Verso la guerra urbana | Il blog di Daniele Martinelli

Fonte: Verso la guerra urbana | Il blog di Daniele Martinelli.

Si chiama Urban Operations in the Year 2020. E’ un progetto della Nato che prevede l’impego dell’esercito nelle guerre urbane entro quell’anno, quando la popolazione mondiale avrà toccato i 7 miliardi e mezzo di individui stipati in quartieri sovraffollati, quasi tutti in condizioni di povertà economica.
Le nuove guerre non saranno più tra Stati, ma dentro i singoli Stati. Lo sa bene la ristretta oligarchia ricca e corrotta che detiene il potere e che non intende rinunciare ai propri privilegi. Dunque, per tentare di mantenere questa differenza di ceto diventerà opportuno reprimere rivolte, tumulti e proteste col crescente disagio sociale come sta già accadendo in Tunisia e in Egitto ridotti alla fame. L’esercito si prepara a diventare il “mezzo” o se preferite lo spartiacque tra i ricchi e i poveri. Il Ministero della Difesa italiano si è già adeguato a tal proposito. Ha arruolato qualche migliaio di giovani impegnati in un corso di abilitazione alle lotte urbane, salutate dal governo Berlusconi con l’operazione strade sicure varato nel 2008, quando La Russa mandò nelle strade e nelle piazze italiane 2.500 giovani in mimetica .

Era un’operazione che doveva durare 6 mesi. Invece da ormai 3 anni le città sono sempre più militarizzate, anche le più piccole, in luoghi dove di militari armati non c’è alcun bisogno. Mi riferisco ai mercati e alle stazioni in orari in cui circolano studenti e pendolari (la foto postata è un esempio). Girano nel traffico giornaliero a bordo delle camionette affinché la strategia di abitudine alla militarizzazione del territorio, porti assuefazione alla presenza di giovani in mimetica armati, incaricati di sedare proteste spontanee di cittadini inermi contro i quali sarà più facile intervenire con metodi repressivi, armi comprese. Altro che sicurezza. Del resto un governo che volesse reprimere la criminalità spicciola impiegherebbe agenti in borghese, non in mimetica. Ma a quanto pare le lobby ricche e arricchite di tutto il mondo non vedono alternative. Col crescente disagio sociale giocheranno la carta della repressione dura e pura. Dalle città ai paesini la presa di coscienza è ormai chiara: si va verso le guerre urbane. Italia compresa.

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