Eurogermania

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Eurogermania.

Che fine ha fatto l’Europa? E’ mai esistita? In principio fu l’euro e in seguito non c’è stato altro. Se l’Europa è solo una moneta, in assenza di questa non esiste neppure l’Europa. Dal 2008, l’anno della crisi, negli incontri europei si discute di debito pubblico, spread tra i diversi titoli, tenuta delle banche, default e triple A. L’Unione Bancaria Europea si è sostituita nell’immaginario all’Unione Europea.
Non c’è traccia di una politica estera comune. Il Mediterraneo è in fiamme e l’Europa è muta, come sempre in questi casi. Eppure la sorte dell’Egitto, e più in generale del Nord Africa, può portare a una nuova guerra dei Paesi Arabi con Israele e a un aumento del prezzo del petrolio non sostenibile dalle economie nazionali già in ginocchio dei Pigs. Dall’altra parte dell’Atlantico interviene Obama, in sostanza per liquidare Mubarak, mentre l’Europa, al massimo, può far emettere un comunicato a Trichet sull’esposizione delle banche europee verso l’Egitto.
Sono stato a Bruxelles, ho visto le scolaresche provenienti da diversi Paesi visitare il Parlamento Europeo. Ho avuto l’impressione di ragazzi in gita a un luna park, a un gigantesco mausoleo abitato da funzionari e eurodeputati, Un Club Med, un cimitero degli elefanti che ospita residuati della politica come Albertini e Occhetto o Mastella, il profugo di Ceppalonia. Un trampolino, per altri, verso il parlamento nazionale. Di che Unione si può parlare senza un sistema fiscale omogeneo, una ricerca e innovazione comune, una politica condivisa dei flussi per il lavoro e dei rifugiati politici, una lotta alle mafie condivisa?
La Russia è rappresentata da Putin, l’America da Obama e la Cina da Hu Jintao, ma l’Europa da chi è rappresentata? Il primo nome che viene in mente ai più è Angela Merkel, che non ha nessun incarico europeo. L’identificazione Europa-Germania è però nei fatti. Senza la Germania, questa Europa, tenuta in piedi dall’economia tedesca, svanirebbe. Eppure si allarga, si allunga sempre più, come un palloncino, siamo arrivati a 27 Stati, ognuno dei quali per garantirsi il futuro dovrebbe correre come la Germania o rischiare di perdere la sovranità nazionale, dopo quella monetaria, come sta per accadere a Grecia e Irlanda. L’Italia, in questa compagnia, recita la parte di chi aderisce in principio a ogni direttiva dall’agricoltura, al commercio, alla protezione ambientale per poi ignorarla. Ogni anno, implacabili, arrivano centinaia di milioni di euro di multa. Siamo i tafazzi d’Europa. “Se stiamo insieme ci sarà un perché“, forse è il caso di trovarlo alla svelta prima del “Rompete le righe“.

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