LA COLATA SU MILANO – La fermata – Cadoinpiedi

Fonte: LA COLATA SU MILANO – La fermata – Cadoinpiedi.

di Ferruccio Sansa – 8 Febbraio 2011
Approvato il Piano di Governo della Moratti. Ancora cemento in città, come 341 “Pirelloni”

Il Piano di governo del territorio di Milano è stato approvato. Erano settimane che la società civile di Milano si mobilitava per cercare di fermare questo piano. Era scontato che fosse una battaglia persa in partenza. E’ stato dimostrato, ancora una volta, che Milano non riesce a concepire un suo sviluppo che non sia quello legato al cemento. Milano riesce a pensare di cambiare soltanto costruendo. E’ l’unica città europea che continua questa politica senza il minimo tentennamento. Andate a vedere cosa succede a Zurigo, a Londra, a Parigi, Madrid, Barcellona, dove lo sviluppo della città procede nella direzione di migliorare la qualità della vita: ogni periodo storico lascia una traccia, ma la città migliora, guardate Barcellona che ha costruito linee di metropolitana, città dove il verde aumenta invece che diminuire. Invece cosa hanno fatto a Milano? A Milano hanno approvato un Piano di governo del territorio che prevede un ampliamento della città, un aumento di mezzo milione di abitanti in più nonostante le stesse stime del Comune prevedono nei prossimi anni un aumento intorno ai 60 mila abitanti. Si è deciso di richiamare altri abitanti e quindi di richiamare altro inquinamento, altro traffico.

Credo, però, che in questo Piano di governo del territorio c’è un vantaggio: questa volta c’è una firma, che è la firma di Letizia Moratti e della sua Giunta. Così tra 20/30 anni quando si vedranno le conseguenze di questo Piano regolatore generale ci sarà una persona che si è assunta le sue responsabilità. Ci auguriamo tutti che le conseguenze siano positive ma non ci crede praticamente nessuno! E’ un piano che prevede milioni e milioni di metri cubi nuovi di cemento, addirittura secondo alcune stime stiamo parlando di decine di milioni, 35 milioni di metri cubi in più, l’equivalente di 341 “Pirellone”. Altri sono più cauti e parlano di circa 15/20 milioni di metri cubi nuovi. Di sicuro nasceranno nuovi quartieri e anche di questo non se ne sentiva assolutamente il bisogno. Ci sarà spazio, ammesso che la gente voglia venire a viverci, per un altro mezzo milione di abitanti.

Questa notizia è arrivata insieme con quella che ci ricorda che Milano per 20 giorni consecutivi ha superato i limiti di inquinamento. E come risponde Milano a questa emergenza assoluta? Risponde ovviamente aumentando il cemento, quindi richiamando altro traffico, richiamando altro inquinamento. L’inquinamento vuole dire vivere peggio e vuole dire anche vivere meno.

E’ un piano che segna il fallimento della tutela dell’ambiente e segna anche un’ulteriore conferma dei poteri forti di Milano che sono sempre quelli legati al cemento. In prima fila c’è Salvatore Ligresti, per esempio, che grazie al meccanismo della perequazione potrà trasferire tutti i diritti acquisiti grazie al Piano di governo del territorio in città, milioni e milioni di metri cubi che lui potrà trasferire dalla zona del parco sud al centro di Milano. Salvatore Ligresti, ricordiamo, nelle sue società ha in posizioni chiave molti membri della famiglia La Russa e qui di nuovo siamo di fronte a una questione di opportunità macroscopica perché uno dei membri del governo, di un partito politico che governa il Comune, la Provincia e la Regione Lombardia, ha diversi suoi parenti nelle posizioni chiave di una società che con questi enti pubblici deve dialogare ogni giorno. Una questione di opportunità che a Milano purtroppo non solleva più nessuno. Perché? Perché purtroppo come si nota in Italia spessissimo il degrado morale e il degrado ambientale procedono di pari passo. Quando l’ambiente naturale si rovina, anche l’ambiente civile e politico perdono salute.

Non c’è niente di illegale in questo che ho raccontato fino adesso, ma c’è una questione di opportunità. A Milano le questioni di opportunità non se le pone più nessuno, è una città che era stata chiamata “la capitale morale” era la punta in Italia per la cultura e il senso civico, adesso è una città che non riesce più a concepire il suo futuro e non riesce più neanche a guardare alle prossime generazioni, continua in a costruire e soltanto costruire, si parla, rifacciamo degli esempi concreti, Via Stevenson, Cascina Merlata, Via Litta, Scalo Farini, Magazzini della stazione centrale, lo scalo merci di Lambrate, Via Messina, lo scalo di Porta Romana, Piazza D’Armi. Sono milioni e milioni di metri cubi che caleranno su Milano, una città dove non c’è più spazio per costruire nulla. Una città dove si costruiscono spesso anche delle opere di qualità molto discutibili, andiamo a vedere quello che era il progetto per recuperare i padiglioni della vecchia fiera, doveva diventare il Central Park di Milano, invece cosa è diventato? Cemento, essenzialmente cemento. Un francobollo di verde per giustificare l’operazione immobiliare, questo è Citylife. E infatti risulta che non sia poi così facile vendere gli immobili. Questi 3 enormi grattacieli che si stanno costruendo a Milano sono il segno che la città lascia per questa epoca. L’epoca che stiamo vivendo lascia come segno esclusivamente il cemento, il segno probabilmente che Milano non riesce a concepire dei sogni.

E’ un grandissimo rischio questo Piano di governo del territorio, ed era anche una grandissima occasione per cercare di fermarlo, ripensare davvero al futuro di Milano. Anche questa occasione è andata perduta e non credo che Milano ne avrà molte altre perché dopo questa ennesima colata di cemento, sarà veramente difficile rimediare ai danni e sarà difficile richiamare altro mezzo milione di abitanti a vivere a Milano, perché la qualità della vita sarà sempre peggiore!

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