque creda che questo sia vero dovrebbe leggere l’articolo del musicista e scrittore ebreo Gilad Atzmon, più avanti in questo ‘pacchetto’, intitolato “How Israeli leaders kill for their people’s votes” [“Come i leader israeliani uccidono per i voti del loro popolo”].

I Rothschild hanno una rete di organizzazioni, compresi il B’nai B’rith e le sue diramazioni, la Anti Defamation League [Lega Anti Diffamazione] (ADL) che lavorano con altri gruppi controllati dai Rothschild per prendere di mira chiunque si avvicini all’evidenza dei fatti e a denunciarla perché la riconoscano tutti.

Attaccano e minano [queste persone] in ogni modo possibile per impedire che venga alla luce la verità semplice e devastante – ossia che i Sionisti Rothschild controllano i media principali; Holliwood e l’industria cinematografica; i governi, non per ultimo quello degli Stati Uniti; e crucialmente alla luce degli eventi attuali, controllano la finanza e il commercio globale.

Vi illustrerò il personale dell’amministrazione Obama da “lui” nominato dopo la sua elezione alla fine del 2008 per darvi un’idea di come i pochi comandino i molti attraverso la rete dei Rothschild.

Ricordate mentre passeremo in rassegna i nomi che solo l’1,7% della popolazione degli Stati Uniti è ebrea, e che significativi numeri di questi non saranno Sionisti Rothschild.

Obama ha nominato Rahm Emanuel (Sionista Rothschild) come capo di gabinetto della Casa Bianca. Emanuel, che ha prestato servizio nell’esercito israeliano, è figlio di un ex operatore del gruppo terroristico Irgun, che ha contribuito al bombardamento per la nascita di Israele nel 1948 costringendo circa 800 000 Palestinesi a fuggire dalla loro patria nel terrore.

(Molti Israeliani collegati alle reti dei Rothschild sono stati inviati negli Stati Uniti dopo la fondazione dello stato di Israele, specificamente per produrre figli che sarebbero stati cittadini nati in America da infiltrare nel sistema governativo degli USA nelle generazioni successive).

Il Senior Advisor di Obama alla Casa Bianca è David Axelrod (Sionista Rothschild), stretto alleato di Emanuel nonché l’uomo che ha portato avanti le campagne elettorali di Obama “un cambiamento in cui si può credere” contro Hillary Clinton e John McCain.

Axelrod adesso controlla le parole sugli schermi dei teleprompter a cui Obama deve attenersi persino per gli annunci minori. Axelrod, come Emanuel, è il prodotto della Mafia “politica” sionista dei Rothschild che controlla Chicago, dove Rahm Emanuel si è candidato come sindaco.

Uno dei principali fondatori e controllori di Obama è l’agente sionista dei Rothschild George Soros, lo speculatore finanziario multimiliardario nonché manipolatore di paesi come l’ex Unione Sovietica.

Obama ha nominato una sfilza di sionisti Rothschild come “consiglieri” e “zar” in svariati campi, compreso il famigerato agente sionista dei Rothschild Henry Kissinger ed un altro, Cass Sunstein, “Amministratore dell’Ufficio Informazioni e degli Affari Regolatori della Casa Bianca”, ha chiesto che le “teorie sulla cospirazione” fossero bandite,oppure tassate.

Questo è un altro obiettivo dei Rothschild – mettere al bando qualsiasi veduta o ricerca che denunci l’ordine del giorno dei Rothschild.

Sunstein (sionista Rothschild) dice che l’opinione che “il riscaldamento globale” sia un imbroglio manipolato potrebbe essere un esempio di ciò che andrebbe bandito o tassato (si veda bandito), e quindi del tutto appropriata è stata la nomina di Carol Browner (sionista Rothschild) e di Todd Stern (sionista Rothschild) per prendere il controllo delle sue politiche sul “riscaldamento globale/cambiamento climatico”.

E per quanto riguarda l’economia…

L’incarico economico chiave negli Stati Uniti è quello del capo, o presidente, della Federal Reserve, il cartello di banche posseduto dai privati e controllato dai Rothschild che ridicolamente si chiama collettivamente “banca centrale d’America”.

Una banca centrale nazionale dovrebbe avere una responsabilità nei confronti della popolazione, altrimenti non è altro che una banca privata che presta il “denaro” del governo che la popolazione deve ripagare con gli interessi.

Quest’ultima asserzione descrive la Federal Reserve americana, che come si suol dire, non è più federale di quanto lo sia la Federal Express controllata dai Rothschild. La “Fed” stampa soldi letteralmente per centesimi sul dollaro e poi li “presta” al governo con un interesse e per un profitto.

Che grande truffa se la puoi far franca, e siccome le reti dei Rothschild controllano il governo e i media, come pure le banche della Federal Reserve – ci sono riusciti.

Possiamo iniziare la storia della “Fed” con la nomina di Paul Adolph Volcker come capo della Fed durante le presidenze di Jimmy Carter e di Ronald Reagan (in verità George Bush senior).

Volcker era l’ex vicepresidente e direttore di programmazione della Chase Manhattan Bank controllata da Rockefeller (Rothschild) e ha lasciato la Fed nel 1987 per diventare presidente della società di investimento e consulenza J. Rothschield, Wolfensohn & Co. di New York, diretta da James D. Wolfensohn (sionista Rothschild), che è in seguito diventato presidente della Banca Mondiale.

Il prossimo erede della Federal Reserve era “Mr. Big”, Alan Greenspan (sionista Rothschild), un satanista praticante secondo alcuni, che dicono di aver partecipato a dei rituali insieme a lui.

Greenspan è stato “nominato” dal presidente Reagan (i presidenti non “nominano” i capi della Fed, gli viene detto chi saranno) ed è rimasto a capo della Fed e pertanto della politica economica americana per tutti gli anni della presidenza di Clinton e per la maggior parte di Bush Jr., prima di dimettersi all’inizio del 2006.

In questo spazio di tempo ha controllato lo smantellamento sistematico della regolazione finanziaria che ha consentito lo scatenarsi dell’avidità e della corruzione, nello stesso periodo in cui la coppia spregevole e malvagia di Tony Blair e del suo cancelliere e in seguito successore, Gordon Brown stava facendo lo stesso in Gran Bretagna.

Greenspan ha ricevuto sostegno senza riserve per la sua politica dai Segretari del Tesoro di Bill Clinton, Robert E. Rubin (sionista Rothschild), ex co-presidente della Goldman Sachs controllata dai Rothschild e Larry Summers (sionista Rothschild), ex capo economista della Banca Mondiale.

L’assistente speciale per la politica economica del presidente di Bill Clinton in questo stesso periodo e l’esperto economista e consigliere del Council of Economic Advisers durante l’amministrazione Clinton era Peter Orszag (sionista Rothschild).

Un altro sostenitore della deregolamentazione di Greenspan è stato Timothy Geithner (sionista Rothschild), presidente della Federal Reserve Bank of New York, la più potente del cartello della Federal Reserve.

Senza la demolizione collettiva dei controlli e dei bilanci finanziari da parte di questa cabala di sionisti Rothschild non ci sarebbe stato il crollo del settembre 2008 con le sue conseguenze catastrofiche per bilioni in tutto il mondo.

Ma quando Barack Obama è diventato presidente alcuni mesi dopo, chi era nel “team economico” che aveva “nominato” per “rimediare al danno”? Ehm, proprio quelli che l’avevano provocato ed è stato tutto fatto da una Casa Bianca controllata da Rahm Emanuel e David Axelrod (sionisti Rothschild).

Obama ha fatto di Timothy Geithner (sionista Rothschild) il suo segretario al tesoro – la madre di Obama ha lavorato per il padre di Geithner, Peter F. Geithner (sionista Rothschild), direttore del programma Asia presso la Ford Foundation a New York.

Larry Summers (sionista Rothschild) è stato nominato direttore del National Economic Council [consiglio economico nazionale] della Casa Bianca, e Paul Adolph Volcker, socio in affari dei Rothschilds, è stato nominato presidente dell’Economic Recovery Advisory Board [comitato consultivo per la ripresa economica].

La banda che aveva distrutto la città era tornata per distruggerla ancora di più e indovinate un po’… hanno deciso che l’unico modo per salvare un’economia ridotta in ginocchio dalle loro azioni collettive e dal sistema bancario che rappresentano era di , beh, no, certamente no… di consegnare trilioni di dollari prestati dai contribuenti alle banche e alle compagnie assicurative controllate dai Rothschild, come la CitiGroup (consigliata al disastro dal sionista Rothschild Rober E. Rubin, si veda sopra), la J.P.Morgan, l’AIG e un lungo elenco di altre.

Chi controllava questa ed altre spese del governo americano era il direttore di bilancio di Obama, il già menzionato Peter Orszag (sionista Rothschild), che ha lavorato in stretta collaborazione con Rahm Emanuel (sionista Rothschild) per imporre l’Accordo Nordamericano di Libero Scambio (NAFTA), che ha devastato l’industria americana in linea con la politica dei Rothschild.

Peter Orszag è stato il fondatore e il presidente della società di consulenza finanziaria che ha fornito consulenze alla Banca Centrale dell’Islanda nel periodo prima che andasse in bancarotta e [Orszag] ha consigliato il ministero delle finanze russo quando gli asset delle risorse del paese venivano date a oligarchi del sionismo Rothschild, come il proprietario della squadra di calcio del Chelsea, Roman Abramovich, che sono diventati istantaneamente miliardari.

Orszag ha dato le dimissioni come direttore di bilancio lo scorso luglio finito il suo lavoro, ma non importa, Obama ha annunciato che avrebbe preso il suo posto Jacob Lew (sionista Rothschild), un sottosegretario di stato di Hillary Clinton che aveva avuto lo stesso posto sotto Bill Clinton.

Quando i nodi sono arrivati al pettine nel settembre del 2008, Alan Greenspan (sionista Rothschild) si era dimesso dalla Fed prima del crollo che sapeva che sarebbe arrivato. Ma ancora una volta, non importa. È stato rimpiazzato da Bernard Bernanke (sionista Rothschild) che ha stampato ancora più soldi (ad un interesse dei contribuenti) da consegnare ai suoi compagni sionisti Rothschild di Wall Street.

Nel frattempo, il segretario al tesoro Timothy Geithner (sionista Rothschild), che è stato coinvolto centralmente nella consegna di trilioni di dollari di denaro pubblico ai suoi soci del settore bancario senza vincoli di sorta, ha chiesto l’opinione di una “società legale” privata di stampo sionista Rothschild chiamata Squire, Sanders & Dempsey, per vedere se gli stati americani avessero potuto, come è stato richiesto da qualcuno, usare legalmente il denaro per i salvataggi o TARP – il Trouble Asset Relief Program – per sostenere le spese legali delle persone che cercavano di proteggere le loro case dal pignoramento da parte del sistema bancario tirato fuori dai guai.

La società privata sionista Squire, Sanders & Dempsey ha detto “no” e pertanto Timothy Geithner (sionista Rothschild) ha detto che il denaro non poteva essere usato per proteggere il pubblico, che aveva salvato le banche, dai pignoramenti da parte di quelle stesse banche.

David Millstone, un sionista Rothschild molto attivo, socio della Squire, Sanders & Dempsey e presidente regionale del comitato per gli affari internazionali della Anti-Defamation League. La sua società dice che il denaro pubblico può andare alle banche dei sionisti Rothschild, ma non alle vittime innocenti delle banche.

E mentre succedeva tutto questo, questi sono stati i capi delle maggiori istituzioni finanziarie internazionali con il potere di dettare le politiche economiche globali:

Il presidente della Banca Mondiale è Robert Zoellick (sionista Rothschild), un importante “insider” dell’amministrazione di Bush Jr. che era un fervente sostenitore dell’invasione dell’Irak persino molto prima del 9/11. Zoellick ha preso servizio alla Banca Mondiale dopo il disonorato Paul Wolfowitz (sionista Rothschild), un altro orchestratore dell’invasione dell’Irak come vice segretario della difesa.

L’amministratore delegato del Fondo Monetario Internazionale (FMI) è Dominique Strauss-Kahn (sionista Rothschild), il politico francese che ci si aspetta che si candidi per rimpiazzare Nicolas Sarkozy (sionista Rothschild) alle prossime elezioni.

Il capo della Banca Centrale Europea (BCE) è Jean-Claude Trichet (sionista Rothschild), un altro Francese che ha preso servizio nel 2003 a seguito del suo proscioglimento in una causa per “irregolarità finanziarie” alla Crédit Lyonnais, una delle maggiori banche francesi.

Qualcuno crede, dati questi fatti, che i Rothschild potessero controllare la finanza globale e che abbiano potuto, anche minimamente, orchestrare il crollo del 2008 e quanto ne è seguito??

Al centro del “salvataggio” dell’Irlanda (il salvataggio delle banche irlandesi e delle elite di investitori come i Rothschild, da parte della popolazione dell’Irlanda) ci sono stati Jean-Claude Trichet (sionista Rothschild) alla Banca Centrale Europea e Dominique Strauss-Kahn (sionista Rothschild) al FMI.

E le banche che hanno causato il crollo a cui i sionisti Rothschild al potere stanno “rispondendo” per il loro beneficio sono inoltre invariabilmente controllate, direttamente o in fin dei conti, dai sionisti Rothschild.

Queste comprendono la Goldman Sachs con a capo Lloyd Blankfein (sionista Rothschild), che è stata creata dai sionisti Marcus Goldman e Samuel Sachs che provengono, come molte altre di queste persone, da famiglie che si sono stabilite in America dal paese da cui il nome Rothschild ha avuto origine – la Germania.

Ancor più specificamente, ricorre ripetutamente la regione tedesca della Bavaria – patria degli infami illuminati bavaresi di Adam Weishaupt (che oggi chiamerei un sionista Rothschild). Il Papa e Henry Kissinger sono solo due esempi di “nativi della Bavaria”.

La Goldman Sachs è stata fondamentalmente responsabile del crollo del 2008, ma da quel periodo il suo ex presidente e direttore esecutivo, Henry “Hank” Paulson, era stato installato come un segretario del tesoro americano per iniziare la politica del salvataggio delle banche, con enorme beneficio per la Goldman Sachs, nelle ultime settimane dell’amministrazione Bush.

La Goldman Sachs è stata inoltre strumentale nel crollo dell’economia greca che ha fatto iniziare l’ “euro-panico” che più tardi ha coinvolto l’Irlanda.

Tengono tutto questo sotto controllo perché la rete della società segreta sionista dei Rothschild ha i suoi agenti nei governi, nel sistema bancario, comprese le istituzioni internazionali come il FMI, e controlla quanto viene riferito sulle sue attività attraverso il possesso dei media principali.

Come risultato, quello che sta succedendo economicamente e politicamente, succede perché i Rothschild vogliono che sia così – nel settore bancario, come nei mercati azionari, nei mercati delle materie prime, nella valutazione monetaria, il prezzo dell’oro, tutto quanto.

Il mondo della finanza è dettato dalla “sicurezza degli investitori” e chi la controlla? Quelli che hanno il potere di controllare i media, il governo e i bilanci annuali della banca centrale e che hanno le risorse finanziarie per muovere trilioni di dollari intorno ai mercati finanziari ogni giorno. In altre parole, i Rothschild e i loro leccapiedi.

Il sionismo Rothschild è una società segreta elitaria marcia fino all’osso e le persone che nomino qui e molte altre non sono agenti della popolazione ebrea nel suo insieme, ma agenti della società segreta che ha manipolato senza pietà la popolazione ebrea per secoli per portare avanti i suoi piani.

È impossibile diventare presidente degli Stati Uniti senza il sostegno dell’ American Israel Public Affairs Committee [Comitato per gli Affari Pubblici fra Israele e Stati Uniti] (AIPAC) un grosso gruppo di pressione sionista dei Rothschild cui fa capo attualmente l’amico e finanziatore di Obama Lee Rosenberg.

È inoltre molto difficile avere un’alta carica di qualsiasi genere se l’AIPAC non l’approva ed è una lotta persino diventare membro del Congress o del Senato se l’AIPAC è contro di te.

Come ex corrispondente della BBC e della Independent Television News, Alan Hart ha scritto in ‘Sionism: The Real Enemy of the Jews’: “la popolazione ebrea rappresenta meno del due per cento della popolazione americana, ma fornisce il 50 per cento dei contributi per le campagne politiche”.

E quel 50 per cento è costituito in modo schiacciante da alcuni sionisti Rothschild e non è per nulla rappresentativo della metà della popolazione ebrea.

Come scrivo, il New York Times e il Washington Post di proprietà dei sionisti Rothschild hanno istigato la gente a rifiutare la sinistra e la destra e a sostenere i politici “di centro” – i cosiddetti “centristi” e i “moderati” sono spesso i più estremisti di tutti e hanno bisogno della loro immagine di “centro” per nasconderlo. Barack Obama ha affermato di essere un “centrista”, e così ha fatto anche Tony Blair.

Il giornalista del New York Times Thomas L. Friedman (sionista Rothschild) ha sostenuto due tentativi che ha detto essere in atto di creare un nuovo “partito di centro” negli Stati Uniti e il Washington Post ha riportato che un nuovo gruppo, conosciuto come il “No Labels” era stato formato per occupare il “centro” della politica americana (hanno fatto la stessa cosa in Gran Bretagna con la creazione dei Liberal Democratici che sono ora un governo di coalizione estremista con il partito conservatore “di destra”).

E proprio un maggiore finanziatore dei “No Labels” è il miliardario sionista Rothschild, James Tisch, il presidente fondatore del Jewish Leadership Forum, membro del comitato esecutivo dell’American Jewish Joint Distribution Committee [Comitato di Assistenza Ebraico-Americana] e un presidente del Jewish Communal Fund [Fondo Comune Ebraico].

È anche un direttore della Federal Reserve Bank di New York, diretta fino al 2008 dal segretario del tesoro di Obama, Timothy Geithner (sionista Rothschild). Sì, quanto “moderato” e “centrista” dovrebbe essere il signor Tisch.

La famiglia dei Tisch, una delle più ricche d’America, ha preso il controllo dell’impero CBS nel 1986 con l’intenzione, ha detto, di promuovere gli interessi di Israele.

Due fondatori di No Labels, ha rivelato il Washington Post, sono stati David Frum (sionista Rothschild), lo scrittore dei discorsi sull’ “asse del male” di George Bush Jr., e William Galston, un ex consigliere di Bill Clinton, che è vicino alla famiglia sionista degli Zilkha, fondatori della Mothercare.

No Labels è inoltre sostenuto da uno dei suoi “leader cittadini”, Kenneth R. Weinstein, direttore esecutivo del “think-tank” sionista Hudson Institute, fondato da Herman Kahn, una delle ispirazioni per il personaggio di Stanley Kubrick, il dottor Stranamore. L’Hudson Institute e la Brooklings Institution sono maggiori trame della rete di think-tank in tutto il mondo dei Rothschild.

L’obiettivo di No Labels è quello di prendere come bersaglio chiunque sia “fazioso” nelle loro vedute politiche (ossia sfidi il “consenso” manipolato) e quindi costringerli all’interno del “centro” – coloro che sostengono l’agenda dei Rothschild. Potete verificarlo voi stessi sul sito http://nolabels.org/.

No Labels è solo l’ennesima organizzazione sionista estremista dei Rothschild mascherata da centro moderato, “sensato” – una tecnica del lupo travestito da agnello che i Rothschild impiegano con gran successo.

In Gran Bretagna e in tanti altri paesi nel mondo abbiamo la stessa situazione paradossale. La versione inglese dell’AIPAC è la rete di Friends of Israel in ciascun maggiore partito.

Un’indagine ha rivelato che l’80 per cento dei membri del parlamento del partito conservatore ora al potere sono membri di Friends of Israel – che ha l’espresso obiettivo di sostenere qualsiasi cosa che giovi a Israele (ai Rothschild che possiedono Israele).

Il primo ministro inglese David Cameron è un sionista Rothschild e altrettanto è il leader dell’ “opposizione” laburista Ed Milliband, che ha ottenuto il posto dopo una campagna in cui suo fratello David Milliband (sionista Rothschild), era l’altro maggiore candidato. Questo in un paese dove la popolazione ebrea (con molti non sionisti Rothschild) è di circa 280 000 persone in una popolazione nazionale di 62 milioni.

La forza chiave della manipolazione nei precedenti governi di Tony Blair e Gordon Brown in Gran Bretagna è stata Peter Mandelson (sionista Rothschild), che vanta i suoi stretti legami con i Rothschild con vacanze nella loro residenza sull’isola greca di Corfu.

I Rothschild hanno controllato Blair, come hanno controllato Bill Clinton e George W. Bush e questa è stata la connessione che ha portato Blair ad entrare in guerre a sostegno di entrambi i presidenti, che erano istigati da Israele (i Rothschild).

È stata la rete dei Rothschild che ha orchestrato le invasioni dell’Afghanistan e dell’Irak, la guerra contro il terrorismo e la sua giustificazione, l’11 settembre.

Il 9/11: la connessione del Sionismo Rothschild

Il contratto di locazione[1] delle torri gemelle al World Trade Center è stato aggiudicato solo alcune settimane prima dell’11 settembre dagli uomini di affari Larry Silverstein (sionista Rothschild) e Frank Lowy (sionista Rothschild), che hanno entrambi legami strettissimi con i leader israeliani, compreso l’attuale primo ministro Benjamin Netanyahu, che avrebbe detto che quello che è successo il 9/11 è stato “un bene per Israele”.

L’affare del World Trade Center è stato fatto con Lewis Eisenberg (sionista Rothschild), capo dell’autorità portuale di New York, vice presidente dell’AIPAC ed ex socio della Goldman Sachs controllata dai Rothschild. Eisenberg è inoltre vicino alla leadership di Israele.

L’uomo qui fotografato, che ha fatto forti pressioni sull’autorità portuale di New York perché l’affitto andasse in mani private era Ronald S. Lauder (sionista Rothschild) della famiglia della casa cosmetica Estée Lauder.

È coinvolto in una serie di organizzazioni sioniste dei Rothschild, compresi il Jewish National Fund [Fondo Nazionale Ebraico], il World Jewish Congress [Congresso Mondiale Ebraico], la American Jewish Joint Distribution Committee [Comitato Unito di Distribuzione Ebraico-Americano] e la Anti-Defamation League [Lega Anti-Diffamazione].

L’acquisto del contratto di lease del World Trade Center è stato un pessimo affare per Silverstein e Lowy, perché le torri erano conosciute come “gli elefanti bianchi”, dato lo stato in cui si trovavano e l’incredibile quantità di asbesto di cui si doveva tener conto. Alla domanda sul perché avesse comprato il lease, Silverstein ha detto: “ho provato un irresistibile impulso di possederle”.

Lo credo bene.

Quando è stato concluso l’affare, Silverstein & co hanno aumentato enormemente l’assicurazione per un eventuale “attacco terroristico” e gli è stato dato un risarcimento di $4,55 bilioni di dollari dopo che le torri sono state colpite. Il contratto di locazione era costato $3,2 bilioni di dollari e stando a quanto è stato riportato Silverstein ha investito solo $14 milioni di dollari di sua tasca.

Il giudice che si è occupato della causa tra Silverstein e le società di assicurazione è stato Michael B. Mukasey (sionista Rothschild) che è in seguito diventato procuratore generale degli Stati Uniti.

L’offerta di Silverstein e Lowy per il lease del World Trade Center era stata originariamente superata di $50 milioni di dollari da quella di una società chiamata Vornado, il cui maggiore azionista era l’uomo di affari ebreo Bernard Mendik. Era l’ex cognato di Silverstein e tra i due c’era stata una grossa rottura dopo il divorzio di Mendik dalla sorella di Silverstein.

Poi la Vornado, nonostante avesse fatto un’offerta migliore, “ha improvvisamente cambiato idea” e “si è improvvisamente ritirata” lasciando libero il campo a Silverstein e Lowy. Non sorprende che lo chiamino “il fortunato Larry”.

Alcune settimane dopo che Silverstein e Lowy hanno presentato la loro offerta finale per il World Trade Center, Bernard Mendik della Vornado è deceduto dopo essersi “improvvisamente ammalato”. Ci sono così tanti “improvvisamente”.

Silverstein faceva colazione tutte le mattine con i suoi figli al ristorante Windows on the World, all’altezza di più di 100 piani nella torre nord, ma nessuno di loro si è fatto vedere il 9/11. Silverstein ha detto che aveva avuto un “appuntamento all’ultimo momento” con un dermatologo, mentre in realtà, come ha detto privatamente una delle sue guardie del corpo, avrebbe ricevuto una telefonata nella sua macchina che lo avvisava di stare lontano dal World Trade Center quella mattina. Poi avrebbe telefonato dal telefono della macchina ai suoi figli per dirglielo.

È stato Silverstein che ha detto in un’intervista televisiva (di cui ora si pente amaramente) che quando un altro dei suoi edifici nel complesso del World Trade Center, il Building 7 o Solomon Brothers Building, è andato in fiamme è stata presa la decisione di “buttarlo giù” – il classico termine per una demolizione controllata.

Poco dopo questa decisione l’edificio, che non era stato colpito da un aereo, è stato effettivamente demolito con una demolizione controllata.

Il problema con la storia di Silverstein è che ci possono volere delle settimane per collocare gli esplosivi in un edificio come il Building 7 di 47 piani per farlo crollare su se stesso come è successo. Come avrebbero potuto prendere la decisione di “buttarlo giù” e facendolo cadere così?

Gli esplosivi sono stati disposti molto prima della decisione ufficiale di “buttarlo giù” e tutto lo scenario del 9/11 si è svolto come da un copione scritto prima. La BBC ha annunciato in diretta televisiva che il Building Seven era crollato mezz’ora prima che cadesse, perché le autorità hanno rilasciato la “notizia” troppo presto.

La security al World Trade Center era responsabilità della Kroll Associates, controllata dai sionisti Rothschild, che ha stretti legami con la CIA e il Mossad. La sicurezza in tutti e tre gli aeroporti coinvolti nel 9/11 era gestita dalla ICTS International e dalla Huntsleigh USA, società di proprietà dei sionisti Rothschild Ezra Harel e Manachem Atzmon, e dominate da “ex” agenti di Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano e l’agenzia di antispionaggio che gestisce la sicurezza per la compagnia aerea israeliana EL AL.

La ICTS di proprietà dei sionisti Rothschild era anche responsabile della sicurezza dell’aeroporto parigino dove il presunto attentatore “della scarpa” Richard Reid si è imbarcato per il suo volo verso gli Stati Uniti, e l’ICTS forniva la “security” all’aeroporto di Amsterdam, dove l’attentatore con gli esplosivi nelle mutande si è imbarcato dopo aver pagato in contanti il suo biglietto acquistato ad alto prezzo e all’ultimo minuto, imbarcandosi senza bagaglio registrato e, secondo quanto riportato, persino senza il passaporto. Come risultato, i viaggiatori adesso sono soggetti alle radiazioni dei full body scanners, di cui parleremo tra breve.

La CIA nel periodo del 9/11 era sotto la guida di George Tenet (sionista Rothschild) e l’ “indagine” sugli attacchi è stata seguita dal vice procuratore generale Michael Chertoff (sionista Rothschild), figlio di un agente del Mossad israeliano.

Chertoff è co-autore del notorio Patriot Act, che ha cancellato diritti e libertà basilari con la giustificazione del 9/11 (Problema-Reazione-Soluzione) ed è poi divenuto il vice della Homeland Security, un’organizzazione anch’essa creata sullo sfondo del 9/11.

Chertoff dirige ora la sua società, la Chertoff Group, una “società di consulenza sulla sicurezza e la gestione del rischio”, che impiega svariati colleghi senior della Homeland Security ed anche Michael Hayden, un ex direttore della Agenzia per la Sicurezza Nazionale e della CIA.

Chertoff è apparso su tutte le reti televisive dopo l’incidente ingegnerizzato dell’ “attentatore delle mutande esplosive” istigando il governo ad introdurre dei disposivi per la scansione totale del corpo, cosa che è stata poi fatta. Sono prodotti da uno dei clienti del Chertoff Group, la Rapiscan Systems.

L’attentatore delle mutande esplosive (ovvero, l’ “attentatore” che si è bruciato il didietro) è stato, come ho detto, imbarcato a bordo dell’aereo nonostante una sfilza di campanelli d’allarme, e a quanto pare senza passaporto, attraverso un sistema di “sicurezza” gestito dalla [società] sionista Rothschild ICTS.

Il Pentagono al tempo del 9/11 era controllato da gente come Paul Wolfowitz (sionista Rothschild), il vice segretario alla difesa che è poi passato a dirigere la Banca Mondiale; e Dov Zakheim (sionista Rothschild) un cittadino con doppia cittadinanza israeliana/americana, controllore del Pentagono, che è riuscito a “perdere” trilioni di dollari dal budget del Pentagono – un fatto che è stato annunciato il 10 settembre 2001.

Qualcuno si chiede perchè questo annuncio non è stato ampiamente riportato? È successo qualcosa il giorno dopo allora? Deve essere stata una coincidenza, certamente, non potevano aver già saputo quello che stava per succedere, vero?

Zakheim ha inoltre erroneamente classificato squadre di aerei da combattimento americani F16 e F15 come un surplus militare, così è stato possibile venderli a Israele ad un prezzo ribassato (e sono stati comunque comprati con denaro di “aiuto” americano). Questa, insieme ad altre vendite militari (spesso anche donazioni) vuol dire che Israele, con una popolazione di appena 7 milioni e mezzo di abitanti, possiede una delle forze aeree più grandi del pianeta.

L’amministrazione Bush era famosamente controllata al tempo degli attacchi dell’11 settembre dai cosiddetti “neocons” o neoconservatori. Questi erano guidati da una cabala di sionisti Rothschild come Richard Perle, Paul Wolfowitz, Dov Zakheim, Robert Kagan, Douglas Feith, Lewis “Scooter” Libby, l’avvocato americano radiato dall’albo nonché il criminale accusato che è stato l’ex “consigliere” di Dick Cheney, e William Kristol, editore del giornale di propaganda neocon di stampo sionista Rothschild, il Weekly Standard, allora di proprietà di Rupert Murdoch (sionista Rothschild).

Eh, sì, questa combriccola comprendeva inoltre Robert Zoellick, ora a capo della Banca Mondiale, che è succeduto in quel posto al suo collega neocon e sionista Rothschild, Paul Wolfowitz.

Ripeto – la popolazione ebrea rappresenta solo l’1,7% della popolazione americana e molti degli Ebrei non sono sionisti Rothschild. La proporzione con le posizioni di potere è semplicemente fantastica e qui sto solo evidenziando quello che potreste considerare un “elenco dei titoli di testa”. Va molto, molto più in profondità – si veda per esempio questo elenco di sionisti Rothschild che controllano apparentemente le organizzazioni non ebree …

La leadership neocon ha scritto a Bill Clinton istigandolo ad attaccare l’Iraq prima del 9/11 per poi partire in quarta sostenendo le invasioni dell’Irak e dell’Afghanistan dopo gli attacchi al World Trade Center sotto Bush.

Interessantemente, questi stessi sionisti Rothschild, insieme al segretario fantoccio della difesa Donald Rumsfeld e al vice presidente Dick Cheney, entrambi forti sostenitori di Israele, hanno lanciato un “think-tank” prima che Bush entrasse in carica chiamato Project for the New American Century (PNAC).

Nel settembre del 2000 questa organizzazione ha pubblicato un documento intitolato Rebuilding America’s Defenses: Strategies, Forces, and Resources For a New Century in cui chiedevano che le forze americane “combattessero e vincessero decisivamente teatri bellici multipli simultanei” con enfasi su luoghi come l’Irak, l’Iran e la Corea del Nord.

Ma il documento diceva che questo “… processo di trasformazione … sarà probabilmente lungo, in assenza di qualche evento catalizzatore e catastrofico – come un nuovo Pearl Harbor” per giustificarlo alla popolazione.

Ad un anno dal mese di pubblicazione di quel documento e nove mesi dopo che la maggior parte di questi sionisti Rothschild venisse al potere nell’amministrazione Bush, l’America aveva davvero un nuovo “Pearl Harbor” che è stato poi usato per giustificare l’agenda delineata nel documento.

Coincidenza? Certo che no.

Il discorso di Bush intitolato State of theUnion del 2002 in cui ha chiamato l’Irak, l’Iran e la Corea del Nord l’ “asse del male” è stato scritto dal neocon David Frum (sionista Rothschild), che ora sostiene il fronte sionista dei Rothschild “No Labels” ed è stato chiaro dalle pagine del documento del Project for the New American Century.

Bush e Cheney sono stati costretti loro malgrado ad [accettare] un’ “indagine” della commissione ufficiale del 9/11 su quanto è davvero accaduto quel giorno e la prima persona che hanno nominato a capo della Commissione è stata Henry Kissinger (sionista Rothschild).

È stato così incredibile ed esilarante che abbia rassegnato le dimissioni, citando “conflitti di interesse” che non lo avevano mai fermato prima.

Ma l’ “indagine” e la relazione finale sono state comunque seguite da Phillip Zelikow (sionista Rothschild) ed hanno citato che la storia ufficiale fosse praticamente vera dopo aver omesso di interrogare o citare testimoni chiave che hanno dato un’altra versione dei fatti.

Il giudice federale a cui è stato affidato il compito di occuparsi di tutti i casi di omicidio colposo e lesioni personali presentati dalle famiglie delle vittime del 9/11 è stato Alvin K. Hellerstein (sionista Rothschild) che ha importanti legami familiari con Israele.

L’avvocato Kenneth Feinberg (sionista Rothschild) ha avuto la soprintendenza del fondo di risarcimento delle vittime del 9/11 e il 97 per cento delle famiglie è stato persuaso ad accettare il denaro rinunciando a fare pressioni per un’indagine indipendente sulle atrocità dell’11 settembre.

Chi al contrario ha chiesto un’altra indagine, o ha rifiutato i limiti del fondo di risarcimento è stato trattato da un “mediatore speciale”, Sheila Birnbaum (sionista Rothschild).

Feinberg è poi diventato lo “Special Master”del TARP per il risarcimento degli executives in relazione ai salvataggi delle banche, ed è attualmente l’amministratore nominato dal governo del fondo di risarcimento per le vittime del disastro provocato dalla BP nel Golfo del Messico.

Poi c’è stata la storia dei cinque “Israeliani che ballavano”, che sono stati arrestati dopo che la polizia ha ricevuto numerose segnalazioni dai residenti del New Jersey, inorriditi che alcuni uomini “mediorientali” festeggiavano, facevano baldoria e si davano il cinque mentre videoregistravano l’incendio delle torri gemelle.

“Erano contenti, sa … non mi sono sembrati scioccati”, ha detto un testimone.

La polizia e l’FBI avrebbero a quanto pare scoperto mappe di New York nel furgone bianco degli Israeliani con dei luoghi evidenziati, ed anche $ 4700 dollari in contanti nascosti in un calzino, passaporti stranieri e taglierini del tipo che sarebbe stato usato dai “dirottatori arabi”.

È stato inoltre riportato che i cani antidroga avrebbero trovato tracce di esplosivo nel furgone, che apparteneva ad una società di facciata del Mossad chiamata Urban Moving Systems di proprietà dell’israeliano Dominick Suter (sionista Rothschild), che ha abbandonato tutto (letteralmente giudicando dalla celerità con cui l’ufficio è stato evacuato) ed è ritornato in Israele immediatamente dopo gli attacchi.

The Forward, un quotidiano ebraico, ha detto che l’FBI ha scoperto che almeno due dei cinque Israeliani arrestati erano agenti del Mossad e che la Urban Moving Systems era un’operazione di facciata del Mossad.

I cinque sono stati tenuti in custodia per 71 giorni, ma poi sono stati rilasciati senza accuse e lasciati liberi di tornare in Israele, dove tre di loro sono comparsi in televisione per dire che “il nostro obiettivo era di documentare l’evento”.

Sì, un evento che sapevano che sarebbe accaduto.

Il dott. Alan Sabrosky, ex rettore dello US Army War College, ha pubblicamente detto che i leader militari americani ora sanno che Israele “e quei traditori all’interno della nostra nazione” sono responsabili degli attacchi del 9/11 (si veda la sua intervista dopo questo articolo).

Dall’11 settembre ci sono state propinate una serie di video di “Bin Laden” e altre “informazioni” che promuovono la paura del terrorismo arabo da due organizzazioni chiamate IntelCenter e il S.I.T.E., ovvero l’istituto per la ricerca delle entità terroristiche internazionali (purché non siano di Israele).

A capo della IntelCenter c’è Ben Venzke (sionista Rothschild) e il S.I.T.E. è stato co-fondato da Rita Katz (sionista Rothschild). In un articolo intitolato Is Israel Controlling Phony Terror News? , gli autori Gordon Duff e Brian Jobert pongono dei quesiti chiave:

“Chi dice che Al Qaeda rivendica un bombardamento? Rita Katz. Chi ci trova le registrazioni di Bin Laden? Rita Katz. Chi ci fornisce quasi tutte le informazioni dicendoci che i Musulmani sono cattivi? Rita Katz. Rita Katz è il direttore di Site Intelligence, fonte primaria dell’intelligence usata dai servizi di informazione, la Homeland Security, l’FBI e la CIA.

Qual è la sua qualifica? Ha prestato servizio nell’esercito israeliano. Ha una laurea e la maggior parte dei giornalisti investigativi credono che il Mossad la “aiuti” per trovare le informazioni. Non troviamo prove di qualifiche di alcun genere. Un barista avrebbe più esperienza nel reperire l’intelligence.

Nessuno verifica le sue affermazioni. Il SITE dice che l’ha fatto Al-Qaeda, e va sui giornali. Il SITE dice che Israele non l’ha fatto, e anche questo va sui giornali. Che cosa fa realmente il SITE? Cercano le “informazioni” su internet, quasi invariabilmente le informazioni che Israele vuole che siano riportate e vendute come notizie, viste sulla TV americana, riportate sui nostri quotidiani e passate su internet, quasi come se fossero effettivamente vere. Incredibile”.

Ma non così incredibile se avete letto fino a questo punto ed avete visto in che misura le reti della società segreta dei sionisti Rothschild controllano e manipolano gli eventi mondiali.

I sionisti Katz e Venzke forniscono “intelligence” e video di Bin Laden per le agenzie di “sicurezza” e i media, e Adam Gadahn, nella foto in alto, sarebbe un portavoce di “Al Qaeda” che rilascia video di se stesso a sostegno del terrorismo. Il suo nome è sulla lista dei “più ricercati” dell’FBI.

Strano che “Adam Gadahn” sia un ebreo di nome Adam Pearlman, nipote di Carl Pearlman, che ha prestato servizio nel comitato rabbino sionista della Anti-Defamation League (ADL).

Il presidente della Homeland Security americana e del Comitato per gli Affari del Governo è il senatore Joseph Lieberman (Sionista Rothschild) che, come il resto del letamaio dei Rothschild in generale, vuole disperatamente usare la “minaccia del terrorismo” per censurare internet per impedire alla verità di venire a galla.

I sionisti Rothschild hanno tenuto l’esposizione fuori dalla porta fino ad ora, attraverso il possesso dei media principali. Shahar Ilan, un editore con rubriche giornaliere sul principale quotidiano israeliano Ha’arets, ha scritto:

“Gli Ebrei [i sionisti Rothschild] controllano i media americani. Questo è molto chiaro, e dire altrimenti è un insulto a quello che è risaputo”.

E neppure solo in America, e neppure soltanto i mezzi di “informazione” di giganti sionisti Rothschild come Rupert Murdoch. Il giornalista del Los Angeles Times Joel Stein (sionista Rothschild) ha scritto un articolo che proclamava che gli Americani che non credono che gli Ebrei (sionisti Rothschild) controllino Hollywood siano dei veri e propri “imbecilli”:

“Ho dovuto rovistare tra i mestieri per trovare sei non ebrei in alte posizioni nelle società dell’intrattenimento. Ma guardate un po’, persino tra quei sei, uno, il presidente della AMC Charles Collier, si è rivelato essere un Ebreo! … come ebreo orgoglioso, voglio che l’America sappia del nostro successo. Sì, controlliamo Holliwood”.

Sottolineo ancora che qui non stiamo parlando degli “Ebrei” che possiedono i media, Hollywood, i politici, le banche e i grossi affari, ma di una minuscola elite che fa capo in ultima istanza alla società segreta che chiamo Sionismo Rothschild.

La massa del popolo ebraico è stata strumentalizzata e soggetta ad abusi senza pietà dalle reti dei Rothschild, che se ne sbatte di loro. Non stanno perseguendo ciò che è meglio per il popolo ebraico nel suo insieme, ma quello che fa comodo alla cospirazione dei Rothschild per il dominio globale per conto dei loro padroni nascosti.

I Rothschild e la rete della loro setta segreta controlla la politica del governo americano su Israele e su tutto il resto – ed è lo stesso in Gran Bretagna e in paese dopo paese, compresi la Francia, la Germania (naturalmente), l’Italia, il Belgio e l’Unione Europea, che è stata una creazione dei Rothschild fin dall’inizio.

Il primo maggiore discorso di Obama sul Medio Oriente nel 2008, secondo il Wall Street Journal sarebbe stato scritto per lui da James Steinberg (sionista Rothschild), Daniel Kurtzer (sionista Rothschild) e da Dennis Ross (sionista Rothschild). [il discorso] È stato fatto al gruppo di pressione sionista Rothschild, American Israel Public Affairs Committee (AIPAC).

Che ne dite, c’è la possibilità che sia di parte, ovvero contro i Palestinesi?

La persona nominata alla soprintendenza della guerra in Afghanistan e di prendere come bersaglio il Pakistan è stata Richard Holbrooke (sionista Rothschild), il “rappresentante speciale” di Obama per l’Afghanistan e il Pakistan che è deceduto nel dicembre 2010.

Holbrook ha servito la cabala sionista Rothschild in posizioni di “diplomazia” dalla guerra in Vietnam al conflitto in Afghanistan, ricoprendo posti come inviato speciale nei Balcani prima e durante la guerra nell’ex Yugoslavia; come ambasciatore delle Nazioni Unite; come l’uomo a cui era stata affidata la responsabilità di vendere l’ordine del giorno dell’Aids, e molto altro.

È il duplice controllo dei Rothschild di America e Israele che ha portato al trasferimento di incredibili somme di dollari delle tasse americane ad Israele per l’ “aiuto” militare ed economico. Un braccio dei Rothschild le consegna semplicemente all’altro.

John J. Mearsheimer e Stephen M. Walt hanno scritto nel loro libro intitolato The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy:

“Israele riceve circa $3 bilioni di dollari di aiuti diretti dall’estero ogni anno, che è circa un quinto del bilancio dell’America per gli aiuti all’estero. In termini pro capite, gli Stati Uniti danno ad Israele un sussidio diretto pari a circa $500 dollari l’anno.

Questa grandezza colpisce in particolare quando si pensa che Israele è ora un ricco stato industriale con un reddito annuale pro capite pari circa a quello della Corea del Sud e della Spagna”.

La Camera dei Deputati americana ha recentemente approvato altri $205 milioni di dollari di aiuto militare per Israele, per un sistema “antimissilistico”. “Per quanto concerne la difesa, l’esercito e la collaborazione sull’intelligence le relazioni tra gli USA e Israele non sono mai state tanto strette”, ha detto il deputato democratico Steve Rothman (sionista Rothschild), un membro del House Appropriations Defense Subcommittee.

Mentre parlava, le autorità israeliane stavano usando la loro potenza militare fornita dall’America per continuare il blocco della striscia di Gaza, che dal 2007 ha interrotto le forniture di cibo, combustibile, e dei beni di prima necessità per 1,5 milioni di Palestinesi.

Mi sono prefisso in questa sede di rivelare il vero volto del Sionismo – la stirpe dei Rothschild e le sue reti – e come i suoi agenti nei governi, nelle banche, negli affari, nell’industria farmaceutica e delle biotecnologie, nei media e via dicendo, stiano lavorando come un’unità per imporre una dittatura globale orwelliana sulla popolazione umana – compresa la massa del popolo ebreo.

Il Sionismo è un argomento di cui tutti, ad eccezione di pochi, sono troppo ignoranti o spaventati per poterlo trattare e denunciarlo, ma deve essere reso pubblico e la rete deve essere smantellata se vogliamo evitare la tirannia globale in un futuro molto vicino.

In effetti, non si tratta tanto del “futuro”; la tirannia è già qui e la questione è solo quanto ci faremo schiavizzare.

I Rothschild hanno passato un secolo a nascondere la reale e crescente entità del loro controllo globale e questo velo deve essere tolto per aprire gli occhi alla massa della popolazione.

Vorrei inoltre sottolineare che quando dico “Rothschild”, non mi riferisco solo a chi si chiama “Rothschild”, ma neanche a tutti coloro che portano quel cognome. Ci sono membri della famiglia Rothschild e delle sue diramazioni che non hanno idea di cosa stia facendo la gerarchia e ci sono molti “Rothschild” che non portano quel nome stesso.

Quando dico “Rothschild”, mi riferisco alla stirpe dei Rothschild perché come ho scritto in dettaglio nei miei libri, hanno avuto per lungo tempo programmi di procreazione che producessero figli cresciuti con altri cognomi.

Quindi quando queste persone arrivano al potere, portano il patrimonio genetico dei Rothschild e sono responsabili nei confronti dei loro sistemi di controllo, pur non avendo ufficialmente il cognome “Rothschild”, e in questo modo il livello dell’infiltrazione dei Rothschild nel governo e nell’economia e via dicendo rimane nascosto dietro un esercito di figli che portano cognomi diversi.

È giunto il momento di portare i Rothschild allo scoperto, perché questa è l’ultima cosa che vogliono. Hanno operato in ombra per abbastanza a lungo e dobbiamo urgentemente assicurarci che quei giorni siano finiti.

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L’ex rettore dello US Army War College dice “l’esercito sapeva che Israele ha condotto gli attacchi del 9/11”

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I documenti del Pentagono su Wall Street: la più grande truffa finanziaria nella storia mondiale

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La GOD-TV rade al suolo un villaggio beduino israeliano per portare la seconda venuta di Gesù

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Gli Ebrei in Gran Bretagna vanno “fuori linea” su Israele

“Come ha riportato il Jewish Chronicle, Mick Davis presidente dell’importante istituto di beneficenza anglo-israeliano UJIA e i direttori del Jewish Leadership Council, ‘hanno distrutto un tabu radicato, criticando pubblicamente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sul processo di pace, dando voce alle riserve morali in merito ad alcune politiche di Israele e chiedendo che la critica di Israele venga espressa liberamente in tutta la comunità”.

È seguito un momento “io sono Spartaco”. Mentre l’ambasciata israeliana e la sua schiera di lealisti all’interno degli anglo-ebrei sembrava inorridita, un attore importante dopo l’altro della comunità ha espresso sostegno per Davis’.

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L’Iran piazza missili a medio raggio in Venezuela ‘che possono raggiungerci’ – dice un “think tank” sionista Rothschild mascherato da organizzazione indipendente

“L’Iran ha in programma di piazzare missili a medio raggio sul suolo venezuelano, sulla base di fonti informative occidentali, secondo un articolo del quotidiano tedesco Die Welt del 25 novembre 2010. Secondo l’articolo, sarebbe stato firmato un accordo tra i due paesi durante l’ultima visita del presidente venezuelano Hugo Chavez a Tehran lo scorso 19 ottobre 2010. il contratto mai prima reso noto prevede la creazione di una base militare operata congiuntamente in Venezuela, e lo sviluppo congiunto di missili terra-terra.

In un momento in cui i membri della NATO hanno raggiunto un accordo, nel recente summit di Lisbona (19-20 novembre 2010) di sviluppare una capacità di difesa anti-missilistica per proteggere le popolazioni e i territori della NATO in Europa dagli attacchi missilistici dall’est (precisamente, l’Iran), la contro-mossa dell’Iran consiste nella creazione di una base strategica nel continente sudamericano – nel ventre molle degli Stati Uniti”.

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Ma aspettate un attimo, guardiamo quale organizzazione sta spingendo questa propaganda. È l’istituto sionista “Hudson Institute” attraverso il suo portavoce Hudson New York, ed eccovi un po’ di informazioni sul suo editore capo, Nina Rosenwald (Rothschild sionista):

È presidente del consiglio del Middle East Media and Research Institute [Istituto dei media e di ricerca del Medioriente] e vicepresidente del Jewish Institute of National Security Affairs [Istituto Ebraico per gli Affari della Sicurezza Nazionale]. Fa anche parte del consiglio di amministrazione Comitato per gli Affari Pubblici fra Israele e Stati Uniti (AIPAC), di Human Rights in China, e del Washington Institute for Near East Policy. È membro del Council on Foreign Relations, del Board of Regents for the Center for Security Policy, del Committee for Accuracy in Middle East Reporting, della New York Academy of Sciences, dello United Jewish Appeal/Federation, del New York Psychoanalytic Research and Development, del Jerusalem Center for Public Affairs e della The Founders Association.

Source: http://www.hudson.org/learn/index.cfm?fuseaction=staff_bio&eid=Rosenwald

Così, nessuna propensione pro-israeliana, allora…

Come gli Israeliani uccidono per i voti del loro popolo

La terra palestinese è in verde. 2011?

Di Gilad Atzmon

Il musicista e scrittore nato in Israele Gilad Atzmon, che ha rinunciato al suo ebraismo e alla nazionalità israeliana, spiega il massacro per mano di Israele dei Palestinesi a Gaza in termini di cultura israeliana, che è impregnata di razzismo e di odio omicida contro gli Arabi in generale e contro i Palestinesi in particolare.

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“Non affittate ai non Ebrei”, ammoniscono i rabbini israeliani

(Immaginatevi cosa verrebbe detto se fosse la situazione opposta)

“Cinquanta rabbini israeliani hanno firmato una lettera aperta ammonendo gli Ebrei di non affittare o vendere proprietà ai non ebrei, dicendo che chi lo fa dovrebbe essere ‘ostracizzato’ , come si legge da una copia della lettera di martedì.

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… ed immaginatevi se qualsiasi altro avesse una pubblicità così…

[foto: “preferite un avvocato ebreo!”]

David Icke
Fonte: http://www.davidicke.com
Link: http://www.davidicke.com/articles/political-manipulation-mainmenu-72/42734-they-dare-not-speak-its-name-rothschild-zionism
30.12.2010

Traduzione per http://www.comwedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

[1] Ndt. ‘lease’, contratto di affitto con diritto di proprietà.

Antimafia Duemila – Wikileaks, nuovi file sull’Italia. ”Politici non combattono mafia”

Antimafia Duemila – Wikileaks, nuovi file sull’Italia. ”Politici non combattono mafia”.

da repubblica.it – 13 gennaio 2011
Scetticismo anche sul Ponte sullo Stretto: “Mancano le strade”.

Rivelazioni sull’Afghanistan: le province sotto controllo italiano erano nel mirino dei razzi talebani. Alcuni gruppi di terroristi avrebbero operato sotto direttive del governo iraniano.

Dall’Afghanistan alla mafia, nuove clamorose rivelazioni sull’Italia dai file di Wikileaks.

Scarso impegno contro la mafia. “Anche se le associazioni imprenditoriali, i gruppi di cittadini e la Chiesa, almeno in alcune aree, stanno dimostrando promettente impegno nella lotta alla criminalità organizzata, lo stesso non si può dire dei politici italiani, in particolare a livello nazionale” scrive J. Patrick Truhn, console generale Usa a Napoli, in un dispaccio del giugno 2008.  “Come ci ha ricordato Roberto Saviano, il tema (della lotta alla criminalità organizzata, ndr) è stato virtualmente assente dalla campagna elettorale di marzo-aprile” continua Truhn. Il diplomatico suggerisce a Washington di “lavorare per fare presente al nuovo governo che la lotta al crimine organizzato è una seria priorità del governo Usa, e che i drammatici costi economici della criminalità sono un argomento convincente per una azione immediata”.

L’incontro con lo scrittore.
“”Quelli che lottano contro la mafia – sottolinea il console
–  hanno bisogno di essere considerati come dei modelli reali. E Saviano può ben essere su questa strada”. Lo scrittore infatti “appare regolarmente sulla stampa e sui media radiotelevisivi non come un’autorità per la gente, ma – ed è più importante – come una bussola per coloro che sono disposti ad ascoltare”. Infine il dispaccio riporta

un incontro tra il diplomatico e lo scrittore. “Quando gli abbiamo chiesto come il governo degli Usa, al di là della cooperazione giudiziaria, potrebbe supportare al meglio la lotta al crimine organizzato, Saviano, in aprile, ha risposto: ‘Solo parlando della questione, le date una credibilita’ che il resto del mondo, italiani inclusi, non può ignorarè”.

Il Ponte sullo Stretto piace alla Mafia. Il ponte sullo Stretto “servirà a poco senza massicci investimenti in strade e infrastrutture in Sicilia e Calabria. E la Mafia potrebbe essere la prima beneficiaria di questa opera, di cui si parla da decenni. Il Ponte potrebbe essere una miniera d’oro per la criminalità” sostiene Truhn, che analizza la situazione in Sicilia, dopo lo scontro politico tra Raffaele Lombardo e “il partito del premier Silvio Berlusconi”. Il “grandstanding” (teatrino) politico ha “bloccato una operazione di trivellazione per gas lo scorso anno e minaccia di rinviare un importante sistema di comunicazione satellitare della Marina statunitense”.

L’allarme ‘ndrangheta. “Se la Calabria non fosse parte dell’Italia, sarebbe uno Stato fallito. La ‘ndrangheta controlla infatti “vaste porzioni del suo territorio e della sua economia”. “Loiero (ex presidente della Regione ndr)  non è stato in grado di offrire nessuna soluzione alle difficoltà della regione. Quando gli è stato chiesto come immaginava utilizzare i circa 14 milioni di euro che l’Ue aveva stanziato per la Calabria, ha dato una vaga risposta e ha cambiato argomento”.

I preti “eroici”.
“La Chiesa cattolica viene criticata per non assumere una forte posizione pubblica contro il crimine organizzato. Uno dei pochi preti che lo ha fatto, padre Luigi Merola, è ora sotto scorta, così come il vescovo di Piazza Armerina Michele Pennisi” scrive Truhn, che suggerisce a Washington di “cercare cooperazione nel Vaticano”.

IL DATABASE DEI CABLE “SEGRETI” 1

Il Ponte sullo Stretto non serve. Il ponte sullo Stretto “servirà a poco senza massicci investimenti in strade e infrastrutture in Sicilia e Calabria” scrive J. Patick Truhn, console generale Usa a Napoli in un dispaccio del giugno 2009 in cui si analizza la situazione in Sicilia, dopo lo scontro politico tra Raffaele Lombardo e “il partito del premier Silvio Berlusconi”. Il “grandstanding” (teatrino) politico ha “bloccato una operazione di trivellazione per gas lo scorso anno e minaccia di rinviare un importante sistema di comunicazione satellitare della Marina statunitense”.

Afghanistan, 2007. I missili dell’Iran erano puntati contro obiettivi nelle province afghane sotto comando italiano, Herat e Farah. Tra i bersagli anche il Prt di Farah, gestito dagli americani. Nei nuovi file di Wikileaks si legge: “Gli iraniani hanno detto di aver puntato i missili contro questi bersagli perche si aspettano un attacco statunitense contro la Repubblica islamica”.

Dai dispacci emerge anche che alcuni gruppi talebani “operano sotto direttive emanate dal governo iraniano”, e non solo: “Il governo iraniano ha dispiegato truppe lungo il confine con il distretto di Ghoryan nella provincia di Herat” si legge nel file, “e pianifica di offrire supporto agli insorti”.

I file. Nel dispaccio militare Usa datato 24 giugno 2009 si può leggere che: “Il gruppo talebano di Gholam Yahya Akbary (GYA) è in possesso di alcuni razzi iraniani e mine a pressione per lanciare attacchi nel distretto di Ghozareh, a sud di Herat. Il gruppo ha ricevuto tutto l’equipaggiamento ed i finanziamenti dall’Iran, e dimostra le sue attività alla Repubblica islamica, talvolta sparando razzi e granate su Camp Arena e altri obiettivi”. A luglio 2009, kamikaze arrivati da “Iran e Pakistan” e “coordinati da figure di primo piano dell’intelligence iraniana” pianificavano attacchi suicidi a Herat.

In un altro file datato agosto 2009, si riferisce che il GYA “ha ricevuto sostegno finanziario da un alto ufficiale dell’intelligence iraniana, e progetta attacchi contro la città e l’aeroporto di Herat dopo le elezioni”. Dispacci confermati dalla cronaca: in quelle settimane si contarono almeno due attacchi a colpi di razzi contro Camp Arena, senza fortunatamente causare vittime nè danni.

Talebani e armi. In altri file, si delineano le attività di addestramento dei talebani all’uso e all’assemblaggio dei micidiali Ied. In un dispaccio del settembre 2009 si fa riferimento a “sei mine anticarro molto potenti ricevute dall’Iran” che i talebani “utilizzeranno contro le forze della coalizione internazionale o esponenti di spicco della polizia afghana”.

Tratto da:
repubblica.it

“Dell’Utri mafioso anche nel ’95”

Fonte: “Dell’Utri mafioso anche nel ’95”.

Non è vero che la sua associazione esterna ai clan è finita quando Berlusconi è entrato in politica. Anzi, è continuata durante tutto il primo governo del Cavaliere. L’appello della Procura all’ultima sentenza sul cofondatore di Forza Italia

Due pentiti come Salvatore Cucuzza e Giovanni Ciaramitaro, credibili e utilizzati in diversi processi, non ammessi come testi al processo d’appello malgrado parlino dei contatti tra Cosa nostra e Marcello Dell’Utri in vista di leggi pro-mafiosi dopo la nascita di Forza Italia. Una “parcellizzazione e destrutturazione del complesso probatorio” e delle testimonianze di ex mafiosi come Gaspare Spatuzza e Salvatore Cancemi che se “lette come un unico filo del discorso” sono la prova certa del legame continuato anche dopo le stragi Falcone e Borsellino tra Dell’Utri, uno degli uomini più vicini a Silvio Berlusconi, e i capimafia siciliani.

E poi la conferma – o la non smentita – di un incontro avvenuto nel ’94 a Como tra il boss Vittorio Mangano (meglio conosciuto come lo “stalliere di Arcore”) e Dell’Utri che arrivò in elicottero: i due avrebbero parlato della legge sulle misure cautelari più morbide a favore dei mafiosi fermata solo dalla caduta improvvisa del governo Berlusconi per colpa della Lega Nord. Ecco i principali punti del ricorso di 192 pagine contro la sentenza su Marcello Dell’Utri che il procuratore generale di Palermo, Antonino Gatto, ha depositato nei giorni scorsi alla Corte di Cassazione.

Il manager palermitano trapiantato a Milano, che con Publitalia aiutò Berlusconi a inventare Forza Italia dopo la decisione di scendere in politica, era stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione con l’accusa di Concorso esterno in associazione di tipo mafioso. In secondo grado la Corte d’appello di Palermo ha ridotto la condanna a 7 anni di carcere spiegando però nella motivazione che “le risultanze probatorie acquisite”, e specificamente la “disamina approfondita delle dichiarazioni rese dai collaboratori imponga di ritenere provata l’avvenuta corresponsione a Cosa nostra delle somme di denaro estorte al Berlusconi fino ad un’epoca prossima al 1992, non essendo stata per contro acquisita prova sufficiente per affermare che ciò sia proseguito anche negli anni successivi, ed in particolare nel periodo in cui, dalla fine del 1993 in poi, l’imprenditore Berlusconi si determinò ad assumere il ruolo a tutti noto nella politica del paese”.

Una lettura al ribasso dell’atto d’accusa, che ha portato alla condanna di Dell’Utri dopo l’inchiesta avviata dai pubblici ministeri Domenico Gozzo e Antonio Ingroia, che ora il sostituto procuratore generale Gatto propone alla Cassazione di rivedere. Partendo da considerazioni che ovviamente sono espresse in linguaggio giuridico: “L’assunto del Decidente è, per un verso, il portato di una inesatta lettura degli atti; per altro verso, di non dimostrate presunzioni, che ne viziano il ragionamento e le conclusioni successive.

I soldi delle estorsioni. Il capo-mandamento del clan di Porta Nuova di Palermo, diventato collaboratore di giustizia nel luglio del 1993, ha parlato delle “somme di denaro provenienti dall’imprenditore milanese Silvio Berlusconi” e incassate da Cosa Nostra tramite il Dell’Utri ed il Cinà dal 1989-90 in poi. Versamenti di 200 milioni di lire in 3-4 rate l’anno dell’importo di 50 milioni a titolo di estorsione. “Questi soldi l’ho visto io che sono arrivati e puntualmente Ganci ce l’ha portati a Riina” ha detto Cancemi.

Ma, si legge nella motivazione della condanna d’appello, i versamenti furono fatti “comunque fino a pochi mesi prima della strage di Capaci del 23 maggio 1992, evento tragico che deve dunque ritenersi abbia prodotto, con la sua devastante gravità, un’interruzione nei pagamenti provenienti dall’imprenditore milanese e dunque l’interruzione dei sottostanti contatti e rapporti”. Ma per il procuratore generale Gatto, “Cancemi, in quanto capo del mandamento di Porta Nuova non aveva alcun particolare titolo, per così dire, istituzionale per conoscere se l’estorsione in danno della Fininvest fosse cessata oppure no. In veste istituzionale Cancemi ne aveva avuto conoscenza quando, appartenendo Mangano proprio al mandamento di cui egli era capo, era stato convocato da Riina (il capo di Cosa nostra, ndr) affinché gli comunicasse l’ordine di farsi da parte nel superiore interesse di tutta Cosa Nostra. Successivamente, se arrivavano e quando arrivavano i danari di Berlusconi, egli aveva avuto modo di saperlo solo perché occasionalmente presente nella macelleria di Ganci Raffaele (dove arrivavano i soldi, ndr)”.

Nel ricorso, l’accusa ricorda che Cancemi si era dato alla latitanza nell’ottobre del 1992 e “non poteva, pertanto, essere presente, neppure casualmente, ai pagamenti del Natale ’92 e dell’agosto ’93. Appare, dunque, che dal detto di Cancemi non emerge che i pagamenti cessarono nel 1992, bensì che l’ultimo pagamento a lui noto risale a qualche mese prima della strage di Capaci del 23 maggio 1992. La strage è adottata dal dichiarante solo come punto di riferimento temporale per contestualizzare l’epoca dell’ultimo pagamento a lui noto ed è edificata sulla sabbia l’affermazione del Decidente che la ritiene causa dell’interruzione dei pagamenti e dei sottostanti rapporti” perché solo analizzando i fatti successivi avrebbe potuto notare che esistevano anche “nella così detta stagione politica”.

Il rapporto politico.

L’interesse di Cosa nostra ad avere rapporti politici mediati da Dell’Utri risale al periodo degli attentati di inizio anni ’90 alla Standa di Catania, che – afferma il sostituto procuratore generale Gatto – secondo la corte d’Appello etnea provano come i boss colpissero Berlusconi per mandare un messaggio al suo amico e sponsor politico Bettino Craxi il quale “in quel momento primeggiava sullo scenario politico nazionale”. Tornando al processo Dell’Utri, il tribunale ha accertato i “contatti per fini politici intervenuti nel ’93-’94 tra Cosa Nostra e Forza Italia” tanto che “nelle elezioni politiche del marzo 1994 l’organizzazione mafiosa diede il proprio appoggio alla neonata formazione politica, cui già guardava con interesse a causa del programma garantista di essa”. Gatto parla di patto che “per forza di cose, non poteva non essere subordinato, oltre che alla vittoria elettorale, anche all’insorgere di favorevoli contingenze determinate dal futuro assetto politico complessivo, ovviamente non precisabili al momento della promessa: da qui i contatti post-elettorali, intesi a sollecitare l’attuazione delle consuete provvidenze legislative (41 bis, confische, pentiti etc.) invocate da Cosa Nostra, che con queste sollecitazioni, e proprio per il fatto della loro esistenza, si mostra creditrice del partito che aveva appoggiato”.

L’incontro di Como.

Il boss Cucuzza, co-reggente della famiglia di Porta Nuova, lo aveva saputo da Mangano: lo stalliere aveva avuto due incontri a Como con Dell’Utri per – sostiene Gatto – “propiziare un alleggerimento legislativo delle disposizioni contro la criminalità organizzata. In tali incontri (a uno dei quali l’imputato si era recato in elicottero) Dell’Utri aveva promesso che a gennaio del ’95 sarebbero state adottate misure legislative favorevoli alla mafia, mentre un precedente tentativo consistente secondo le parole di Cucuzza in “una correzione del decreto Biondi dopo che l’aveva firmato Moroni (era il decreto “salva ladri” bocciato dal ministro Roberto Maroni nel luglio 1994 dopo un primo via libera, ndr)” non era andato a buon fine e il decreto “non venne mai approvato perché Moroni si ribellò e non so forse pure il Capo dello Stato, comunque ci fu una grossa polemica…””. E’ la prova del patto incassato da Cosa nostra dopo l’apppoggio dato a Dell’Utri. Lo dice Cucuzza.

E il pg Gatto aggiunge: “Se non si vuol credere al collaborante, bisogna credere alla forza della ragione, la quale vuole che il provvedimento di cui si discute sia stato assunto dal governo in carica, e il governo che lo assunse entrò in carica dopo le elezioni politiche del marzo 1994”. L’8 settembre 1994 il ministro della Giustizia, Alfredo Biondi, ci ritenta inviando, scrive il pg Gatto, a “Governo e Parlamento una lettera aperta in cui riassumeva i problemi della giustizia e sollecitava un vertice della maggioranza” anche sul tema della “spinosa questione della custodia cautelare”. I lavori per una legislazione che i mafiosi attendono con ansia – lo provano le numerose intercettazioni telefoniche e ambientali di diverse inchieste di quel periodo – vanno avanti. Il 20 dicembre l’agenzia Ansa batte un dispaccio: “La commissione giustizia della Camera ha definito, in sede redigente, il testo della riforma della custodia cautelare, che dovrà essere approvato dall’ aula alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa natalizia”.
Ma succede l’imprevisto, come riassume il pg Gatto: ” A questo punto, però, quando il treno ad alta velocità della riforma era quasi giunto a destinazione, si verificò un incidente imprevisto che ne rallentò la marcia: il 22 dicembre il governo Berlusconi cadde in Parlamento per la sfiducia della Lega Nord e, nel gennaio 1995, fu sostituito dal governo di Lamberto Dini, appoggiato dalla Sinistra e dalla Lega Nord, con astensione di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Centro Cristiano Democratico: la conseguenza fu che la legge poté essere approvata solo nel successivo mese di agosto”. E secondo l’accusa è la prova che tramite Dell’Utri i boss ottennero quei risultati concreti che – in poche parole – sono il principio necessario per una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa.

Umberto Lucentini

da Espresso.Repubblica.it

Chiesti 30 anni per il giudice che fece fallire Pino Masciari

Fonte: Antimafia Duemila – Chiesti 30 anni per il giudice che fece fallire Pino Masciari.

da pinomasciari.it – 15 gennaio 2011
“Nell’ ottobre del 1996 mi fu notificata la sentenza di fallimento di una delle mie imprese della quale ero titolare, la “MASCIARI COSTRUZIONI di Masciari Giuseppe “ ditta individuale. La mia ribellione era ulteriormente punita: inverosimilmente il fallimento era decretato per un importo di lire 134.000.000, avverso l’azienda che vantava crediti, possedeva immobili e numerose attrezzature edili”.

In Calabria l’imprenditore che non si piegava, veniva messo in ginocchio: mentre la ‘ndrangheta minacciava e sparava, i poteri che controllano le banche e il sistema politico giudiziario stringevano la loro morsa sulle aziende.  La punizione per l’imprenditore doveva essere l’allontanamento dalla propria terra, il suo fallimento o l’isolazione, insomma, bisognava fare di tutto perchè non divenisse un esempio positivo.

Il fallimento dell’azienda di Pino Masciari è stato dichiarato dal giudice Patrizia Pasquin, giudice presidente della sezione fallimentare di Tribunale di Vibo Valentia.

A distanza di anni, l’ 11 novembre 2006, veniva data notizia in tutte le testate giornalistiche a mezzo stampa eTv la seguente notizia: “arrestato il giudice Patrizia Pasquin” . Si riscontra sul sito internet “ la REPUBBLICA. It – CRONACA : Riceveva dalla mafia una stabile remunerazione”. Le accuse mosse a Pasquin vanno dal falso, alla truffa aggravata ai danni dello Stato e corruzione in atti giudiziari.

Oggi la pubblica accusa nel processo chiede 30 anni, per collusione, al giudice che ha fatto fallire Pino Masciari.

Di seguito riportiamo l’articolo apparso oggi sulla Gazzetta del Sud:

Una richiesta pesantissima, 36 anni di carcere, addirittura oltre il massimo della pena consentita dal nostro ordinamento giudiziario che si ferma a 30 anni. Una requisitoria dura quella di ieri davanti ai giudici del Tribunale di Salerno da parte della pubblica accusa che ha individuato nell’ex giudice Patrizia Pasquin il maggiore responsabile della complessa trama di rapporti corruttivi che nel corso degli anni hanno portato all’asservimento della funzione giurisdizionale ad interessi particolari perseguiti dal magistrato e da altri soggetti. Tutti coinvolti in quella che è stata denominata Dinasty 2- do ut des, le cui indagini sono state portate a termine nel novembre del 2006 dalla squadra Mobile di Vibo, all’epoca diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Salerno.
Imputati, insieme all’ex giudice, altre undici persone nei confronti delle quali il pubblico ministero al termine della sua requisitoria ha chiesto 18 anni di carcere per Settimia Castagna, mentre per tutti gli altri le pene avanzate oscillano dai due ai cinque anni, in particolare 3 anni sono stati chiesti per l’ing. Vincenzo Galizia; 4 anni per Michelangelo Aiello; 2 anni per Nicola De Rito; 5 per Gaetano Rizzuto: 2 anni per Antonio Pugliese; 5 anni a testa per Alberto Sganga, Maria Francesca Tulino e Giulio Sganga e 2 anni per Antonio Ventura. Le discussioni degli avvocati della difesa sono in programma per il mese di febbraio. E c’è da ipotizzare che in aula ci sarà battaglia.
Tra le molteplici condotte di reato che i magistrati di Salerno hanno ipotizzato a carico dell’ex giudice vie è quella relativa alla realizzazione del Melograno Village srl. società di cui il magistrato, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato uno dei soci occulti unitamente a Settimia Castagna.
E sulla vicenda legata alla realizzazione del villaggio turistico sul litorale di Parghelia sono saltati fuori anche dei provvedimenti giurisdizionali di cui avrebbero beneficiato personaggi legati a qualche esponente dei Mancuso.
Nella rete corruttiva sono stati inizialmente coinvolti imprenditori, avvocati e professionisti. Molti di loro sono finiti sotto processo e assolti davanti al Gup, altri invece sono stati condannati e nei loro confronti è ancora pendente il giudizio di secondo grado. Mentre per qualche posizione esiste già un ricorso per Cassazione da parte della Procura di Salerno.

Segnaliamo l’articolo di Repubblica: ‘Ndrangheta, l’annuncio alla socia in affari “Ho fatto annullare la sentenza” (di Attilio Bolzoni)

Tratto da:
pinomasciari.it