COSI’ CEMENTIFICANO MILANO – La fermata – Cadoinpiedi

Fonte: COSI’ CEMENTIFICANO MILANO – La fermata – Cadoinpiedi.

di Ferruccio Sansa – 3 Febbraio 2011

La giunta Moratti pronta ad approvare un Piano che sverserà 35 milioni di metri cubi di cemento. Chi ci guadagna: dalle cooperative (bianche e rosse), a Ligresti, fino ai La Russa

Per Milano e per il suo ambiente è un momento assolutamente decisivo. Non dobbiamo lasciare sola Milano in questi giorni perché altrimenti rischia di subire un danno definitivo. In Consiglio Comunale entro il 14 febbraio prossimo, dovrebbe essere approvato quello che possiamo chiamare il “Piano di San Valentino“, anche se è un piano che dimostra tutto tranne che amore nei confronti di Milano.
Letizia Moratti vuole far approvare in tempi rapidissimi – termine tassativo, il 14 febbraio – il Piano generale del territorio, il famigerato Pgt. Deve farlo approvare entro il 14 altrimenti decade.
La Giunta Moratti in questi 5 anni in cui ha governato Milano, purtroppo, di risultati ne ha portati a casa pochissimi. Purtroppo per tutti perché se avesse governato bene avrebbe giovato anche a chi non l’ha votata. Ha portato a casa un Expo molto contestato in cui è stato denunciato più volte il rischio enorme dell’infiltrazione della criminalità organizzata, nonostante il Prefetto di Milano, amico di Berlusconi che riceveva le ragazze indicate da Berlusconi in Prefettura, dica che la criminalità organizzata a Milano non esiste. La Giunta Moratti ha incassato questo Expo molto contestat e poco altro, se pensiamo che negli ultimi 20 giorni, Milano praticamente ha tutti i giorni sforato i limiti di inquinamento previsti dall’Unione Europea. Un disastro!
Milano è una città che vive un paradosso incredibile: è la città più ricca d’Italia, è una città dove i ricchi che ci abitano, ma anche i poveri ovviamente, sono costretti a respirare polveri sottili, i bambini e gli anziani vivono male e la media della vita è inferiore di 3 anni rispetto al resto degli italiani perché i milanesi respirano pm10.
E adesso? Altro colpo di grazia finale, il Piano di governo del territorio, quest’ultimo dovrebbe riportare addirittura a costruire 35 milioni di metri cubi di case, l’equivalente di 340 pirelloni, il grattacielo simbolo della Milano degli anni 50/60. Di tutto c’è bisogno a Milano, di verde, di ambiente, di piste ciclabili, ma non di cemento. Invece saranno realizzate case che potrebbero ospitare 400 mila nuovi abitanti, quando Milano invece da qui al 2030 crescerà soltanto di 60 mila abitanti (lo dice lo stesso comune). Una follia, dunque. Ma non per tutti!
Senz’altro non è un’operazione utile per gli abitanti, per la gente comune. Mentre invece sarà accolta benissimo dagli imprenditori del mattone.
Ci sono alcune parole chiave che sono utili per cercare di capire questo nuovo piano di governo del territorio. Le parole chiave possono essere alcune come “destinazioni d’uso“, che è quella formula che viene utilizzata per fare sì che la pianificazione del territorio sia lasciata agli enti pubblici, che si decida dove si abita, dove si produce, dove andranno gli alberghi, è lo strumento più essenziale perché facendo così il pubblico può decidere e stabilire lo sviluppo ordinato della città, uno sviluppo a vantaggio di tutti. La Moratti le vuole abolire, dicendo che facendo così si ottiene uno sviluppo meno vincolato e uno sviluppo più a vantaggio di chi davvero vuole investire sul territorio. Per molti invece sembra il contrario che facendo così si riuscirà a fare sì che si trasformi la città in una specie di far west urbanistico, in cui tutti potranno di fatto costruire case, perché poi scompariranno le aree produttive che sono bene o male i posti dove la gente trova lavoro. Tutto diventerà case, anche se poi le case restano vuote.
L’altra parola chiave, per capire a vantaggio di chi va questo piano, è “cooperative” infatti le cooperative sono le destinatarie nel nuovo Piano regolatore generale della Moratti. E’ previsto che una parte consistente, il 35% delle costruzioni siano destinate al social housing, le case per i meno abbienti. Ma bisogna andare a leggere attentamente quanto è scritto nel documento e si scopre che poi in realtà un buon 20% sarà affidato alle cooperative bianche e rosse, le cooperative quindi che godono dell’appoggio incrociato: quelle bianche l’appoggio di Comunione e Liberazione, e non dimentichiamoci che l’assessorato all’urbanistica di Milano ormai è appannaggio di Comunione e Liberazione da anni, prima c’era Maurizio Lupi (oggi Vicepresidente della Camera, fedelissimo di Berlusconi) oggi c’è Carlo Massaroli. E poi ci sono le cooperative ovviamente rosse che costruiscono e cementificano l’Italia da anni e che qui stanno facendo sostanzialmente quasi un’alleanza. Qui come in altre regioni, come nel Veneto, come in Emilia, come in Liguria.
Poi la grande parolina magica del Pgt è “perequazione”, perequazione vuole dire: si prende un’area vincolata, come il Parco sud, si dice che improvvisamente diventa edificabile, persino una zona vincolata, un parco,. Poi si dice: no, bisogna salvarlo, non si può costruire in questa zona, quindi gli indici di edificabilità che i proprietari hanno maturato in questa zona, vengono trasferiti in città, “volano” in città. Usano questa parola gli amministratori “volano” che è molto evocativa, però poi alla fine è molto poco volatile il cemento, e qui si scopre chi sono i grandi beneficiari del piano di governo della città. Sono i grandi imprenditori del mattone, primo tra tutti Salvatore Ligrestri, quest’ultimo – questo è il grande paradosso di Milano – è il più grande proprietario di terreni agricoli a sud di Milano, nel Parco sud. Lui ha sempre comprato questi terreni, non perché si sia convertito al verde, ma perché sperava che arrivasse il giorno in cui avrebbe potuto costruire. Il Pgt è questo giorno che lui aspettava da anni. Tutte le superfici che lui possiede a sud di Milano potranno essere riconvertite: o investirà direttamente costruendo nel parco sud l’ultimo grande polmone verde di Milano, oppure potrà trasferire questi volumi in città. Ma chi è Salvatore Ligresti? E’ l’uomo che ha costruito forse più di tutti nella Milano degli ultimi anni. Ma andiamo a vedere i consigli di amministrazione delle società di Ligrestri e troveremo mezza famiglia di Ignazio La Russa che a Roma è abbastanza potente, perché è Ministro della Difesa, ma a Milano è molto più potente.
Nel cda di Fondiaria Sai si trova suo fratello Vincenzo che siede anche nell’Immobiliare Lombarda. Il figlio Geronimo è nel Cda della Premafin al posto che era di suo nonno Antonino. Questo è importantissimo ed è paradossale. La famiglia La Russa è una famiglia potentissima a Milano, è qui si pone questione di opportunità enorme, perché La Russa è un rappresentante di primo piano del partito che poi negli enti locali approva i progetti. Ergo: il partito di La Russa approva progetti che sono proposti dalle società di cui fanno parte i suoi familiari. E una grossa questione di opportunità, anche se ormai non se la pone più nessuno a Milano.
I progetti sono ovunque, qui si vogliono costruire case per 400 mila persone. Andate a vedere Milano in questo periodo, stanno costruendo ovunque, ci sono delle gru alte centinaia di metri ovunque, c’è l’Expo, c’è City Life, costruiscono 3 grattacieli, uno dei quali tra l’altro è un progetto, un grattacielo “usato” perché l’Architetto l’aveva progettato per il Giappone, poi l’ha rifilato a Milano. Tre grattacieli in quella zona che doveva diventare il Central Park di Milano e invece è diventata l’ennesima colata di cemento e non importa se poi nessuno riesce a trovare gente che compra in questa zona.
Poi c’è il mega-insediamento di Santa Giulia, impantanato per le note vicissitudini del gruppo Zunino, c’è Porta Garibaldi, la sede della Regione che dovrà immortalare l’era di Formigoni che non finisce mai perché lui continua a farsi rieleggere nonostante i termini previsti dalla legge, il Pir (un’altra realizzazione di Salvatore Ligrestri) il progetto dell’isola, le Varesine, tutti realizzati da grandissimi architetti che mettono la loro firma, così non si può dire di no, architetti che calano dall’estero, mettono la firma e poi se ne vanno, dimenticandosi che l’architetto ha una grandissima responsabilità anche sociale sui progetti che fa.
Poi la parola d’ordine è “costruire, costruire e costruire” anche se poi, come è successo recentemente, la Procura scopre che si costruisce su aree non bonificate. Ma tanto chi se ne frega, perché poi in queste aree ci andranno a studiare i bambini che andranno in asili costruiti su mercurio e cloroetilene. I grandi imprenditori se ne saranno andati e i bambini resteranno per anni a studiare sul mercurio!

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