L’uranio impoverito scompare dal decreto

Fonte: Antimafia Duemila – L’uranio impoverito scompare dal decreto.

di Gabriele Battaglia – 25 gennaio 2011
“Particolari condizioni ambientali”: con questa formula, la commissione d’inchiesta intende cancellare il nesso diretto tra uranio impoverito, morti e gravi malattie.

Ha cominciato il presidente dell’attuale commissione d’inchiesta, Rosario Costa, dichiarando che ”la problematica vaccini rappresenta uno dei filoni più rilevanti e innovativi dell’inchiesta”.
Poi si è passati alla modifica del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 66 – quello che riconosceva i risarcimenti a militari e civili impiegati nelle missioni all’estero e che si sono ammalati – sostituendo il nesso causale che legava uranio impoverito e nanoparticelle alle gravi patologie che hanno colpito 2530 persone, con 181 decessi, attraverso la formula vaga “particolari condizioni ambientali od operative“.
Tale modifica è in approvazione proprio in questi giorni e, per questo motivo, il 25 gennaio è previsto un sit-in di fronte al ministero della Difesa dei militari affetti dalle patologie e dei parenti di quelli deceduti.

Dopo dodici anni di indagini e quattro sentenze, la nuova commissione d’inchiesta ripropone in definitiva l’ipotesi secondo cui stress da guerra, benzene, vaccini, tatuaggi, radiazioni dei cellulari e perfino emanazioni degli zampironi e “fumo, non solo di sigaretta”, siano la causa della Sindrome Golfo-Balcani. Tale versione, scagionerebbe di fatto ministri della Difesa e Stati Maggiori.

Raccogliamo il parere di Emerico Laccetti, comandante del settore operativo della Croce Rossa italiana. Attaccato da un tumore dopo l’esposizione a polveri d’uranio nelle sue missioni nell’ex Jugoslavia, è riuscito a sconfiggere la malattia. Da allora è in prima fila nel denunciare l’omertà di militari e politici sul caso.

“L’uranio impoverito non era l’assassino. Era il mandante. Colpendo superfici dure, i proiettili creavano un aerosol che si fissava sugli organi interni e provocava queste patologie.
Il nesso era stato stabilito con tanti anni di lavoro, tant’è che nel nostro organismo di malati terminali, erano state trovate queste sostanze.
Dopo anni di battaglie e di commissioni, il precedente governo aveva riconosciuto la causalità con un decreto. L’attuale esecutivo si era inizialmente allineato, poi ha improvvisamente annullato il decreto. Il presidente della commissione ha dichiarato in alcune interviste che l’uranio impoverito non c’entra niente. Probabilmente, lui dice, è stata colpa dei tatuaggi o del fumo degli zampironi o delle radiazioni dei cellulari.
Se fosse una cosa detta dall’uomo della strada, lascerebbe il tempo che trova. Ma detta dal presidente della commissione, quando c’è di mezzo la vita nostra e di tutti i ragazzi che vanno in missione, non fa più ridere, è seria, disarmante.
Dopo dodici anni dalla scoperta che l’uranio impoverito provoca tumori, siamo ancora qui a discutere. L’uranio impoverito non è altro che scorie radioattive, adesso si scopre improvvisamente che non fa più male.
La nostra è la cosiddetta Sindrome dei Balcani. Noi siamo stati lì, negli stessi luoghi, nello stesso periodo e abbiamo la stessa malattia. Io sono stato più fortunato degli altri, ce l’ho fatta. In quelle zone, l’incidenza dei tumori è aumentata del 420 per cento. E nel nostro organismo hanno trovato sostanze specifiche. Che altro dobbiamo dimostrare?
Anche perché pare che la nostra vicenda rientri in una logica di tagli. Possibile che siamo solo dei numeri?”

Tratto da: it.peacereporter.net

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