Cosentino: scontro Procura-Camera sulle intercettazioni

Fonte: Antimafia Duemila – Cosentino: scontro Procura-Camera sulle intercettazioni.

Vedova Orsi: l’onorevole interessato alla morte di mio marito
di Monica Centofante – 4 febbraio 2011

Procura di Napoli e Camera dei Deputati si scontrano su 46 intercettazioni che coinvolgono l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino.

I pm Giuseppe Narducci e Alessandro Milita, che avevano chiesto e ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il politico del Pdl – non eseguita soltanto per l’opposizione della Camera di appartenenza – hanno chiesto al giudice di sollevare conflitto davanti alla Corte Costituzionale. Dopo la decisione di Montecitorio, risalente al 22 settembre scorso, di negare l’autorizzazione all’uso di conversazioni captate dagli inquirenti tra il 2002 e il 2004.
In quegli anni il parlamentare, oggi imputato per concorso in associazione camorristica, era stato  ascoltato indirettamente sulle utenze intercettate di altri interlocutori: gli uomini di Gomorra, tra cui gli imprenditori ritenuti vicini al clan dei casalesi Sergio e Michele Orsi (ucciso poco dopo aver iniziato a rendere dichiarazioni ai magistrati).

“La Camera – hanno dichiarato ieri i pm – ha esorbitato dalle proprie attribuzioni e ha esercitato poteri che spettano esclusivamente all´autorità giudiziaria”. “Non compete all´assemblea legislativa negare l´autorizzazione affermando che il contenuto delle conversazioni non conferisce profili di novità” rispetto a quanto emerso dagli atti allegati alla precedente richiesta di arresto del parlamentare.
L’assemblea, hanno proseguito, è chiamata a rilevare l’eventuale presenza di “fumus persecutionis”, e non spetta a lei “negare l´autorizzazione affermando che le conversazioni non possono ritenersi decisive ai fini dell´affermazione di colpevolezza del parlamentare”. O dichiarando – in decisa controtendenza a questo confermato dal gip, dal Tribunale del Riesame e da due diverse pronunce della Corte di Cassazione – “che l’impianto accusatorio manifesta la propria fragilità”.

La richiesta dei pm Narducci e Milita era stata avanzata già lo scorso lunedì al giudice Francesco Cananzi, non più legittimato a procedere sul punto dopo la scelta degli avvocati di Cosentino di chiedere il giudizio immediato per il proprio assistito. E con tutta probabilità sarà quindi riproposta il prossimo 10 marzo, data di inizio del dibattimento.

Nel frattempo i pm stanno già lavorando alla lunga lista dei testi da interrogare. E, tra questi, come rivela Repubblica, potrebbe esserci anche Diana Miranda, la vedova di Michele Orsi, che in un verbale del 2008 avrebbe accennato a due esponenti politici interessati, in linea teorica, all’omicidio del marito. “La persona maggiormente interessata”, aveva detto la donna, è Nicola Ferraro, ex consigliere regionale dell’Udeur, agli arresti per concorso in associazione camorristica. “Una persona importante nel settore dei rifiuti, era nato in quel campo e aveva avuto modo di minacciare mio marito proprio nel periodo in cui si aggiudicò con la Flora Ambiente l’affidamento del servizio raccolta rsu per i comuni, gara indetta dal consorzio Ce 4”.

L’altra persona “interessata all’omicidio di mio marito era Nicola Cosentino”. “Quando mio marito lo nominò negli interrogatori, come emerse dai giornali – aveva proseguito la Miranda – Cosentino ammise ciò che aveva detto Michele. In particolare, ammise di aver perorato assunzioni proprio a mio marito. È probabile che potesse temere che mio marito dicesse anche altre cose. Conoscendo la famiglia Cosentino, quella ammissione mi inquietò e non mi piacque”.

La vedova Orsi – le cui dichiarazioni sono valutate con grande cautela dagli inquirenti – aveva inoltre ricordato di aver invitato il parlamentare ad una festa per i figli, alla quale avrebbe partecipato anche l’onorevole del Pdl Mario Landolfi. E di aver visto uno dei fratelli Cosentino ai funerali del padre del boss Francesco Schiavone alias “Sandokan”: “Una partecipazione che ‘valeva’ anche per il fratello”.

Per il momento il verbale di Diana Miranda è stato depositato, anche se né Cosentino né Ferraro sono stati mai in alcun coinvolti nell’indagine sul delitto Orsi. L’unico precedente sono le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Oreste Spagnuolo, che parlò agli inquirenti di Ferraro, raccontando di una cena del fratello del politico con Giuseppe Setola, considerato il responsabile dell’omicidio.
“Ferraro Gigino, detto il Fucone – aveva riferito il pentito – aveva rapporti con Setola, con il quale si è incontrato in una cena insieme a me, due, tre giorni prima dell’omicidio di Michele Orsi (…). Il Gigino parlava per conto del fratello quando si incontrava con Setola. In quella cena Setola disse al Fucone ‘digli a tuo fratello di non preoccuparsi perché fra due giorni gli facciamo un bel regalo’; precisò che durante la cena Gigino Fucone disse a Setola che Orsi (non fu detto il nome proprio) aveva reso dichiarazioni contro il fratello di Ferraro, Luigi. Compresi – concluse Spagnuolo – che si riferiva all’Orsi Michele perché dopo due giorni fu ucciso dal Setola”.

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